Angelo Grimaldi ha sicuramente qualità sconosciute ai molti, più umane che politiche. Per esempio ha il dono della bilocazione come qualche santo taumaturgo dello scorso secolo. Non si spiegherebbe altrimenti vedere l’assessore Grimaldi gongolante l’altra sera a Santa Severa mentre cerca di indolcire agli intervenuti la pillola, ma sarebbe meglio definirla l’ennesima supposta, dei parcheggi a pagamento, le famigerate strisce blu. Tentando di convincere residenti e commercianti, come una mamma premurosa al figliolo che non vuole saperne dell’olio di fegato di merluzzo, che in fin dei conti è vero che si tratta di un’altra tassa, ma è per il loro bene, la mettono solo per quello. Forse Grimaldi non sapeva che nemmeno venti mesi fa un altro signore, politico di professione come lui, alto come lui, lo stesso accento ed una forte somiglianza, contro le stesse strisce blu fomentava la gente, spargeva volantini, raccoglieva firme. Lo stesso Angelo Grimaldi che in un’intervista al quotidiano “La Provincia” parlava di “scellerata ed antidemocratica decisione”, raccontava di cittadini, commercianti, residenti e non che “per la prima volta nella storia di Santa Severa dovranno pagare per parcheggiare la propria auto” ed ancora “ci sono raccolte di firme di cittadini che saranno presto portate all’attenzione del sindaco”. Ecco, Grimaldi, proprio ora che ci chiedevamo dove se le era ficcate queste raccolte di firme, sarebbe simpatico portare al sindaco Bacheca il malloppone raccolto con tanta dedizione dal tuo gemello, magari confrontarvi su certi argomenti che sicuramente stanno tanto a cuore a tutti e due. Non possiamo credere che la protesta di venti mesi fa sia stata soltanto dettata dal desiderio di cavalcare comunque un malcontento, di mettersi in mostra, di far parlare di se. Stai pure tranquillo che se ti piace l’equitazione dello scontento a Santa Marinella ( e quindi anche a Santa Severa) c’è il centro ippico nazionale. E’ finito il periodo aureo nel quale tu ed i tuoi soci raccontavate ai turisti ed ai villeggianti che eravate in rodaggio, che una volta ripresa in mano la baracca sarebbe stata tutta un’altra musica. La baracca l’avete sempre tenuta per le redini ed infatti la musica è sempre la stessa. Dispiace e mortifica, allora, riconoscere anche in Angelo Grimaldi il politicante bifronte, l’uomo perfetto per ogni situazione, l’agitatore all’opposizione ed il costruttore in maggioranza, purtroppo sugli stessi, sempre pochi, argomenti. La politica è un’altra cosa, almeno la politica seria. E’ confronto quotidiano con la gente, è discussione sugli argomenti, è progettualità, è sviluppo. Questa invece sembra soltanto l’amministrazione delle brutte figure. Ci eravamo dati tanto da fare, credevamo di aver cambiato finalmente canale ed invece siamo sempre sintonizzati su “L’ora del dilettante”. Chi è curioso, ed i nostri lettori lo sono sempre molto, può andarsi a rileggere l’articolo della “Provincia” pubblicato domenica 17 giugno 2007, a pagina 7. L’articolo, per la cronaca, l’ho scritto io ma vi prevengo subito: sono sempre lo stesso, venti mesi fa come ora, sempre critico , verso il faraone come verso l’orsetto, quando leggo di ipocrisia politica, sento di chiacchiere inutili, vedo fumo venduto alla gente e soprattutto mi confronto con un accolita che suole definirsi “classe politica” ed invece è un sodalizio di personaggi impegnati a gestire la cosa pubblica come fosse una società commerciale, a farsi insomma solo i fatti propri.
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