La Multiservizi è il problema, non la soluzione

L’estate è già a buon punto ma il servizio di assistenza ai bagnanti sulle spiagge libere ancora non decolla. Alla fornitura di personale dovrebbe provvedere la società Multiservizi ma i bagnini ancora non si vedono. Il problema riguarda l’assunzione degli stagionali. Non ci sarebbe la necessaria copertura economica del servizio. Il problema è grave perché riguarda la sicurezza dei bagnanti, cittadini e turisti, anche in zone spesso negli anni precedenti teatro di gravi tragedie, specialmente nei tratti di costa a rischio, quali le dune sabbiose di Santa Severa. Ma la vicenda della ritardata assunzione del personale stagionale riguarda anche uno degli aspetti più controversi della storia cittadina recente e cioè la gestione, affrettata e molto vaga , dell’ente che dovrebbe rappresentare la spina dorsale dell’amministrazione comunale, il piccolo forziere dove attingere personale e risorse strategiche per poter condurre l’azione amministrativa in modo dignitoso ed efficace, soprattutto nell’interesse dei cittadini-utenti. Nemmeno all’interno della stessa società sono tutti d’accordo su questo sistema di gestione: qualcuno vorrebbe le assunzioni subito, qualcun altro vorrebbe fare le cose secondo un metodo più ortodosso. I continui conflitti all’interno dell’amministrazione comunale, il sistema di ripianamento dei debiti ormai divenuto consuetudine e la sempre dichiarata ma mai attuata esibizione di un piano industriale concordato rischiano di privare la città di servizi essenziali, di esporre l’amministrazione a costi indesiderati e sempre più elevati ma soprattutto potrebbero far collassare definitivamente una struttura creata al solo scopo di difendere posti di lavoro e che oggi rischia di lasciare a casa tutti i suoi dipendenti. Il consiglio di amministrazione è in proroga da mesi, doveva essere sostituito o confermato con lo spirare di maggio ma la necessità di conservare gli assetti politici che ne avevano determinato la nomina e di collaudarli alla luce del risultato delle elezioni europee ha fatto soprassedere il cambio ormai ritenuto da tutti indispensabile. Ora si tratta di modificare lo statuto ma le norme riguardanti il cda non sono state toccate, mentre il testo del documento, più volte rimaneggiato, sta facendo la spola tra uffici, commissioni ed aula consiliare senza mai approdare ad alcun lido certo. La scusa per prorogare all’infinito u n organo che non è riuscito, in oltre un anno, a portare a casa nessun risultato importante è stata trovata; per i risultati economici chi vivrà vedrà?


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