“Abbiamo il sospetto che il Consiglio Comunale possa essere indotto ad approvare una Convenzione Urbanistica che serva a trasformare un opera di rilevante pubblico interesse in opera di mero interesse privato e speculativo”. Questo il motivo conduttore dell’assemblea organizzata ieri sera in centro città dall’associazione mare Nostro, sodalizio che riunisce gli utenti per diletto e quelli professionali del porto turistico di Santa Marinella. I promotori dell’assemblea segnalano un silenzio particolarmente preoccupante da parte dell’amministrazione comunale che, sollecitata ad un incontro, è rimasta sorda alle loro richieste. L’incontro avvenuto a luglio, l’ultimo, tra l’associazione l’assessore Bianchi ed il sindaco Bacheca aveva fatto recepire agli amministratori tutte le osservazioni formulate dall’associazione, tutti i giorni in prima linea nel bacino portuale. “In tale occasione — dice il portavoce dell’associazione – l’assessore ci assicurò, formalmente, che la stipula della Convenzione Urbanistica sarebbe stata condizionata all’accettazione di dette richieste da parte della Società Porto Romano.” Da allora nulla né è stato consentito all’avvocato Varanini, delegato dell’associazione, la sua pur riconosciuta funzione di “osservatore alla elaborazione degli atti”. Insomma l’associazione denuncia un atteggiamento più che apertamente ostile potremmo dire assolutamente in trasparente. Le ostilità le ha aperte invece la società concessionaria, la Porto Romano, come denunciato più volte dagli stessi diportisti oltre ad un progressivo deterioramento del servizio. “Non si tratta soltanto dell’ordinario — dice ancora il portavoce dell’associazione – ma viviamo in uno stato di persistente inadempienza rispetto alle previsioni del Regolamento Portuale e dell’Atto di Concessione quali ad esempio quelle relative alla presenza del sistema di smaltimento dei liquidi organici e di sentina , alle panne antinquinamento del porto , alla insufficienza strutturale e dimensionale dei servizi igienici , alla sicurezza pubblica in relazione all’uso non coordinato ed organizzato della gru fissa in prossimità del distributore carburante , alla pericolosità dello scivolo di alaggio e varo , alla collocazione fuori norma del citato distributore in relazione agli ormeggi , alle riscontrate e periziate crepe sui muri della vasca di alaggio , all’uso improprio di alcuni boxes distratti illegittimamente dalla loro destinazione ad uso di servizio per l’attività dei pescatori , all’abusività dei manufatti in legno destinati agli uffici della Porto Romano oltre che alla sede del Circolo Nautico Guglielmo Marconi nonché alla guardiania dell’accesso carrabile al porto, al mancato rispetto della normativa concernente il numero e l’attribuzione dei posti auto , alla violazione delle prescrizioni in materia di disponibilità di ormeggi per il transito , alla carente illuminazione delle banchine . Per non parlare , poi , dell’utilizzo dell’area sottostante il Castello Odescalchi per la sosta di carrelli con imbarcazioni contro il parere formalmente espresso dal competente Ufficio delle Belle Arti , della praticata sperequazione delle tariffe tra utenti che sta creando crescenti malumori, nonché del perdurante abbandono nel degrado dell’area di arenile in concessione oltre il molo di sottoflutto “. Può esserci un qualcosa in più, rispetto a quanto lamentato per anni? Secondo l’associazione la risposta non può essere che affermativa. “Temiamo che la situazione generale su illustrata ed il comportamento dell’Amministrazione Comunale siano indizi da un lato di un’avvenuta e nascosta conciliazione di interessi tra le parti in trattativa disattendendo quei “punti salienti” che l’Amministrazione aveva formalmente fatto proprie e dall’altro dell’intenzione da parte della concessionaria di dismettere tale suo ruolo in favore di terzi una volta ottenuta una favorevole Convenzione Urbanistica” dicono dall’associazione sottolineando come un’ipotizzata concessione di cubatura ad uso residenziale all’interno dell’area portuale non sia prevista nell’originario atto d’accordo, quello sulla base del quale fu assegnato il porto ad un concessionario anni fa. Cosa chiedono i diportisti? Atti, documenti ed un pochino di voglia di lavorare da parte degli assessori preposti e dello stesso sindaco Bacheca. “il nostro timore principale è che tutto torni sotto silenzio ed all’improvviso il consiglio comunale vada ad approvare un mostro giuridico che farà gli interessi di una soltanto delle parti in campo”
-- Scarica Il Porto non parte se una parte tira più dell'altra parte in PDF --