L’inno è tornato

L’inno nazionale torna ad aprire i consigli comunali. Questo l’effetto dell’approvazione di un’apposita delibera avvenuta lunedì sera nel corso del secondo consiglio comunale dell’amministrazione Bacheca. “Abbiamo voluto ristabilire le regole – afferma l’assessore Grimaldi – scompensate dalla passata amministrazione. La reintroduzione dell’inno nazionale è per me motivo di grande orgoglio dopo la mia personale battaglia condotta due anni fa nei confronti dell’ex sindaco Tidei, che inspiegabilmente aveva deciso di rimuoverlo dalla massima assise pubblica della città. Abbiamo mantenuto l’impegno anche nei confronti della minoranza, riportando al primo punto di ogni Consiglio le loro interpellanze e le loro interrogazioni, convinto che si possa lavorare insieme serenamente per Santa Marinella”. “Oltremodo – aggiunge il Sindaco Bacheca – doteremo prestissimo la minoranza di un ufficio dove poter svolgere dignitosamente il proprio ruolo, e cercheremo di collaborare il più possibile sui temi sentiti dalla cittadinanza”. Queste dichiarazioni di apertura non sono state ritenute sufficienti dalla minoranza che ha duramente contestato i lavori del consiglio appellandosi ad un articolo del regolamento consiliare che prevede l’incompatibilità tra il ruolo di delegato consiliare e quello di membro di commissione. “Abbiamo fatto i salti mortali – ha detto il capogruppo di maggioranza Maggi – per evitare che gli assessori fossero inseriti nelle commissioni, ma tolti loro e dovendo prevedere quattro membri per ognuna delle quattro commissioni è quasi impossibile comporle tutte”. Secondo invece Massimiliano Fronti, che ha contestato anche l’attribuzione della vicepresidenza del consiglio comunale a Giovanbattista Boelis, eletto nella maggioranza, la distribuzione degli incarichi consiliari risponde soltanto a logiche di equilibri interni alla maggioranza. “Soliti metodi già visti con l’altra amministrazione” è il lapidario giudizio di Paola Rocchi mentre Giovanni Dani sostiene come sia evidente la mancanza di un vero salto di qualità “mentre continuiamo a giocare a fare i grandi politici”. Secondo il sindaco Bacheca la mancata partecipazione della minoranza è frutto dell’assenza di una proposta che sarebbe dovuta provenire dalla minoranza stessa. “Tutta questa generosità – ha detto il sindaco – andava fatta uscire quando le persone che oggi la reclamano erano in maggioranza; io, che ero dall’altra parte, non l’ho mai notata. D’altronde le commissioni consiliari sono solo consultive, le vere aperture le vedremo nei fatti concreti”. Ha chiuso il battibecco, a tratti aspro, Andrea Bianchi. “Il 13 aprile si è voltato pagina, i cittadini sono stanchi della politica fatta con le offese”. Il prossimo appuntamento importante sarà quello, previsto per il 28 o 29 maggio prossimo, con l’approvazione del bilancio preventivo che intanto dovrà essere valutato dall’apposita commissione che è stata costituita proprio lunedì sera. Tral’altro è stata approvata anche la modifica di regolamento che prevede la discussione delle interrogazioni al primo punto dell’ordine del giorno


-- Scarica L'inno è tornato in PDF --


Per saperne di piu':

  1. leggi anche...Martedì le interrogazioni in consiglio
  2. leggi anche...Una nave senza nocchiero
  3. leggi anche...Lunedì consiglio comunale
  4. leggi anche...Dai Grimaldi, adesso sotto con le antenne
  5. leggi anche...Per la minoranza la questione è sopratutto morale
  6. leggi anche...Siamo alla frutta?
  7. leggi anche...Prc: poche regole, tanto cemento

One thought on “L’inno è tornato

  1. Il regolamento del consiglio comunale è chiaro: incompatibilità tra deleghe consiliari e argomenti di pertinenza delle commissioni.
    Non c’è dubbio o interpretazione che tenga (chi vuole il testo scriva e io lo spedisco).
    La città non se ne era mai accorta e anche nelle precedenti amministrazioni il regolamento era stato disatteso. Le commissioni sono svuotate di contenuti e le deleghe usate per sistemare gli equilibri di maggioranza (e minoranza, a volte).
    A questo punto, se proprio di fare così non se ne può fare a meno, si porti in cinsiglio una delibera e si cambi il regolamento.
    L’autorevolezza ha diverse facce e credo che una Amministrazione debba essere autorevole. D’altronde sono le stesse amministrazioni che mi chiedono di non andare a più di 50 all’ora alle 5 di mattina sull’aurelia. Sono le stesso che mi stanno per chiedere l’addizionale irpef, sono le stesse che mi hanno detto che è stato un vantaggio dare in gestione il nostro porto a qualcuno che ora mi ha chiuso fuori con delle sbarre.
    Non è pignoleria, è solo un attaccamento alla forma che spesso diventa sostanza. Cambiate il regolamento o cambiate le deleghe. Sarà un piccolo grande atto per la città.

    Stefano Massera

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>