Uno spettro di aggira per Santa Marinella, è lo spettro del PdL, un partito che si manifesta, come ogni ectoplasma, soltanto per ululare, inveire, insultare ma mai per dichiarare e pronunciarsi. Allora è facile per chi vuole far finta di esistere aggrapparsi al collo delle proprie vittime e succhiarne il sangue fino a farle cedere. Questa volta è il caso di FLI e dei suoi fantastici quattro, Pepe, Verdecchia, Della Chiesa e Gasparri. E’ strano l’accostamento che l’estensore del comunicato fa tra quattro cittadini di Santa Marinella, attivi in politica e nel sociale, e il nulla “dichiarato” dal PdL. Non è la prima volta che questo giornalista, che per brevità chiameremo “microspia”, compili i comunicati stampa del proprio partito con un abilità particolare, evidenzi cioè la natura metafisica dell’aggregazione parlandone quasi in terza persona e senza fare un nome, senza dare un riferimento fisco, a volerne cancellare le tracce dopo il passaggio come i mangiamorte tanto cari al nostro Harry Potter. Anche stavolta dicevo abbiamo contrapposti quattro cittadini da una parte, identificati con nome e cognome, e dall’altra parte il nulla pneumatico. Come se non bastasse il giornalista si lancia in un’ ardita evoluzione descrivendo a colpi d’insulti, presi una pagina si ed una no dal vocabolario del vernacolo pasoliniano, l’atteggiamento di chi, reo di voler pensare con la propria testa e rifiutare di omologarsi, avrebbe innanzitutto tradito. Quando però andiamo a collocare questo tradimento? Il passaggio del consigliere comunale Pepe dal PdL nel quale era stato eletto a FLI è cosa di oltre un anno fa. Bene, per oltre un anno il gotha del partito avrebbe tollerato, magari con un po’ di puzza al naso, la presenza di codesto individuo. Usque tandem? La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta quando Pepe ha iniziato a pensare con la propria testa, magari si è accorto che l’imperatore era nudo, che non era tutto oro quello che luccicava e che era necessario gratificare i cittadini elettori, che ad occhi chiusi avevano votato la “giovanissima” svolta epocale mai avviatasi, con qualcosa di più di un contributo, una pacca sulla spalla ed un invito a cena. Fino a quando Pepe alzava la mano a comando era il giovane consigliere che serviva a svecchiare una giunta fatta di volpi in letargo, con tanto sonno ma sempre volpi; ora che Pepe, per conto dei propri elettori chiede ragione di quaranta mesi di nulla è diventato, con i suoi tre briganti (e tre somari) un signor nessuno. E la qualifica di “signore”, nel panorama politico cittadino, può far anche piacere perche di “signori”, in quelle poltrone, non ce n’è nessuno. Cosa fa scrivere al partito del Presidente del Consiglio che è un disonore cambiare casacca quando proprio il capogruppo Maggi ha cambiato casacca passando con disinvoltura dalla giunta Tidei a quella bacheca senza battere ciglio. Se per Maggi il cambio di maglia durante la partita ha un valore politico perche non può averlo per Pepe? Quando il partito doveva parlare, doveva esprimersi non ha fiatato. E’ facile sparare a zero contro Pepe ed i suoi amici, è facile lanciare messaggi trasversali, insinuare, sparlare; la cosa difficile è assumersi le proprie responsabilità di fronte ad una città che per anni è stata presa in giro e amministrata con pressappochismo, la cosa difficile è guardare in faccia i cittadini e ammettere di aver sbagliato, di aver sottovalutato i problemi, di non essere in grado di porre rimedio ad una pessima gestione della cosa pubblica. Sarebbe bello ascoltare discorsi di questo spessore e non i soliti insulti a raffica ma sarebbe praticamente impossibile, ammettere le proprie responsabilità è una cosa da uomini non da ectoplasmi senza nome.
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