Parte il Porto, che porta il parto?

Il termine maggioranza indica alla mente un qualcosa di grande, maestoso, compatto, forte; tutto il contrario dell’organismo settario, diviso e litigioso che da un anno governa Santa Marinella. Ora deve partire il progetto di ampliamento del porto. LA maggioranza che fa? Va a tagliare il nastro? Maddai, che senso avrebbe? Ci sono le sbarre, non tutti sarebbero fatti entrare. Il problema assume un altro spessore. E’ di moda l’edilizia convenzionata, contrattata come la chiamano nella Perla, con un termine che da l’atteggiamento levantino da mercante di suk che dovrebbe contraddistinguere, secondo loro, il pubblico amministratore quando riceve uno dei tanti magnate del mattone (vedere cammello…etc, etc.). “Da indiscrezioni circolanti…” così i giornali sparano quelle che solo secondo chi le ha dette dovrebbero essere notizie riservate. Noi che riservati non siamo mai stati vi stiamo raccontando come prevediamo verrà realizzato il nuovo porto turistico santamarinellese. Cemento, cemento e cemento, ma non in acqua, sulle banchine: intorno al porto. Che ci porta insomma il nuovo porto? Tante case e casette da realizzare intorno al bacino, per la gioia di qualche fortunato immobiliarista. E non finisce qui, nel progetto che qualche consigliere comunale sta “caldamente” sospingendo è previusto anche l’ennesimo centro commerciale, questa volta si tratterebbe di ben 3.500 metri quadri di negozi, da realizzare sempre nei pressi del bacino. Si tratterebbe della morte “commerciale” dei negozianti del centro di Santa Marinella, molti dei quali hanno votato ed allegramente fatto votare proprio i consiglieri comunali che faranno loro chiudere bottega, e senza benservito. Gli stessi commercianti che, ignari, ancora sorridono e salutano proprio quei consiglieri comunali lì. Insomma il porto sta partendo, ma a quale costo per la città? Tutto andrebbe in deroga al piano regolatore, con un passaggio veloce veloce in consiglio comunale, uno di quelli fatti tutti i piedi con la mano sul cuore (zitti c’è l’Inno!!!),alle 23 di un qualsiasi giorno infrasettimanale, praticamente a porte chiuse. Il tutto quindi senza la convenzione urbanistica, la madre di tutti gli ostacoli, il pezzo di carta che da anni, tanti anni, ha trasformato il parto del porto in un mezzo aborto. Alla faccia della partecipazione popolare, insomma. Per fortuna non tutti i consiglieri comunali di maggioranza la pensano allo stesso modo, da qui i conflitti che si fanno sempre più aspri ed acuti, vere e proprie lotte al coltello. C’è chi usa la scusa dei conflitti per giustificare un anno di inattività politica ed amministrativa. Attenzione, inattività non astinenza, perché qualcuno e più di qualcuno da questa inattività è stato ugualmente beatificato, in quest’ultimo anno. Però dobbiamo essere onesti, fino in fondo. Tra le bufale e le porcate anche il porchicciolo farà la sua bella figura, o no?


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One thought on “Parte il Porto, che porta il parto?

  1. ora basta con la demagogia..! Quando non si fanno le cose si alza il polverone perche’ non si fanno..quando si fanno ci si sbatte perche’ si fanno.. Allora se dobbiamo ragionare con questa mentalita’ di fine 800, blocchiamo tutto lo sviluppo… Ma si, che ci frega,non facciamo piu’ ne porti ne porticcioli per tutelare 4 bottegai.. E neanche la nuova sede comunale a sto punto, tanto quella vecchia va benissimo..o no..?! Ma dai.. Sai benissimo che la tua polemica e’ pretestuosa.. I negozianti beneficeranno dell ampliamento per il semplice fatto che il turismo aumentera’.. Quindi di cosa stiamo parlando?

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