Fine della storia, brutta storia

Il 28 dicembre, a notte inoltrata, la maggioranza Bacheca ha approvato l’accordo di programma con la Porto Romano. L’approvazione è avvenuta in solitudine e senza alcun dibattito, visto che l?opposizione compatta ha

abbandonato l’aula per protesta. La commissione consiliare sul porto, richiesta il 7 luglio 2008 (un anno e mezzo fa) fu approvata in virtù dell’impatto che la grande opera avrebbe comportato. L’ampliamento fino a tre volte del porto coinvolge l’unica spiaggia libera in area urbana, la foce di due fossi, in assenza di un piano particolareggiato della costa e persino di un piano di viabilità. La commissione consiliare sul porto aveva lo scopo di coinvolgere la città nell’eterna diatriba tra Comune e società Porto Romano, restituendo ai

cittadini facoltà di decisione su un bene di loro proprietà, sottrattogli in maniera truffaldina dal losco decreto Dini.

Invece non solo la commissione ma l?intera opposizione non ha potuto accedere a nessuno degli atti che un progetto da trenta milioni di euro dovrebbe fornire in grande (e particolareggiata) copia. Gli emendamenti del Comune non sono stati resi disponibili nemmeno alle associazioni di diportisti interessate, le quali per conoscerle hanno aspettato la relazione in consiglio di Venanzio Bianchi fino all’una e trenta di notte.

L’ultimo atto di assoluta sudditanza dei nostri amministratori alla Porto Romano è stata consumato.

Il PRC ha, nell’ordine, sostenuto l’illegittimità del Decreto Dini, l’importanza di restituire il Porto agli enti pubblici competenti (Regione Lazio e Comune di S. Marinella) con un ricorso alla corte costituzionale; la necessità di pianificare un ampliamento (molto più modesto) con strumenti urbanistici trasparenti e razionali (piano della costa, piano del centro), registrando le reali necessità della città; l’urgenza di una VIA, visto il coinvolgimento dei fossi. Nessuna di queste opzioni è stata accolta, né dalla Regione né dal Comune.

Come la consigliera Rocchi ha giustamente ricordato, la società Porto Romano (non interessata all’ampliamento del porto ma solo al lucro sull’esistente) si è ben guardata dal portare aventi la convenzione originaria: ha preteso un accordo di programma in cui la fetta al privato fosse molto più appetitosa (ci sono infatti, ad esempio, i residence, non previsti dall’originaria convenzione). Ricordiamo la Porto Romano non ha ottemperato ad alcuno degli impegni sottoscritti e non ha precluso l’accesso al porto ai cittadini solo perché quest’ultimi hanno fatto la voce grossa, nel silenzio ossequioso del Sindaco. Anche lunedì, in Consiglio Comunale, l’Assessore Venanzo Bianchi (con delega al porto) non ha mancato di sottolineare l?impotenza del Comune rispetto alla Porto Romano e la necessità che la città ha dell’opera, futuro volano dell’economia locale (che però fino ad oggi non ha creato nemmeno mezzo posto di lavoro).

La città non è stata difesa, visto che persino l’avvocato del Comune è pagato dalla Porto Romano, e non è stata tutelata nemmeno nell’atto finale dell’iter, sottraendo all’opposizione quell’azione di controllo che poteva garantire all’accordo maggiore trasparenza.

La brutta storia del porto si conclude ingloriosamente, come ingloriosamente è cominciata. Vista l’alta probabilità che società Porto Romano porterà avanti le infrastrutture meno costose e più redditizie, affidando a valenti avvocati il compito di trovare i cavilli che impediscano quei famosi grandi investimenti infrastrutturali, che l’Assessore Bianchi fiduciosamente annuncia e attende da anni, bisogna continuare a vigilare su questa storia, tipicamente italiana.

Il Circolo del PRC di S. Marinella “Benedetti Michelangeli”


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Il Porto non parte se una parte tira più dell’altra parte

“Abbiamo il sospetto che il Consiglio Comunale possa essere indotto ad approvare una Convenzione Urbanistica che serva a trasformare un opera di rilevante pubblico interesse in opera di mero interesse privato e speculativo”. Questo il motivo conduttore dell’assemblea organizzata ieri sera in centro città dall’associazione mare Nostro, sodalizio che riunisce gli utenti per diletto e quelli professionali del porto turistico di Santa Marinella. I promotori dell’assemblea segnalano un silenzio particolarmente preoccupante da parte dell’amministrazione comunale che, sollecitata ad un incontro, è rimasta sorda alle loro richieste. L’incontro avvenuto a luglio, l’ultimo, tra l’associazione l’assessore Bianchi ed il sindaco Bacheca aveva fatto recepire agli amministratori tutte le osservazioni formulate dall’associazione, tutti i giorni in prima linea nel bacino portuale. “In tale occasione — dice il portavoce dell’associazione – l’assessore ci assicurò, formalmente, che la stipula della Convenzione Urbanistica sarebbe stata condizionata all’accettazione di dette richieste da parte della Società Porto Romano.” Da allora nulla né è stato consentito all’avvocato Varanini, delegato dell’associazione, la sua pur riconosciuta funzione di “osservatore alla elaborazione degli atti”. Insomma l’associazione denuncia un atteggiamento più che apertamente ostile potremmo dire assolutamente in trasparente. Le ostilità le ha aperte invece la società concessionaria, la Porto Romano, come denunciato più volte dagli stessi diportisti oltre ad un progressivo deterioramento del servizio. “Non si tratta soltanto dell’ordinario — dice ancora il portavoce dell’associazione – ma viviamo in uno stato di persistente inadempienza rispetto alle previsioni del Regolamento Portuale e dell’Atto di Concessione quali ad esempio quelle relative alla presenza del sistema di smaltimento dei liquidi organici e di sentina , alle panne antinquinamento del porto , alla insufficienza strutturale e dimensionale dei servizi igienici , alla sicurezza pubblica in relazione all’uso non coordinato ed organizzato della gru fissa in prossimità del distributore carburante , alla pericolosità dello scivolo di alaggio e varo , alla collocazione fuori norma del citato distributore in relazione agli ormeggi , alle riscontrate e periziate crepe sui muri della vasca di alaggio , all’uso improprio di alcuni boxes distratti illegittimamente dalla loro destinazione ad uso di servizio per l’attività dei pescatori , all’abusività dei manufatti in legno destinati agli uffici della Porto Romano oltre che alla sede del Circolo Nautico Guglielmo Marconi nonché alla guardiania dell’accesso carrabile al porto, al mancato rispetto della normativa concernente il numero e l’attribuzione dei posti auto , alla violazione delle prescrizioni in materia di disponibilità di ormeggi per il transito , alla carente illuminazione delle banchine . Per non parlare , poi , dell’utilizzo dell’area sottostante il Castello Odescalchi per la sosta di carrelli con imbarcazioni contro il parere formalmente espresso dal competente Ufficio delle Belle Arti , della praticata sperequazione delle tariffe tra utenti che sta creando crescenti malumori, nonché del perdurante abbandono nel degrado dell’area di arenile in concessione oltre il molo di sottoflutto “. Può esserci un qualcosa in più, rispetto a quanto lamentato per anni? Secondo l’associazione la risposta non può essere che affermativa. “Temiamo che la situazione generale su illustrata ed il comportamento dell’Amministrazione Comunale siano indizi da un lato di un’avvenuta e nascosta conciliazione di interessi tra le parti in trattativa disattendendo quei “punti salienti” che l’Amministrazione aveva formalmente fatto proprie e dall’altro dell’intenzione da parte della concessionaria di dismettere tale suo ruolo in favore di terzi una volta ottenuta una favorevole Convenzione Urbanistica” dicono dall’associazione sottolineando come un’ipotizzata concessione di cubatura ad uso residenziale all’interno dell’area portuale non sia prevista nell’originario atto d’accordo, quello sulla base del quale fu assegnato il porto ad un concessionario anni fa. Cosa chiedono i diportisti? Atti, documenti ed un pochino di voglia di lavorare da parte degli assessori preposti e dello stesso sindaco Bacheca. “il nostro timore principale è che tutto torni sotto silenzio ed all’improvviso il consiglio comunale vada ad approvare un mostro giuridico che farà gli interessi di una soltanto delle parti in campo”


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Due sentenze interessanti

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 344 del20o7, ” dichiara che non spettava allo Stato, e per esso al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, attribuire alle autorità marittime statali la competenza amministrativa relativa al rilascio di concessioni demaniali nell’ambito dei porti turistici e commerciali di rilevanza economica regionale ed interregionale siti nella Regione Toscana, ulteriori rispetto al porto di Viareggio; annulla, per l’effetto, nella parte indicata in motivazione, la nota del 21 marzo 2006 del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Direzione generale per le infrastrutture della navigazione marittima ed interna, di cui in epigrafe.”. E’ la sentenza, quella famosa sul porto di Viareggio, che tutti quelli che hanno a cuore la sorte del porticciolo di Santa Marinella, ed il correlato sviluppo della città, aspettavano.

Altra decisione importante è quella che definisce la questione sul danno erariale dell’ex sindaco Maggi ( n. 188 del 2007 sezione seconda centrale appello ) il quale ha prima appellato la sentenza con cui veniva condannato a risarcire una somma in denaro al comune e poi, pagando una somma ridotta, ha condonato la propria posizione facendo cessare la materia del contendere (naturalmente in relazione all’appello). Ora bisognerebbe anallizzare la sua posizione rispetto ai requisiti di compatibilità ed elegibilità a consigliere comunale. La questione fu sollevata in sordina dai consilgieri di minoranza all’indomani dell’elezione e poi con un minimo di veemenza in più da Anniballi e dai suoi sodali del Pentagono (quello che qualcuno da qualche giorno chiama Il Tentacolo in ragione della loro onnipresenza).

Chi aveva ragione? Non lo so ma ora è senz’altro tardi saperlo.

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La Porto Romano segna a porta vuota

Un’altra tegola si abbatte su questa disastrata amministrazione comunale. La società Porto Romano ha ottenuto il rigetto del riscorso con il quale l’amministrazione comunale intendeva revocarle la concessione portuale. Naturalmente per i più golosi c’è anche la sentenza in versione integrale (come i biscottini digestivi inglesi). Sempre naturalmente qualcuno dirà che è frutto della perversa mente di Bordicchia ed i suoi, ma lo farà solo perche ha poca memoria. Quel qualcuno dovrebbe sapere che lui stesso ha pubblicamente affermato che il ricorso al Tar contro la Porto Romano è stata l’unica cosa ben fatta dell’ammnistrazione Bordicchia. Inoltre questa giunta (non sottolineo questa perchè potrebbe ai meno sembrare un link, ma leggete come se l’avessi fatto) ha presentato il 27 giugno scorso un istanza di prelievo sbandierandola ai quattro venti come se fosse stata la mossa risolutoria per appianare definitivamente la questione porto. L’istanza di prelievo è l’atto con il quale si sollecita il giudice che dorme. Il giudice s’è svegliato ed ha dato torto al comune, cioè alla citta.

Bella mossa del cavolo!


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