Un cuore nuovo contro i soliti noti

L’operazione congiunta che oggi ha portato Carabineri e Guardia di Finanza a mettere le manette a quattro persone di Cerveteri è, pur con tutti i condizionali e distinguo propri di un’indagine e non di una sentenza, un segnale inquietante. E’ il segnale di una polita locale non preparata a cogliere le opportunità che la Legge oggi offre agli amministratori locali o meglio preparatissima a cogliere soltanto alcune opportunità nell’ottica di un proprio vantaggio. Leggiamo il comunicato dei Carabineri che dice “L’attività di indagine denominata “Step by Step”, si basa principalmente su una segnalazione relativa a tre delibere del Comune di Cerveteri dell’aprile 2011, attraverso le quali il Consiglio Comunale ha revocato un preesistente progetto per la realizzazione di edilizia popolare (c.d. 167), ne ha approvato uno nuovo, escludendo dallo stesso un’area già ricompresa (acquistata nel frattempo da una impresa edile del luogo), sulla quale invece ha votato favorevolmente una variante al PRG per la realizzazione di un complesso edilizio residenziale e commerciale a fronte della costruzione di una scuola. Le investigazioni – dice ancora il comunicato – condotte attraverso attività tecniche, pedinamenti ed infine le più incisive perquisizioni del novembre 2011, hanno portato ad acclarare gravi indizi a carico di un noto imprenditore edile cervetrano (anche se non si escludono ulteriori partecipazioni occulte) che, avvalendosi di propri collaboratori (consulenti commerciali/tributari e legali) nonché conoscenti (soggetti gravitanti nell’ambito politico cervetrano), aveva avvicinato alcuni esponenti politici, promettendo loro la somma di € 300.000,00 a fronte del loro impegno a votare favorevolmente il progetto in argomento. Tale somma sarebbe stata riversata ai destinatari in diversi steps, corrispondenti ai passaggi politico/amministrativi costituenti l’iter di approvazione del progetto.

Nel corso delle indagini infatti, sono state intercettate e sottoposte a sequestro, due tranche della mazzetta concordata, di € 15.000,00 cad, cedute in occasione di due passaggi fondamentali, per il perfezionamento dell’atto finale, al quale non si è mai giunti.

Le indagini sono ancora in corso per accertare ulteriori elementi a carico degli altri indagati ovvero per accertare responsabilità di altri eventuali complici. “. Questa la cronaca ma dalle dichiarazioni degli inquirenti emerge anche e soprattutto come il segnale di guardia sia stato il differenziale di valore tra i circa 12 milioni di euro di vantaggio del proponente l’accordo di programma e il valore di circa due milioni di euro della scuola data in cambio. Qui entra in gioco il fattore di sensibilità e di etica degli amministratori. Proprio questa politica, che si compiace definirsi nuova, è su tutto il territorio nazionale sempre più spesso oggetto di attenzioni della Magistratura quando questa stessa classe dirigente non presta ascolto alle esigenze provenienti dal territorio. Ottenere il consenso del Consiglio Comunale non è sufficiente quando si tratti la trasformazione nell’uso del territorio in modo artefatto e non conforme allo strumento urbanistico appunto a tal modo che per essere approvato debba tornare in Consiglio Comunale. L’amministrazione dell’Ente Locale deve sempre essere al fianco della gente, curarne indistintamente gli interessi e sottoporre alla gente, nella forma del dibattito pubblico e della pubblica consultazione, tute le iniziative che provengono dai privati che certamente non si muovono con il gusto del pubblico interesse ma legittimamente antepongono i propri interessi a quelli degli altri. Non so come finirà l’inchiesta di Cerveteri, so soltanto che è ora di farla finita con tentativi puerili di far passare per pubblica ed indispensabile utilità i fatti propri. E’ ora invece di mostrare a chi ha il potere che il potere stesso è un animale talmente strano che può rivoltarsi in ogni momento contro chi lo nutra male. E’ ora di cambiare l’approccio generale al potere, è ora di invertire i fattori, di metter il potere pubblico al servizio della gente e non soltanto dei soliti noti.

 

 

 

 


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Progetto città sicura: una delle solite bugie

E’ ormai sulla bocca di tutti; si parla di una criminalità dal sapore denso, palpabile, di una delinquenza che non ha più ritegno e colpisce indiscriminatamente il ricco ed il povero. Se al ricco porta via qualcosa al povero, sovente, porta via tutto, proprio tutto. Nessuno fa nulla per arginare il fenomeno, considerato ormai endemico. La gente si risente di questo; il teatro è lo stesso di dodici anni fa. Anche allora un’ondata di furti, di storica rilevanza, spazzò quasi tutte le case di Santa Marinella e nessuno fece nulla per arrestare questa marea fangosa fatta di distruzione e disprezzo. Ci si chiude in case fatte di sbarre, come se potessero servire a lasciare fuori il problema che non è un problema ma sta diventando un abitudine, un modo di vivere, un rischio di questo tempo barbaro e sordo. A cosa valgono le petizioni, le raccolte di firme, le mobilitazioni se chi deve sentire è il primo ad essere sordo? L’amministrazione comunale, il sindaco di Santa Marinella nella sua veste di autorità di Pubblica Sicurezza della Città è il primo a mentire su queste vicende. Aveva intitolato un paragrafo delle sue striminzite righe programmatiche “SICUREZZA”: decentramento mobile della polizia municipale ed attivazione della figura del vigile di quartiere. Parole rimaste sulla carta, simbolo evidente di un modo di amministrare fatto di chiacchiere e di nulla più. Ma questo evidentemente non è bastato. A novembre del 2010 l’amministrazione comunale ha siglato il progetto “CITTA’ SICURA” e chiesto alla Regione un contributo per l’avvio di un servizio di cui nessuno si è mai accorto. E se la città ha tratto giovamento da questo protocollo, se la città è più sicura ora che allora, beh, forse era meglio quando si stava peggio? “Avviare azioni ed operazioni finalizzate alla costituzione di una “Rete per la Sicurezza” nella consapevolezza del valore di un impegno comune partendo alla società civile fino a quella politica- istituzionale. Avviare azioni ed operazioni finalizzate alla costruzione di una “Città Comunità” ove sia possibile sviluppare solidarietà, vicinanza e mutuo soccorso. Consolidare servizi innovativi ed interscambi operativi e informativi finalizzati anche al presidio del territorio in special modo per le Forze dell’Ordine” Questo riportava il testo dell’accordo istitutivo del Progetto Sicurezza che è rimasto tale solo sulla carta; a testimoniarlo le centinaia di cittadini depredati dei loro beni e probabilmente tutti quelli che subiranno questa violenza nei giorni a venire. Questi Amministratori non hanno alcuna vergogna, sono complici di uno sfruttamento della buona fede della gente, di un malcostume che deve finire. Da novembre 2010, data istitutiva del progetto per la sicurezza, nulla si è più saputo. Eppure una soluzione c’è, non costa nulla e vale moltissimo. Non posso fare altro che esortare tutti i cittadini a riflettere, a pensare alle mille vicende simili a questa, al fatto che questi quindici signori che credono di governare una città devono rendersi conto di aver perso tempo giocando sulla pelle dei loro concittadini. E’ ora che sull’ondata di sdegno che sta nascendo intorno al fatto che i cittadini si sentano completamente abbandonati a loro stessi da un’amministrazione di inetti sia imprescindibile una presa di coscienza importante. Contro la criminalità a nulla servono le telecamere, se non a far entrare qualche euro in più nelle tasche di qualcuno. Serve solo una vera coscienza civica, il sapersi consapevolmente parte di una grande comunità. No alle ronde, si ad una sorveglianza attenta del proprio territorio. E’ impossibile che nessuno si accorga di questa bande che girano per la città compiendo le loro razzie. Allora , e con coscienza civile, è necessario costruire una vera e propria azione popolare che alzi la voce ogni volta che si noti un tizio che scavalca una recinzione, che entra in un appartamento da una finestra. Non serve fare gli eroi, basta comporre dal proprio cellulare il numero 112 oppure 113. Se non esiste questa coscienza civile non serve lamentarsi, allora. Ed il fatto di essere amministrati da una banda di bugiardi certo non ci aiuta.


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Arriva il Generale…

…ma la guerra è già finita e persa; anzi potremmo dire che tolto un generale ne arriva un altro, ecco così forse è meglio. La novità che dovrebbe scaldare i cuori e rinfrancare lo spirito è la prossima nomina di un direttore generale alla multiservizi cittadina nella persona del già consigliere di amministrazione dottor Paolo Di Giacomantonio. Il tizio vedrebbe schizzare i suoi compensi dagli attuali 7000 euro annui fino alla somma di circa sessantamila. Un bel salto di qualità che qualora corrispondesse al vero potrebbe gettare alle ortiche tutti i ragionamenti circa la crisi e la scarsità di pecunia finora argomentati da chi contesta a questa splendida amministrazione comunale lassismo ed inedia. Il nominato smentisce caldamente, augurandosi naturalmente in cuor proprio (e nel portafoglio) che la notizia sia confermata ma non potendo far altro, per ora, che smentirla. Copione già visto da parte del canuto presidente della stessa SMS che mel momento in cui questo blog con mestiere e tempismo affidò alla rete la notizia della sua probabile nomina si affrettò a scrivere in calce all’articolo un tremendo panegirico di smentita salvo poi accettare l’alloro senza peritarsi di smentire la smentita. Può darsi naturalmente che nessuno abbia intenzione di nominare un direttore generale ad una società che, destinata a chiudere entro il prossimo anno per ragioni di legge che ha anticipato di dodici mesi la chiusura di alcune società comunali, quest’anno chiuderà il bilancio in pareggio utilizzando l’artificio della riduzione di capitale per perdite, mangiandosi cioè buna parte di quell’iniezione di ciccia fresca che il socio unico, ovvero il Comune, aveva pompato nelle sue rinsecchite e regnatelose casse. Il tutto naturalmente se dovessero corrispondere al vero le poche notizie che riescono a trapelare dal secondo piano di lungomare Marconi. Speriamo,a parte l’affetto che ci lega al neo Generale, che la notizia sia un’ulteriore bufala pre-elettorale propagata ad arte per tenere seco i pochi che ancora danno retta alla sgangherata armata brancaleone che fa finta di governare la città. Il provvedimento di nomina potrebbe aprire un altro fronte giudiziario essendo completamente e perfettamente contro legge. Non sarebbe né il primo né l’ultimo, lo sappiamo tutti, e lo sa anche chi eventualmente lo firmerà ma pwer lui è soltanto un gioco.


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I soliti fantasmi

Uno spettro di aggira per Santa Marinella, è lo spettro del PdL, un partito che si manifesta, come ogni ectoplasma, soltanto per ululare, inveire, insultare ma mai per dichiarare e pronunciarsi. Allora è facile per chi vuole far finta di esistere aggrapparsi al collo delle proprie vittime e succhiarne il sangue fino a farle cedere. Questa volta è il caso di FLI e dei suoi fantastici quattro, Pepe, Verdecchia, Della Chiesa e Gasparri. E’ strano l’accostamento che l’estensore del comunicato fa tra quattro cittadini di Santa Marinella, attivi in politica e nel sociale, e il nulla “dichiarato” dal PdL. Non è la prima volta che questo giornalista, che per brevità chiameremo “microspia”, compili i comunicati stampa del proprio partito con un abilità particolare, evidenzi cioè la natura metafisica dell’aggregazione parlandone quasi in terza persona e senza fare un nome, senza dare un riferimento fisco, a volerne cancellare le tracce dopo il passaggio come i mangiamorte tanto cari al nostro Harry Potter. Anche stavolta dicevo abbiamo contrapposti quattro cittadini da una parte, identificati con nome e cognome, e dall’altra parte il nulla pneumatico. Come se non bastasse il giornalista si lancia in un’ ardita evoluzione descrivendo a colpi d’insulti, presi una pagina si ed una no dal vocabolario del vernacolo pasoliniano, l’atteggiamento di chi, reo di voler pensare con la propria testa e rifiutare di omologarsi, avrebbe innanzitutto tradito. Quando però andiamo a collocare questo tradimento? Il passaggio del consigliere comunale Pepe dal PdL nel quale era stato eletto a FLI è cosa di oltre un anno fa. Bene, per oltre un anno il gotha del partito avrebbe tollerato, magari con un po’ di puzza al naso, la presenza di codesto individuo. Usque tandem? La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta quando Pepe ha iniziato a pensare con la propria testa, magari si è accorto che l’imperatore era nudo, che non era tutto oro quello che luccicava e che era necessario gratificare i cittadini elettori, che ad occhi chiusi avevano votato la “giovanissima” svolta epocale mai avviatasi, con qualcosa di più di un contributo, una pacca sulla spalla ed un invito a cena. Fino a quando Pepe alzava la mano a comando era il giovane consigliere che serviva a svecchiare una giunta fatta di volpi in letargo, con tanto sonno ma sempre volpi; ora che Pepe, per conto dei propri elettori chiede ragione di quaranta mesi di nulla è diventato, con i suoi tre briganti (e tre somari) un signor nessuno. E la qualifica di “signore”, nel panorama politico cittadino, può far anche piacere perche di “signori”, in quelle poltrone, non ce n’è nessuno. Cosa fa scrivere al partito del Presidente del Consiglio che è un disonore cambiare casacca quando proprio il capogruppo Maggi ha cambiato casacca passando con disinvoltura dalla giunta Tidei a quella bacheca senza battere ciglio. Se per Maggi il cambio di maglia durante la partita ha un valore politico perche non può averlo per Pepe? Quando il partito doveva parlare, doveva esprimersi non ha fiatato. E’ facile sparare a zero contro Pepe ed i suoi amici, è facile lanciare messaggi trasversali, insinuare, sparlare; la cosa difficile è assumersi le proprie responsabilità di fronte ad una città che per anni è stata presa in giro e amministrata con pressappochismo, la cosa difficile è guardare in faccia i cittadini e ammettere di aver sbagliato, di aver sottovalutato i problemi, di non essere in grado di porre rimedio ad una pessima gestione della cosa pubblica. Sarebbe bello ascoltare discorsi di questo spessore e non i soliti insulti a raffica ma sarebbe praticamente impossibile, ammettere le proprie responsabilità è una cosa da uomini non da ectoplasmi senza nome.


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Fanno finta, almeno speriamo

Fortunatamente non riusciremo ad abituarci a certi comportamenti ed è divertente osservare come quelli che si auto incensano del titolo di “politici” a Santa Marinella abbiano un terrore puro ed assoluto verso qualsiasi forma di dibattito e di confronto. Non c’è un argomento particolarmente ostico, si tratta di una sindrome allergica diffusa e assolutamente contagiosa. Eloquentissimi i giornali di stamattina dove in replica alle osservazioni del Club della Libertà che inviava a chi governa questa città un invito alla concretezza, specialmente in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando è arrivata soltanto una nuvola di fumo. Sarebbe stato splendido, da parte dell’assessore Bianchi attaccato dalla minoranza su un presunto buco di bilancio, fornire una serie di dati, documenti e cifre per chiarire la situazione, lui che è diventato anche esperto di mecenatismo. Invece replica che essendo diventato improvvisamente pacato bisogna fidarsi ad occhi chiusi. A noi fa piacere che lui sia pacato purché la sua pacatezza non serva a mascherare una reticenza sui reali dati di bilancio. Nemmeno il vicesindaco Fratturato brilla per concretezza. Dichiara di voler mettere fine al dibattito sulla morte del commercio in città e lo fa con un’ennesima promessa, indice di come in oltre dieci anni di governo non abbia perso il vizio pur cambiando il pelo. Ci saremmo aspettati misure per il rilancio dell’economia, un tavolo di confronto, sostegno alle aziende in crisi, aiuti a favore delle micro realtà commerciali. Invece il solito rosario di “faremo” e la consapevolezza che a differenza di qualche telenovela televisiva non saranno i ricchi a piangere. Il presente di Santa Marinella e Santa Severa è pessimo, il prossimo futuro senza programmazione, incentivi e sviluppo sarà terribile, ma questo Fratturato e Bianchi fanno finta di non saperlo.

 

 


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Mare nero, tu eri chiaro e trasparente come me

E’ profondo e saccente Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, quando nell’articolessa sdraiata oggi su Repubblica recita una pacata omelia sulla questione morale e sulla politica del futuro. Lui insiste, da uomo di sinistra e da studioso di diritto, nello sposare la politica con la morale interiore dell’uomo e ad accomunare i fattori collettivi con quegli impulsi che tendono a diversificare e stratificare le comunioni umane. Su tante cose le strade di chi scrive e di Pisapia sono e saranno divergenti ma il principio secondo il quale, con un’analisi banale e superficiale, lui disegna la classe politica attuale molto vicina a quella della “rivoluzione” del 1992 è evidente in maniera assolutamente elementare. E’ necessario ed urgente un innalzamento dei valori morali ed un ricambio che se pur più volte annunciato non è mai avvenuto, a tutti i livelli. Gli illeciti, grandi o piccoli che siano, maturano con la permanenza al potere sempre degli stessi soggetti, che del potere invece di farsi servi si illudono di essere padroni. E’ il cambiamento che si invoca ormai da troppo tempo a diventare la prima esigenza di questa nuova stagione, lo stesso cambiamento che si è sempre annunciato, sbandierato e poi regolarmente rimandato. Prendiamo l’esempio di questa bella città. La falla dell’attuale amministrazione è riassumibile in tre concetti: mancanza di programmazione, di iniziativa e di discontinuità. Senza programmazione ed iniziativa una città e la società che la città abita e vive non cresceranno mai, ma la mancanza di crescita potrebbe anche essere una mossa politica, sciagurata ma pur sempre una mossa politica. Quello che ormai tutti vanno ripetendo con foga è che l’attuale amministrazione è evidentemente il seguito pedissequo di tutto il nefasto che ha caratterizzato la gestione cittadina del Faraone. Dove Tidei ha sbagliato questi hanno consapevolmente perseverato, in maniera a volte ingenua, ma senza dimostrare a cittadini ed elettori che rompere gli schemi perversi di una politica appiattita sull’interesse di pochi non sarebbe stato cosa difficile. Non ci hanno nemmeno provato, pulendo i cassetti del Faraone da tutti i progetti che questi aveva cantierizzato e portandoli fino alla fine, senza alcun contributo personale, senza fantasia e soprattutto copiando lo stesso metodo fatto di prepotenza, arroganza, pressappochismo e tanta tanta faccia tosta. Chi pretendeva di cambiare alla fine non ha cambiato nulla. Non si tratta di porre vincoli anagrafici alla permanenza al potere, non serve porre un blocco alla candidatura di chi da trent’anni cerca solo di coltivare il proprio narcisismo. Servono uomini veramente nuovi, idee veramente nuove, interessi collettivi da valorizzare e progetti da condividere. Farsi i fatti propri è facile e redditizio; lavorare per il bene della città è tutta un’altra cosa.


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Cronache da Mildendo

Le vacche sono tutte fuggite, le stalle sono vuote ed a riparare la staccionata, cosa peraltro adesso inutile, il sindaco di Santa Marinella Venanzo Bianchi non ci prova nemmeno più. Anzi forse tutti i componenti di quella che doveva essere la giovane amministrazione di una città sul punto di rinascere stanno pensando di gettare la spugna. I soldi sono finiti. Già nella relazione al bilancio di esercizio per l’anno in corso era scritto a chiare lettere che non si poteva più tirare una corda che invece si è rumorosamente rotta. Da adesso in poi la partita dovrà essere giocata a carte scoperte. Proprio sui soldi c’è stata l’apertura di gioco di questi fortunatissimi quattordici individui, quelli destinati a passare alla storia come i peggiori amministratori della Perla. Appena insediati con una mano prendevano e mentre il governo Berlusconi toglieva l’Ici loro aggiungevano l’addizionale Irpef, mentre con l’altra mano regalavano (Tricchebballacche è l’esempio più eclatante ed immediato). Ma gli esempi poi si sono succeduti a fiumi, consulenze, articoli 90, incarichi con stipendi a sei cifre, regali fatti sempre con la roba degli altri. E’ un modus operandi, un sistema, un modo di fare che ha aperto gli occhi a tutti quelli che credevano in un cambio di passo che non c’è mai stato. E’ elementare comprendere come se non ci sono i soldi sia praticamente impossibile spenderne ma a Santa Marinella funziona naturalmente tutto al contrario e quindi tira una brutta aria, aria di dissesto. Una delle fondamentali leggi dell’economia, il cosiddetto vincolo di portafoglio, veniva recitata anche dai nostri nonni che ci dicevano sempre che l’unica lira sicuramente guadagnata è quella non spesa. Proprio con l’intenzione di dare una mano, con la smania del “costo zero” l’associazione che si chiama come questo blog aveva proposto all’amministrazione la presentazione di alcuni importanti libri presso il castello di Santa Severa senza una lira pubblica. L’amministrazione negò l’autorizzazione e l’anno dopo, attraverso una sua longa manu, propose lo stesso evento a costo stellare con autori di basso profilo. Ugualmente il Club della Libertà di Santa Marinella e Santa Severa propose l’adozione di alcune aree verdi allo scopo di mantenerle ed abbellirle, sempre senza oneri per l’amministrazione. Solito diniego e solito affidamento ad imprese commerciali con gli effetti che tutti ricordano e che sono ancora evidentissimi. L’ultimo esempio è di qualche giorno fa, quando un’associazione culturale ha chiesto di poter fare il cinema all’aperto a Santa Severa, dove è stata chiusa a causa di epidemia di cementite, l’Arena Corallo. Film di qualità, una rassegna tematica di cinema italiano in bianco e nero potevano essere un buon viatico per un’estate che ha fatto acqua (puzzolenta) da tutte le parti. Oltre al diniego la beffa perche la stessa manifestazione è stata autorizzata alla Pro Loco ( e forse non se ne è accorto nessuno) per la modica cifra di 20.000 euro di denaro pubblico. Non vengano a piangere i nostri cari (proprio in senso economico-monetario) amministratori che tutto sanno fare tranne che amministrare con oculatezza. La palla del risanamento, una palla infuocata, scotterà le mani della prossima amministrazione. Noi non ci tireremo indietro né racconteremo balle perche non abbiamo nulla da farci perdonare.


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Lo faremo, certamente lo faremo, ma quando?

(cad) Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all’unanimità una proposta di legge che prevede la possibilità di mantenere in bilancio il finanziamento per opere pubbliche per le quali siano scaduti i termini per l’indizione della gara d’appalto, in caso di domanda del soggetto beneficiario del finanziamento stesso. Sarà la direzione regionale competente a valutare le motivazioni per cui Comuni e Province non hanno ancora perfezionato l’iter burocratico e concedere o meno la proroga richiesta.

Il provvedimento si applica anche ai finanziamenti concessi prima della data di entrata in vigore della norma approvata oggi. In questa maniera saranno riattivati anche i fondi concessi e poi revocati. Il pensiero naturalmente corre subito alla più imponente opera pubblica pensata per la città di Santa Marinella, il nuovo municipio. In tanti credevano sfumata l’ipotesi del project financing in ragione del fatto che il finanziamento di 2,5 milioni di euro promesso dalla regione Lazio si era perso nei meandri della burocrazia. In tanti avevano anche fatto affidamento che il contratto realizzato con il promotore avesse proprio tra le clausole di nullità la mancata concessione del contributo regionale. Oggi da via della Pisana sono stati riaperti i rubinetti e quindi il promotore è stato ufficialmente rimesso in gioco, a condizione che lui stesso presenti un’apposita domandina. C’è da attendere con ansia, allora, se questa domandina arrivi o meno. Molto del destino di questa meravigliosa città potrà dipendere da quel pezzo di carta. Certamente, con il senno di poi, potremmo dire con cognizione di causa il grado di competenza con il quale l’intera faccenda è stata gestita negli ultimi tre anni. Il problema non sarà dimostrare ancora una volta di aver avuto ragione ma sarà semplicemente il constatare che a fronte di un’opera pubblica necessaria e determinante per lo sviluppo della città si è perso tanto tempo e tante risorse. La corte dei soloni che gira intorno all’orsetto ancora una volta avrà spazio per dimostrare la sua incompetenza e la sua suprema approssimazione nell’approcciare temi forti ed importanti come quello del municipio cittadino.


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Per quest’anno non cambiare (stessa spiaggia e stesso mare)

(cad) Il Tar del LAzio ha respinto il ricorso sulla gara per l’affidamento in locazione della spiaggia comunale “perla del Tirreno” promosso dalla società Pirgus, detentrice dell’impianto fino a quest’estate e partecipante con akltre ditte alla gara medesima. Ecco le motivazioni del tribunale amministrativo riprese dalla sentenza breve emessa ieri

Considerato che il ricorso non risulta fondato posto che alla gara in esame (per la locazione della struttura balneare “Perla del Tirreno” nel Comune di Santa Marinella), avente ad oggetto l’affidamento di un contratto c.d. “attivo”, non è applicabile l’intera disciplina del D.lgs n. 163 del 2006 (e quindi il richiamato art. 84 in tema di commissione di gara), trattandosi di un contratto escluso dalla sua applicazione, ai sensi degli artt. 19 e 27 del decreto citato;

- che lo Statuto comunale, non impugnato in questa sede, prevede la competenza della Giunta alla nomina della Commissione di gara;

- che, in effetti, l’iscrizione al REC non si rivela necessaria in quanto, oltre a non essere richiesto tra i requisiti di partecipazione alla gara, il suddetto registro risulta comunque abolito;

- che, pertanto, il ricorso deve essere respinto con conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese di giudizio;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Ter), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali che si liquidano in euro 1500,00 oltre IVA e CPA, di cui euro 750,00 in favore del Comune resistente ed euro 750,00 in favore della Soc Agf


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