Bacheca e la centrale

Il sindaco Bacheca ha in questi giorni dichiarato alla stampa con toni
compiaciuti e soddisfatti di aver concluso un buon accordo con regione ed
Enel, alla vigilia dell’avvio di una centrale a carbone. Senza nessun
passaggio in Consiglio comunale se non a posteriori, senza coinvolgimento
della cittadinanza, le sue dichiarazioni entusiastiche fanno arrossire.Dopo anni di servitù Enel, mentre la centrale di Tirreno Power è tutt’ora
in funzione e ogni minuto si alzano i fumi di un imponente traffico
croceristico di città galleggianti che sostano a motori accesi, il nostro
comprensorio si appresta ora a sopportare il funzionamento di una
centrale a carbone che depositerà nell’aria ingenti quantità di gas serra e
nei nostri polmoni polveri sottili e metalli pensanti. In nessun modo si può
affermare che sarà una centrale “pulita”, semmai sarà “meno sporca” della
centrale dismessa, ma pur sempre inquinante e che raddoppierà le emissioni
di CO2.

Per due volte il precedente Consiglio comunale di cui il sindaco faceva
parte, si è espresso ALL’UNANIMITA’ contro la centrale. Solo un anno fa,
membri della sua attuale maggioranza si univano alla sinistra occupando
simbolicamente l’aula consiliare per opporsi alle decisioni Enel e chiedere
la riapertura di procedure per una nuova Valutazione di Impatto Ambientale.

La verità è che Enel sta comprando il consenso del territorio sventolando la
possibilità di incrementare i bilanci dei Comuni. Lo chiamano “sviluppo
economico territoriale dell’area”, ma è un patto di scambio.

Chi conosce da vicino la vicenda, sa del resto che di fronte agli utili
altissimi che si prevedono, Enel ha impiegato una potenza di fuoco imponente
a tutti i livelli istituzionali, tentando per altro di costruire anche
altrove altre centrali a carbone. Guarda il caso, gli è riuscito solo a
Civitavecchia. Da nessun’altra parte ha trovato una classe dirigente così
prona e un territorio così assopito.

Se il sindaco Bacheca e gli altri sindaci del territorio volessero
recuperare ora un po’ di dignità, dovrebbero da subito lavorare perché
davvero ci sia uno sviluppo economico alternativo e perché Enel fra qualche
anno liberi dalla sua presenza questo territorio. Lo faccia respirare.

C’è poi la questione importantissima della elettrificazione del porto che
va affrontata al più presto e che invece sembra ignorata.
Infine il riferimento alle fonti alternative: staremo davvero a vedere,
mentre per ora produce solo amarezza leggere che Enel “si impegna ad
effettuare un’attenta ed efficace campagna di informazione”.

Di fronte a tutto questo il sindaco Bacheca ha dichiarato di essere
“Estremamente soddisfatto del conseguimento di quest’accordo”. Dice di aver
tutelato la sua comunità ” adottando tutte quelle misure atte alla difesa
della salute e dell’ambiente stesso”.
Davvero un bel coraggio, sindaco Bacheca.
I Consiglieri di Un’altra città è possibile, Paola Rocchi e Giovanni Dani


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