Siamo a un punto di svolta. la tensione in maggioranza è tanto palpabile quanto ormai inutile. Non si tratta di tensione positiva, di spinta ideale, di carica emotiva verso qualcosa o qualche grande obiettivo. Si tratta di energie cattive spinte, come c’era d’aspettarsi, tutte contro tutti. La questione del via alla lottizzazione della Quartaccia porterà ad un altro bagno di sangue. Non dobbiamo dimenticare che proprio un anno fa il Faraone cadde anche per via di quel piano urbanistico e chi lo ha fatto cadere oggi è ancora in maggioranza. Non dobbiamo dimenticare che, oggi come allora, chi ha fatto cadere il Faraone ha fatto precedere le sue azioni da uno sfoggio di muscoli. Correre ai ripari non si può proprio, è una cosa che non dipende da noi; possiamo soltanto continuare a guardare le cose, spettatori ma, fortunatamente nel nostro caso, non proprio muti. Un’altra cosa è evidente, e cioè la spaccatura che divide la maggioranza in due gruppi contrapposti. Uno, quello che fa capo a Ricci, che vuole, ad esempio, la nomina del Direttore generale del comune contro il parere dell’altro. L’altro gruppo, quello che fa capo a Marongiu che vuole ridimensionare il ruolo imprenditoriale della famiglia Fronti. Non si spiegherebbe altrimenti l’attacco frontale che proprio a Fronti ed alla sua decennale gestione dell’Unione Sportiva, con annessi e connessi, è stato fatto condurre a Rodolfo La Rosa. Lo stesso gruppo, quello di Marongiu, che ha una visione tutta autoreferenziale ed incoerente con il resto della maggioranza, dello sviluppo di questa meravigliosa città. In mezzo il sindaco che, con i pochi fedelissimi rimasti, fa quadrato e tenta a sciabolate di rintuzzare gli attacchi che provengono da una parte e dall’altra. Sullo sfondo passa come sulla parete di un cinema, la pellicola di questa stagione politica. Il film è in bianco e nero ed è muto ma non in omaggio alla cinematografia espressionista degli anni venti. Il sonoro è stato tolto per evitare di sentire le urla, vistosamente incazzate, di tutti quelli ai quali era stato promesso e non avranno, di quelli che erano stati convinti e non vedranno, avevano creduto e si pentiranno. Chi governa la città non dialoga più con queste persone: ormai hanno votato e non servono più, ma la ragione per la quale non si fanno conferenze stampa, non si dialoga più con la gente e che non si ha nulla da dire. E questo è un segno che certi tempi stanno tornando.
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