Storico, semplicemente storico, che ne so, come i Patti Lateranensi, come la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, come l’armistizio in una guerra che ha causato milioni di morti. La fantasia va scatenata, è inutile negarlo, ma le parole, grandi e pompose, del comunicato stampa del Comune servono soltanto a continuare a distogliere l’attenzione della gente dalla reale capacità politica e produttiva di quest’amministrazione (molto scarsa) e a concentrarla sul carico di illusioni che si tentano quotidianamente di somministrare ai cittadini della Perla (tantissime). Cosa c’è di storico in un accordo di edilizia di scambio? Assolutamente nulla, anche perché l’oggetto della firma dell’accordo non è la strada come si è tentato di far credere alla gente, altrimenti nella tanto declamata riunione ci sarebbe stato anche l’assessore ai lavori pubblici Romitelli. Si è parlato soltanto di case, case e basta, tanto che a spendersi la firma, storica con tantro di sermoncino finale, c’è proprio l’assessore all’urbanistica Grimaldi. E la strada? La strada serve ai costruttori per due ragioni; la prima è risparmiare sugli oneri di urbanizzazione (e lo vedremo al computo finale) e la seconda è per dare accesso alla parte verso nord del complesso che si apprestano a costruire. D’altronde si vuole far passare come soluzione di tutti i mali della viabilità della parte centrale della città un piccolo raccordo che il Comune, in tanti anni, non è riuscito a costruire non perché in preda al male assoluto ma semplicemente perché ha impiegato i denari dei contribuenti in un’altra maniera. Punto. Trent’anni sono passati, invano, e poi si è giunti alla storica firma, ci hanno detto. Senza tornare al 1978, basta retrocedere al 2004; perché questo storico accordo non si è firmato già quattro anni fa? Chi governava allora la città? Bacheca, Romitelli, Grimaldi, Bianchi, Fratturato, insomma gli stessi della storica firma. Ma allora perché ci hanno fatto soffrire per altri quattro anni? Forse per rendere ancora più storica questa firma. Ma cosa cambierà per la viabilità del quartiere Valdambrini? Per i prossimi quattro o cinque anni assolutamente nulla. Se pur la famosa express way dovesse essere terminata in tempo la vedremmo percorsa dai mezzi che stanno lavorando all’edificazione del nuovo quartiere. In realtà la strada di scorrimento veloce nasce già vecchia. Pensata quasi quarant’anni fa per un tipo di urbanistica allora innovativo, ha visto cambiare l’assetto della città, via via con il passare del tempo, grazie appunto agli accordi di programma, all’edilizia negoziata, che ha spostato i centri di carico urbano in altri siti. Forse nessuno di quelli che la decantano tanto si ricorda a che cosa servisse: a trasferire il peso del traffico dall’Aurelia a questa “bretella veloce” che correva come un’arteria dentro il cuore della città. Ma se la bretella è veloce non prevede intersezioni. Ma se qualcuno dice che questa è la soluzione non è mai stato su via Valdambrini dalle sette alle otto di mattina; l’automobilista tipo non vuole evitare l’Aurelia: ci vuole arrivare ed in fretta, così come in serata il traffico ha come portante il flusso opposto. Io che da via Elcetina o via Sardegna voglio andare a lavorare o accompagnare i miei figli a scuola che me ne faccio di una strada che mi fa scapolare il centro abitato: sull’Aurelia mi ci faccio paracadutare? C’è tanta confusione, spero fatta ad arte perché se fosse vero il contrario sarebbe la conferma che siamo in mano a persone assolutamente distratte dai veri problemi della città. Tanto distratte da dichiarare che sul sito del comune le delibere di giunta sono puntualmente pubblicate salvo farci scoprire che al 7 novembre su ben 373 delibere di giunta approvate ne sono state pubblicate sul sito del Comune, il luogo lo ricordiamo dove devono essere comunicate per dovere istituzionale, soltanto 174, ben il misero 47%. A pensar male si fa sempre in tempo, ci hanno detto, e noi che pensiamo male di tutto andiamo a raccontare che chi le deve pubblicare ha smarrito il fascicolo con gli atti. Altrimenti non si spiegherebbe come sono presenti gli atti relativi a tutti i patrocini che il comune ha dato gratuitamente a porci e cani (naturalmente escluso ogni riferimento agli animali) mentre manca la delibera 116 sullo staff del sindaco, quella 140 sulla Croce Blu, la 157 sulla concessione in uso di porzione di fabbricato alla caccia ed al tiro a volo, la 387 sulla definizione quote per il servizio di prescuola, e la 418 sul “provvedimento urgente” per prolungare la concessione del verde ai grottini. Naturalmente quelle che mancano alla pubblica visione sono tantissime, questo assaggio è per dare a chi legge il senso della gravità del problema. E dire che ci eravamo proposti di sollevare l’amministrazione comunale da questo incombente offrendo la nostra tecnologia ed il nostro servizio, naturalmente gratis, per fare la scansione degli atti e renderli anche su supporto informatico ma nulla, non se ne è fatto nulla perché nessuno, probabilmente, ha interesse che i cittadini sappiano. Come dicevamo all’inizio grande risonanza ma sui concetti sbagliati. Le grandi cose non sono i sogni perduti ma le necessità che i cittadini hanno quotidianamente. Per poter scegliere, per poter giudicare i cittadini devono sapere. Solo chi non ha a cuore l’interesse della sua gente può pensarla altrimenti, può vedere la sua gente come pecore da tosare e basta, che devono rimanere nell’ignoranza più dotta possibile, altrimenti la prossima firma non potrà essere altrettanto storica come quella di via Valdambrini.
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