Cari amici e compagni,
il mio impegno istituzionale è giunto ad una svolta che reputo ormai improcrastinabile, non riesco più ad adempiere con spirito di servizio il mio compito e per onestà intellettuale ed impegno preso con Voi bisogna che lasci il testimone.
Con grande difficoltà ed amarezza provo a spiegare il perché di una dolorosa ma, ormai, inevitabile scelta.
La classe politica della nostra città è espressione chiara della nostra comunità, chiusa negli interessi personali e nelle “amicizie” che permettono di ottenere piccoli privilegi.
Niente sembra scalfire questo nulla operativo, questo andazzo clientelare, questo vuoto culturale, questo fare finta di fare.
C’è una certezza: questa maggioranza non ha le capacità né la volontà di andare oltre il già visto. I giovani si dimostrano più antichi e ignoranti dei vecchi, senza l’umiltà di imparare, i vecchi dimostrano quello che hanno sempre dimostrato sia al governo che all’opposizione, ed il grande assente è il cittadino.
Abbiamo assistito a beceraggini amministrative a cui abbiamo opposto circostanziate e propositive perplessità in un Consiglio Comunale ormai delegittimato da un atteggiamento della maggioranza che considera i regolamenti orpelli inutili:
i documenti non ci sono mai consegnati nei termini di legge;
le Commissioni Consiliari non vengono convocate;
le interrogazioni vengono discusse ben oltre un mese dalla loro presentazione;
il Consiglio si esprime all’unanimità contro la riconversione a carbone della Centrale di Civitavecchia e poi il Sindaco giunge ad accordi separati con ENEL ed informa il Consiglio a cose già decise e concluse;
non solo:
abbiamo assistito all’affidamento del programma degli spettacoli estivi ad una società che non ne aveva mai fatti, con il risultato che quegli spettacoli così pomposamente pubblicizzati non si sono mai svolti, soldi buttati e persi… ma non c’è nessun responsabile;
due assessori sono implicati in procedure giudiziarie, uno dei quali già condannato in primo grado, ma nessun intervento di autotutela da parte dell’Amministrazione;
il verde cittadino violentato da una gestione che non tiene conto né delle leggi, né del bene cittadino, né del buonsenso. Gli alberi si tagliano e si capitozzano contro legge? ci viene risposto che il comune non ha la scala (?!?!);
i soldi della cultura nelle tasche degli amici di chi governa e ci permettiamo di rifiutare un evento finanziato dalla provincia su Simone De Beauvoire perché la cultura è quella selezionata e censurata dall’Assessore (sic!) ;
la Multiservizi, creata per assumere lavoratori altrimenti licenziabili, è un buco nero e di tutto questo ne faranno le spese i lavoratori, ma l’Amministrazione non rinuncia nello statuto a poter assumere un Direttore Generale, una poltroncina in più da spartire;
abbiamo anche aggiunto, per questo, una tassa in più, l’IRPEF;
con l’urbanistica siamo senza speranze, paghiamo centinaia di migliaia di euro i tecnici per la revisione del Piano Regolatore ma poi facciamo pianificare al singolo privato, con gli accordi di programma, anche in deroga alle leggi e al Piano stesso con la grande idea di riformare la Commissione Edilizia, troglodita espressione dell’urbanistica di spartizione;
per non parlare della Riserva naturale regionale di Macchiatonda, a cui devo la mia passione professionale, abbandonata dal Comune e dalla Regione alle continue feste dell’acqua cotta con cui riempirsi la bocca prima di una passeggiatina, e pensare che il personale è formato da ben 14 persone di cui non ci è dato sapere neanche quali siano i turni di lavoro;
l’Ama non rispetta il contratto e i nostri Amministratori la difendono! Anzi le verrà affidata anche la “Porta a Porta” (sic!).
in Consiglio la maggioranza dichiara spudoratamente che alcune scelte vengono prese per avere visibilità sulla stampa.
I cittadini di questo Comune fantasmi per gli Amministratori, a meno di essere “amici”, ma anche per un’opinione pubblica che sembra insensibile a come venga trattato il nostro territorio.
Nello stesso tempo, dopo quattro anni di impegno istituzionale, è inutile negare che proprio tutto questo è la dimostrazione che le strategie, gli ideali, il mio modo di pensare e di agire è stato fagocitato dall’inerzia del Consiglio e non produce consenso né opinone.
Una nuova economia, libera dal commercio gretto e speculativo, cancellare l’edilizia di rapina, vedere competenza nei posti amministrativi, è un sogno per Santa Marinella a cui non riesco più a credere.
Nessuno dei miei concittadini sembra crederci.
Proprio per questa perdita di fiducia intendo dimettermi dal mio ruolo di Consigliere Comunale, con tutto il peso di responsabilità che questo comporta nei confronti dei miei elettori, della lista “un’altra città è possibile” e del mio Partito, che non condivide la mia scelta ed ovviamente mi ha chiesto di rimanere in carica.
Partito della Rifondazione Comunista, a cui chiedo di confermare comunque la mia appartenenza, proprio in questi tempi che continua ad essere abbandonato da chi, invece, vuol rimanere ancorato alla propria poltrona di potere, grazie a quel piglio trasformista così ultimamente usuale tra i politici di carriera.
Qualcuno mi additerà, ma non ho l’ipocrisia di negarmi l’inutilità del mio operato nel Consiglio. La scelta di far parte di una lista civica, che ha, come obiettivo principale di programma, la partecipazione, mi spinge a denunciare la deriva antidemocratica di questo paese, dove i consiglieri comunali sono capaci ad alzare la mano ma palesemente incapaci di enunciare una qualsivoglia opinione. Forse un semplice gesto simbolico, tentativo di riscatto di un rappresentante di un’istituzione, come il Consiglio Comunale, continuamente vilipesa.
Più e più volte si è rilevato lampante che gli organi istituzionali di questa città non funzionano, così come non funzionano gli organismi tecnici e amministrativi.
Lascio a Stefano Massera, accanto alla infaticabile Paola Rocchi, l’onere di produrre stimoli ed energie nuove per continuare a tentare di deviare questo processo di lenta ed inesorabile decadenza della nostra comunità. Almeno ad alimentare la speranza. Personalmente credo che solo il riconoscimento della incapacità dei suoi consiglieri, e la presentazione delle loro dimissioni, potrebbe ridare dignità al nostro Consiglio Comunale.
Il mio impegno politico, sempre all’interno del Partito della Rifondazione Comunista, continuerà a supportare e a collaborare con “Un’Altra Città è Possibile” e con i cittadini che quel progetto ha unito e che, anche se qualcuno si è subito dimostrato uno straordinario trasformista, continuano ad impegnarsi nella città. Ma sono convinto che diverso deve essere l’impegno per questa città, dove solo l’effettivo coinvolgimento dei cittadini nelle problematiche cittadine potrà ridare un senso al futuro nostro e di chi ci seguirà. Sarà anche un riappropriarmi di spazi e tempi per occuparmi della mia professione a cui non ho dedicato sufficiente tempo in questi ultimi anni.
Credo che il fallimento di questa esperienza sia da attribuire a me stesso, incapace di investirmi in un ruolo istituzionale, che so importante, ma violentato dall’inerzia e dalla presunzione politica di chi, eletto, è convinto di aver conquistato il potere della “poltroncina” e non l’onere di amministrare.
Giovanni Dani
-- Scarica Giovanni Dani lascia, schiacciato dal muro di gomma in PDF --
Per saperne di piu':
- leggi anche...Giovanni a raffica
- leggi anche...Paola Rocchi: Giovanni è indispensabile, anche fuori dal Consiglio
- leggi anche...Dani e le Dune
- leggi anche...Giovanni e il fumo
- leggi anche...Giovanni mette i puntini
- leggi anche...Tidei lascia la corsa
- leggi anche...Sabbie Nere: Dani vuole tutela. La Pro Loco: con le firme non c’entriamo nulla.
Vorrei ricordare a Dani, che con tono di disprezzo e il solito livore definisce l'annuale festa di Primavera le "feste all'acquacotta"', che l'iniziativa pubblica ha un 'utilità sociale, visto che sono realizzate, con la collaborazione di volontari di S.Mariella e finalizzate alla raccolta fondi per un associazione Onlus locale attiva per le adozioni a distanza(10 nell'ultima edizione ). Ma come sempre a Dani non interessa il fine sociale dell'evento, ma piuttosto dimostra interesse per i turni dei guardiaparco ignorando le tante difficoltà gestionali e logistiche in cui si dibatte la Riserva naturale.
In qualsiasi attività intrapresa,lavorativa, professionale, politica, sociale Dani non è mai durato più di qualche anno. Poi quando molla,con infantile cipiglio, attrbuisce la colpa gli altri, alla società capitalistica, alla giunta, ma sopratutto a coloro che non hanno portato il cervello all'ammasso comunista, alla faccia del buonismo di maniera che propina a chi non lo conosce bene.Ormai ti rimane qulche ingenuotto che ancora segue le tue chimere rivoluzionarie. Goditi la borghese villetta in campagna che non ti rimpiange nessuno.
A DANI, SI GNAA FAI LASSA PERDE!!!