Lo Stato e la poltrona

La domanda che in molti si pongono in questi giorni riguarda l’incidenza della questione morale in politica. Primo esempio che svetta su tutti è l’attacco mediatico che sta subendo il presidente del consiglio Berlusconi. Scendendo di livello, non qualitativamente ma soltanto in ragione della carica rivestita, anche l’affaire Marongiu deve avere il suo peso e la gente questo chiede. La mescolanza tra il pubblico ed il privato diventa per chi riveste incarichi pubblici sempre molto, quasi troppo, sottile. Chi auspica di poter incidere nell’amministrazione della cosa pubblica deve rinunciare, pur suo malgrado, alla privacy: è la legge delle cose che lo richiede. L’uomo pubblico ha doveri che l’uomo della strada non ha, lì è la differenza . L’uomo pubblico ha, fra gli altri, il dovere di conservare alta la sua moralità per garantire la necessaria sopravvivenza alla morale della politica. L’uomo pubblico, il politico, deve essere affidabile, questa è la prima qualità che gli chiede la gente, la popolazione che votandolo lo delega a governare secondo le regole della democrazia, che non è solo governo del popolo ma, per insigni autori tra i quali anche Stefano Rodotà, è anche governo “in pubblico”. Non rendere conto dei propri comportamenti, professionali o privati che siano, da parte di chi ha scelto di diventare uomo di tutti i cittadini è un contegno inammissibile. Ogni questione giudiziaria, pur privata che sia, deve avere un suo peso, una caratura politica. Anche la scelta dell’amministrazione comunale di trincerarsi dietro il silenzio, di non affrontare, in maniera politica, i problemi relativi alle vicende private di chi pretende di governare la città è la scelta di chi vuole prendere posizione contro i cittadini, di chi vuole affermare il proprio diritto di governare come prerogativa, come costo della democrazia, come privilegio e non come servizio, dovere e scelta. E’ opportuno consentire di compiere scelte in nome della collettività soltanto a chi può dimostrare, con i fatti di avere un forte senso dello Stato, per poter meritare l’ammirazione della gente ogni volta che in nome della gente parli o agisca. Il contrario è soltanto amore per la poltrona.


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