Un pasticciaccio decisamente bipartisan. Quello della mancata applicazione della tariffa unica per i servizi idrici nella cosiddetta zona Ato2 (gestita quasi interamente da Acea Spa), è un problema che riguarda ben 33 giunte del Lazio centrale risultate morose nei confronti dei cittadini, giunte di ogni colore politico. Se la cifra pagata in più dagli utenti – destinatari di bollette al limite del fantasioso – si aggira intorno ai 150 milioni di euro, i Comuni che ne dovranno rispondere fanno capo alle alleanze più varie. TUTTI I PARTITI NEI GUAI – Dal Pdl al Pd, dal Terzo Polo al tripudio delle liste civiche, nessuno – o quasi – può ritenersi esonerato. Considerando poi che la Conferenza dei sindaci fa capo alla Provincia di Roma, anche Nicola Zingaretti dovrà affrontare il tema dell’acqua pubblica. Tra i sindaci dei comuni interessati, ce ne sono alcuni freschi di nomina. Come Ottorino Ferilli (Pd) primo cittadino di Fiano Romano, nonché cugino dell’attrice Sabrina: eletto alle amministrative della scorsa primavera, Ferilli dovrà destreggiarsi per far fronte a un debito che si aggira intorno ai 5 milioni e passa. SANTA MARINELLA, 8 MILIONI – Situazione diversa, ma non troppo, per i sindaci storici: come ad esempio Roberto Bacheca, in quota Pdl, primo cittadino di Santa Marinella dal 2008, che dovrà rispondere ai suoi cittadini di un debito “idrico” che si aggira intorno agli 8 milioni di euro. Un macigno. Infine, curioso il caso del piccolo Comune di Jenne, capitanato dal sindaco di centrodestra Giorgio Pacchiarotti: 524 anime, 750 utenze, 900mila euro di debito. Tradotto in utenti, 1200 euro ciascuno, in media 1700 euro ad “anima”. Insomma, il neo eletto Pacchiarotti dovrà cercare di chiudere un buco ai limiti del Guinness. I NUMERI DEL CASO – Nei comuni del Lazio risultati non in regola con le fatturazioni idriche, quella di omettere in bolletta la «tariffa agevolata» prevista per le famiglie fino a un consumo massimo annuale di 92 m³, pare una pessima consuetudine. In base a questa tariffa, infatti, ogni m³ dovrebbe costare 0,16 centesimi. Ma così non è. Per lo più infatti viene applicata come prima fascia per le famiglie la cosiddetta “tariffa base”, che costa 0,51 centesimi di euro e che dovrebbe essere invece applicata solo dai 92 m³ in su. Una differenza di 35 centesimi di euro in più per m³. Cifra che moltiplicata per il consumo medio di ogni famiglia nell’arco di un anno, si aggira intorno ai 240 euro di maggiorazione annuale in bolletta, ma può arrivare anche a 1.500 euro in più. Piccole cifre che, sommate tra loro, producono un danno di grande entità. Tra i vari comuni non si può parlare di un «più virtuoso» o un «meno virtuoso». Più indicato invece suddividere in due categorie i comuni «che applicano» il tariffario ufficiale e quelli che «non lo applicano», omettendo in primo luogo «la tariffa agevolata» per le famiglie. Il totale del debito dei paesi del Lazio, stimato dall’Unione Consumatori, è infatti simile (facendo una media delle utenze) a tutti i comuni risultati inadempienti. Silvia Zingaropoli] ROMA – Un pasticciaccio decisamente bipartisan. Quello della mancata applicazione della tariffa unica per i servizi idrici nella cosiddetta zona Ato2 (gestita quasi interamente da Acea Spa), è un problema che riguarda ben 33 giunte del Lazio centrale risultate morose nei confronti dei cittadini, giunte di ogni colore politico.
Se la cifra pagata in più dagli utenti – destinatari di bollette al limite del fantasioso – si aggira intorno ai 150 milioni di euro, i Comuni che ne dovranno rispondere fanno capo alle alleanze più varie.
TUTTI I PARTITI NEI GUAI – Dal Pdl al Pd, dal Terzo Polo al tripudio delle liste civiche, nessuno – o quasi – può ritenersi esonerato. Considerando poi che la Conferenza dei sindaci fa capo alla Provincia di Roma, anche Nicola Zingaretti dovrà affrontare il tema dell’acqua pubblica. Tra i sindaci dei comuni interessati, ce ne sono alcuni freschi di nomina. Come Ottorino Ferilli (Pd) primo cittadino di Fiano Romano, nonché cugino dell’attrice Sabrina: eletto alle amministrative della scorsa primavera, Ferilli dovrà destreggiarsi per far fronte a un debito che si aggira intorno ai 5 milioni e passa.
SANTA MARINELLA, 8 MILIONI – Situazione diversa, ma non troppo, per i sindaci storici: come ad esempio Roberto Bacheca, in quota Pdl, primo cittadino di Santa Marinella dal 2008, che dovrà rispondere ai suoi cittadini di un debito “idrico” che si aggira intorno agli 8 milioni di euro. Un macigno. Infine, curioso il caso del piccolo Comune di Jenne, capitanato dal sindaco di centrodestra Giorgio Pacchiarotti: 524 anime, 750 utenze, 900mila euro di debito. Tradotto in utenti, 1200 euro ciascuno, in media 1700 euro ad “anima”. Insomma, il neo eletto Pacchiarotti dovrà cercare di chiudere un buco ai limiti del Guinness.
I NUMERI DEL CASO – Nei comuni del Lazio risultati non in regola con le fatturazioni idriche, quella di omettere in bolletta la «tariffa agevolata» prevista per le famiglie fino a un consumo massimo annuale di 92 m³, pare una pessima consuetudine. In base a questa tariffa, infatti, ogni m³ dovrebbe costare 0,16 centesimi. Ma così non è. Per lo più infatti viene applicata come prima fascia per le famiglie la cosiddetta “tariffa base”, che costa 0,51 centesimi di euro e che dovrebbe essere invece applicata solo dai 92 m³ in su. Una differenza di 35 centesimi di euro in più per m³. Cifra che moltiplicata per il consumo medio di ogni famiglia nell’arco di un anno, si aggira intorno ai 240 euro di maggiorazione annuale in bolletta, ma può arrivare anche a 1.500 euro in più.
Piccole cifre che, sommate tra loro, producono un danno di grande entità. Tra i vari comuni non si può parlare di un «più virtuoso» o un «meno virtuoso». Più indicato invece suddividere in due categorie i comuni «che applicano» il tariffario ufficiale e quelli che «non lo applicano», omettendo in primo luogo «la tariffa agevolata» per le famiglie. Il totale del debito dei paesi del Lazio, stimato dall’Unione Consumatori, è infatti simile (facendo una media delle utenze) a tutti i comuni risultati inadempienti.
Silvia Zingaropoli
da corriere.it
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