C’è chi vuole scordare. Noi no

Era un anno, sembra un secolo. Il 4 ottobre scorso un colpo di mano mandava a casa Pietro Tidei e la sua faraonica amministrazione. Era un anno e tutti se ne sono scordati, tutti presi, affaccendati, strapazzati. Il quattro ottobre del 2007 sembrava si potesse finalmente aprire una nuova era, la stagione di una cittadinanza attiva, di una vera partecipazione della gente alle scelte di un’amministrazione comunale consapevole e condivisa; così non è stato. Oggi possiamo guardarci tutti dentro, dopo aver vissuto quei momenti, il prima, il durante. Un bilancio adesso è veramente possibile, aspettavamo con ansia questa data proprio per poterlo tirare. Ripeto ancora che sembrava i presupposti per una vera svolta ci fossero tutti ma qualcosa è mancato. Se volessimo iniziare dalla coda ci accorgeremmo tutti di una enorme consapevolezza maturata nella gente della nostra città e cioè che nulla è cambiato. Non per dire che si stava meglio quando si stava peggio ma semplicemente per confermare, come già detto tempo fa, che si sono forse mescolate le carte ma i giocatori sono rimasti gli stessi. I giovani, tanto attesi, non hanno portato la ventata di rinnovamento che tutti si aspettavano da loro, forse perché non vengono dalla politica attiva ma sono stati pescati qui e là, forse perchè non hanno la giusta motivazione. I vecchi sono sempre gli stessi, qualcuno ha governato con l’ultima amministrazione, quella mandata a casa il quattro ottobre, gli altri sono stati mandati a casa dall’amministrazione che è stata mandata a casa il quattro ottobre. Insomma il concetto parrebbe un po’ contorto, l’unica cosa che emerge è che tutti dovrebbero essere tornati a casa, almeno una volta, ma sembra che la strada di casa l’abbiano smarrita tutti. Un’analisi della situazione, delle sue condizioni e dei suoi presupposti è stata lungamente fatta già proprio su queste pagine e quindi è inutile tratteggiare di nuovo volti ed intenzioni. La delusione, tra la gente, è forte. Oggi più che mai bisogna cambiare, ne abbiamo bisogno, ce lo meritiamo. Bisogna cambiare per il nostro futuro e per dare un futuro, una prospettiva ai nostri figli. Perché tanta memoria corta da parte di chi avrebbe dovuto ricordare? Perché la stessa atmosfera che si viveva ad ottobre scorso si sta vivendo in questi giorni, con una giunta passata da parte a parte da stilettate date senza alcun riguardo, dilaniata da lotte intestine per assicurarsi una manciata di visibilità, un briciolo di potere senza comprendere che il potere può darlo soltanto la legittimazione del popolo e nessun altro ed in questo caso l’orsetto ed i suoi compari non hanno vinto le elezioni, hanno solo preso più voti degli altri e rimangono sempre una minoranza che tenta, goffamente, di governare una città avendo contro la maggioranza dei cittadini. Il popolo di Santa Marinella la sua legittimazione se l’è presa, oggi più che mai unito contro ogni sopruso e contro ogni malgoverno. Vorrebbero farci credere che dopo di loro si potrà tornare soltanto al nulla, che dopo di loro, attaccando loro si possa legittimare il Faraone e non è così. I manifesti che inneggiavano al ritorno di Pietro Tidei se li sono attaccati da soli nel goffo tentativo di erigersi ad unica barriera, di delegittimare l’unica voce che riesce a sostenere un’opposizione valida e motivata nella palude mediatica che vorrebbero creare. E la palla di vetro? Bisognava progettare e non si è progettato, bisognava pianificare e non si è pianificato, bisognava lottizzare….vabbè mi sono fatto prendere. La città è mal gestita, mal governata e non ha un futuro. Ci avevano promesso, l’estate è l’estate, che a settembre avremmo visto i fuochi d’artificio. la pioggia avrà spento le micce. Lo spettro del Faraone, agitato ai quattro venti è semplicemente uno spettro. Dopo l’esperienza Fronti-Tidei, fallita, dopo l’esperienza Ricci-Marongiu-Bacheca, naufragata, dopo essersi giocate tutte le carte del mazzo questi signori dovranno inesorabilmente arrendersi all’indifferibile evidenza dei fatti, ammettere di aver paralizzato questa meravigliosa città per un altro anno e tornare a casa, e presto, anche loro, con il minimo di dignità che gli è rimasto. La città attende il nuovo, ma nuovo vero, senza attori e servi di scena, senza sorrisi di compiacimento, senza copioni da leggere e mandare a memoria conto terzi. Lo so, la palude puzza ancora, ma se vogliamo cambiare veramente diamoci da fare. Stanno nascendo giornalini, comitati di quartiere, comitati legati a particolari tematiche, si sviluppano punti di incontro; abbiamo bisogno e coraggio al punto giusto per fa sentire la nostra voce e non far passare altro tempo invano, in molti stanno premendoci addosso, si sono fatti intorno a noi che gestiamo questo blog che sta diventando, nella considerazione della gente, la bandiera di un cambiamento reale.
Vi esortiamo allora a diventare tutti cittadini veri, ad iniziare a fare, giorno dopo giorno il tifo per voi.


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