Parte da Tarquinia la Polizia Locale condivisa

Il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola lancia l’iniziativa per gestire con i comuni di Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa, Allumiere e Monte Romano, le funzioni e i servizi di Polizia Locale. «Di necessità virtù. – afferma il primo cittadino – Per far fronte alla carenza di personale e all’impossibilità di assumere nuove unità, per le scarse risorse economiche a disposizione, è importante trovare nuove forme di collaborazione tra le Amministrazioni». Obiettivo del progetto è avere un migliore presidio del territorio e una razionalizzazione dei costi, anche perché sono sempre più consistenti i tagli agli enti locali. Tagli che pregiudicano la possibilità di garantire alla popolazione i servizi primari. «Per questo motivo ho fatto scrivere dai tecnici una convezione che sarà inviata in questi giorni ai sindaci di Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa, Allumiere e Monte Romano, con i quali ho già avuto modo di confrontarmi e trovare la loro disponibilità. – conclude il sindaco Mazzola – Nelle prossime settimane si terranno nuove riunioni. Se approvata, le Polizie Locali delle cittadine interessate potranno operare su una zona molto ampia e intervenire laddove ce ne sia necessità».


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Il Comitato ricorre al TAR

Oggi non stupisce più nulla, non stupisce se un Piano Integrato (Piano Integrato Benigni-Alibrandi delibera N°31/11) viene approvato a notte fonda in una calda sera d’estate, non stupisce nemmeno che alle quattro del mattino ad assistere alle meccaniche alzate di mano dei Consiglieri Comunali fossero presenti sia i costruttori interessati al progetto, belli schierati in prima fila, sia molti abitanti della nostra città preoccupati per ciò che stava per accadere e che è accaduto… Ma è successo anche, con sommo stupore di tanti, che quest’ultimi si sono guardati in faccia e hanno potuto vedere, ognuno sul volto dell’altro, il riflesso della propria indignazione. E così è accaduto che un pugno di persone che si conoscevano appena o non si conoscevano affatto hanno messo da parte i propri pregiudizi, gli orientamenti politici, i luoghi comuni come “tanto non cambierà mai nulla”, e hanno fatto sempre più spazio al buon senso e all’impegno civico (merce rara di questi tempi), si sono parlati, si sono confrontati e così…….è successo!

E’ successo che da pochi sono diventati tanti, talmente tanti da far preoccupare un po’ di persone tra cui lo stesso Sindaco Bacheca che inizialmente pareva far finta di nulla. Queste tante persone che oggi sono un Comitato, si sono riunite, documentate, hanno parlato con gli abitanti dei Rioni Alibrandi, Combattenti e Pirgus ed hanno saputo ascoltare ciò che la gente aveva da dire, concretizzando il tutto in un diffuso dissenso per i contenuti della delibera approvata; sì, perché come molto spesso accade, la disinformazione fa il bello e il cattivo tempo e le false informazioni fanno pure di peggio, infatti in molti giornali il costruttore e il politico di turno hanno dato dei numeri in termini di Metri Cubi e Metri Quadri degni di un’estrazione del superenalotto. Hanno voluto far passare una vera e propria lottizzazione come un’opera di miglioramento per un quartiere che di fatto di migliorie non avrebbe, hanno chiamato Piano Integrato un progetto che è completamente difforme dai principi dei Piani Integrati, hanno mostrato un progetto alla gente e ne hanno approvato un altro al Consiglio Comunale, indovinate a favore di chi? La risposta è semplice se si pensa che i 23000 metri cubi di edilizia residenziale (che è quella che fa guadagnare il costruttore), diventano in poco tempo 27000, poi si parla di 2000 mq di edilizia sociale, e la gente pensa: “che bello i meno fortunati potranno avere una casa”, ma alla gente abbiamo dovuto spiegare che nel progetto approvato c’è solo l’area individuata per l’edilizia sociale ma non c’è scritto ne’ quando verranno fatte le case ne’ a spese di chi, o meglio a spese di chi è evidente, dei cittadini di Santa Marinella e che quindi i meno fortunati possono anche ricominciare a non dormire la notte.

Tornando a quel Comitato che si chiama “11 AGOSTO 2011”, tornando a quell’indignazione, a quelle coscienze che hanno portato alla luce degli aspetti completamente ignorati dall’Amministrazione Comunale, come il rischio idrogeologico dell’intera zona, tornando a quello che la gente veramente chiedeva, che erano dei servizi, e non la nascita di un nuovo quartiere, comunichiamo ufficialmente che Sabato 12 Novembre 2011 è stato depositato il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, contro il Comune di Santa Marinella ma a favore di tutta la cittadinanza nonché del nostro territorio. Dopo un attento studio della delibera e il confronto con relazioni tecniche ambientali, urbanistiche e geologiche, (il Comune non si sforzi a farle, ci abbiamo pensato noi !!!), nonché una palese discordanza tra i guadagni troppo scarsi del Comune nei confronti di quelli del costruttore e dopo che il Sindaco ha fatto orecchie da mercante quando noi gli abbiamo chiesto numerose volte di ritirare la Delibera N°31, dopo tutto ciò, in estrema ratio, il Comitato ha ritenuto lecito ricorrere al T.A.R.. Il ricorso è fortemente motivato e supportato da documentazioni tecniche e competenti, siamo certi che questo progetto verrà bloccato dall’autorità competente, come siamo sempre certi che la Amministrazione Comunale saprà in futuro confrontarsi in maniera più corretta e coerente con i propri cittadini ed avrà il buon senso di approvare i futuri Piani Integrati secondo dei criteri precisi, sostenibili e convenienti per gli abitanti e per il territorio, che sono poi criteri intrinseci nei principi per cui dovrebbe agire un rappresentante politico (molto spesso di questo i nostri rappresentanti non hanno memoria).

Concludiamo col ringraziare chi ha avuto il coraggio e la responsabilità di sottoscrivere il ricorso al T.A.R. e le tante centinaia di santamarinellesi che hanno firmato “contro” i criteri adottati per questo PII, senza la firma di questi cittadini, semplici abitanti del quartiere e commercianti, il Comitato “11 Agosto 2011” avrebbe potuto fare ben poco.

Grazie e ancora grazie.

Il Comitato 11 Agosto 2011

 


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Arriva il Generale…

…ma la guerra è già finita e persa; anzi potremmo dire che tolto un generale ne arriva un altro, ecco così forse è meglio. La novità che dovrebbe scaldare i cuori e rinfrancare lo spirito è la prossima nomina di un direttore generale alla multiservizi cittadina nella persona del già consigliere di amministrazione dottor Paolo Di Giacomantonio. Il tizio vedrebbe schizzare i suoi compensi dagli attuali 7000 euro annui fino alla somma di circa sessantamila. Un bel salto di qualità che qualora corrispondesse al vero potrebbe gettare alle ortiche tutti i ragionamenti circa la crisi e la scarsità di pecunia finora argomentati da chi contesta a questa splendida amministrazione comunale lassismo ed inedia. Il nominato smentisce caldamente, augurandosi naturalmente in cuor proprio (e nel portafoglio) che la notizia sia confermata ma non potendo far altro, per ora, che smentirla. Copione già visto da parte del canuto presidente della stessa SMS che mel momento in cui questo blog con mestiere e tempismo affidò alla rete la notizia della sua probabile nomina si affrettò a scrivere in calce all’articolo un tremendo panegirico di smentita salvo poi accettare l’alloro senza peritarsi di smentire la smentita. Può darsi naturalmente che nessuno abbia intenzione di nominare un direttore generale ad una società che, destinata a chiudere entro il prossimo anno per ragioni di legge che ha anticipato di dodici mesi la chiusura di alcune società comunali, quest’anno chiuderà il bilancio in pareggio utilizzando l’artificio della riduzione di capitale per perdite, mangiandosi cioè buna parte di quell’iniezione di ciccia fresca che il socio unico, ovvero il Comune, aveva pompato nelle sue rinsecchite e regnatelose casse. Il tutto naturalmente se dovessero corrispondere al vero le poche notizie che riescono a trapelare dal secondo piano di lungomare Marconi. Speriamo,a parte l’affetto che ci lega al neo Generale, che la notizia sia un’ulteriore bufala pre-elettorale propagata ad arte per tenere seco i pochi che ancora danno retta alla sgangherata armata brancaleone che fa finta di governare la città. Il provvedimento di nomina potrebbe aprire un altro fronte giudiziario essendo completamente e perfettamente contro legge. Non sarebbe né il primo né l’ultimo, lo sappiamo tutti, e lo sa anche chi eventualmente lo firmerà ma pwer lui è soltanto un gioco.


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Bacheca il palazzinaro

Dopo le proteste nate dall’approvazione in Agosto del Piano Integrato Benigni, il Sindaco aveva annunciato che la sua giunta si sarebbe fermata a quel Piano Integrato.

Ad ottobre leggiamo invece che i piani integrati e accordi di programma (Porto Romano) saranno il nuovo volano del lavoro, la risposta al problema della disoccupazione a S. Marinella, il grande rilancio occupazionale. Davvero una bella novità! Bacheca ripropone, pari pari, la politica palazzinara degli anni ’70. Veramente innovativo!

Se non altro i nostri amministratori non ci raccontano più la barzelletta che i Piani Integrati, vere e proprie lottizzazioni camuffate, servano a risanare i quartieri e a fornire servizi. L’argomento si sposta sul ricatto occupazionale, da sempre argomento forte della speculazione edilizia a S. Marinella.

Parliamo allora di questa occupazione, che dovrebbe nascere dall’indiscriminata cementificazione del territorio. Si tratta di un’occupazione “una tantum”: finita la palazzina finisce il lavoro, oppure si fa un’altra palazzina. E allora? Si deve continuare a costruire all’infinito in un territorio che infinito non è? Non esiste l’edilizia di recupero, di restauro, di mantenimento. Non esiste bio-edilizia. Non c’è nemmeno uno straccio di pianificazione urbana, né di piano di riassetto idrogeologico. Secondariamente sono anni che l’economia turistica è in calo ed ogni anno raggiunge picchi negativi: meno presenze, meno affitti, meno noleggi di ombrelloni, meno clienti ai ristoranti. E’ lavoro anche questo, ci pare. Dovremmo puntare a presenze turistiche tutto l’anno coordinando i servizi e i portali informativi, inserendo S. Marinella nei circuiti turistici e culturali provinciali (i Castelli medioevali, l’Etruria archeologica, i Monti della Tolfa..…). Da questo punto di vista la gestione comunale del castello di S. Severa sarebbe interessante per la creazione di posti di lavoro stabili. Si dovrebbero inoltre tenere pulite le spiagge, che giacciono come cadaveri per 9 mesi all’anno, anche quando la stagione climatica ne permetterebbe la fruizione fino a novembre. Forse si sarebbe dovuto salvare quello che è stato un vettore economico in passato: la floricoltura, oggi agricoltura biologica o agriturismo. Anche questo sarebbe lavoro che chiama lavoro, non “una tantum” ma volano di qualità della vita di tutti. Invece da S. Marinella si scappa a gambe levate. Solo il punteruolo rosso pare trovarsi benissimo!

Vorremmo tanto che i nostri amministratori, invece di ispirarsi ai palazzinari anni Settanta, prendessero a modello sindaci come Angelo Vassallo, assassinato ad Acciaroli nel Cilento, che ha arricchito tutti i suoi concittadini puntando decisamente sul recupero paesaggistico ed ambientale. I valori immobiliari del Comune di Acciaroli si incrementano mentre quello dei nostri immobili precipitano verso il basso e le case subiscono deprezzamenti. Non pretendiamo che Bacheca abbia il coraggio di Vassallo ma almeno una briciola di quello spirito davvero innovativo.

 

Circolo PRC-FdS “Benedetti Michelangeli”


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Il pasticcio dell’acqua

Un pasticciaccio decisamente bipartisan. Quello della mancata applicazione della tariffa unica per i servizi idrici nella cosiddetta zona Ato2 (gestita quasi interamente da Acea Spa), è un problema che riguarda ben 33 giunte del Lazio centrale risultate morose nei confronti dei cittadini, giunte di ogni colore politico. Se la cifra pagata in più dagli utenti – destinatari di bollette al limite del fantasioso – si aggira intorno ai 150 milioni di euro, i Comuni che ne dovranno rispondere fanno capo alle alleanze più varie. TUTTI I PARTITI NEI GUAI – Dal Pdl al Pd, dal Terzo Polo al tripudio delle liste civiche, nessuno – o quasi – può ritenersi esonerato. Considerando poi che la Conferenza dei sindaci fa capo alla Provincia di Roma, anche Nicola Zingaretti dovrà affrontare il tema dell’acqua pubblica. Tra i sindaci dei comuni interessati, ce ne sono alcuni freschi di nomina. Come Ottorino Ferilli (Pd) primo cittadino di Fiano Romano, nonché cugino dell’attrice Sabrina: eletto alle amministrative della scorsa primavera, Ferilli dovrà destreggiarsi per far fronte a un debito che si aggira intorno ai 5 milioni e passa. SANTA MARINELLA, 8 MILIONI – Situazione diversa, ma non troppo, per i sindaci storici: come ad esempio Roberto Bacheca, in quota Pdl, primo cittadino di Santa Marinella dal 2008, che dovrà rispondere ai suoi cittadini di un debito “idrico” che si aggira intorno agli 8 milioni di euro. Un macigno. Infine, curioso il caso del piccolo Comune di Jenne, capitanato dal sindaco di centrodestra Giorgio Pacchiarotti: 524 anime, 750 utenze, 900mila euro di debito. Tradotto in utenti, 1200 euro ciascuno, in media 1700 euro ad “anima”. Insomma, il neo eletto Pacchiarotti dovrà cercare di chiudere un buco ai limiti del Guinness. I NUMERI DEL CASO – Nei comuni del Lazio risultati non in regola con le fatturazioni idriche, quella di omettere in bolletta la «tariffa agevolata» prevista per le famiglie fino a un consumo massimo annuale di 92 m³, pare una pessima consuetudine. In base a questa tariffa, infatti, ogni m³ dovrebbe costare 0,16 centesimi. Ma così non è. Per lo più infatti viene applicata come prima fascia per le famiglie la cosiddetta “tariffa base”, che costa 0,51 centesimi di euro e che dovrebbe essere invece applicata solo dai 92 m³ in su. Una differenza di 35 centesimi di euro in più per m³. Cifra che moltiplicata per il consumo medio di ogni famiglia nell’arco di un anno, si aggira intorno ai 240 euro di maggiorazione annuale in bolletta, ma può arrivare anche a 1.500 euro in più. Piccole cifre che, sommate tra loro, producono un danno di grande entità. Tra i vari comuni non si può parlare di un «più virtuoso» o un «meno virtuoso». Più indicato invece suddividere in due categorie i comuni «che applicano» il tariffario ufficiale e quelli che «non lo applicano», omettendo in primo luogo «la tariffa agevolata» per le famiglie. Il totale del debito dei paesi del Lazio, stimato dall’Unione Consumatori, è infatti simile (facendo una media delle utenze) a tutti i comuni risultati inadempienti. Silvia Zingaropoli] ROMA – Un pasticciaccio decisamente bipartisan. Quello della mancata applicazione della tariffa unica per i servizi idrici nella cosiddetta zona Ato2 (gestita quasi interamente da Acea Spa), è un problema che riguarda ben 33 giunte del Lazio centrale risultate morose nei confronti dei cittadini, giunte di ogni colore politico.

Se la cifra pagata in più dagli utenti – destinatari di bollette al limite del fantasioso – si aggira intorno ai 150 milioni di euro, i Comuni che ne dovranno rispondere fanno capo alle alleanze più varie.

 

TUTTI I PARTITI NEI GUAI – Dal Pdl al Pd, dal Terzo Polo al tripudio delle liste civiche, nessuno – o quasi – può ritenersi esonerato. Considerando poi che la Conferenza dei sindaci fa capo alla Provincia di Roma, anche Nicola Zingaretti dovrà affrontare il tema dell’acqua pubblica. Tra i sindaci dei comuni interessati, ce ne sono alcuni freschi di nomina. Come Ottorino Ferilli (Pd) primo cittadino di Fiano Romano, nonché cugino dell’attrice Sabrina: eletto alle amministrative della scorsa primavera, Ferilli dovrà destreggiarsi per far fronte a un debito che si aggira intorno ai 5 milioni e passa.

 

SANTA MARINELLA, 8 MILIONI – Situazione diversa, ma non troppo, per i sindaci storici: come ad esempio Roberto Bacheca, in quota Pdl, primo cittadino di Santa Marinella dal 2008, che dovrà rispondere ai suoi cittadini di un debito “idrico” che si aggira intorno agli 8 milioni di euro. Un macigno. Infine, curioso il caso del piccolo Comune di Jenne, capitanato dal sindaco di centrodestra Giorgio Pacchiarotti: 524 anime, 750 utenze, 900mila euro di debito. Tradotto in utenti, 1200 euro ciascuno, in media 1700 euro ad “anima”. Insomma, il neo eletto Pacchiarotti dovrà cercare di chiudere un buco ai limiti del Guinness.

 

I NUMERI DEL CASO – Nei comuni del Lazio risultati non in regola con le fatturazioni idriche, quella di omettere in bolletta la «tariffa agevolata» prevista per le famiglie fino a un consumo massimo annuale di 92 m³, pare una pessima consuetudine. In base a questa tariffa, infatti, ogni m³ dovrebbe costare 0,16 centesimi. Ma così non è. Per lo più infatti viene applicata come prima fascia per le famiglie la cosiddetta “tariffa base”, che costa 0,51 centesimi di euro e che dovrebbe essere invece applicata solo dai 92 m³ in su. Una differenza di 35 centesimi di euro in più per m³. Cifra che moltiplicata per il consumo medio di ogni famiglia nell’arco di un anno, si aggira intorno ai 240 euro di maggiorazione annuale in bolletta, ma può arrivare anche a 1.500 euro in più.

Piccole cifre che, sommate tra loro, producono un danno di grande entità. Tra i vari comuni non si può parlare di un «più virtuoso» o un «meno virtuoso». Più indicato invece suddividere in due categorie i comuni «che applicano» il tariffario ufficiale e quelli che «non lo applicano», omettendo in primo luogo «la tariffa agevolata» per le famiglie. Il totale del debito dei paesi del Lazio, stimato dall’Unione Consumatori, è infatti simile (facendo una media delle utenze) a tutti i comuni risultati inadempienti.

 

Silvia Zingaropoli

da corriere.it


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I soliti fantasmi

Uno spettro di aggira per Santa Marinella, è lo spettro del PdL, un partito che si manifesta, come ogni ectoplasma, soltanto per ululare, inveire, insultare ma mai per dichiarare e pronunciarsi. Allora è facile per chi vuole far finta di esistere aggrapparsi al collo delle proprie vittime e succhiarne il sangue fino a farle cedere. Questa volta è il caso di FLI e dei suoi fantastici quattro, Pepe, Verdecchia, Della Chiesa e Gasparri. E’ strano l’accostamento che l’estensore del comunicato fa tra quattro cittadini di Santa Marinella, attivi in politica e nel sociale, e il nulla “dichiarato” dal PdL. Non è la prima volta che questo giornalista, che per brevità chiameremo “microspia”, compili i comunicati stampa del proprio partito con un abilità particolare, evidenzi cioè la natura metafisica dell’aggregazione parlandone quasi in terza persona e senza fare un nome, senza dare un riferimento fisco, a volerne cancellare le tracce dopo il passaggio come i mangiamorte tanto cari al nostro Harry Potter. Anche stavolta dicevo abbiamo contrapposti quattro cittadini da una parte, identificati con nome e cognome, e dall’altra parte il nulla pneumatico. Come se non bastasse il giornalista si lancia in un’ ardita evoluzione descrivendo a colpi d’insulti, presi una pagina si ed una no dal vocabolario del vernacolo pasoliniano, l’atteggiamento di chi, reo di voler pensare con la propria testa e rifiutare di omologarsi, avrebbe innanzitutto tradito. Quando però andiamo a collocare questo tradimento? Il passaggio del consigliere comunale Pepe dal PdL nel quale era stato eletto a FLI è cosa di oltre un anno fa. Bene, per oltre un anno il gotha del partito avrebbe tollerato, magari con un po’ di puzza al naso, la presenza di codesto individuo. Usque tandem? La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta quando Pepe ha iniziato a pensare con la propria testa, magari si è accorto che l’imperatore era nudo, che non era tutto oro quello che luccicava e che era necessario gratificare i cittadini elettori, che ad occhi chiusi avevano votato la “giovanissima” svolta epocale mai avviatasi, con qualcosa di più di un contributo, una pacca sulla spalla ed un invito a cena. Fino a quando Pepe alzava la mano a comando era il giovane consigliere che serviva a svecchiare una giunta fatta di volpi in letargo, con tanto sonno ma sempre volpi; ora che Pepe, per conto dei propri elettori chiede ragione di quaranta mesi di nulla è diventato, con i suoi tre briganti (e tre somari) un signor nessuno. E la qualifica di “signore”, nel panorama politico cittadino, può far anche piacere perche di “signori”, in quelle poltrone, non ce n’è nessuno. Cosa fa scrivere al partito del Presidente del Consiglio che è un disonore cambiare casacca quando proprio il capogruppo Maggi ha cambiato casacca passando con disinvoltura dalla giunta Tidei a quella bacheca senza battere ciglio. Se per Maggi il cambio di maglia durante la partita ha un valore politico perche non può averlo per Pepe? Quando il partito doveva parlare, doveva esprimersi non ha fiatato. E’ facile sparare a zero contro Pepe ed i suoi amici, è facile lanciare messaggi trasversali, insinuare, sparlare; la cosa difficile è assumersi le proprie responsabilità di fronte ad una città che per anni è stata presa in giro e amministrata con pressappochismo, la cosa difficile è guardare in faccia i cittadini e ammettere di aver sbagliato, di aver sottovalutato i problemi, di non essere in grado di porre rimedio ad una pessima gestione della cosa pubblica. Sarebbe bello ascoltare discorsi di questo spessore e non i soliti insulti a raffica ma sarebbe praticamente impossibile, ammettere le proprie responsabilità è una cosa da uomini non da ectoplasmi senza nome.


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Io aderisco

Il Comitato Cittadino “11 AGOSTO 2011” ha ufficialmente iniziato una raccolta di firme riportante la seguente dicitura: “Io sottoscritto aderisco all’iniziativa del COMITATO CITTADINO ” 11 AGOSTO 2011 ” , per contrastare il Piano Integrato Benigni così come è stato approvato durante il Consiglio Comunale di Santa Marinella la notte dell’11 agosto 2011 con Delibera di Consiglio n. 31.Rispetto al beneficio che ne ricaverà il proponente del Piano, ritengo che l’Amministrazione abbia richiesto in cambio troppo poco e con poche garanzie. Il quartiere Alibrandi necessita di essere riqualificato e non di vedere sorgere alle sue spalle un nuovo quartiere, senza sufficiente sicurezza di integrazione urbanistica, ambientale e sociale. Ritengo inoltre che la Delibera 31 contenga decisioni, che a livello di viabilità e di rischio idrogeologico, non tutelano né il quartiere Alibrandi né i quartieri limitrofi di Combattenti e Pirgus, sottoposti ad alto rischio idrogeologico (vincolo PAI).In materia di viabilità, il ponte previsto rischia inoltre di compromettere la viabilità già critica di via Latina. Esprimo totale sostegno alle iniziative di lotta volte ad annullare la Delibera di Consiglio Comunale n. 31/2011.”

Chiunque volesse aderire a questa iniziativa apponendo la propria firma può rivolgersi ad uno dei seguenti recapiti telefonici: 340-2481132 o 331-1869467.

 

il Comitato


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Nasce il Comitato

Il 23 Settembre 2011 nasce il Comitato Cittadino denominato “11 AGOSTO 2011”,

data in cui è stata approvata a notte fonda dal Consiglio Comunale di Santa Marinella, la delibera N° 31 denominata “PIANO INTEGRATO BENIGNI-ALIBRANDI”, la quale prevede che accanto all’omonimo quartiere, vengano realizzati 35866 metri cubi di edilizia, praticamente un altro quartiere.

Il comitato nasce da una volontà popolare spontanea per contrastare la realizzazione di questo faraonico progetto.

Da giorni la stampa locale è affollata di “botta e risposta” tra maggioranza e minoranza comunale, che in una sequenza interminabile di volumi di cemento e promesse di opere pubbliche aggiuntive o sottratte e chi più ne ha più ne metta, non hanno fatto altro che confondere i già perplessi cittadini di Santa Marinella.

Ma la cosa che più indigna è che a spiegare i dettagli del progetto, sono gli stessi costruttori, che non solo hanno avuto il coraggio di occupare le prime fila durante il consiglio comunale dell’11 Agosto, ma da giorni dichiarano a mezzo stampa cose ben diverse da quelle contenute nella delibera.

L’avvocato Antonio Alibrandi dichiara pubblicamente¬ – “il progetto aveva già il nulla osta della giunta Tidei..”– Vero!!.. Peccato che il progetto di allora prevedeva 13000 metri cubi di edilizia residenziale e pubblica compresa una caserma dei Carabinieri, e 19000 metri quadrati di parco pubblico, un tantino differente.

Dichiara inoltre – “ Andremo a realizzare una nuova viabilità molto più ampia di quella esistente” – , notiamo invece che la “nuova viabilità” sarà solo a vantaggio delle nuove costruzioni, e non solo, si genererà inoltre un peggioramento della situazione dell’unica strada a scorrimento, che è Via D’Annunzio, già sofferente dal troppo viavai automobilistico.

L’Avvocato con la “A” maiuscola continua – “ è stato realizzato un progetto per il ponte ferroviario da un ingegnere specializzato”–, e a tal proposito il comitato si domanda del perché se questo progetto esiste, non sia stato allegato nella delibera N° 31. E comunque complimenti per la scelta fatta dall’amministrazione nel chiedere lo spostamento del ponte da Via Perazzeta – Via Saffi, a Via Pascoli- Via Latina, data l’ampiezza delle strade, proprio un bell’imbuto!

E ancora – “ i 9000 metri di parco pubblico diventeranno 6820, in quanto la differenza verrà utilizzata per realizzare la rotonda.” – ci domandiamo: “non si poteva fare una palazzina in meno?”

Per non parlare poi della forte preoccupazione degli abitanti dei quartieri limitrofi, rione Pirgus e rione Combattenti, attraversati dal fosso Ponton del Castrato dichiarato ad alto rischio idrogeologico. Tutti ricorderanno i lutti provocati dall’alluvione dell’ Ottobre del 1981.

Riguardo le promesse solenni di Alibrandi, di realizzare le cosiddette opere di mecenatismo prima di edificare il residenziale e il commerciale, rispondiamo semplicemente che di questi tempi le promesse hanno scarsa valenza, e i cittadini sono stanchi di veder nascere palazzine affollate di gente che poi fanno in macchina file interminabili agli Stop e ai semafori.

Forse l’Avvocato Alibrandi, invece di sventolare numeri e promesse improbabili, farebbe meglio a fare un bel comunicato stampa dove ringrazia pubblicamente l’amministrazione di Santa Marinella per l’ottima opportunità commerciale concessa…sarebbe più credibile.

Il neo-comitato cittadino “11-Agosto-2011” annuncia a tutta la cittadinanza che a breve inizierà una raccolta ufficiale di firme, per contrastare la realizzazione di questo piano integrato, che ripetiamo: NON CI PIACE!!!!

Il Comitato

 

 

 

 

 


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Sindaco e giardiniere

(Ansa) Sindaco e assessore si sono iscritti al Registro dei volontari, si sono armati di falciatrice e decespugliatore e nelle mattina hanno dato una sistemata al parco del Municipio di San Pietro in Casale, paesone della pianura bolognese. Tutta colpa del Patto di stabilità, hanno spiegato. Perchè l’Amministrazione comunale può contare su tre giardinieri che però in questo periodo sono tutti assenti per infortuni. «Il rispetto dei limiti imposti dal Patto di stabilità blocca di fatto le assunzioni ma la cosa più grave è che, mentre ci sono persone alla ricerca di un lavoro, gli enti locali non possono assumere nemmeno quando si trovano in emergenza – protesta il sindaco, Roberto Brunelli – I tagli che il Governo continua ad imporre impediscono di assumere, anche per una sola giornata, anche per tagliare l’erba. Non è più possibile non solo migliorare ma nemmeno mantenere servizi e prestazioni, o difendere i diritti essenziali dei cittadini». Questa volta l’erba e i cespugli li hanno tagliati loro, ma sindaco e assessore chiedono aiuto ai concittadini: «Oltre ad un gesto concreto, l’azione di stamattina vuole anche sollecitare la collaborazione di chi ha a cuore il proprio paese e non vuole fermarsi alla critica, perchè un bene pubblico è un bene di tutti»


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Fanno finta, almeno speriamo

Fortunatamente non riusciremo ad abituarci a certi comportamenti ed è divertente osservare come quelli che si auto incensano del titolo di “politici” a Santa Marinella abbiano un terrore puro ed assoluto verso qualsiasi forma di dibattito e di confronto. Non c’è un argomento particolarmente ostico, si tratta di una sindrome allergica diffusa e assolutamente contagiosa. Eloquentissimi i giornali di stamattina dove in replica alle osservazioni del Club della Libertà che inviava a chi governa questa città un invito alla concretezza, specialmente in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando è arrivata soltanto una nuvola di fumo. Sarebbe stato splendido, da parte dell’assessore Bianchi attaccato dalla minoranza su un presunto buco di bilancio, fornire una serie di dati, documenti e cifre per chiarire la situazione, lui che è diventato anche esperto di mecenatismo. Invece replica che essendo diventato improvvisamente pacato bisogna fidarsi ad occhi chiusi. A noi fa piacere che lui sia pacato purché la sua pacatezza non serva a mascherare una reticenza sui reali dati di bilancio. Nemmeno il vicesindaco Fratturato brilla per concretezza. Dichiara di voler mettere fine al dibattito sulla morte del commercio in città e lo fa con un’ennesima promessa, indice di come in oltre dieci anni di governo non abbia perso il vizio pur cambiando il pelo. Ci saremmo aspettati misure per il rilancio dell’economia, un tavolo di confronto, sostegno alle aziende in crisi, aiuti a favore delle micro realtà commerciali. Invece il solito rosario di “faremo” e la consapevolezza che a differenza di qualche telenovela televisiva non saranno i ricchi a piangere. Il presente di Santa Marinella e Santa Severa è pessimo, il prossimo futuro senza programmazione, incentivi e sviluppo sarà terribile, ma questo Fratturato e Bianchi fanno finta di non saperlo.

 

 


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