Se lo dice e poi lo ridice lui…

In data 23 novembre 2011 uscimmo con un comunicato stampa attraverso il quale facevamo una pesante critica su alcune affermazioni dell’Assessore al bilancio Venanzio Bianchi.

Dichiarazioni inerenti a favoritismi verso “amici e conoscenti” ai quali sarebbero state tolte delle multe.

La risposta di Bianchi non si fece attendere e ci diede dei mistificatori!

Abbiamo chiesto ed ottenuto la registrazione del Consiglio Comunale e riportiamo la trascrizione del passo al quale facevamo riferimento:

 

Ass. Venanzio Bianchi:

Ci sono anche oggi politici tra noi che poi, chi si interessa di far togliere la multa, chi si interessa di non far pagare un tributo, chi si interessa di non far pagare una cosa.

Queste cose.. Si si è uno spettacolo… Manuele Si fa tutti non ti preoccupare, non ti preoccupare si fa tutti, in qualche modo tutti quanti si cerca di mantenere il rapporto con l’amico, di agevolare l’amico.

Io non mi vergogno di dire queste cose… tempo al tempo Paola tempo al tempo… chi è stato in consiglio comunale più di voi e ha rappresentato la vostra forza politica l’ha fatto pure lui.

 

Evitiamo qualsiasi commento e lasciamo giudicare ai lettori chi è il mistificatore, chi abusa del proprio potere, chi fa della politica un malcostume che continueremo a combattere.

 

 

Circolo Futuro e Libertà Santa Marinella

 

Il Presidente

Fabio Gasparri

 

 


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I soliti fantasmi

Uno spettro di aggira per Santa Marinella, è lo spettro del PdL, un partito che si manifesta, come ogni ectoplasma, soltanto per ululare, inveire, insultare ma mai per dichiarare e pronunciarsi. Allora è facile per chi vuole far finta di esistere aggrapparsi al collo delle proprie vittime e succhiarne il sangue fino a farle cedere. Questa volta è il caso di FLI e dei suoi fantastici quattro, Pepe, Verdecchia, Della Chiesa e Gasparri. E’ strano l’accostamento che l’estensore del comunicato fa tra quattro cittadini di Santa Marinella, attivi in politica e nel sociale, e il nulla “dichiarato” dal PdL. Non è la prima volta che questo giornalista, che per brevità chiameremo “microspia”, compili i comunicati stampa del proprio partito con un abilità particolare, evidenzi cioè la natura metafisica dell’aggregazione parlandone quasi in terza persona e senza fare un nome, senza dare un riferimento fisco, a volerne cancellare le tracce dopo il passaggio come i mangiamorte tanto cari al nostro Harry Potter. Anche stavolta dicevo abbiamo contrapposti quattro cittadini da una parte, identificati con nome e cognome, e dall’altra parte il nulla pneumatico. Come se non bastasse il giornalista si lancia in un’ ardita evoluzione descrivendo a colpi d’insulti, presi una pagina si ed una no dal vocabolario del vernacolo pasoliniano, l’atteggiamento di chi, reo di voler pensare con la propria testa e rifiutare di omologarsi, avrebbe innanzitutto tradito. Quando però andiamo a collocare questo tradimento? Il passaggio del consigliere comunale Pepe dal PdL nel quale era stato eletto a FLI è cosa di oltre un anno fa. Bene, per oltre un anno il gotha del partito avrebbe tollerato, magari con un po’ di puzza al naso, la presenza di codesto individuo. Usque tandem? La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta quando Pepe ha iniziato a pensare con la propria testa, magari si è accorto che l’imperatore era nudo, che non era tutto oro quello che luccicava e che era necessario gratificare i cittadini elettori, che ad occhi chiusi avevano votato la “giovanissima” svolta epocale mai avviatasi, con qualcosa di più di un contributo, una pacca sulla spalla ed un invito a cena. Fino a quando Pepe alzava la mano a comando era il giovane consigliere che serviva a svecchiare una giunta fatta di volpi in letargo, con tanto sonno ma sempre volpi; ora che Pepe, per conto dei propri elettori chiede ragione di quaranta mesi di nulla è diventato, con i suoi tre briganti (e tre somari) un signor nessuno. E la qualifica di “signore”, nel panorama politico cittadino, può far anche piacere perche di “signori”, in quelle poltrone, non ce n’è nessuno. Cosa fa scrivere al partito del Presidente del Consiglio che è un disonore cambiare casacca quando proprio il capogruppo Maggi ha cambiato casacca passando con disinvoltura dalla giunta Tidei a quella bacheca senza battere ciglio. Se per Maggi il cambio di maglia durante la partita ha un valore politico perche non può averlo per Pepe? Quando il partito doveva parlare, doveva esprimersi non ha fiatato. E’ facile sparare a zero contro Pepe ed i suoi amici, è facile lanciare messaggi trasversali, insinuare, sparlare; la cosa difficile è assumersi le proprie responsabilità di fronte ad una città che per anni è stata presa in giro e amministrata con pressappochismo, la cosa difficile è guardare in faccia i cittadini e ammettere di aver sbagliato, di aver sottovalutato i problemi, di non essere in grado di porre rimedio ad una pessima gestione della cosa pubblica. Sarebbe bello ascoltare discorsi di questo spessore e non i soliti insulti a raffica ma sarebbe praticamente impossibile, ammettere le proprie responsabilità è una cosa da uomini non da ectoplasmi senza nome.


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I numeri di Bacheca (90 – 60 – 90)?

Non tocca a me commentare il risultato delle elezioni regionali, di solito ci pensa Cris, lasciamolo fare a lui. Vorrei farvi notare un dato molto particolare. Il candidato portato ( o trasportato) dal sindaco Bacheca, Melpignano, ha preso soltanto 582 voti. Dico soltanto perché era “portato” con grande dispendio di energie e mezzi da un sindaco, quattro assessori e quattro consiglieri comunali. Ma non solo, Melpignano era il candidato di mezzo PD. Già perché per ordine, per convenzione o convinzione sullo stesso candidato si sono concentrati i voti ( e gli sforzi) di Gasparri, Marcozzi, Vergati, Toppi e Manuelli, tutti candidati con il PD alle elezioni che hanno visto “trionfare” l’attuale sindaco di Santa Marinella. Senza questa gigantesco e qualificato apporto Bacheca quanto avrebbe pesato? Forse la gente si è già accorta che questo “giovanissimo” sindaco non ha nulla da dire oltre non aver nulla da fare?


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La centrale è accesa, le centraline spente

Martedì 2 marzo sono stati proiettati nella biblioteca civica di S. Marinella alcuni video e foto scattate all’interno della centrale ed del cantiere da alcuni dipendenti ENEL. I video sono stati girati, come ha spiegato la portavoce del Forum ambientalista Simona Ricotti, in forma rigorosamente anonima e consegnati al movimento No Coke che li ha girati alla Procura, la quale ha avviato un’inchiesta. L’anonimato è reso necessario dalla minaccia di licenziamento che grava su chi mostra immagini interne all’area cantieristica, sottratte oggi alla vista da un alto muro. L’area appare disseminata da rifiuti di tutti i generi (batterie esauste, metalli…..), su cui spiccano imballaggi bianchi siglati con la R (rifiuto pericoloso) e gli enormi cumuli di calce e cenerino, il residuo del carbone combusto, tossico e radioattivo. Nei documenti e nelle foto, la discarica giace a cielo aperto ma alcune ruspe lavorano per sotterrare parte dei rifiuti. L’interno della centrale è coperto da uno strato di diversi centimetri di ceneri. Tutte le assicurazioni di ENEL sul “carbone pulito”, su centrali ad alta tecnologia, sullo smaltimento delle ceneri con procedimenti pneumatici, evitando qualsiasi dispersione dell’ambiente e persino contatto con l’aria, sulla differenziazione ed il trasporto dei residui del cantiere e della combustione verso “centri altamente specializzati”, a quanto si evince sarebbero quindi letteralmente “andate in fumo”.

I due membri del consiglio comunale presenti, Giampiero Rossanese PDL e Paola Rocchi, capogruppo della lista “Un’altra città è possibile”, si sono impegnati ad incontrare nuovamente la cittadinanza di S. Marinella tra due mesi per relazionare su quanto emerge dall’osservatorio ambientale, magari con la presenza del Dott. Damiano Gasparri, membro dell’Osservatorio per S. Marinella. Per il momento le tre centraline previste a S. Marinella per il monitoraggio della qualità dell’aria sono spente, così come a Civitavecchia.

Un’altra città è possibile

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Mucciola: archiviamo l’esperienza della lista

Carlo Mucciola vuole fare chiarezza. Il taglio che Alessio Marcozzi, Marco Fava, Damiano Gasparri, Claudio Siviero, Dario Vergati e Marco Manuelli con altri cittadini che hanno partecipato all’esperienza politica insieme al candidato sindaco Mucciola ed ora hanno voltato pagina forse poteva apparire troppo netto. Secondo Mucciola non è così. “La Lista Mucciola si configurava, al momento della sua costituzione come una formazione di Centro- Centro Sinistra – dice lo stesso Mucciola – contenendo al suo interno esponenti provenienti da diverse esperienze politiche, Margherita, DS, Udeur, Udc nonché esponenti della cosiddetta società civile. Nella fase post elettorale, durante una serie di pacati e costruttivi incontri politici, la maggioranza dei componenti della Lista, tra cui i due consiglieri eletti Giancarlo Mucciola e Andrea Bianchi, decideva di considerare conclusa quell’esperienza e di iscriversi al Partito Democratico. Una parte minoritaria, quella attualmente confluita nella associazione Centro della Libertà, non condividendo questa decisione, ha ritenuto di volersi schierare con il Centro Destra. Alcuni altri, infine, non hanno intrapreso nessun percorso politico. Tutto ciò, ribadiamo, in un clima di rapporti liberi e di scelte politiche personali.”


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Marcozzi e i suoi. La corta strada dal centrosinistra al PdL

Il primo dubbio che viene leggendo una notizia come questa è molto spontaneo, lascia impreparati. Se è vero, come diceva un mio amico, che le idee non le cambia solo chi non le ha bisogna dare anche al tempo la possibilità di fare il suo corso, altrimenti il tifoso, lo spettatore, rimane spiazzato. Diciamo che è come se al derby un giocatore facesse il primo tempo con una maglietta ed il secondo con l’altra. E’ vero che la guerra è la guerra, e che l’italietta repubblicana è nata grazie all’otto settembre ma insomma… Cosa racconteranno questi signori ai loro elettori, ai cittadini che solo qualche mese fa li hanno votati per una coalizione che non era quella berlusconiana? Atteniamoci innanzitutto ai fatti. Un’ulteriore variazione di fronte politico si è aperta in questi giorni a Santa Marinella ma da tempo bolliva in pentola. Alessio Marcozzi, Damiano Gasparri, Dario Vergati, Marco Fava, Marco Manuelli e Claudio Siviero che nemmeno un anno fa si erano candidati al consiglio comunale nella lista che aveva quale sindaco Carlo Mucciola e si opponeva a quella del PdL traghettano verso il partito di Berlusconi. E’ stata costituita, come si usa da quando le sezioni di partito sono fuori moda, un’associazione politico-culturale chiamata “Il Centro della Libertà” con collocazione evidente tra le file del centro-destra. Alessio Marcozzi, presidente dell’associazione, non spiega le ragioni del salto di corsia ma parla della necessità, avvertita da lui e dai suoi sodali, di rappresentare le aspirazioni di chi vuole migliorare la qualità della vita nella città. ” Il Centro della Libertà – dice Marcozzi – testimonia come nella nostra città c’è ancora voglia di fare e di attivarsi per promuovere iniziative che si riverseranno positivamente sulla nostra comunità. Questo si realizzerà solo con il confronto ed il coinvolgimento della cittadinanza pronta ad impegnarsi in progetti semplici e realizzabili. Il “Centro della Libertà” nasce proprio da questa che ormai da tempo è una necessità e aggiungo un dovere: rimettersi in moto per centrare gli obiettivi che la cittadinanza si aspetta dando un forte supporto per la realizzazione degli stessi e lavorando con serietà e umiltà adottando una politica del fare. Credo e sono sicuro che questo possa realizzarsi solo con la partecipazione della società civile che comprenda gente credibile, con esperienza, e soprattutto con il forte supporto dei giovani che sono il presente ed il futuro della società”. Vicepresidente dell’associazione è Damiano Gasparri e nel direttivo c’è anche Jourdan Tasselli. E adesso? Sarebbe bellissimo sentire l’opinione di Carlo Mucciola, il candidato sindaco per cui questi signori si sono battuti al coltello. E questa opinione vi renderemo nei prossimi giorni.


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Lunedì consiglio comunale

E’ il secondo dell’era Bacheca.

L’ordine del giorno potrebbe sembrare abbastanza scarno. In realtà la seduta servirà a consacrare la nomina del vicepresidente del consiglio comunale nella persona di Giovanbattista Boelis e a nominare il presidente ed i componenti delle commissioni consiliari. Le commissioni servono principalmente ad esaminare gli atti che devono essere sottoposti all’attenzione dell’assemblea e quindi il loro lavoro è di grande importanza. Dopo il consiglio, l’amministrazione potrebbe essere in grado di cominciare a lavorare a pieno regime. Altro argomento importante all’ordine del giorno la modifica del regolamento del consiglio nella parte in cui prevede, nuovamente, l’esecuzione dell’inno nazionale all’inizio delle sedute. Questa è stata una battaglia cominciata un paio d’anni fa e portata avanti dall’attuale assessore all’urbanistica Angelo Grimaldi. Fu il sindaco Tidei a far depennare l’esecuzione dell’inno, ritenuta forse troppo formale per le sedute del consiglio. La bagarre scatenata da Grimaldi finì all’epoca anche sulla stampa nazionale. Il consigliere protesto anche per la bandiera nazionale, sempre presente nell’aula consiliare ed invece trasportata, in quel periodo, su un balcone della palazzina che ospita l’assise. Ora le cose tornano al loro posto con questa modifica statutaria che senz’altro dovrebbe essere approvata all’unanimità. Stesso tipo di approvazione è previsto anche per la modifica che dovrebbe riportare, pur con il tempo massimo di un’ora di discussione, mozioni, interrogazioni ed interpellanze all’inizio della seduta. Le interrogazioni sono lo strumento con il quale la minoranza tiene sotto pressione chi governa e può chiedere conto al sindaco delle proprie azioni e delle proprie scelte. La precedente amministrazione aveva spostato la discussione di questo tipo di azioni alla fine dell’ordine del giorno, spesso non completamente esaurito, con il risultato di farle discutere a notte fonda se non alle prime luci dell’alba, con un aula vuota di pubblico e nel massimo disinteresse. E’ mistero ancora sull’elenco dei delegati esterni, persone che hanno ricevuto dal sindaco, o stanno ricevendo in questi giorni, l’incarico di occuparsi di particolari materie ma senza essere stati eletti consiglieri comunali. Per ora si conoscono solo i nomi di Gianfranco Gasparri, delegato al commercio, e quello di Filippo Scopelliti, delegato alla caccia. L’arcano verrà probabilmente svelato dallo stesso sindaco Bacheca nel corso di una piccola cerimonia organizzata per sabato prossimo alle ore 19 presso l’aula consiliare.


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Fronti è pronto a ripartire, ma non solo lui

La maggioranza che fa capo al nuovo sindaco Roberto Bacheca sta intessendo, sta ragionando intorno ai nomi dei possibili assessori che dovranno governare la città nei prossimi cinque anni, dando l’impronta e dimostrando la giusta discontinuità rispetto al modo di gestire la città di Pietro Tidei bocciato sonoramente prima dal suo consiglio e poi dal voto della scorsa settimana. Molti i nomi nuovi tra i consiglieri comunali neo eletti, molti anche i politici non confermati dall’elettorato. Tra questi anche Damiano Gasparri che annuncia di non voler, per questo, abbandonare l’attività politica. “Non ritengo di aver subito una bastonatura né come candidato né come lista Mucciola. naturalmente non abbiamo vinto le elezioni, questo è evidente ma non si può parlare di vera e propria sconfitta. Per un medico di base come me è difficile ottenere numerosi consensi elettorali, prova ne è anche il numero di preferenze ottenute dal mio collega Maggi. Non voglio mollare la politica – conclude Gasparri – mi piace impegnarmi per gli altri e credo di poter dare molto sia alla politica che ai miei concittadini. Mi piacerebbe continuare pur sapendo che l’impegno da fuori del consiglio comunale è diverso e meno visibile”. Un altro nome che in questi giorni si è sottratto ai riflettori è quello di Massimiliano Fronti, vicesindaco con Tidei e candidato per la lista Sviluppo Democratico. Lo abbiamo raggiunto mentre si apprestava a partire per un breve viaggio dopo le fatiche della campagna elettorale. “Ho già fatto gli auguri a Roberto Bacheca per la sua brillante affermazione e sono pronto a svolgere il mio ruolo all’opposizione. Non ho una linea di condotta precisa, insieme al mio gruppo, al quale sono molto legato, valuteremo di volta in volta le scelte da fare. In tutta la campagna elettorale ho trovato soltanto odio nei miei confronti, la campagna elettorale delle altre liste non è stata fatta con proposte concrete ma soltanto contro di me; questo probabilmente ha confuso gli elettori che si aspettavano proposte vere ed ha contribuito a far consegnare la città alla destra. Noi siamo sempre gli stessi, ripartiremo con il nostro modo di fare politica proprio da qui”.


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