Tra i due litiganti chi è il terzo che gode?

Forse è proprio difficile fare il comandante dei Vigili Urbani a Santa Marinella. Quelle che seguono sono due storie di due personaggi, pubblici dirigenti, che hanno legato la loro vita alla città, tutti e due comandanti del servizio di polizia locale e tutti e due oggi in causa con l’amministrazione. Il primo esempio è un caso di mobbing denunciato da Nicola Caputi il quale ha citato in giudizio l’amministrazione comunale della Perla davanti al Tribunale di Civitavecchia in funzione di giudice del lavoro per sentirlo condannare a causa di quelli che, come riporta il suo avvocato nel ricorso, sono veri e propri atti di quella che fino a ieri era considerata una fantasia ed oggi è sempre in primo piano come prima causa di richieste di danni nelle controversie relative ai rapporti di lavoro subordinato, il mobbing. Secondo l’avvocato Caferri di Civitavecchia, patrono del comandante Caputi, il dirigente sarebbe stato dequalificato, demotivato e avrebbe ricevuto un danno economico derivante dalla mancata attribuzione dell’indennità di risultato. Inoltre Caputi sarebbe stato oggetto di immotivate discriminazioni per il mancato proseguimento della progressione orizzontale, avrebbe subito un danno biologico a causa del continuo mobbing al quale sarebbe stato sottoposto, un danno curriculare, un danno esistenziale ed un danno morale oggettivo. A fronte di tutto questo avrebbe speso anche dei soldi per affrontare un ciclo di cure riabilitative, dei quali chiede il rimborso. Il Tribunale di Civitavecchia ha fissato l’udienza di trattazione del ricorso ad aprile. Nel frattempo, ma lo veniamo a sapere soltanto ora, ad agosto scorso l’attuale comandante della Polizia Locale Claudio Jacobazzi aveva prima ingiunto di pagare e poi, stante l’inerzia dell’amministrazione, pignorato in data 29 agosto scorso uno dei “beni al sole” dell’amministrazione comunale di Santa Marinella. E’ giusto chiamarlo così perché si tratta dell’immobile che ospita lo stabilimento balneare denominato “Perla del Tirreno”, sulla passeggiata al centro della città. La somma per la quale lo stabilimento è stato pignorato nell’interesse di Jacobazzi ammonta a 315.352,54 euro derivanti da quanto l’amministrazione comunale deve al comandante della polizia Locale a seguito della sentenza emessa dalla Corte d’Appello dell’Aquila, sentenza numero 100 dell’otto febbraio 2007 che condannava il comune a pagare allo Jacobazzi ben 275.345,92 ai quali nel frattempo si sono aggiunti spese ed interessi. Questa vicenda, il processo di esecuzione della sentenza abbruzzese, spiegerebbe anche l’irrigidirsi, almeno agli occhi di questo cronista, dei rapporti tra i vertici dell’amministrazione comunale e lo stesso comandante, gli annunci a mezzo stampa di una sua prossima sostituzione e le immediate rettifiche, quasi come se l’esecuzione della sentenza fosse stata rinviata sine die in esecuzione di un gentlemen’s agreement tra l’amministrazione e Jacobazzi improvvisamente rotto senza ragioni apparenti.
Naturalmente dall’amministrazione comunale nessuna voce è giunta, né riguardo alla causa per mobbing né al mega risarcimento con conseguente pignoramento dell’unico stabilimento balneare di proprietà dei cittadini di Santa Marinella; le bocche sono cucite, la consegna è di non parlarne con nessuno, tantomeno con i giornalisti e le notizie quindi emergono in ritardo e mai complete. Fra queste spicca una delibera di giunta che dovrebbe bloccare la permanenza in servizio dei funzionari comunali ai 65 anni di età ovvero ai 40 anni di servizio. Quindi già dal 2009 né il comandante Caputi né il comandante Jacobazzi potrebbero rimanere in carica. Il prossimo comandante della Polizia Locale di Santa Marinella, chiunque sia, farà anche lui causa all’amministrazione comunale? Perché se è vero che ogni cittadino ha diritto di veder tutelati, con i mezzi che gli mette a disposizione la legge, i propri diritti, l’incrociarsi delle vicende personali di due dirigenti di polizia che si sono reciprocamente avvicendati nello stesso posto di comando sotto quasi quattro sindaci diversi fa pensare ad un malessere imperante e permanente nella gestione del personale o di particolari servizi nel comune di Santa Marinella o ad un modo poco ortodosso di intrattenere rapporti fra le gerarchie comunali. Di certo non è né un caso né un esempio di buon impiego delle risorse ma forse il segno dei tempi, di come prima o poi tutti i nodi vengano sempre al pettine ed allora sarà soltanto il destino a volere che questa sfortunata amministrazione comunale sia chiamata a pagare la gestione poco accorta della cosa pubblica effettuata da chi ha amministrato precedentemente.


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One thought on “Tra i due litiganti chi è il terzo che gode?

  1. Purtroppo paga la cittadinanza quello che UNO ha commesso. Il "pelide" dovrebbe pagarli quei 350mila non la cittadinanza…

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