Dal porchicciolo al porco-giochi
feb 18th, 2009 | By CrisDegni | Category: In due paroleLa cena fatta con gli avanzi ha sempre un gusto particolare, specie se dagli avanzi uno chef consumato è in grado di fare uscire fuori, chessò, un’area turistico-ricreativa.
Siamo persone di pochissima fede. Quando l’attuale amministrazione si è presentata dicendo di essere in grado di sciorinare sul tavolo una grande progettualità aveva perfettamente ragione. Non si trattava di farina del suo sacco ma della pasta fatta in casa trovata in buono stato di conservazione nei cassetti di via Rucellai dopo l’ultimo trasloco. Una porcata, direte voi? E certo! Altrimenti il titolo cosa c’entrava? Adesso il dubbio che ci rode dentro (stiamo rosicando, avete ragione) è su chi taglierà il nastro, perché se alla posa della prima pietra dovrà pensarci senz’altro Pietro Bacheca al taglio del nastro dovrà provvedere il Faraone, il progetto è infatti quello dell’Ing. Fiorini, capitolo numero cinque della saga “Santa Marinella ed il suo futuro“, rimasta lettera morta per i noti fatti. Soldi e tempo sprecati? no, non temete, a riappendere al muro i trentacinque progetti ci ha pensato proprio Roberto Tidei, all’insegna del taglio netto, del voltiamo pagina, del cambiamo tutto. Si capisce anche dalle sue dichiarazioni, schiette e sincere. Leggete e saprete.
“Proseguiremo l’iter per la sistemazione dell’area adiacente alla foce del Fosso Sciatalone per la progettazione e la realizzazione di un parco pubblico con annesse strutture sportive”. A dare l’annuncio è il Sindaco di Santa Marinella Roberto Bacheca che ha dichiarato di voler riprendere un progetto presentato dall’amministrazione Tidei e riguardante la bonifica dell’area e la costruzione di un complesso turistico ricettivo nei quattro ettari a disposizione. La procedura per la realizzazione dell’opera si era arrestata di fronte a tre importanti vincoli, quello archeologico, quello paesistico e quello idrogeologico. Il progetto preliminare passerà dunque prima al vaglio del Ministero dei Beni Culturali, dopodiché alla Regione Lazio per i rimanenti due vincoli. Si attenderà dunque fiduciosi il nulla osta da parte di questi enti per procedere al progetto esecutivo ed alla realizzazione vera e propria. “Si tratta di recuperare una delle tante zone abbandonate della città – afferma il Sindaco Bacheca – e, proseguendo l’iter di progettazione già esistente, cercheremo di restituire ai nostri concittadini un’area attualmente fatiscente che potrebbe invece rappresentare un luogo di svago e relax. Infatti l’opera, una volta terminata prevede la realizzazione di un ristorante piano bar da circa 500 metri quadri e circa il doppio di superficie destinata ad un bar e ad alcuni campi sportivi. Tutte le attività saranno di proprietà delle due ditte che retrocedono a parco pubblico il terreno finora incolto.
Per saperne di piu':
- leggi anche...Il buco si è chiuso
fantastica l’opposizione! inopportuna e Cattiva se si tratta di difendere i “valori democratici antifascisti” (ovviamente non condivisi da tutti), silenziosa e complice quando si tratta di prendere posizione e vederci chiaro su fatti che riguardano i cittadini TUTTI.
renata
che la foce del fosso sciatalone (castelsecco) sia da valorizzare è fuori di dubbio, che come al solito si intervenga per spot è ormai una prassi. Già dalla presentazione dell’ex Tidei feci presente che lo stesso fosso era oggetto di un percorso progettuale partecipato, pilota, che prevedeva la messa in sicurezza del bacino coinvolgendo cittadini e attività produttive che insistevano sul bacino idrografico. Per questo la Provincia, competente per territorio, ha finanziato un primo step di lavoro che ha coinvolto i comuni di Santa Marinella (capofila), Allumiere e Tolfa, la Comunità Montana e l’Università Agraria, oltre il Consorzio di bonifica dell’Agroromano.
Il tutto coordinato dal Centro di Riqualificazione Fluviale, Associazione ambientalista di volontariato e consulenza di grande competenza ed esperienza in Italia e all’estero. Gli obiettivi sono la messa in sicurezza idrogeologica del corso d’acqua, la messa in sicurezza dall’inquinamento, essendo lo stesso fosso ricettore delle acque reflue del depuratore cittadino, l’individuazione delle peculiarità naturalistiche e la creazione di un continuum tra costa ed entroterra che potesse permetterne anche una fruizione cittadina, comprensoriale e turistica, con l’individuazione di attività compatibili per supportarne lo sviluppo. Alla prima fase del lavoro hanno partecipato volontari di santa marinella che hanno svolto le prime indagini sul corso d’acqua e, con la distribuzione di un questionario a chi abita o lavora nel bacino del fosso, anche coinvolgendo i cittadini. Di certo mettere mano alla foce del fosso senza tener conto delle problematiche ambientali vuol dire approcciarsi di nuovo con le stesse metodologie che hanno provocato nel corso di questi ultimi 20 anni una serie di calamità disastrose che, dimentichiamo spesso, hanno provocato anche delle vittime. Ma tant’è, si decide sulle spalle dei cittadini, quì o là, a seconda degli interessi dei privati.
Nessuno si stupisce che si sta tentando di limitare i vincoli idrogeologici imposti da studi territoriali su colfiorito, quartaccia, elcetina, ecc.?
la vera cenerentola è la pianificazione, vince sempre il soldo e la politica elettorale.
giovanni