La notizia è di quelle ghiotte, che fanno aprire subito occhi ed orecchie ai cronisti consumati anche se cadono molto distanti da noi. Siamo a Milano e un’agenzia batte di un’operazione della sezione di PG della Procura del capoluogo lombardo. I reati contestati ai cinque tratti in arresto sono di natura commerciale. Si tratta di bancarotta documentale e per distrazione nonché ricettazione fallimentare. La società fallita è la IES di Vittorio Bosone. Qui al cronista si alzano le antenne. Bosone è la famosissima “gola profonda” che dopo Natale ha vomitato fango sulla costa di Santa Marinella descrivendo una situazione di corruzione e malaffare, legata ad un giro di intercettazioni telefoniche e ad una società che queste intercettazioni le svolgeva per conto di molte Procure italiane, la IGS. Il Bosone è sicuramente lo stesso, quello che invece stiamo cercando di appurare e ricostruire è il ruolo della società figlia. Perché secondo gli inquirenti milanesi una società, chiamata nel dispaccio Global Service oppure Global Intelligence. Nel famoso esposto alla Procura, quello che ha fatto esplodere la notizia sulla stampa in gennaio, Bosone faceva riferimento alla società Intelligence Group Service, che non è la stessa cosa. Qui, quindi ci dobbiamo fermare nelle nostre congetture. Rimane per certo che “nel gennaio 2009 – si legge nel dispaccio – l’indagine ha ricostruito «l’illecita cessione» di attrezzature della Ies alla Global Intelligence srl, e di «consistenti risorse distratte a vantaggio» della Italcons srl, «circostanza che consentì a V.B. di continuare la propria attività imprenditoriale nel settore strategico del noleggio attrezzature e nella esecuzione delle intercettazione su incarico dell’autorità giudiziaria». Secondo quanto riferisce la polizia «attualmente la stessa Italcons è in liquidazione e con la preziosa attività di intermediazione M.M., noto commercialista di Ravenna, V.B. ha cercato di fare confluire sulla Global Service i solidi rapporti commerciali già avviati con diversi Uffici giudiziari». Secondo gli inquirenti una parte dei reati è stata consumata anche «attraverso la ricettazione di un massiccio quantitativo di attrezzatura proveniente sia dalla Ies che dalla Italcons e indirizzato proprio alla Global Service» attraverso operazioni occulte portate a termine dai vertici e da un tecnico della Global Service.”
L’operazione sembra comunque avere qualche attinenza con lo scenario che lo stesso Bosone aveva dipinto nell’esposto poi finito sulle pagine dei quotidiani. Per avere altri dettagli da Milano dovremo attendere i prossimi giorni.
-- Scarica Se li tuona... in PDF --
Per saperne di piu':
- leggi anche...Condannato Bosone
- leggi anche...A processo per spionaggio il boss della Burani