Due piccioni con una fava, la storia della piscina di via Lazio

gabibboPovero Silvio, chi glielo doveva dire! Dopo la botta in faccia anche le notizie arrivate da Santa Marinella lo hanno gettato in uno stato di sconforto pari soltanto a quello dei cittadini della Perla. Andiamo con ordine. Martedì scorso la giunta comunale inaugura in pompa magna il nuovo ponte di via Lazio con annessa strada appena asfaltata. Perché, si sarà detto l’ineffabile assessore ai lavori pubblici, non prendere due piccioni con la consueta fava? La questione però è rimasta tutta nella sua testa, come anche tutta nella sua testa è rimasta la vicenda della raccolta differenziata, il prolungamento del restyling del lungomare Marconi, l’apertura della piscina comunale, il reperimento di fondi extracomunali e l’ideazione di qualche opera pubblica dal significato strategico per tutta la collettività. Insomma il giorno dell’Immacolata mancava soltanto la banda e l’assessore interessato, forse resosi conto della magra figura che avrebbe fatto fare all’amministrazione comunale ed a tutta la città. Il ponte immacolato, proprio quello dell’otto dicembre, dopo appena mezz’ora dal taglio del nastro ha perso una corsia tornando “più brutto che pria” (scusate la rima ma ci stava benissimo). Stasera, domenica, a cinque giorni dall’inaugurazione e dopo abbondanti piogge è stata ufficialmente aperta anche la piscina comunale, che per ragioni di economia generale è stata spostata direttamente sul flesso del ponte. Chi si trovasse, per sua disgrazia o per convinzioni elettorali, a passare sul manufatto potrebbe precipitare dentro una marana di proporzioni bibliche: se forse soltanto Mosè sarebbe in grado di separare le acque e far transitare il suo popolo all’asciutto come può un orsetto qualsiasi riuscire a fare altrettanto? Il problema non è soltanto tecnico ma politico. La città è esasperata, i cittadini sono esausti e non vogliono più avere a che fare con personaggi che hanno altri interessi e non danno nessun tipo di contributo personale alla comunità. I residenti dei rioni interessati, Fiori e Valdambrini, sono inferociti: quella che era stata loro raccontata come una svolta epocale si è rivelata nel giro di qualche mezz’ora la bufala del secolo, anzi una delle tante bufale di questo inizio di millennio, tradizione che dal Faraone è stata tramandata pari pari all’orsetto con qualche piccola miglioria. Pressappochismo e presunzione sono gli unici due ingredienti di una ricetta esplosiva, di un impasto che sta portando una città meravigliosa sull’orlo del baratro: non bastando né il dissesto finanziario né la completa inedia adesso iniziano i danni materiali. Sarebbe ora che questi signori iniziassero a prendersi le proprie responsabilità, un agire onorevole vorrebbe che la giunta al completo presentasse le proprie dimissioni ma parlare di onore con questi signori è nominare concetti che vanno oltre la loro mercantile comprensione. La città sta valutando le opere ma soprattutto l’inedia di questa cosiddetta classe dirigente e comincia a chieder loro di liberare le poltrone. Mandarli a casa ora? Sono attaccatissimi al desco e lo saranno almeno fino a quando sarà varato il settimo accordo urbanistico, il settimo piano integrato d’intervento, nome accademico per indicare l’edilizia premiale, vero asso nella manica di questi quattro poveracci, dopo di che i giochi saranno miracolosamente riaperti. Fino ad allora godiamoci la piscina di via Lazio, prima opera pubblica dell’amministrazione Bacheca e fiore all’occhiello di una banda di fancazzisti integrati, inaugurata in fretta e furia sull’onda dello sdegno popolare dovuto a due anni di fuffa e nulla, usata come specchietto per le allodole per nascondere un’incapacità endemica a combinare qualcosa di buono, messa in cantiere da gente che si è trovata lì per caso ed ora non ci crede nemmeno più. Come consolarci? Per i disagi alla città non pagherà nessuno e meno che meno nessuno sarà chiamato a rispondere dello sperpero del denaro pubblico. Vergognatevi.

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5 thoughts on “Due piccioni con una fava, la storia della piscina di via Lazio

  1. ma ne azzeccassero una!!!!!!!!!!!!!!!!! c'é una cosa che va bene in questa citta'???????????siamo veramente delusi e amareggiati.

  2. Eccellente, Cris, sia la valutazione che il disegno di questa gentucola. Sei veramente un punto di riferimento.

  3. Condivido al 100% i toni ed il contenuto dell'articolo. C'è poco da commentare: quando si governa senza avere la più pallida idea delle procedure e delle regole da rispettare, si va incontro ad una serie intedrminabile di brutte figure! Ah già…dimenticavo: adesso diranno che il difetto della struttura risale alla passata amministrazione !!!!

  4. Ma lo sai che scrivi prorio bene? Sembra il tuo mestiere… :-)

    Bell'articolo; se non ci fosse poco da ridere sarebbe pure simpatico.
    Stefano Massera

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