Questa maggioranza non s’ha da fare

Non è colpa dei Mondiali, ormai siamo fuori. Non è colpa della bella stagione, non è ancora avviata. Certo di qualcuno la colpa pure sarà; il fatto è che per la terza volta la riunione di maggioranza, che dovrebbe vedere intorno ad un tavolo, a segnare le sorti della Perla, non ha trovato i quattordici “eletti”, presenti contemporaneamente e nello stesso luogo. Nel terzo millennio sarebbe anche auspicabile una videoconferenza, comunque con i mezzi che ci ritroviamo sono tre volte che la seduta salta. Non sappiamo cosa si siano voluti dire (e non si sono potuti dire) i nostri quattordici ma il fatto in se è un segnale come minimo di cattiva organizzazione delle riunioni. Qual’è il male che affligge la maggioranza? Scarsa coesione? Poca intesa sui grandi progetti? Smania di protagonismo? La mancanza di dialogo paralizza di fatto la città, sulle grande questioni si sono affacciate alcune grandi domande che avrebbero meritato grandi risposte e nulla hanno ottenuto in cambio. A proposito di cambio, sarebbe allora opportuno, visto che la maggioranza non si riesce a governare, sacrificare il baffo spontaneo del capogruppo Maggi e sostituire la guida del branco (o della mandria)? Purtroppo tutte le soluzioni che proponiamo saranno inevitabilmente bocciate, gli interessi che muovono questi signori sono ben altri. Stasera, ad esempio, erano soltanto cinque persone a riunirsi in nome del Partito nel luogo deputato ad accogliere queste sedute. Ma se né il capogruppo né il sindaco si dolgono di questo non sarà che la soluzione qualcun altro l’ha già trovata. Quei cinque di stasera, secondo me, hanno sbagliato luogo ed ora: la riunione di maggioranza c’è stata, è già stata fatta, in un luogo e ad un orario diverso, insomma senza di loro cinque. Bella trovata del piffero!

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La politica è congelata o in attesa di…

L’equilibrio politico che sostiene la giunta Bacheca, eletta da un’unica lista sotto le insegne del PdL come prevede il sistema maggioritario misto in vigore a Santa Marinella, si reggeva su quattro fattori. I due partiti più rappresentativi, Alleanza Nazionale e Forza Italia, oltre ad una componente di Nuova Dc per le autonomie e numerosi esponenti civici. Recentemente lo stesso Marongiu dalla Dca si è spostato verso Alleanza Nazionale e quindi, per l’effetto della polarizzazione dei consiglieri comunali eletti senza tessera politica, la maggioranza dei componenti del consiglio, i gruppi di attrazione sono diventati tre. C’è quello che fa riferimento al sindaco Bacheca, quello che si ritrova sulle posizioni dell’ex assessore Marongiu e quello che si riconosce in Achille Ricci, già sindaco ed esponente di spicco in Forza Italia. La porzione di consiglieri comunali che ha come riferimento Roberto Marongiu è quella più consistente e le sue eventuali dimissioni anche dalla carica di consigliere comunale potrebbero portare a disequilibri molto importanti nella maggioranza. Il fatto che abbia lasciato la delega assessorili accelererà invece soltanto il rimpasto in giunta che tutti consideravano ormai necessario vista la partenza molto soft dell’amministrazione e l’elevata mancanza di coordinamento esistente all’interno della squadra di governo. In ogni caso i commenti sono ridotti assolutamente al minimo. La vicenda ha gelato tutti i consiglieri e nessuno ha voglia di parlare di cose che, pur personali, hanno comunque una grande rilevanza politica. I consiglieri di minoranza, invece, probabilmente nella serata di oggi si incontreranno per emanare un comunicato congiunto sulla vicenda. Nulla comunque è possibile anticipare anche perché le consultazioni tra politici, in tutti e due gli schieramenti, proseguono serrate. la città attende una riposta forte dalla politica, ora che tutti si attendevano anche il cambio di passo promesso dalla nuova amministrazione ma non ancora nemmeno accennato, la vicenda Marongiu arriva come una doccia fredda sulla città intera. La gente ha bisogno di capire e per fare questo ha bisogno innanzitutto di sapere. Le stringate notizie che arrivano a frammenti da via Rucellai non aiutano di certo.


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Caso Marongiu: Bacheca si stupisce

“In merito alle notizie pubblicate sul quotidiano “Il Giornale” in data odierna, esprimo il mio profondo stupore, comunicando che sono in attesa di un incontro con l’assessore Marongiu per delucidazioni a tal proposito.
Nel frattempo ho avuto un confronto con la Maggioranza di Governo nel quale è emersa la volontà di verificare, che le notizie riportate sul quotidiano siano realmente ipotizzate, o magari smentite, con atti concreti.
Ci sembra doveroso procedere con cautela, vista la gravità delle accuse riportate dall’organo di informazione, prima di prendere eventuali decisioni in merito. Inoltre esprimo nei confronti dell’assessore Marongiu, un augurio a nome di tutta la maggioranza, per chiarire al più presto la vicenda che lo riguarda.
Tengo però a precisare che i fatti ipotizzati non riguardano assolutamente l’attività amministrativa”.
Il Sindaco
Roberto Bacheca


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La voce di Maggi & co.

Cari cittadini,
come già saprete i Consiglieri Comunali del nostro partito: Marco Maggi, Roberto Marongiu e Fabio Quartieri, sono usciti dalla maggioranza di governo della città determinando la caduta del Sindaco Tidei.
La nostra decisione, che può apparire politicamente severa, era ormai necessaria e non più rinviabile.
Abbiamo sperato, come tanti di Voi, che si fosse creata finalmente l’occasione per cambiare in meglio il futuro di questa città.
Decidemmo pertanto, sostenuti da tanti cittadini elettori, di scommettere sulla presunta capacità del nuovo Sindaco, rinunciando a schierarci in esistenti schieramenti politici visibilmente a corto di idee e di persone.
Abbiamo richiesto più volte, nel tempo, senza risultato, maggiore attenzione sulla problematica della raccolta dei rifiuti e sulla carente pulizia della città sperando di poter finalmente responsabilizzare l’AMA inducendola al rispetto dei suoi precisi doveri contrattuali.
Abbiamo richiesto che la viabilità cittadina diventasse una priorità tra le emergenze del territorio ma i progetti da noi elaborati e proposti (ampliamento di Via delle Colonie e collegamento con Valdambrini, Via Ortigara, rotatoria a fronte della piscina comunale) non sono stati per la gran parte finanziati.
Abbiamo chiesto, inascoltati, di approvare sollecitamente il piano degli accessi al mare ed i piccoli approdi così attesi dai cittadini e dagli operatori turistici.
Abbiamo infine assistito ad una stagione turistica finanziata ed animata in modo avvilente a Santa Marinella, con grave danno economico per la città.
Prendiamo invece atto che a fronte di una colpevole carenza di opere pubbliche si è assistito ad un proliferare di iniziative urbanistiche mal gestite e quindi poco comprese dalla pubblica.
Pertanto, cari cittadini siamo molto fermio nel dichiarare ormai conclusa questa esperienza politico-amministrativa non più utile e necessaria del territorio bisognoso di scelte coraggiose e tempestive e, perché no,….. disinteressate.
Non ci siamo mai sottratti al dovere di assumerci le nostre responsabilità e con questo gesto politico riaffermiamo il non attaccamento a qualsiasi poltrona o ad altro prestigioso incarico.
Confermiamo già da oggi il nostro impegno e la nostra disponibilità a dialogare con tutti i cittadini animati con spirito democratico e moderato per poter creare insieme a voi il futuro della nostra città.
Grazie.

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Notazio si chiama fuori, lo Sdi ci spiega perchè

Riproponiamo il testo integrale dell’intervento letto ieri sera dal consigliere Notazio

Lo SDI di Santa Marinella fino ad oggi ha sostenuto la Giunta guidata dal Sindaco Pietro Tidei malgrado, fin dall’inizio, abbia lamentato lo scarso coinvolgimento delle forze politiche di questa maggioranza e l’insufficiente condivisione nelle scelte amministrative.

Pur se insoddisfatti dalla mancanza di un metodo di lavoro che mirasse a formare una “squadra” coesa;
anche se delusi per aver dovuto constatare che le pochissime cose promesse al nostro Partito prima delle elezioni non sono state mai concesse;
malgrado siamo stati relegati a gestire un Assessorato svuotato di ogni consistenza poiché tutte le materie che vi si riferiscono costituiscono deleghe assegnate ad altre persone,
per assicurare la governabilità di questa città abbiamo sostenuto ancora l’attuale maggioranza, anche se con sempre crescente difficoltà e sempre minore convincimento.
Il Sindaco ha offerto alla nostra compagna Antonietta Urbani di entrare in Giunta al posto del nostro attuale Assessore. Nel ringraziare per la fiducia accordata alla nostra rappresentante, dichiariamo però di non poter accettare poiché neanche l’ingresso in Giunta della nostra più valida rappresentante, in assenza delle garanzie di condivisione di strategie politiche, potrebbe modificare un’azione di governo che talvolta risulta scomposta e che spesso produce scelte che non ci trovano d’accordo. Ad esempio, pur ispirandoci al nostro riformismo, non riusciamo a valutare positivamente la proposta di project financing per la costruzione della casa comunale; quella da noi esaminata e agli atti del Consiglio, infatti, non ci sembra adeguata né conveniente per la nostra città.
L’altro, fondamentale punto di disaccordo è la politica urbanistica: noi non ci riconosciamo in un’azione politica che imprimerà una eccessiva accelerazione alla edificazione in questo nostro territorio. Già assistiamo alla costruzione di numerosi insediamenti senza che l’Amministrazione si sia dotata di alcuno strumento di programmazione urbanistica che possa pianificare gli interventi in modo graduale e senza aver prima deciso la costruzione di servizi e di infrastrutture adeguate.
Per le ragioni in parte qui esposte, non ravvisiamo più le condizioni politiche minime per restare a far parte di questa maggioranza.
Dichiariamo inoltre che, il nostro rappresentante in Consiglio Comunale, agirà, come è giusto, con spirito di servizio per il bene della nostra comunità: di conseguenza esaminerà le proposte della maggioranza e voterà ciò che riterremo utile al progresso e alla sicurezza sociale dei cittadini di Santa Marinella.

Il Direttivo della sezione SDI di Santa Marinella, 19/01/2007


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Maggioranza in Pezzi: la parola a Rifondazione

Fischia il vento, urla la bufera, scarpe rotte eppur bisogna andar…
Come dire: meglio tardi che mai…Il PRC accoglie con favore l’improvvisa ed imprevista decisione dello SDI di abbandonare la maggioranza Tidei, avvenuta, tra l’altro, in tempi e modi tali da ottenere la massima risonanza e da causare il maggior danno possibile a questa Giunta. Complimenti!
Ma d’altra parte che la situazione sia oramai irrecuperabile è sotto gli occhi di tutti: da un lato il Sindaco che accusa la sua maggioranza di “non aver studiato” e di non essere stata in grado di coprirgli le spalle sulla sede comunale durante le sue meritate vacanze natalizie; dall’altro ridde di consiglieri, pletore di delegati questuanti che fanno la corsa ad accaparrarsi le ultime poltrone rimaste vuote prima che il giocattolo si rompa (per farci cosa, poi, lo sanno solo loro… i cittadini no davvero), fino ad arrivare all’ultimo paradosso, quello secondo cui i manifesti a firma DS che criticano la maggioranza per non aver fatto nulla sui servizi sociali sarebbero stati concordati con lo stesso sindaco. Le cose sono due: o qualcuno dice il falso, ancora ebbro magari dalle feste appena terminate, o all’interno dei DS si è aperta la “resa dei conti”, visto che la delega ai servizi sociali è ancora in mano al Presidente del Consiglio comunale…chissà… Intanto, quello che rimane l’unico partito di centrosinistra (sigh!) della (ex) coalizione, in attesa di sbaragliare definitivamente la concorrenza, sarà senz’altro contento del fatto che un altro posto in Giunta si sia liberato. La nebbia, come disse in altri tempi un “esponente storico della sinistra santamarinellese”, si è definitivamente diradata e gli auguri che una delega alla cultura si tramuti d’incanto in qualcosa di più consistente, da parte nostra, sono sinceri. Però attenzione, gli avvoltoi sono sempre in agguato: ora che la Margherita ha ottenuto l’assessorato al bilancio per il consigliere Iachini (come avremmo fatto senza…), i cuginetti dell’UDC non staranno sicuramente a guardare (parenti serpenti…). Anzi, qualcuno di loro, magari un costruttore, avrà fatto i capricci per prenotare il posto all’ufficio urbanistica di Via Rucellai…tanto, che la delega in questione la tenga ad interim babbo Tidei o qualche figliuol prodigo cambia poco: gli interessi sono sempre quelli…e comunque, alla fine, il vitello più grasso se lo mangiano sempre, (demo)cristianamente parlando. Ci auguriamo solo che la carogna che stanno apparecchiando questi uccellacci non sia il nostro paese, anche se il sospetto è legittimo. Per non dimenticare poi gli appetiti di chi è da anni abituato a governare, così tanto che sarà forse un riflesso incondizionato quello del consigliere Assumma di alzare il braccio per votare ogni delibera che la maggioranza proponga…il perché ancora ce lo chiediamo (per la delega? Per il posto nel consiglio d’amministrazione del consorzio dell’acquedotto?) e se lo chiederanno anche i camerati (ex?) di An, visto che ad oggi non è ancora pervenuta alcuna dichiarazione di voto, come dire, vocale da parte della nostra. Non è cortese da parte sua e comunque chi tace, mai così vero, acconsente. Insomma, tra segmenti impazziti o pentiti di AN accecati dal sol dell’avvenire, appetiti famelici di democristiani vari (come tali né di destra, né di centro, né di sinistra, fanno campionato a parte), voraci bramosie di liste civiche attaccate solo ad affari (loro) e, avanti popolo, velleità di potere, tanto per provarne una volta il brivido, di ciò che rimane dei DS (ahinoi ben poco…), nel gioco dei paradossi possiamo affermare che questa maggioranza è davvero e finalmente sinistra…e chi ancora la sostiene, per amor proprio o per onestà intellettuale, a meno che non sia legato ad essa per motivi “altri”, farebbe bene ad uscirne. Subito, il prima possibile. Perché se qui, ora, fischia solo il vento chissà che la bufera di Civitavecchia non urli anche dalle nostre parti. Noi ce lo auguriamo, da tempo.
Prc Santa Marinella

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Perche no?

Qual’è il nodo che divide la maggioranza? Il project financing? Assolutamente no. Il problema, il quibus, come direbbe chi ha studiato come voi, è nell’assessorato all’urbanistica, vero punto focale dell’attuale amministrazione comunale. L’Udc lo vuole tutto per se, mentre il sindaco vorrebbe affidarlo a persona di sua fiducia, per ora la socialista Urbani che probabilmente potrà barattare il nuovo incarico con le dimisisoni del figlio, l’assessore Notazio. Questo almeno quanto filtrato dalla riunione di stasera, salva sempre la consueta messe di rettifiche e smentite di circostanza.

E non dite che non ve l’avevamo detto!

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Perchè ancora in maggioranza: Sinistra Ds, Comunisti Italiani ed il Paese che Vogliamo si raccontano.

L’uscita di verdi, Prc, Italia dei valori e Circolo Pertini dalla coalizione di governo ha creato un profondo vuoto politico nel centrosinistra. le ragioni della rottura sono chiare e comprensibili. Non sempre è stata garantita collegialità nelle decisioni e rispetto pieno dei ruoli e delle competenze istituzionali. Così come su alcuni progetti da realizzare esistono forti elementi di perplessità e di preoccupazione che richiedono ulteriori approfondimenti valutativi e decisionali. Tuttavia le ragioni che sostengono la speranza di poter determinare una prospettiva di cambiamento continuano per noi ad essere prevalenti. Non vogliamo pensare che l’uscita delle quattro forze politiche, dei cui esponenti va sottolineata l’onestà intellettuale, l’impegno e l’entusiasmo, possa favorire appetiti di potere o rincorse cementificatorie incontrollate. Bene ha fatto il sindaco a lanciare un monito chiaro in tal senso nel corso di una riunione di maggioranza. Pensiamo che su alcuni grandi temi che toccano la sensibilità sociale e la coscienza civile della nostra gente (porto, sede comunale, multiservizi, urbanistica, bilancio, sanità, servizi sociali, costa) siamo chiamati a misurare la fiducia e la credibilità che gli elettori ci hanno assegnato. Non solo per ciò che riguarda lo sviluppo della città, che tutti vogliamo purché non nasconda intenti affaristici e clientelari, come temiamo, ma anche e soprattutto per la passione civile ed il senso etico che hanno contrassegnato fino ad oggi il nostro egire politico e a cui non siamo disposti a rinunciare.

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