RiRei: genitori alla sbarra

Non è ancora una vittoria ma le tante persone che ieri mattina erano davanti al Tribunale di Civitavecchia per una volta avevano i volti sorridenti. La ragione del raduno era la prima udienza del processo civile che ha visto davanti al Giudice Dell’Utri due rappresentanti dell’Associazione Genitori Utenti Disabili, Angelamaria Contona e Mirella Biferali Rossetti ai quali il Consorzio RiRei ha inviato una citazione per presunti danni derivanti da diffamazione per cinque milioni di euro. A fianco dell’associazione dei parenti degli utenti dei centri Rirei c’era l’associazione Luca Concioni per la quale è intervenuto personalmente il segretario Marco Cappato e Simonetta Dezi oltre ad un legale che ha patrocinato le ragioni dei disabili davanti al giudice. La prossima udienza si terrà il 4 giugno, sempre al Tribunale di Civitavecchia. “Chiunque si oppone al volere dei dirigenti del consorzio – ha detto Angelamaria Contona – è stato messo in condizione di non nuocere”. Il riferimento evidente è sttao ai licenziamenti operati dal consorzio negli ultimi tre anni, anche a danno di dirigenti sindacali. “Siamo qui davanti ad un giudice e chiediamo aiuto – ha continuato la rappresentante dei parenti dei disabili ospitati dai centri – per tutti noi parenti, per i lavoratori e per i disabili ospitati. Il centro di Lavinio è già passato sotto la gestione della Asl RMH. Ringrazio i lavoratori, i genitori dei pazienti e Marco Cappato e tutto il Partito radicale per la sensibilità e l’impegno dimostrati”. Anche Cappato si è dilungato sia sul seno della presenza di tanta gente davanti all’edificio che sulla sua partecipazione alla giornata di mobilitazione. “E’ ora che questo Tribunale si occupi dell’inchiesta della Guardia di Finanza che ancora continua sulla gestione e sulle condizioni di vita dei pazienti del centro di Santa Severa. Ora il procuratore capo Amendola ha la possibilità di aprire un procedimento penale. La causa civile alla quale abbiamo assistito oggi è per una presunta diffamazione. Non si tratta di difendere la libertà di espressione ma di cercare la verità dei fatti. Possiamo anche fare finta che i genitori ed i lavoratori siano tutti dei bugiardi; adesso la giustizia deve darsi da fare con l’urgenza che non ha avuto la politica. Vogliamo soltanto sapere la verità e che questa verità sia accertata in un’aula di giustizia”. Presente anche Giuseppe Roso De Vita, avvocato e segretario dei Comitati radicali per la Giustizia. “Stiamo qui oggi per una causa civile che dovrà decidere su un risarcimento danni pe runa presunta diffamazione. Le denuncie che i genitori ed i familiari dei disabili, insieme ai lavoratori, hanno presentato da tre anni in qua sono sempre state supportate da fatti veri che quindi legittimano il diritto di critica e cronaca, questo ci pare che la magistratura l’abbia oggi compreso e di questo siamo contenti. In questo palazzo sono depositati documenti, segnalazioni, foto, verbali dei Nas dei Carabinieri, abbiamo portato la determinazione dirigenziale della Regione Lazio con cui si revoca l’autorizzazione al consorzio. Il 18 dicembre scorso abbiamo portato una dettagliata denuncia in Procura, sappiamo di altre denuncie e di indagini in corso, tra le quali quella della Guardia di Finanza. Auspichiamo a questo punto che il Procuratore Capo possa tenere fede a quanto mi ha personalmente promesso il giorno 18, quando sono venuto a depositare la denuncia e che si renda conto che almeno ottanta persone, i pazienti della struttura di Santa Severa, possano tornare a vivere in condizioni dignitose. Dal 18 dicembre sono trascorsi diversi giorni, stamattina ho fatto un ispezione al registro delle notizie di reato ed il procedimento, contrariamente a quanto promesso dal procuratore Amendola, non era ancora stato assegnato ad un sostituto. Abbiamo pronte altre denuncie e le verremo a presentare nei prossimi giorni proprio qui”. Il clima era gioioso e di festa. Probabilmente entro breve si giungerà ad una svolta. I lavoratori presenti davanti al Tribunale hanno annunciato che la protesta che stanno portando avanti da prima di Natale e che si riferisce alle condizioni di lavoro ed al ritardo nel pagamento delle retribuzioni andrà ancora avanti. Per la metà della prossima settimana è previsto un nuovo sit-in davanti al centro di Via dei Normanni, a Santa Severa.


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Rirei: Bacheca dove sei?

E’ un manifestino anonimo, senza firma né riferimento alcuno, quello apparso ieri mattina sui muri di Santa Marinella. S’intitola “Bacheca dove sei?” ed è attribuibile sicuramente ad un gruppo di operatori del centro RiRei di Santa Severa visibilmente delusi dal comportamento del sindaco bacheca e del vicesindaco Eugenio Fratturato, al quale nel volantino viene dato l’appellativo di assessore alla sanità. Il sentimento di sfiducia è forte, molto forte. la questione s’incardina tra le tante manifestazioni organizzate dai lavoratori, dai sindacati, dai comitati dei familiari dei pazienti del centro. Il tema è sempre, purtroppo, lo stesso: la mancanza di soldi fa soffrire i servizi che, per loro natura e per le condizioni dei pazienti, devono avere standard di qualità altissimi. I dipendenti, nonostante le promesse fatte, non ricevono con la dovuta regolarità le retribuzioni. Al sindaco chiedono seri controlli sull’operato dei dirigenti e maggiore tutela per i lavoratori e gli utenti. Poi fanno anche l’elenco di tutte le contestazioni rivolte, a più riprese, alla gestione dell’ex complesso Anni verdi; si parla quindi di irregolarità nell’affidamento e si ironizza sul “forte aiuto prestato a chi lotta perché sa di avere ragione”. Anche il vicesindaco Fratturato è citato nei manifesti per aver dato credito, tanto, ai dirigenti e poca fiducia a chi nel centro lavora quotidianamente. La diatriba, anonima, è abbastanza forte e non è possibile quantificare che tipo di seguito possano avere gli ignoti estensori del manifesto tra i lavoratori del centro assistenziale.


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Anni Verdi: blitz? No, solo un controllo

Santa Severa in allarme stamattina per un’auto della Polizia di Stato che era parcheggiata di fronte al complesso ex Anni Verdi. Insieme all’auto delle forze dell’ordine anche due auto della Asl RmF oltre a due auto della cooperativa UniSan che ha in gestione le attività della struttura sanitaria. In realtà non si è trattato di un blitz ma di una visita di routine. Il personale del Commissariato di viale della Vittoria ha effettuato anche rilievi fotografici all’interno del fabbricato ma nulla, almeno da fonti Asl, sarebbe apparso fuori posto. Anche dall’ispezione effettuata nei giorni scorsi dai sindaci di Allumiere, Tolfa e Santa Marinella non sarebbero apparse, almeno a prima vista, inadempienze o particolari inadeguatezze.


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Fratturato: Anni Verdi, occorre cautela

Un’altra voce politica si leva a chiedere chiarezza sulle vicende e sul futuro della struttura sanitaria che si trova Santa Severa e fino ad un paio di anni fa era gestita dalla onlus Anni Verdi. “La complessa situazione venutasi a creare con l’ex amministrazione Anni Verdi e successivamente ereditata dal Consorzio RIREI, non può trovare una soluzione immediata e favorevole a tutte le parti in causa.” A parlare così è uno sconsolato ma molto realista Eugenio Fratturato, vicesindaco di Santa Marinella. “Non servono belle parole ne buone intenzioni, ma necessita un grande sforzo, lavoro e dialogo da parte della RIREI, della Regione Lazio, dei Sindacati e dei lavoratori. Il Consorzio RIREI ha fatto il possibile per garantire fino al mese di Luglio 2008, sia gli stipendi dei dipendenti che il pagamento della maggior parte delle forniture nonostante la Regione Lazio da circa un anno non abbia liquidato gli importi dovuti per i servizi svolti creando grossi problemi economici al Consorzio stesso. Sono angosciato – prosegue Fratturato – dalla ventilata possibilità di chiusura della struttura di Santa Severa, in quanto comporterebbe il conseguente trasferimento degli ospiti presso la sede di Roma e il licenziamento del personale oggi occupato a Santa Severa. Questa possibilità viene suffragata dal fatto che la struttura di Santa Severa rientra nel compendio in corso di liquidazione della onlus Anni Verdi. Invito tutte le parti interessate a riflettere e prestare molta attenzione alle azioni che si intendono intraprendere per non compromettere ulteriormente l’esistenza di questa struttura. Non ci dobbiamo dimenticare che si tratta di un servizio che viene erogato in favore di ragazzi disabili, e questo è ciò che dobbiamo tenere a mente nel trovare soluzioni e nel prendere impegni come Amministrazione Comunale”. Molte infatti sono le voci che si rincorrono in merito a ventilate ipotesi di provvedimenti giudiziari di rilascio dei locali di via dei Normanni e queste voci potrebbero accreditare la tesi di mancanza di interesse per la manutenzione delle infrastrutture, atteggiamento giustificato dalla consapevolezza di un possibile esodo forzato di tutti i pazienti verso Roma, dove peraltro si parla di abbondanza di personale contro quote degenti abbastanza basse. Quindi l’ipotesi che vede la cooperativa UniSan pronta a lasciare la struttura di Santa Severa potrebbe trovare, nelle parole del vicesindaco, la conferma oggettiva. In questo senso proprio Fratturato invita tutti gli interessati ad una maggiore tranquillità nelle scelte e nelle considerazioni per scongiurare una brusca impennata della crisi.


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Anni Verdi: senza tregua

uno Non finiscono le disavventure per la struttura sanitaria di Santa Severa gestita fino a due anni fa dall’associazione “Anni Verdi2 ed ora in mano alla Regione Lazio. Domenica l’ultimo presidio dei lavoratori che lamentano una serie di inadempienza da parte della regio e ed anche da parte della cooperativa UniSan che gestisce la struttura per conto del Consorzio RiRei al quale la Asl ha demandato la continuazione dell’attività assistenziale. Molte le carenze lamentate dagli stessi lavoratori e dai loro rappresentanti sindacali, in testa Claudio Laurenti e Fausto Quattrini di CGIL, presenti dalle 9 di mattina fino a dopo pranzo, quando per circa un’ora si sono loro uniti anche i lavoratori che avevano appena cessato il primo turno domenicale. Molta gente si è fermata sotto il cancello verde di Normanni, anche cittadini e genitori di utenti del complesso sanitario. Tra le rivendicazioni dei lavoratori naturalmente al primo posto quelle salariali. Da luglio non vengono pagati ed anche le retribuzioni precedenti non sono mai state versate regolarmente. I subappaltatori, tra i quali i servizi mensa e quello delle pulizie, soffrono ancora di più. Il catering alimentare è stato sostituito perché il precedente, causa morosità, non forniva più i pasti. La cooperativa che esegue i servizi di pulizia, con sede a Ladispoli, non percepisce pagamenti da febbraio 2007 e con propri mezzi è riuscita ad assicurare il pagamento delle retribuzioni fino a maggio scorso, ma poi anche qui i rubinetti sono stati chiusi. le rivendicazioni dei lavoratori vanno anche oltre il mero aspetto pecuniario. In molti sono intervenuti nei capannelli che via via si sono formati per tutta la mattina intorno al gazebo montato in fretta e furia. Si parlava di qualificazione del personale, di assistenza carente, di pazienti fatti dormire su teli cerati perché delle 500 lenzuola previste tra le attrezzature se ne trovavano soltanto 200 e quindi non era possibile sostituirle alla bisogna. Si parlava anche di corsi di formazione mai svolti, di mancanza di aggiornamento professionale, di dipendenti sottomansionati e dei tanti che, stanchi di non veder riconosciuta la loro qualificazione, hanno lasciato il lavoro. Ma secondo i lavoratori manca anche la manutenzione delle strutture e l’adeguamento degli impianti e delle attrezzature che sono ormai carenti e fatiscenti. Claudio Laurenti ha sottolineato l’indecisione della Regione Lazio. “Occorre scegliere, e farlo subito, tra accreditamento o la gara per un nuovo bando, oppure ancora – ha detto il sindacalista – la gestione diretta delle Asl competenti per territorio. I lavoratori ma soprattutto gli utenti dopo due anni hanno diritto a certezze”. Al messaggio si è associato il sindaco di Santa Marinella, presente insieme all’assessore Angelo Grimaldi. Proprio Grimaldi ha deciso di perorare la causa degli utenti e dei lavoratori del complesso di Santa Severa nel consiglio comunale di domani sera con una mozione apposita. Di oggi la notizia del fallimento dell’incontro tra lavoratori e Regione Lazio, carta dalla quale ci si attendeva invece molto. “Il fallimento – dice Donato Robilotta deputato regionale e capogruppo Socialisti Riformisti – PdL – probabilmente dipende da una sottovalutazione della questione e dalla scorsa conoscenza da quanto fatto dalla giunta Marrazzo negli anni precedenti. Oltre 500 persone che lavorano in questi centri sono senza stipendi da Luglio, questo perché la Regione non paga la cooperativa, che sostiene di avanzare circa 4 Milioni di euro, e la cooperativa non paga i lavoratori. La conseguenza di tutto questo è che tra pochi giorni i disabili che sono curati nei centri ex anni verdi resteranno senza cura. Adesso è evidente che fu un grave errore affidare ad un consorzio fatto ad hoc (RiRei), senza gara e senza un minimo di garanzia finanziaria la gestione dei centri Anni Verdi da parte dell’assessore Battaglia dopo la crisi dell’associazione e la gestione diretta della Asl. Il Commissario Marrazzo dovrà soprattutto decidere sul rapporto giuridico amministrativo con cui il consorzio gestisce i servizi della onlus.”
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