Se lo dice e poi lo ridice lui…

In data 23 novembre 2011 uscimmo con un comunicato stampa attraverso il quale facevamo una pesante critica su alcune affermazioni dell’Assessore al bilancio Venanzio Bianchi.

Dichiarazioni inerenti a favoritismi verso “amici e conoscenti” ai quali sarebbero state tolte delle multe.

La risposta di Bianchi non si fece attendere e ci diede dei mistificatori!

Abbiamo chiesto ed ottenuto la registrazione del Consiglio Comunale e riportiamo la trascrizione del passo al quale facevamo riferimento:

 

Ass. Venanzio Bianchi:

Ci sono anche oggi politici tra noi che poi, chi si interessa di far togliere la multa, chi si interessa di non far pagare un tributo, chi si interessa di non far pagare una cosa.

Queste cose.. Si si è uno spettacolo… Manuele Si fa tutti non ti preoccupare, non ti preoccupare si fa tutti, in qualche modo tutti quanti si cerca di mantenere il rapporto con l’amico, di agevolare l’amico.

Io non mi vergogno di dire queste cose… tempo al tempo Paola tempo al tempo… chi è stato in consiglio comunale più di voi e ha rappresentato la vostra forza politica l’ha fatto pure lui.

 

Evitiamo qualsiasi commento e lasciamo giudicare ai lettori chi è il mistificatore, chi abusa del proprio potere, chi fa della politica un malcostume che continueremo a combattere.

 

 

Circolo Futuro e Libertà Santa Marinella

 

Il Presidente

Fabio Gasparri

 

 


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Il PD vuole il porto: lettera all’avvocato D’Amelio

In merito all’articolo apparso in questi giorni sui giornali, in cui si accusa il Consigliere Bianchi Andrea di “ terrorismo ambientale” e di voler ritardare l’ampliamento del porticciolo di Santa Marinella , il direttivo locale Pd , i tre consiglieri comunali Bianchi ,Mucciola ,Benci ,,dichiarano , per chi non lo avesse capito, di essere favorevoli all’ampliamento del Porto, poiché è sicuramente un volano per la ripresa economica cittadina . Questo punto è presente nel programma elettorale sia della Lista Mucciola a cui ha fatto parte il Consigliere Andrea Bianchi sia della lista del Pd. Il problema Caro Avv. D’Amelio nasce dal modo in cui la giunta Bacheca ha presentato al Consiglio Comunale del 28 dicembre alcuni punti all’ordine del giorno tra cui l’accordo di programma per l’ampliamento del porto. Lei ha presente sicuramente le miriade di carte che ha dovuto presentare ,ebbene i consiglieri Comunali di opposizione hanno ricevuto la convocazione il 23 dicembre 2009 dopo le ore 17,30.L’indomani ,il giorno 24, gli uffici hanno fatto l’orario corto essendo la vigilia di Natale e non è stato possibile avere documenti e tavole da visionare .Il giorno 25 è Natale ,il giorno 26 S.Stefano , il giorno 27 è stata domenica . Il 28 su richiesta delle minoranza e a poche ora dall‘inizio del Consiglio Comunale è stata convocata riunione dei Capigruppo dove hanno partecipato per la maggioranza l’assessore al porto Venanzo Bianchi e il capogruppo Maggi . I capigruppo di minoranza Mucciola-Rocchi-Fronti facevano notare l’ impossibilità di poter affrontare i 14 punti all’ordine del giorno ed in particolare il punto riguardante il porto , questo molto delicato poiché non si trattava di una normale delibera ma di un accordo di programma .La riunione dei capigruppo si concludeva con l’impegno di rimandare la trattazione di alcuni punti tra cui il porto ad un successivo Consiglio. Arriviamo ora alle sera del Consiglio Comunale iniziato con la trattazione dei punti più semplici e con l’impegno di una breve sospensione per definire quello che si era deciso nel pomeriggio per lo spostamento dei punti più delicati . Nella riunione dei capigruppo erano presenti Mucciola -Rocchi -Fronti e per la maggioranza il vice-Sindaco Fratturato e l’assessore Bianchi Venanzo ,non era presente il capigruppo Maggi che si rifiutava . Il vice Sindaco Fratturato annunciava ,con lo stupore delle minoranze , che sarebbero stati trattati tutti i punti all’ordine del giorno ,compreso il porto . Alle accese e forti rimostranze delle minoranze il consigliere Fratturato ribadiva fortemente la volontà di disattendere un impegno preso e la necessità di andare avanti . Ai consiglieri di Minoranza non rimaneva che abbandonare l’aula . Uscite le minoranze , la maggioranza con l’assenza di due consiglieri , in piena notte e con pochissime persone presenti approvava una serie di emendamenti alla delibera del porto snaturando la proposta pervenuta di accordo di programma. Ancora oggi non sappiamo se la Porto Romano ha accettato le modifiche emendate. La commissione speciale Porto ,nel frattempo non è stata convocata e non c è stato il confronto con la popolazione tanto sbandierato e promesso dal Sindaco Bacheca .Per questi motivi i consiglieri Pd e tutti gli altri consiglieri di minoranza hanno presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del Consiglio del 28 dicembre 2009 . Ci dica Caro Avvocato perché non ha mai chiamato la minoranza che rappresentano il 63% dei cittadini per illustrare l’ accordo di programma ? Perché la maggioranza ha agito come sopra descritto ? Cosa cambiava in un ritardo di tre giorni nell’approvare un atto così importante, forse votato all’unanimità e non con una maggioranza striminzita di 11 consiglieri? Perché come Lei afferma nella lettera “ i Sindaci Ricci , Bordicchia ,Tidei hanno speso soldi dei contribuenti per chiedere l’ annullamento dell’atto di concessione? L’unico Sindaco capace è stato Bacheca , solo Lui vuole il bene di Santa Marinella , cosa che non ci crede nessuno . Tutti gli altri sono incapaci compresi gli attuali consiglieri di minoranza, che non vogliono che un piccolo porto di interesse militare ,com’ è il nostro, si trasformi in un grande porto turistico . Caro Avvocato ,questi sono i fatti , si faccia un esame di coscienza ,forse qualche errore in questi anni lo ha commesso ma nel frattempo qualche utile lo ha ricavato.

Il Partito Democratico di Santa Marinella


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Multiservizi: serve un colpo di scena entro venerdì

“Due righe, ci bastano due righe entro venerdì mattina”. Il presidente del consiglio d’amministrazione della Santa Marinella Servizi, la società multiservizi comunale, è stato chiarissimo. All’assemblea dei dipendenti organizzata dalla CGIL stamattina erano in tanti, tutti preoccupati per il futuro occupazionale. La società impiega circa settanta persone e dalla sua creazione deliberata nel 2006 ha sempre “campato alla giornata”. Mai un piano industriale ma contratti di servizio rinnovati mese per mese. Adesso anche i rubinetti si sono chiusi. Il Comune di Santa Marinella non ha ancora rinnovato i contratti di servizio scaduti lo scorso dicembre ed i dipendenti della multiservizi stanno lavorando senza alcuna copertura finanziaria né alcuna certezza legale che possa garantire quanto stanno facendo. Per l’assessore al bilancio Venanzo Bianchi è tutto sotto controllo. “La multiservizi è il Comune stesso – ha ripetuto più volte ad una platea polemica e rumoreggiante – il problema non esiste. Abbiamo affidato ad un consulente legale la stesura di un contratto di servizio. Nel 2009 abbiamo fatto dodici proroghe mensili. Quest’anno ne stiamo varando una sola, di circa tre mesi, dopo la quale andremo a firmare un contratto lungo almeno un anno”: Contrasti tra cda ed amministrazione, cosa inaspettata e non prevista da nessuno, hanno alzato il velo su un difetto di comunicazione che pare endemico nella nuova e giovane gestione del sindaco Bacheca. Contro le parole rassicuranti dell’assessore che ha parlato più volte di “tempesta in una bacinella” si stagliava come una lapide il messaggio affisso dal presidente della multiservizi Bruno Ricci che informava i dipendenti che in assenza di certezze da parte dell’amministrazione entro venerdì mattina i servizi sarebbero stati tutti sospesi. “Il cda – ha detto Ricci – no ha notizie in merito e non c’è copertura finanziaria per gli stipendi di febbraio, mentre quelli di gennaio li pagheremo con l’incasso delle fatture emesse a dicembre. Su tutto lo spettro dei distacchi. Gira voce che alcuni dipendenti della multiservizi, tutti addetti agli uffici, potrebbero essere stabilizzati; tre o cinque persone – impazza il totonomi – che stanno per essere distaccati presso il Comune e poi avvolti nel circolo vizioso della burocrazia fino a diventare ufficialmente dipendenti di via Rucellai. L’assessore Bianchi ha smentito decisamente le voci. All’anomalia di un’assemblea sindacale che vedeva il datore di lavoro avere il primo posto in scena ha contribuito anche quanto dichiarato da Bianchi che si è scagliato contro il sindacato, UIL questa volta, reo a suo dire di un esposto alla Corte dei Cinti che ha costretto l’amministrazione comunale a rivedere il metodo d’impiego del personale. L’anomalia denunciata nell’esposto riguarda un problema di subordinazione gerarchica dei dipendenti della multiservizi che lavorano spalla a spalla con i dipendenti comunali e da loro prendono ordini. “E’ un problema da risolvere – ha ribadito Bianchi – con il nuovo contratto e con un pro9getto di ristrutturazione che stiamo studiando da poco. Un’ipotesi di trasformazione del rapporto potrebbe on riguardare solo tre o quattro persone ma tutti i quattordici dipendenti che ora lavorano negli uffici”. Le due righe di conferma della copertura finanziaria non sono ancora arrivate. Lunedì i dipendenti della multiservizi potrebbero scendere in strada davanti alla sede comunale. In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo tutti chiedono certezze.

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Andrea si è accorto del ponte e di tutto il resto

nel

costatare l?apertura del Ponte di Via Lazio a seguito dell?ufficiale

inaugurazione da parte del Sindaco di Santa Marinella è stato contento nel

poter finalmente vedere che il suo quartiere potesse usufruire di una migliore

viabilità, anche se parziale. Purtroppo a pochi giorni dall?inaugurazione si è

verificata una situazione che mi ha iniziato ad indignare e a preoccupare .

Ma come è possibile che una strada appena aperta sia già in totale dissesto

con buche e voragini? La situazione è talmente incredibile che l?

amministrazione ha dovuto transennare una intera carreggiata facendo tornare

il ponte più piccolo di quanto era prima .

Credo che sia opportuno provvedere ,nella notte ,a rendere meno pericoloso

questo tratto di strada anche con dei diffusori di luce .

La speranza di tutti è che comunque si risolva definitivamente questo

pericolo per l incolumità di molti ignari cittadini che utilizzano questo

tratto stradale.

Sono altresì preoccupato per la superficialità con cui questa amministrazione

ha proseguito il progetto di realizzazione del Ponte di Via Lazio con il

conseguente allargamento della carreggiata stradale .Per questo motivo abbiamo

noi tutti consiglieri di minoranza presentato una interrogazione al Sindaco ,

vogliamo capire come intendono risolvere questo costante pericolo . Vogliamo

sapere se è stato rispettato il progetto iniziale e il capitolato .

Sono venuto a coscienza che alcuni cittadini nel vedere che posizionavano i

pali della luce pubblica a bordo della strada di Via Lazio sono intervenuti

inutilmente per evitare un altro errore poiché si dovranno nuovamente spostare

con spese aggiuntive per le casse Comunali quando si procederà all?allagamento

dell?intera carreggiata .

I cittadini tutti hanno notato solo un desiderio da parte di questa

amministrazione di procedere velocemente all?inaugurazione del Ponte senza

constatare prima se i lavori fossero stati fatti a regola d?arte.

Andrea Bianchi

consigliere comunale


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Fine della storia, brutta storia

Il 28 dicembre, a notte inoltrata, la maggioranza Bacheca ha approvato l’accordo di programma con la Porto Romano. L’approvazione è avvenuta in solitudine e senza alcun dibattito, visto che l?opposizione compatta ha

abbandonato l’aula per protesta. La commissione consiliare sul porto, richiesta il 7 luglio 2008 (un anno e mezzo fa) fu approvata in virtù dell’impatto che la grande opera avrebbe comportato. L’ampliamento fino a tre volte del porto coinvolge l’unica spiaggia libera in area urbana, la foce di due fossi, in assenza di un piano particolareggiato della costa e persino di un piano di viabilità. La commissione consiliare sul porto aveva lo scopo di coinvolgere la città nell’eterna diatriba tra Comune e società Porto Romano, restituendo ai

cittadini facoltà di decisione su un bene di loro proprietà, sottrattogli in maniera truffaldina dal losco decreto Dini.

Invece non solo la commissione ma l?intera opposizione non ha potuto accedere a nessuno degli atti che un progetto da trenta milioni di euro dovrebbe fornire in grande (e particolareggiata) copia. Gli emendamenti del Comune non sono stati resi disponibili nemmeno alle associazioni di diportisti interessate, le quali per conoscerle hanno aspettato la relazione in consiglio di Venanzio Bianchi fino all’una e trenta di notte.

L’ultimo atto di assoluta sudditanza dei nostri amministratori alla Porto Romano è stata consumato.

Il PRC ha, nell’ordine, sostenuto l’illegittimità del Decreto Dini, l’importanza di restituire il Porto agli enti pubblici competenti (Regione Lazio e Comune di S. Marinella) con un ricorso alla corte costituzionale; la necessità di pianificare un ampliamento (molto più modesto) con strumenti urbanistici trasparenti e razionali (piano della costa, piano del centro), registrando le reali necessità della città; l’urgenza di una VIA, visto il coinvolgimento dei fossi. Nessuna di queste opzioni è stata accolta, né dalla Regione né dal Comune.

Come la consigliera Rocchi ha giustamente ricordato, la società Porto Romano (non interessata all’ampliamento del porto ma solo al lucro sull’esistente) si è ben guardata dal portare aventi la convenzione originaria: ha preteso un accordo di programma in cui la fetta al privato fosse molto più appetitosa (ci sono infatti, ad esempio, i residence, non previsti dall’originaria convenzione). Ricordiamo la Porto Romano non ha ottemperato ad alcuno degli impegni sottoscritti e non ha precluso l’accesso al porto ai cittadini solo perché quest’ultimi hanno fatto la voce grossa, nel silenzio ossequioso del Sindaco. Anche lunedì, in Consiglio Comunale, l’Assessore Venanzo Bianchi (con delega al porto) non ha mancato di sottolineare l?impotenza del Comune rispetto alla Porto Romano e la necessità che la città ha dell’opera, futuro volano dell’economia locale (che però fino ad oggi non ha creato nemmeno mezzo posto di lavoro).

La città non è stata difesa, visto che persino l’avvocato del Comune è pagato dalla Porto Romano, e non è stata tutelata nemmeno nell’atto finale dell’iter, sottraendo all’opposizione quell’azione di controllo che poteva garantire all’accordo maggiore trasparenza.

La brutta storia del porto si conclude ingloriosamente, come ingloriosamente è cominciata. Vista l’alta probabilità che società Porto Romano porterà avanti le infrastrutture meno costose e più redditizie, affidando a valenti avvocati il compito di trovare i cavilli che impediscano quei famosi grandi investimenti infrastrutturali, che l’Assessore Bianchi fiduciosamente annuncia e attende da anni, bisogna continuare a vigilare su questa storia, tipicamente italiana.

Il Circolo del PRC di S. Marinella “Benedetti Michelangeli”


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Santa Marinella come Venezia: costruiremo sull’acqua.

Il Consiglio Comunale ha ratificato lunedì sera la convenzione urbanistica riguardante l’ampliamento del porticciolo turistico di Santa Marinella. Il voto, compiuto dai soli consiglieri di maggioranza con l’assenza di Emanuele Pepe e Giovanbattista Boelis, è avvenuto tra le molte polemiche sollevate dai consiglieri comunali di minoranza. Aveva aperto la questione Stefano Massera chiedendo alla maggioranza di ritirare alcuni punti all’ordine del giorno. “Vogliamo fare un’opposizione seria – ha dichiarato – questo è un dispettuccio” riferendosi alla polemica montata nei giorni precedenti e relativa alla consegna delle convocazioni del consiglio proprio a cavallo delle feste natalizie, cosa che ha materialmente impedito ai consiglieri di minoranza di prendere visione degli atti relativi alle delibere all’ordine del giorno, atti peraltro approntati solo poche ore prima di andare in aula. “La delibera del porto richiede un confronto serio con la parte di città che ci ha votati”. Quindi sembrava che la seduta potesse comunque svolgersi secondo un copione improntato a ragionevolezza e reciproca disponibilità. Il sindaco aveva chiesto di iniziare la discussione sull’ordine del giorno e di convocare una riunione volante dei capigruppo non appena giunti al primo dei punti da rimandare a nuova data. All’improvviso la sterzata. Le posizionid ella maggioranza si sono irrigidite, forse la fronda interna che in questi giorni stava montando come un’onda marina è stata ricondotta nei ranghi. Fatto è che nel giro di un paio d’ore le aperture del sindaco e dei suoi ai ragionamenti dei consiglieri di minoranza sono improvvisamente sparite. Si sarebbe continuata incondizionatamente la seduta. Strepiti del pubblico, vero protagonista anche nel cuore della notte e vivaci proteste dei consiglieri che si sono sentiti frodati. Le voci di un possibile rinvio si erano diffuse, quasi come un copione intendente ad inquinare le anime, già dal primo pomeriggio. Ha preso la parola Massimiliano Fronti. “Avete paura del confronto. – ha esordito apostrofando così la maggioranza – avete paura di darci gli atti o non sono mai completi? La parte documentale relativa alla delibera sul porto è composta da 21 elaborati grafici. Quella sul project financing per la nuova sede comunale non era ancora pronta nemmeno stamattina. Abbandonerò il consiglio e lo faccio a malincuore, ma mettetevi voi nei nostri panni”. Il sindaco Bacheca ha replicato che gli atti erano a disposizione. “Possiamo discutere con gli atti che abbiamo a disposizione adesso” ha detto il primo cittadino ma evidente era la differenza tra il fascicolo di fronte al segretario comunale, alto più di un palmo, e i pochi fogli dentro le cartelline di consiglieri ed assessori. Andrea Bianchi, presidente della commissione speciale sul porto ha reclamato la mancanza di un passaggio degli atti nella sua commissione. Anche Paola Rocchi ha attaccato il sindaco. “Noi abbiamo bisogno di parlare con lei. Il testo della delibera sul porto sembra scritto dall’avvocato D’Amelio e non dal Comune di Santa Marinella. Le delibere sono tutte da vedere e da confrontare”. Per Carlo Mucciola il problema dell’approvazione ha una veste di responsabilità da non sottovalutare. “Presenteremo immediatamente una denuncia alla Corte dei Conti. Sono convinto che su queste delibere ci saranno da pagare molti danni e non voglio che a turare fuori soldi siano i cittadini ma solo i consiglieri comunali che le approvano”. Particolarmente sentita, anche dal pubblico che ha rumoreggiato e sottolineato con caldi applausi gli interventi dei consiglieri di minoranza è stata la conclusione di Massimiliano Fronti. “la data di oggi segna uno spartiacque, da oggi non ci sarà più una minoranza ma soltanto un’opposizione”.

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Il Porto non parte se una parte tira più dell’altra parte

“Abbiamo il sospetto che il Consiglio Comunale possa essere indotto ad approvare una Convenzione Urbanistica che serva a trasformare un opera di rilevante pubblico interesse in opera di mero interesse privato e speculativo”. Questo il motivo conduttore dell’assemblea organizzata ieri sera in centro città dall’associazione mare Nostro, sodalizio che riunisce gli utenti per diletto e quelli professionali del porto turistico di Santa Marinella. I promotori dell’assemblea segnalano un silenzio particolarmente preoccupante da parte dell’amministrazione comunale che, sollecitata ad un incontro, è rimasta sorda alle loro richieste. L’incontro avvenuto a luglio, l’ultimo, tra l’associazione l’assessore Bianchi ed il sindaco Bacheca aveva fatto recepire agli amministratori tutte le osservazioni formulate dall’associazione, tutti i giorni in prima linea nel bacino portuale. “In tale occasione — dice il portavoce dell’associazione – l’assessore ci assicurò, formalmente, che la stipula della Convenzione Urbanistica sarebbe stata condizionata all’accettazione di dette richieste da parte della Società Porto Romano.” Da allora nulla né è stato consentito all’avvocato Varanini, delegato dell’associazione, la sua pur riconosciuta funzione di “osservatore alla elaborazione degli atti”. Insomma l’associazione denuncia un atteggiamento più che apertamente ostile potremmo dire assolutamente in trasparente. Le ostilità le ha aperte invece la società concessionaria, la Porto Romano, come denunciato più volte dagli stessi diportisti oltre ad un progressivo deterioramento del servizio. “Non si tratta soltanto dell’ordinario — dice ancora il portavoce dell’associazione – ma viviamo in uno stato di persistente inadempienza rispetto alle previsioni del Regolamento Portuale e dell’Atto di Concessione quali ad esempio quelle relative alla presenza del sistema di smaltimento dei liquidi organici e di sentina , alle panne antinquinamento del porto , alla insufficienza strutturale e dimensionale dei servizi igienici , alla sicurezza pubblica in relazione all’uso non coordinato ed organizzato della gru fissa in prossimità del distributore carburante , alla pericolosità dello scivolo di alaggio e varo , alla collocazione fuori norma del citato distributore in relazione agli ormeggi , alle riscontrate e periziate crepe sui muri della vasca di alaggio , all’uso improprio di alcuni boxes distratti illegittimamente dalla loro destinazione ad uso di servizio per l’attività dei pescatori , all’abusività dei manufatti in legno destinati agli uffici della Porto Romano oltre che alla sede del Circolo Nautico Guglielmo Marconi nonché alla guardiania dell’accesso carrabile al porto, al mancato rispetto della normativa concernente il numero e l’attribuzione dei posti auto , alla violazione delle prescrizioni in materia di disponibilità di ormeggi per il transito , alla carente illuminazione delle banchine . Per non parlare , poi , dell’utilizzo dell’area sottostante il Castello Odescalchi per la sosta di carrelli con imbarcazioni contro il parere formalmente espresso dal competente Ufficio delle Belle Arti , della praticata sperequazione delle tariffe tra utenti che sta creando crescenti malumori, nonché del perdurante abbandono nel degrado dell’area di arenile in concessione oltre il molo di sottoflutto “. Può esserci un qualcosa in più, rispetto a quanto lamentato per anni? Secondo l’associazione la risposta non può essere che affermativa. “Temiamo che la situazione generale su illustrata ed il comportamento dell’Amministrazione Comunale siano indizi da un lato di un’avvenuta e nascosta conciliazione di interessi tra le parti in trattativa disattendendo quei “punti salienti” che l’Amministrazione aveva formalmente fatto proprie e dall’altro dell’intenzione da parte della concessionaria di dismettere tale suo ruolo in favore di terzi una volta ottenuta una favorevole Convenzione Urbanistica” dicono dall’associazione sottolineando come un’ipotizzata concessione di cubatura ad uso residenziale all’interno dell’area portuale non sia prevista nell’originario atto d’accordo, quello sulla base del quale fu assegnato il porto ad un concessionario anni fa. Cosa chiedono i diportisti? Atti, documenti ed un pochino di voglia di lavorare da parte degli assessori preposti e dello stesso sindaco Bacheca. “il nostro timore principale è che tutto torni sotto silenzio ed all’improvviso il consiglio comunale vada ad approvare un mostro giuridico che farà gli interessi di una soltanto delle parti in campo”


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Abbiamo fatto 13

schedina_totocalcioCi dovrà pensare la Sisal, forse sarà l’unica soluzione. Nel consiglio comunale di lunedì l’indomito Mauro Trebiani, sempre precisino e puntiglioso, ha sollevato una cosa che l’assessore la bilancio Bianchi ha tentato di ricacciare sotto il tappeto, come si fa con la polvere nel salotto buono due minuti prima dell’arrivo degli ospiti. Tutti gli altri, consiglieri comunali e pubblico, hanno assistito al piccolo battibecco un po stanchi e un po’ infastiditi, non riuscendo bene a comprendere di cosa si trattasse. Ora ve lo spiego io o almeno ci provo. L’oggetto del contendere sono 13 milioni di euro, a tanto infatti ammonta il totale delle anticipazioni di cassa iscritto, per variazione, nel bilancio del comune di Santa Marinella per l’anno 2009. Di cosa si tratta? Di tredici milioni di euro che l’amministrazione comunale si è fatta anticipare a valere sulle entrate correnti. Vabbè, parliamo come magnano. Si tratta del totale dei soldi che il tesoriere del comune, credo si tratti di Banca Intesa, ha prestato all’amministrazione per far fronte alle spese e tenendo conto dei soldi che dovevano entrare in cassa ma che nel momento del bisogno (c’è naturalmente bisogno e bisogno, in questo caso si tratta di bisogno economico) in cassa non c’erano. Una sorta di prestito “al volo” che per ragioni di contabilità pubblica (molto diverse tecnicamente dal cosiddetto conto della serva) deve essere indicato nel conto di riferimento nel suo ammontare totale e non nell’utilizzo medio che ne viene fatto. Feroce ma dissacrante e divertente lo scambio di battute tra i due. Uno (indovinate chi?) faceva notare come il conto anticipazioni fosse stato iscritto per 2,5 milioni di euro nel conto finanziario del 2007, per 10 milioni di euro nel conto 2008 e si fosse arrivati ora ad indebitarsi per ben 13 milioni. L’altro ha risposto piuttosto seccato che si trattava di cifre virtuali. Certo data la materia ostica, data l’ora tarda, dato lo spessore culturale tecnico dell’uditorio abbastanza sottile, all’assessore è sembrata l’unica risposta in grado di smarcarlo dalla palude sabbiosa in cui si stava ficcando. Non aveva tutti i torti, la posta di bilancio non rappresenta un debito corrente ma è in realtà un prezioso indicatore del fatto che i conti comunali sono arrivati all’enfisema, che il tentativo di pareggiare le uscite con le entrate è fallito dall’inizio e che il tentativo di guadagnare terreno, nella rincorsa disperata al pareggio di bilancio, è stato mancato nonostante l’introduzione della sovrimposta Irpef comunale e della robusta trasfusione di liquidi operata dall’Enel. Spendiamo più di quello che riusciamo ad incassare ovvero incassiamo meno di quello che dobbiamo spendere. In economia si chiama vincolo di portafoglio ed è una delle formulette di base che si imparano al primo anno di studi; qui pare che nessuno ne abbia fatto tesoro. Basterebbe amministrare con modestia, basterebbe ridurre anche solo qualcuna tra le tante spese inutili, mandare a casa qualcuno di quelli a cui è stata regalata, a spese nostre, una bella poltrona od una rendita di posizione. Dite che il totale delle poltrone regalate non riuscirebbe a coprire il debito complessivo dell’amministrazione? Può darsi, ma almeno si sarebbe dato un segnale forte e gagliardo, a rappresentare la volontà di aggiustare le cose e non contribuire a sfasciarle, a dimostrare che si lascerà la cosa pubblica in condizioni migliori di quando gli elettori l’hanno consegnata. Ma l’obiettivo probabilmente non è quello del buon governo. Consoliamoci allora con questo bel tredici, attenti a non perdere la schedina.

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Un Consiglio chiassoso ed inconcludente

Consiglio rissoso e indisciplinato, con punte di vera cattiveria istituzionale da una e dall’altra parte quello che si è tenuto giovedì sera a Santa Marinella con un ordine del giorno nel quale, come abbiamo già annunciato, erano riconfluiti numerosi argomenti già trattati ma che avevano bisogno, per imperizia o per vicissitudini accadute, di essere riapprovati. Tra questi l’atto costitutivo del Consorzio che gestirà l’Osservatorio Ambientale costituito tra i comuni del comprensorio interessati dai fenomeni ambientali legati allo sviluppo della centrale elettrica di Civitavecchia. Su argomenti come questi si poteva misurare la sensibilità politica di un consiglio comunale che invece pare pensare sempre a qualcos’altro e quindi, complice la gestione dell’aula condotta in modo superficiale da un presidente sempre più di parte, si è quasi sfiorata la rissa. Le parti naturalmente sono rimaste ognuna sulla sua posizione, tra la maggioranza che chiedeva di approvare lo statuto tale e quale al modello confezionato e ritoccato dagli altri comuni del comprensorio e la minoranza che invece voleva recedere dall’istituzione o quanto meno introdurre alcuni emendamenti al testo. “L’osservatorio – ha detto l’assessore Venanzo Bianchi molto partecipe in tutto il dibattito – ha come finalità il controllo del territorio dal punto di vista ambientale, ed è proprio di nostra volontà che al monitoraggio siano direttamente coinvolte le amministrazioni dei comuni interessati. Le varie associazioni ambientaliste avranno sicuramente più considerazione ed ascolto da parte del consorzio che da altri enti”. Di diverso parere i consiglieri di minoranza che hanno definito il consiglio comunale di giovedì come un “atto grottesco”. “Da anni – ha detto paola Rocchi in margine alla seduta – mentre a parole gli amministratori di questo territorio giurano di essere impegnati a difendere la salute dei cittadini, nei fatti spianano la strada ad Enel ede ai suoi piani economici, ignorando in maniera colpevole e sistematica le richieste accorate di un popolo inquinato da decenni. Fino a questo momento potevamo dire che fossero responsabili solo sindaci e giunte di Civitavecchia, ma ora si stanno allineando perfettamente anche alcuni di quelli del comprensorio, tra cui S.Marinella. L’atto con il quale si va a costituire il Consorzio è quanto di più scialbo e generico si poteva immaginare; ha una valenza semplicemente tecnica, non mostra nessuna volontà politica volta a sostenere con forza la funzione di controllo di Consorzio e Osservatorio, ignora completamente le prescrizioni VIA, forse perché troppo imbarazzanti, dimentica totalmente di citare e considerare il rapporto con le associazioni e i comitati, con gli studi scientifici che il territorio ha espresso ed esprime. Del resto la mancanza di volontà politica e il suo aspetto esclusivamente tecnico, sono stati tranquillamente ammessi da Venanzo Bianchi, il quale come assessore al Bilancio si è dichiarato inoltre perfettamente soddisfatto che le attività del Consorzio siano pagate da Enel per un milione di euro l’anno, fingendo di non ravvedere la inadeguatezza di un accordo concordato da un’azienda privata che paga chi la dovrebbe controllare. Sebbene tutta l’operazione sia assurda, noi consiglieri di minoranza abbiamo cercato di migliorare quel testo, introducendo appunto degli elementi “politici”, rivolti da un parte a vincolare il più possibile le attività del Consorzio e dell’Osservatorio nell’ottica della difesa del territorio e dall’altra a sancire la volontà di ascoltare e raccordarsi con le associazioni di cittadini. Abbiamo infine semplicemente chiesto che il delegato del sindaco abbia un curriculum che lo qualifichi per le attività del Consorzio e che la sua nomina sia ratificata dal Consiglio. La maggioranza- conclude il capogruppo di “Un’altra città è possibile” ha votato in blocco contraria a questi nostri emendamenti migliorativi ed è stato davvero uno spettacolo avvilente vedere tutte quelle mani alzate, gesto chiaro di resa alle logiche dei poteri forti.” Tra le contestazioni sollevate al sindaco ed ai suoi consiglieri c’è stata appunto quella che ha rimarcato come ogni trattativa prima con l’Enel poi con i Comuni che costituiscono il Consorzio sia stata condotta non da una commissione rappresentativa dei cittadini attraverso i consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza democraticamente eletti ma semplicemente da un delegato del sindaco che ha gestito le due vicende da dietro una scrivania senza consentire alla città, che pure ha i suoi rappresentanti in consiglio comunale di poter sapere, vedere, controllare e dire la sua.


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Fronti: Contro di me è guerra aperta

L'interno della segreteria dell'Unione Sportiva danneggiato dall'acqua

L'interno della segreteria dell'Unione Sportiva danneggiato dall'acqua

L’amministrazione comunale ha dichiarato guerra all’Unione Sportiva, l’associazione dilettantistica che da quasi quindici anni gestisce il campo sportivo comunale e che da allora ha alla guida Ivano Fronti. Queste sono le deduzioni dello stesso Fronti che nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio nei locali della società, ha esibito documenti, mostrato lo stato, indecoroso ed insalubre, in cui versano i locali della società, di proprietà del Comune di Santa Marinella. “Quello della perdita dal tetto della segreteria è l’ultimo problema in ordine di tempo. L’assessore La Rosa va parlando di Città dello Sport, manifestazioni internazionali, milioni di investimenti ma non ha i soldi per far riparare questo tetto, dove peraltro ci sono tre cassoni in eternit, dei quali ci siamo accorti a gennaio quando abbiamo ispezionato i danni. L’articolo 10 della convezione tra l’associazione ed il Comune – continua amareggiato Fronti – dice che ci possiamo sostituire all’ente ed ottenere il rimborso delle spese di manutenzione straordinaria. In questo casso non lo abbiamo fatto in quanto già il 3 marzo scorso ho inviato in comune la richiesta di pagamento di altri interventi effettuati nel tempo e mai ancora rimborsati. A novembre un tubo rotto del riscaldamento allagò gli spogliatoi dei ragazzi; lo abbiamo riparato noi spendendo 436 euro. Altri 8.497 euro se ne sono andati perché gli spogliatoi del campo B avevano gli scaldabagni difettosi e pericolosi. Una perizia fatta fare dal Commissario Straordinario aveva giustificato il nostro intervento che non ci è mai stato rimborsato. Ulteriori 3.985 euro li abbiamo spesi per rimettere in funzione un trattore, di proprietà del Comune, con il quale falciamo il prato dell’area di gioco. Non mi si venga a parlare del nuovo regolamento sui contributi alle associazioni – tuona ancora Fronti – che è stato fatto proprio per tagliare fuori l’Unione Sportiva a stagione calcistica iniziata. E’ un regolamento che può funzionare ed essere equilibrato con le società che non hanno obblighi di manutenzioni sugli impianti. Oggi l’assessore La Rosa parla di accordi che devono essere rispettati, ma gli altri come la pensano. L’associazione che dirigo ha sempre avuto contributi dal Comune che è in regola con i patti fino a dicembre del 2007. Mancano nelle nostre casse i contributi dei due semestri del 2008: di 66.000 euro dovuti ne abbiamo visti solo 25.000 e nulla per il primo semestre 2009. Si tratta di 74.000 euro ai quali vanno aggiunti i 13.000 euro di spese che il Comune non ci ha ancora rimborsato. Quando La Rosa era tesoriere dell’associazione della pallacanestro il Comune ripianò un deficit di cassa di 30.000 euro”. Fronti dichiara anche di essere vittima di questa guerra senza regole che a giugno,a campionato finito gli imporrà di lasciare la società ma fa appello ai consiglieri comunali che ne corso delle ultime tre amministrazioni si sono alternati nel riconoscere alla società i contributi richiesti. “Se posso comprendere l’atteggiamento di La Rosa – dice Fronti – mi sorprende il silenzio di Bacheca, Marongiu, Maggi, Fratturato, Bianchi, Grimaldi, Boelis e Romitelli. Chi in giunta, chi quale capo ufficio hanno sempre riconosciuto i patti che abbiamo stipulato. Lo scontro frontale con La Rosa potrebbe essere frutto anche della sua incapacità. Senza tralasciare la questione del campo di via delle Colonie basti pensare a come ha gestito la vicenda dell’impianto di via Cartagine, a Santa Severa, annunciando ad esempio l’assegnazione della concessione ancora prima che venissero aperte le buste con le offerte e facendo prestare garanzia al Comune per un mutuo di 500.000 che dovrà essere invece utilizzato dalla società concessionaria, tanto che stasera il consiglio comunale dovrà rimettere a gara tutto quanto. Il futuro di quell’impianto insomma è un terno al lotto.” A luglio dello scorso anno l’assessore Rodolfo La Rosa aveva emanato una comunicazione nella quale, con parole di fuoco, veniva denunciata l’esistenza di un accordo, palesato quale illecito, tra lo stesso fronti ed i sindaci Ricci, Bordicchia e Tidei scrivendo definendolo “reato di distrazione di denaro pubblico con le conseguenze penali e civili previste dalle leggi”. Adesso la guerra è aperta e in mezzo rimane il più grande impianto sportivo di Santa Marinella che, anche se gestito da un’unica società sportiva, è ancora a perto per le scuole, le società amatoriali e le manifestazioni pubbliche.


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