Se lo dice e poi lo ridice lui…

In data 23 novembre 2011 uscimmo con un comunicato stampa attraverso il quale facevamo una pesante critica su alcune affermazioni dell’Assessore al bilancio Venanzio Bianchi.

Dichiarazioni inerenti a favoritismi verso “amici e conoscenti” ai quali sarebbero state tolte delle multe.

La risposta di Bianchi non si fece attendere e ci diede dei mistificatori!

Abbiamo chiesto ed ottenuto la registrazione del Consiglio Comunale e riportiamo la trascrizione del passo al quale facevamo riferimento:

 

Ass. Venanzio Bianchi:

Ci sono anche oggi politici tra noi che poi, chi si interessa di far togliere la multa, chi si interessa di non far pagare un tributo, chi si interessa di non far pagare una cosa.

Queste cose.. Si si è uno spettacolo… Manuele Si fa tutti non ti preoccupare, non ti preoccupare si fa tutti, in qualche modo tutti quanti si cerca di mantenere il rapporto con l’amico, di agevolare l’amico.

Io non mi vergogno di dire queste cose… tempo al tempo Paola tempo al tempo… chi è stato in consiglio comunale più di voi e ha rappresentato la vostra forza politica l’ha fatto pure lui.

 

Evitiamo qualsiasi commento e lasciamo giudicare ai lettori chi è il mistificatore, chi abusa del proprio potere, chi fa della politica un malcostume che continueremo a combattere.

 

 

Circolo Futuro e Libertà Santa Marinella

 

Il Presidente

Fabio Gasparri

 

 


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I soliti fantasmi

Uno spettro di aggira per Santa Marinella, è lo spettro del PdL, un partito che si manifesta, come ogni ectoplasma, soltanto per ululare, inveire, insultare ma mai per dichiarare e pronunciarsi. Allora è facile per chi vuole far finta di esistere aggrapparsi al collo delle proprie vittime e succhiarne il sangue fino a farle cedere. Questa volta è il caso di FLI e dei suoi fantastici quattro, Pepe, Verdecchia, Della Chiesa e Gasparri. E’ strano l’accostamento che l’estensore del comunicato fa tra quattro cittadini di Santa Marinella, attivi in politica e nel sociale, e il nulla “dichiarato” dal PdL. Non è la prima volta che questo giornalista, che per brevità chiameremo “microspia”, compili i comunicati stampa del proprio partito con un abilità particolare, evidenzi cioè la natura metafisica dell’aggregazione parlandone quasi in terza persona e senza fare un nome, senza dare un riferimento fisco, a volerne cancellare le tracce dopo il passaggio come i mangiamorte tanto cari al nostro Harry Potter. Anche stavolta dicevo abbiamo contrapposti quattro cittadini da una parte, identificati con nome e cognome, e dall’altra parte il nulla pneumatico. Come se non bastasse il giornalista si lancia in un’ ardita evoluzione descrivendo a colpi d’insulti, presi una pagina si ed una no dal vocabolario del vernacolo pasoliniano, l’atteggiamento di chi, reo di voler pensare con la propria testa e rifiutare di omologarsi, avrebbe innanzitutto tradito. Quando però andiamo a collocare questo tradimento? Il passaggio del consigliere comunale Pepe dal PdL nel quale era stato eletto a FLI è cosa di oltre un anno fa. Bene, per oltre un anno il gotha del partito avrebbe tollerato, magari con un po’ di puzza al naso, la presenza di codesto individuo. Usque tandem? La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta quando Pepe ha iniziato a pensare con la propria testa, magari si è accorto che l’imperatore era nudo, che non era tutto oro quello che luccicava e che era necessario gratificare i cittadini elettori, che ad occhi chiusi avevano votato la “giovanissima” svolta epocale mai avviatasi, con qualcosa di più di un contributo, una pacca sulla spalla ed un invito a cena. Fino a quando Pepe alzava la mano a comando era il giovane consigliere che serviva a svecchiare una giunta fatta di volpi in letargo, con tanto sonno ma sempre volpi; ora che Pepe, per conto dei propri elettori chiede ragione di quaranta mesi di nulla è diventato, con i suoi tre briganti (e tre somari) un signor nessuno. E la qualifica di “signore”, nel panorama politico cittadino, può far anche piacere perche di “signori”, in quelle poltrone, non ce n’è nessuno. Cosa fa scrivere al partito del Presidente del Consiglio che è un disonore cambiare casacca quando proprio il capogruppo Maggi ha cambiato casacca passando con disinvoltura dalla giunta Tidei a quella bacheca senza battere ciglio. Se per Maggi il cambio di maglia durante la partita ha un valore politico perche non può averlo per Pepe? Quando il partito doveva parlare, doveva esprimersi non ha fiatato. E’ facile sparare a zero contro Pepe ed i suoi amici, è facile lanciare messaggi trasversali, insinuare, sparlare; la cosa difficile è assumersi le proprie responsabilità di fronte ad una città che per anni è stata presa in giro e amministrata con pressappochismo, la cosa difficile è guardare in faccia i cittadini e ammettere di aver sbagliato, di aver sottovalutato i problemi, di non essere in grado di porre rimedio ad una pessima gestione della cosa pubblica. Sarebbe bello ascoltare discorsi di questo spessore e non i soliti insulti a raffica ma sarebbe praticamente impossibile, ammettere le proprie responsabilità è una cosa da uomini non da ectoplasmi senza nome.


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Fanno finta, almeno speriamo

Fortunatamente non riusciremo ad abituarci a certi comportamenti ed è divertente osservare come quelli che si auto incensano del titolo di “politici” a Santa Marinella abbiano un terrore puro ed assoluto verso qualsiasi forma di dibattito e di confronto. Non c’è un argomento particolarmente ostico, si tratta di una sindrome allergica diffusa e assolutamente contagiosa. Eloquentissimi i giornali di stamattina dove in replica alle osservazioni del Club della Libertà che inviava a chi governa questa città un invito alla concretezza, specialmente in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando è arrivata soltanto una nuvola di fumo. Sarebbe stato splendido, da parte dell’assessore Bianchi attaccato dalla minoranza su un presunto buco di bilancio, fornire una serie di dati, documenti e cifre per chiarire la situazione, lui che è diventato anche esperto di mecenatismo. Invece replica che essendo diventato improvvisamente pacato bisogna fidarsi ad occhi chiusi. A noi fa piacere che lui sia pacato purché la sua pacatezza non serva a mascherare una reticenza sui reali dati di bilancio. Nemmeno il vicesindaco Fratturato brilla per concretezza. Dichiara di voler mettere fine al dibattito sulla morte del commercio in città e lo fa con un’ennesima promessa, indice di come in oltre dieci anni di governo non abbia perso il vizio pur cambiando il pelo. Ci saremmo aspettati misure per il rilancio dell’economia, un tavolo di confronto, sostegno alle aziende in crisi, aiuti a favore delle micro realtà commerciali. Invece il solito rosario di “faremo” e la consapevolezza che a differenza di qualche telenovela televisiva non saranno i ricchi a piangere. Il presente di Santa Marinella e Santa Severa è pessimo, il prossimo futuro senza programmazione, incentivi e sviluppo sarà terribile, ma questo Fratturato e Bianchi fanno finta di non saperlo.

 

 


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Mare nero, tu eri chiaro e trasparente come me

E’ profondo e saccente Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, quando nell’articolessa sdraiata oggi su Repubblica recita una pacata omelia sulla questione morale e sulla politica del futuro. Lui insiste, da uomo di sinistra e da studioso di diritto, nello sposare la politica con la morale interiore dell’uomo e ad accomunare i fattori collettivi con quegli impulsi che tendono a diversificare e stratificare le comunioni umane. Su tante cose le strade di chi scrive e di Pisapia sono e saranno divergenti ma il principio secondo il quale, con un’analisi banale e superficiale, lui disegna la classe politica attuale molto vicina a quella della “rivoluzione” del 1992 è evidente in maniera assolutamente elementare. E’ necessario ed urgente un innalzamento dei valori morali ed un ricambio che se pur più volte annunciato non è mai avvenuto, a tutti i livelli. Gli illeciti, grandi o piccoli che siano, maturano con la permanenza al potere sempre degli stessi soggetti, che del potere invece di farsi servi si illudono di essere padroni. E’ il cambiamento che si invoca ormai da troppo tempo a diventare la prima esigenza di questa nuova stagione, lo stesso cambiamento che si è sempre annunciato, sbandierato e poi regolarmente rimandato. Prendiamo l’esempio di questa bella città. La falla dell’attuale amministrazione è riassumibile in tre concetti: mancanza di programmazione, di iniziativa e di discontinuità. Senza programmazione ed iniziativa una città e la società che la città abita e vive non cresceranno mai, ma la mancanza di crescita potrebbe anche essere una mossa politica, sciagurata ma pur sempre una mossa politica. Quello che ormai tutti vanno ripetendo con foga è che l’attuale amministrazione è evidentemente il seguito pedissequo di tutto il nefasto che ha caratterizzato la gestione cittadina del Faraone. Dove Tidei ha sbagliato questi hanno consapevolmente perseverato, in maniera a volte ingenua, ma senza dimostrare a cittadini ed elettori che rompere gli schemi perversi di una politica appiattita sull’interesse di pochi non sarebbe stato cosa difficile. Non ci hanno nemmeno provato, pulendo i cassetti del Faraone da tutti i progetti che questi aveva cantierizzato e portandoli fino alla fine, senza alcun contributo personale, senza fantasia e soprattutto copiando lo stesso metodo fatto di prepotenza, arroganza, pressappochismo e tanta tanta faccia tosta. Chi pretendeva di cambiare alla fine non ha cambiato nulla. Non si tratta di porre vincoli anagrafici alla permanenza al potere, non serve porre un blocco alla candidatura di chi da trent’anni cerca solo di coltivare il proprio narcisismo. Servono uomini veramente nuovi, idee veramente nuove, interessi collettivi da valorizzare e progetti da condividere. Farsi i fatti propri è facile e redditizio; lavorare per il bene della città è tutta un’altra cosa.


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(Forse non lo sai ma…) pure questo è amore

La maggioranza c’è, è solida e coesa. Quante volte abbiamo sentito ripetere questa filastrocca. I fatti, come al solito, smentiscono chi vive di chiacchiere. L’ultimo episodio è di un paio di giorni fa. Non si sa nemmeno di cosa stessero discutendo, si sa che l’amore quando chiama, chiama. E così un assessore, proprio per dimostrare affetto nei confronti del collega, lo ha abbracciato forte forte proprio sulla giugulare. Non è un caso isolato. I portacenere, tutti pesanti, alcuni in pietra, della sala giunte sanno volare, come testimoniano i muri della stessa stanza che sanno parlare. In fondo cosa c’è a via Rucellai se non il castello di Harry Potter? Siamo alla svolta, alla resa dei conti, che non tornano mai. Un’amministrazione, nata sotto la bandiera del “famose i c….i nostri” sta lottando col coltello (ma anche con la forchetta) per sopravvivere e come in ogni buon film di azione c’è il momento della resa dei conti. I cittadini hanno capito di che pasta sono fatti i loro governanti, hanno capito in quale palude è stata parcheggiata questa meraviglio sa macchina da guerra che doveva essere l’amministrazione dei giovani. Nemmeno la politica li sostiene più. Il partito del Popolo della Libertà non ha mai messo piede a Santa Marinella. Addirittura la brutta copia mandata in scena dai portaborse del sindaco si è dovuta cambiare nome: non avendo nessuna concezione dei principi libertari ma ritenendo, con fede e scienza, che l’unica libertà possibile fosse quella di farsi egregiamente i fatti loro, hanno pensato di toglierla al popolo e di lasciare alla gente solo il mare, l’unico posto ove, almeno fino ad ora, non si possa colare cemento. Infatti il PdL a Santa Marinella è acronimo di un movimento pseudo bachechiano che si fa chiamare Popolo del Litorale. Oddio, anche Popolo è un parolone, ormai a difendere la Linea Maginot sono rimasti veramente in pochi; l’autoreferenzialità di un certo modo di fare politica, contestata al Faraone, è stata applicata alla lettera dai suoi degni eredi. Nulla da dire, se non che questa splendida città è stata ricalata tutta intera nella palude del pressappochismo e dell’ignavia. Abbiamo sprecato un sacco di tempo, distribuito un sacco di inutili consigli. Adesso che la maggioranza non esiste più non c’è nemmeno piu da fare il tifo per nessuno. Rimboccarsi le maniche è un imperativo, serve un’alternativa vera, seria, capace e credibile, che sappia agire bene in nome dell’amore per questa città e per la sua gente. Diamoci da fare.


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Sinistri tricolori festeggianti

Qualche giorno fa, a seguito di una premonizione sciamanica scrivevamo “A questo punto, non volendo profetizzare strane alchimie, ci mancano solo centrosinistri, progressisti, ambientalisti e neocomunisti che festeggiano il 17 Marzo “sventolando il tricolor…” …. rimanete connessi!”

Strana coincidenza, la sera stessa arriva un comunicato: La lista civica “Un’Altra Città è Possibile”, l’associazione degli ex combattenti e reduci, il Circolo del PRC/Federazione della Sinistra danno appuntamento a tutti i cittadini, i partiti politici, le associazioni, il 17 marzo 2011, alle ore 10.00, presso il Monumento ai Caduti in piazza Unità d’Italia, per ricordare il grande significato di questa ricorrenza e per deporre una corona di fiori, in onore di tutti coloro che hanno combattuto per regalarci un paese unito e democratico. Intervenite numerosi!

 

Ma di quale festa parlano, ma di quale paese unito e democratico? Ce ne accorgiamo dalle parole spese dagli intervenuti di quale paese parlano, il centro città è tempestato di palloncini tricolori a firma Pd, manifesti affissi da Rifondazione e & Co. con bandiera tricolore e sinistrorsi misti in corteo con bandiere sulle quali fino a 10 anni fa sputavano sopra. Ma cosa dicevano Gramsci e Togliatti sull’argomento lo sapranno?

A questo punto ci chiediamo, è un infame pentimento o vile opportunismo? Come può essere che per decenni il solo mostrare il tricolore era sinonimo di fascismo, ed invece ora no? Qualcosa non torna. La latitanza dell’amministrazione comunale, specialmente per il fatto di essere di centrodestra è indifendibile. Destrorsi indifferenti, democlericali cerchiobbotisti, sinistrorsi pentiti. Alla fiera dell’opportunismo mancano solo le lacrime. Bella Festa.

 

 

 

 

 

C’era un tempo in cui, coloro che oggi fanno i “patriottici” i Tricolori li bruciavano in piazza. Sentirsi Italiani era una vergogna, un insulto.

C’era un tempo in cui, i poliziotti impedivano ai giovani missini di portare la Bandiera in piazza, era ritenuta una “provocazione”.

C’era un tempo in cui, un giovane 16enne missino foggiano salì sul pennone del Comune di Trieste, allora sotto amministrazione britannica, per appendere il Tricolore. Gli spararono, lo uccisero. Nessuno si sdegnò.

C’era un tempo in cui un simpatico signore cattolico, si vantava di NON essere italiano, essendo egli nato a Trento. Vendette gli italiani agli Stati Uniti. La chiamarono “Liberazione”.

C’era un tempo in cui il suo partito, col Trattato di Osimo, svendé parte del territorio nazionale alla Yugoslavia. Il 90% della Provincia di Gorizia,per esempio. La stessa città fu amputata di una sua porzione ,divenne Nova Gorica, Jugoslavia.

C’era un altro signore molto pacioso e sorridente,che sognava un Repubblica Socialista Sovietica sotto il dominio dell’Urss. Scatenò una guerra civile. Il sangue del fratello contro il sangue del fratello.

Il partito di questo signore combattè armi alla mano per rafforzare le mire dello Jugoslavo. Politicamente e militarmente, servirono altri paesi, in nome della loro ideologia internazionalista.

C’era un tempo in cui questi due signori fecero la Costituzione. Scopiazzando il meglio del periodo che avevano condannato e combattuto, ma vedendosi bene dall’applicarlo…

C’era un tempo in cui i sindacalisti CGIL gettarono a Bologna sui binari il latte destinato a donne e bambini esuli da Istria e Dalmazia. E ad Ancona, vennero accolti dai Giovani Comunisti a pietrate, increduli.

Oggi i loro eredi sventolano la “Retorica” dell’Unità d’Italia, mentre l’hanno sempre disprezzata e umiliata.

Erano gli stessi che sputavano addosso ai Reduci al ritorno dalla Grande Guerra.

NON sono la NOSTRA Italia, in verità per noi NON sono neanche l’Italia.

L’Italia NON si serve con le parole, ma nei fatti.

 

 

 

PuntoZero, si è approssimato a questo evento con la sobrietà che da sempre lo contraddistingue. Con la visione di film per i più giovani, letture, studio. Martedì scorso da buoni italiani, ci siamo recati a Ladispoli dove l’amministrazione ha dato la possibilità di assistere ad un recital sulle ragioni del Regno del Sud e confrontandoci abbiamo cercato le ragioni, le cause, abbiamo imparato molte cose, le date, il sacrificio e gli eroismi di tutte le parti in causa. Siamo giunti ad una conclusione molto amara.

 

 

 

“Il patriottismo di questi giorni è una roboante parata di cartapesta. Scartata la confezione retorica, resta in mano ben poco, e questo poco è insufficiente a far parlare dell’Italia come di un’esperienza riuscita di cui andare fieri. 17 marzo 2011: il patriottismo senza patria. ”

 

Ci auguriamo che il prossimo anno, si faccia meglio. Molto meglio, sperando di trovare anche i sinistri tricolori sventolanti presso un Giardino dei Martiri delle Foibe, finalmente degno di questo nome.

 

 

 

AzionePuntoZero

 

 


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Un santamarinellese a Milano

Sembra un secolo fa, avevamo il binocolo puntato sulla nuova politica cittadina. Sembra passata tanta acqua sotto i ponti e coglievamo uno sbracatissimo Emanuele Pepe semiaddormentato sui banchi del consiglio comunale. Per noi era un sintomo, l’avvisaglia che anche l’innesto di giovani cellule nel moribondo organismo politico cittadino aveva dato i primi segni di rigetto. La cappa che da decenni avvolge la Perla aveva soffocato anche le velleità di chi con la follia propria della giovane età aveva assunto la convinzione di poter cavalcare lancia in resta contro i mulini a vento. Ieri è stato un altro giorno, il giorno nel quale ammettere di aver sbagliato rende ancora più forti noi e le nostre convinzioni, il giorno nel quale è stato necessario arrendersi di fronte all’evidenza. Ne facciamo doverosamente ammenda. Vedere lo stesso Emanuele Pepe non addormentato ma più vivo che mai, anzi, anche decisamente incazzato sul palco del congresso di Fli a Milano ha piacevolmente stupito noi e tanti altri. Sembra passato un secolo ma sono solo 125 settimane quelle che separano queste immagini da quella, settimane durante le quali Emanuele è maturato, ha assunto la consapevolezza propria del suo ruolo, ha analizzato le situazioni ed evidenziato quello che non ritiene gli vada a genio con una lucidità ed una veemenza che lasciano a bocca aperta. Non è assolutamente facile, il conformismo è un abito assolutamente comodo ed è molto facile crescere e far finta di maturare rimanendo nell’ombra. Lui no, ha capito che la vita e la politica vanno affrontate a viso aperto, anche sbagliando ma sempre con fermezza e decisione. Con il suo atteggiamento ha staccato gli altri cosiddetti giovani componenti il plotoncino della maggioranza che iede in consiglio comunale, li ha lasciati sotto la sabbia, a vegetare, convinti che il paradiso possa attendere e che nulla e nessuno possa meritare il loro impegno ed il loro interesse. Delle personalità opache abbiamo piene le tasche; Santa Marinella ha bisogno di persone concrete, che sappiano rimboccarsi le maniche e possano dire al mondo intero quello che pensano, con cognizione di causa. Se questa città avesse a disposizione venti, cinquanta o magari cento persone come Emanuele sarebbe sicuramente un posto migliore. Chi ha queste velleità, sente di possedere queste potenzialità deve darsi da fare. Ci consola il pensiero che stiamo crescendo, che ce la possiamo fare. Bravo Emanuele.


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Degli Esposti non risulta

Prossimamente, anche a Santa Marinella, sarà operativa una sede della Fondazione ‘‘Città Nuove’’. A comunicarlo con entusiasmo è l’assessore Marco degli Esposti. «Abbiamo aderito – commenta Degli Esposti – insieme a molti amici e alcune realtà locali al progetto della fondazione “Città Nuove”. Prima della stagione estiva, organizzeremo sul territorio una manifestazione per presentare questa nuova realtà ai cittadini di Santa Marinella e Santa Severa, della quale abbiamo fin da subito condiviso i principi; uno su tutti, un nuovo modo di fare politica e amministrazione. In piena condivisione con il nostro Sindaco, Roberto Bacheca, per me primo riferente sul territorio e sempre rimanendo legatissimi al Pdl e al programma elettorale sottoscritto con i cittadini. Questo progetto cercherà di implementare ulteriormente il già ottimo lavoro svolto dalla nostra maggioranza in questi due anni e mezzo di mandato. Ci tengo infine a ringraziare l’onorevole Perazzolo, uno dei principali promotori di questa iniziativa e che ha proposto al sottoscritto di rappresentarla su Santa Marinella» Fino qui la bella notizia; poi oggi sullo stesso giornale il dietro front della Fondazione che probabilmente non sapeva di aver aggregato  un amministratore locale tanto attivo e pieno di buoni propositi. “Non risulta  – recita stamattina l’articolo di un quotidiano locale – che nei comuni di Santa Marinella e di Santa Severa sia in programma l’apertura di alcuna sede della Fondazione Città Nuove, né che sia giunta alcuna adesione”. Lo comunica una nota della Fondazione, che nello stesso documento precisa come “Città Nuove non è disponibile ad essere utilizzata per scopi propagandistici o a supporto di forze e progetti politici già esistenti”. “Confermiamo invece – prosegue la nota – che la Fondazione Città Nuove è nata con l’obiettivo di diventare un laboratorio di idee, per offrire occasioni di coinvolgimento alle numerose energie civiche che rimangono escluse dall’attuale sistema politico”.

La spiegazione dell’improvviso cambio di rotta sicuramente c’è e sarà  partita dalla constatazione, registrata a Roma, di come lo stesso Degli Esposti sia stato svelto tre anni fa, pochissimi giorni prima della formazione delle liste elettorali, ad afferrare la bandiera dei Circoli della Libertà appena fondati da MVBrambilla, bandiera agitata un paio di volte e poi riposta chisà dove ad accumulare polvere. L’iperattiva Renata avrà avuto paura che anche la sua bandiera rossa potesse fare la stessa fine? Di certo due righe di spiegazione Degli Esposti ce le poteva anche concedere ma noi pazientemente aspetteremo, fino alle prossime elezioni.


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Alessandro scende in piazza

Egregio Direttore,

mi consenta di replicare, con la presente, all’articolo apparso in data odierna sul quotidiano “la Voce” dal titolo “La Maggioranza fa polemiche con lo scopo di nascondere alla città la propria incapacità”. Nell’articolo in questione, l’opposizione consiliare della Perla del Tirreno replica ad un pezzo, redatto dal sottoscritto e pubblicato sul trimestrale “Il Popolo del Litorale”, un giornalino su Santa Marinella, voluto e realizzato, dall’associazione “Insieme per il Popolo della Libertà”, che fa capo, appunto, al sindaco Roberto Bacheca.

Innanzi tutto desidero ringraziare la minoranza per l’epiteto di “novello Vittorio Feltri nostrano”, di cui sono assolutamente indegno data la calibratura del personaggio al quale mi hanno paragonato, ma al di là questa superflua parentesi personale, volevo sottolineare che quando mi è stata presentata l’opportunità di avere uno spazio su quel giornalino, opportunità per la quale mi è doveroso ringraziare il Sindaco Bacheca nonché il direttivo dell’associazione ed in particolare il collega Roberto Boccoli, sono stato molto entusiasta in quanto, finalmente, ho avuto uno spazio nel quale esprimere una libera analisi sulla situazione politica cittadina. Ho descritto tale situazione, se pure parzialmente, dal mio punto di vista che ho maturato come spettatore esterno delle vicende politiche di questi anni, ed in particolar modo negli ultimi due, in cui ho svolto il collaboratore giornalistico nella nostra città. Ebbene, io credo che chi proviene da un’esperienza così negativa e devastante, a mio avviso, per Santa Marinella, come quella dell’amministrazione Tidei, onestamente, dovrebbe evitare di parlare di politica fatta di proclami, di polemiche sterili, di poca partecipazione sociale, di guerre a colpi di manifesti e demagogici annunci, ma anche di clientelismi; una serie di elementi, questi, che sono stati importati nella nostra città proprio da quella coalizione di centro sinistra e che hanno per un notevole periodo di tempo spaccato il tessuto sociale cittadino, una spaccatura che si dimostra e si è manifestata maggiormente, proprio nel centrosinistra, che, guarda caso, si è presentato alle elezioni frantumato in gruppi e gruppetti che come schegge impazzite dicevano e dicono tutto e il contrario di tutto, oggi uniti solo, appunto, quando c’è da attaccare Bacheca o da presentare una denuncia contro l’amministrazione comunale. Che questa opposizione non abbia veramente più nulla da dire, lo dimostra il fatto che per replicare a me, è stato necessario, per l’ennesima volta, rispolverare il noiosissimo elenco di opere pubbliche di cui rivendicano – quasi sempre immeritatamente – la paternità. Cari consiglieri di minoranza, è comprensibile la vostra nostalgia per il bel (un aggettivo che vale solo per voi, ovviamente) tempo in cui avete amministrato: ma sono passati anche 6 anni… perché non provate ad andare un poco avanti? Francamente, non se ne può proprio più di sentire gli stessi concetti, ripetuti e ripetuti come un disco rotto, per anni.

Per quanto riguarda poi la situazione attuale, è innegabile che per risanare una città, non bastano certo cinque anni, ma forse nemmeno dieci, così come è innegabile che si stanno facendo degli sforzi sovraumani in questo senso e che, nonostante la difficilissima congiuntura economica mondiale e più in particolare un territorio con problematiche irrisolte da decenni, che spesso non dipendono neanche dalla politica, l’attuale amministrazione comunale, ci stia riuscendo.

Ecco perché, direttore, nel mio articolo, ho voluto esprimere con forza un concetto: se ogni provvedimento strategico per Santa Marinella, che possa portare posti di lavoro e benessere, come ad esempio il porto o lo sblocco di terreni edili o, se vogliamo, anche l’affidamento in gestione di un impianto sportivo, ecc, ecc. viene sistematicamente bloccato dal partito del “no”, (nel nostro caso, forse sarebbe più appropriato dire “coalizione”, in quanto formata da Udc, Pd e “Un’altra città è possibile”), si crea un danno grave per la città e per i cittadini. Voglio inoltre rispedire al mittente l’accusa ridicola in merito ai cittadini che li hanno votati, che secondo i consiglieri di minoranza sono stati da me considerati “voci petulanti di fronte alle quali tapparsi le orecchie”, poiché appare evidente che i nostri rappresentanti agiscono autonomamente rispetto al voto che gli è stato dato, anzi, forse molti di quei cittadini che nel 2008 hanno conferito a loro la fiducia, oggi se ne sono pentiti amaramente. E’ per questo che se le opposizioni proseguiranno con la politica dei ricorsi, nella convinzione di fare il bene della città, continueranno ad essere, per me e per tanti altri santamarinellesi, un inutile ostacolo allo sviluppo della Perla.

Ringraziandola per l’attenzione, porgo cordiali saluti.

Alessandro D’Alessio


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E’ nata la Pro Loco

Lo scorso 16 dicembre, con un atto pubblico, Salerno Raffaele, Martini Alessandro, Possenti Elisa, Galli Simone, Mollichella Valeriano, Di Natale Francesco, Fratturato Tiziana, Spalvieri Stefano, Giacomini Roberto e Lombardi Roberta hanno costituito l’Associazione turistica “Pro Loco di Santa Marinella”.

La “Pro Loco” nasce  con una base volontaria senza scopo di lucro, con rilevanza pubblica e  finalità di promozione sociale, turistica e di valorizzazione del territorio, con potenzialità naturalistiche, culturali, storiche ed enogastronomiche della nostra cittadina.

“Il nostro intento –illustra il neo eletto Presidente Raffaele Salerno- è quello di: promuovere la cultura dell’accoglienza e dell’informazione per i turisti con l’apertura di appositi spazi; organizzare iniziative utili e mirate per incrementare il turismo e per sviluppare la conoscenza delle attrattive del nostro territorio e dei luoghi limitrofi; operare per migliorare la gestione dei servizi di interesse turistico. Contribuire al miglioramento della qualità della vita di Santa Marinella – continua ilpromuovere la cultura dell’accoglienza e dell’informazione per i turisti con l’apertura di appositi spazi; organizzare iniziative utili e mirate per incrementare il turismo e per sviluppare la conoscenza delle attrattive del nostro territorio e dei luoghi limitrofi; operare per migliorare la gestione dei servizi di interesse turistico. Contribuire al miglioramento della qualità della vita di Santa Marinella – continua il Presidente – significa analizzare le esigenze di carattere sociale, individuarne le necessità e promuovere attività atte a soddisfare tali esigenze: manifestazioni culturali, convegni, concerti, gestione per circoli  da organizzare nell’ambito del comune di Santa Marinella e in sinergia con l’Amministrazione comunale”.

Raffaele Salerno


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