La Minoranza ed il Piano che non c’è

Il Consiglio Comunale del 30 gennaio non ha approvato Il Piano casa (come erroneamente interpretato da molti), che essendo già legge regionale, non necessita di alcuna adozione da parte dei consigli comunali. Al contrario l’

ordine del giorno era su una limitazione del Piano stesso, secondo quanto previsto dall’art. 2 comma 4 della legge della Giunta Polverini che permette ai Comuni di escludere ambiti o edifici dal piano casa per motivazioni storiche o urbanistiche, da indicare e votare nei Consigli Comunali entro il 31 gennaio. A quanto ci risulta pochi comuni lo hanno fatto ed è per questo che abbiamo ritenuto giusto l’ordine del giorno del Consiglio.

Noi consiglieri di minoranza ci siamo astenuti riconoscendo alla delibera il merito di limitare o escludere almeno in parte alcune zone del territorio comunale, ma in realtà abbiamo duramente contestato in consiglio alcuni passaggi e il modo assurdo in cui ha operato la Maggioranza. Mai ci saremmo aspettati una discussione di 6 ore su un unico punto all’ordine del giorno, che sostanzialmente condividevamo, per giunta: la verità è che la Maggioranza ha cambiato idea in corso d’opera. Bastai pensare che nel corso del Consiglio ha chiesto di riunirsi per due volte a porte chiuse per decidere, come se ancora non sapesse cosa fare. In realtà lo sapeva benissimo: cedere a pressioni e rendere di nuovo libere per l’applicazione del piano casa, zone che prima aveva deciso di escludere. In risultato è una delibera pasticciata e le dimissioni dell’Assessore La Rosa, che stava per esprimere il suo voto convinto di votare un’altra cosa.

E come dargli torto? Giovedì 26 si è svolta commissione urbanistica e ci è stata presentata una certa delibera di Consiglio con tanto di tavole, di cui abbiamo condiviso lo spirito. Ci sembrava infatti giusto che il Comune tutelasse il suo territorio limitando e restringendo l’applicazione del Piano Casa. C’erano delle opinioni un po’ diverse al nostro interno su alcuni passaggi della delibera, ma in realtà sostanziale accordo. Il problema è che nel giro di 3 giorni la delibera è stata cambiata dalla stessa maggioranza in molte parti, togliendo alcune limitazioni importanti che all’inizio aveva previsto e inserito nella proposta di delibera. La più clamorosa è quella dell’ex cementificio: secondo la votazione di lunedì sera, quest’area di così grande valore e pregio storico ora sta a completa disposizione del proprietario, che può applicare il Piano Casa senza che l’autorità comunale possa sedersi a un tavolo per concordare assetto urbanistico, oppure opere aggiuntive, come invece poteva essere ottenuto in altro modo. Per quanto riguarda poi la possibilità di trasformare cubature non residenziali (per esempio commerciale) ancora da realizzare nelle grandi lottizzazioni, la prima delibera escludeva tre grandi aree, Poggio Principe, Poggio Bellavista, e Prato del Mare. Senza che sia stato reso chiaro il perché, la versione che poi la Maggioranza ha votato è diversa: l’imprenditore di Prato del Mare potrà così trasformare i servizi in abitazioni, e non se ne sentiva di certo il bisogno!

Altra grave omissione il fatto che pur vincolando in effetti tutta la fascia sul mare, non sia stata fatta ricognizione puntuale delle ville storiche, molte delle quali possono non trovarsi sul mare, come invece richiede la norma regionale. Tutto questo, arrivando agli ultimi giorni previsti per legge, senza che la commissione sia stata coinvolta mentre si ragionava su tali delimitazioni, ma solo per prendere atto di una cosa diversa dopo tre giorni.

La commissione avrebbe potuto lavorare in modo permanente sul tema a partire da ottobre, avrebbe potuto ascoltare i cittadini e professionisti del settore, invece c’è stato tutt’altro: un consiglio che sembrava improvvisato, con la chicca di una delibera di giunta dello scorso novembre che escluderebbe di nuovo il cementificio dal Piano Casa (per non aver risposto ad un bando), ma che secondo la Maggioranza “non vale”.

 

A nome delle tre liste di minoranza, i capigruppo Mucciola, Fronti e Rocchi

 


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La Minoranza e il disco rotto

Abbiamo letto sulla stampa che in una recente assemblea con il PDL, Bacheca

avrebbe ripetuto quello che lui e i suoi ripetono da due anni come un disco

rotto, e cioè che “l’opposizione non fa proposte”. A parte che la democrazia

distingue i ruoli (la Maggioranza ha il compito di governare e la minoranza

quello di controllare, non necessariamente di “fare proposte”) la verità e che

da due anni e mezzo non facciamo che indicare alternative, ma

sistematicamente la Maggioranza non le ascolta, le ignora e disprezza il nostro

contributo. Gli esempi di ciò che abbiamo suggerito sono ormai numerosi.

Sul Direttore Generale abbiamo detto di rinunciarci subito, poiché sarebbe

stata solo una costosa ed inutile cambiale elettorale a spese dei cittadini di

Santa Marinella. Hanno aspettato due anni, e 200mila euro buttati al vento.

Per quanto riguarda il Bando e la gara per la raccolta differenziata, avevamo

semplicemente chiesto (con tanto di lettera all’ esecutivo) di aggiungere due

esperti della materia nella commissione per l?aggiudicazione del bando. Il

consiglio è stato ignorato, con il risultato di un nostro esposto in Procura

per presunte irregolarità e un ricorso al TAR di una ditta esclusa.

Su Edilizia e piani integrati abbiamo ripetutamente chiesto di programmare

prima le opere pubbliche e fare un regolamento. La Maggioranza va avanti al

contrario con trattative private (caso per caso, senza programmare). E’ così in

arrivo una colata di cemento, anche all’ex cementificio, su cui non ci

coinvolgono in nessun modo.

Sul problema del Trasferimento uffici abbiamo presentato addirittura un

preventivo (oltre un anno fa) per l’affitto di moduli prefabbricati di alta

qualità, in previsione della ristrutturazione della sede di via della Libertà.

Ci hanno deriso tramite stampa, mentre “trattavano” perdendo tempo con la

Treddì del centro commerciale di via Valdambrini.

Sul Punteruolo rosso abbiamo con insistenza consigliato di potenziare l’

ufficio, di chiedere fondi alla Regione, di indicare una strategia complessiva.

Ora, a strage di piante compiuta, arrivano o 75mila euro. E la strategia?

Ancora la dobbiamo capire.

Sui Fossi, abbiamo di recente proposto a gran voce di trovare risorse in

bilancio e pulirli. Ci hanno risposto che “ormai si sono puliti da soli”.

Sul Porto abbiamo chiesto di ritirare la scellerata delibera del 28 dicembre

2009 (Consiglio irregolare) e ricominciare da capo. Al contrario hanno

preferito il braccio di ferro e siamo finiti al TAR, il cui pronunciamento a

nostro favore è stato evitato solo per una furbizia formale della Maggioranza

consigliata dagli avvocati.

Sui Mercatini estivi avevamo suggerito in commissione e in Consiglio comunale

qualità e niente tende in Passeggiata, ed invece ci hanno preso decisamente in

giro.

L’elenco sarebbe in realtà ancora lungo. Aggiungiamo solo le ultime

proposte: una mozione per rendere libero e gratuito l’accesso alla Spiaggia la

Perla del Tirreno, e un’ altra mozione a favore di degenti e lavoratori RI.REI,

mentre stiamo preparando un Regolamento per l?intitolazione di strade e vie,

visto che la Maggioranza procede senza darsi un criterio.

Ci sembra quindi davvero sconclusionato il loro giudizio per cui non “facciamo

proposte”?. La verità è che non hanno argomenti e si riducono ad usare sempre lo

stesso ritornello, per coprire quello che è un loro vuoto d’idee.

La Minoranza


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Un Consiglio a Pasqua, uno a Natale e poi..a Ferragosto

Lo specchio di una maggioranza priva di progetti e senza rispetto per i cittadini. Dopo una stagione turistica disastrosa, giudichiamo così la convocazione del Consiglio Comunale per il prossimo 26 agosto. L’ordine del giorno parla da solo. Nessun provvedimento significativo per una città la quale, fino a che dura l’attuale maggioranza, appare destinata a vivere di rotonde, o di lottizzazioni e opere a favore di grosse società, vedi la faccenda del Porto, la lottizzazione di Poggio Bellavista e tutte le altre di cui i membri di maggioranza discutono da mesi, senza mettersi d’accordo al loro interno.

L’ordine del giorno del prossimo consiglio prevede 3 variazioni al bilancio approvato a maggio, l’approvazione di due regolamenti, il completamento di un’opera avviata dalla precedente amministrazione, e a seguire, a tarda notte, 9 interrogazioni che la minoranza ha presentato dal dicembre del 2009 al febbraio del 2010, e che riguardano, fra l?altro, la vicenda del Ponte di via Lazio, le problematiche cimiteriali, i contratti della multiservizi, le parcelle per spese legali e l’osservatorio ambientale che dovrebbe occuparsi di qualità dell’aria, salute dei cittadini e patologie legate all?inquinamento, punto n° 16 di un Consiglio previsto per le ore 21.

Discutere 9 interrogazioni, protocollate quasi un anno fa, la notte del 24 agosto dà la dimensione dello spregio e delle indifferenza nei confronti delle

regole e nei riguardi dei cittadini, da parte di Bacheca, della sua Giunta e del presidente del Consiglio Rossanese.. Non solo il regolamento prevede la discussione entro il “primo Consiglio utile” e la risposta scritta entro i 30 giorni, ma impone pure che le interrogazioni debbano essere discusse “all’inizio dela seduta”, e non inserite come ultimi punti all’ordine del girono, come nel caso del prossimo Consiglio Comunale.

La minoranza di Santa Marinella

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Firme per la viabilità

La viabilità è diventata ormai un problema di rilevanza capitale per tutta la città. I consiglieri comunali di minoranza prendono la palla al balzo ed insieme alle forze politiche che li sostengono hanno deciso di organizzare dei tavoli di raccolta firme sul problema specifico della viabilità nel rione valdambrini. I tavoli saranno collocati sabato prossimo 9 gennaio nel pomeriggio di fronte ai supermercati Di per Di in via IV novembre ed Elite sulla via Aurelia. “La campagna – dice Elisabetta Gallo portavoce del comitato promotore della raccolta di firme – intende sensibilizzare i cittadini sul problema di una continua pressione edilizia in assenza dei collegamenti stradali essenziali. Il problema è esploso a Valdambrini ma riguarda tutta la città.”


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Prima del Consiglio i documenti, o no?

Quattordici punti all’ordine del giorno, tra cui due fondamentali e strategici per il presente ed il futuro della città, ossia l’ampliamento del porto e il project financing per la sede comunale. Questo in sintesi è ciò ci aspetta nel corso del prossimo consiglio comunale, che è stato convocato oggi, 23 dicembre, per lunedì 28.

Noi consiglieri di minoranza intendiamo denunciare senza mezzi termini e senza scusanti il comportamento arrogante a antidemocratico della maggioranza. Il sindaco Bacheca, il presidente del Consiglio Rossanese, il capogruppo Maggi, tutti gli Assessori in giunta e tutti i consiglieri di maggioranza, (compresi quelli che solitamente hanno l’unico compito di alzare la mano) hanno volutamente ignorato che domani è Natale, dopodomani Santo Stefano, e quindi seguirà una domenica, che non ci sarà copertura giornalistica, che le tipografie saranno chiuse, che saranno chiusi tutti gli uffici comunali fino a lunedì prossimo, che sarà impossibile alle forze di minoranza non solo esaminare compiutamente i documenti, ma soprattutto organizzare momenti di confronto con i cittadini soprattutto relativamente all’ampliamento del porto, che presenta un progetto diverso da quello per cui la Porto Romano ha ricevuto le autorizzazioni. Progetto che naturalmente nessuno ci ha fatto visionare nella sua definizione ultima.

L’unica cosa chiara è che tale approvazione del progetto non seguirà le procedure solite e consolidate, ma viene proposto in accordo di programma. Il che significa una trattativa a due, Porto Romano da una parte e amministratori dall’altra, cose da chiedere e cose da concedere fuori dagli strumenti urbanistici vigenti. Una specie di trattativa privata soprattutto perché i cittadini, quelli rappresentati dalla minoranza ma anche tutti gli altri, resteranno privi di qualsiasi strumento di comprensione e di partecipazione.

Una convocazione del genere, senza riunioni preliminari indette per tempo, appare un vero e proprio schiaffo alla città, alla decenza, e alla buona creanza, un dispetto organizzato ad arte non solo contro la minoranza (di cui evidentemente si ha paura), ma contro la storia e il futuro di Santa Marinella.

I Consiglieri Comunali di minoranza

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Le pulci e gli elefanti

coccodrilloE’ un comunicato molto duro quello che la minoranza consiliare di Santa Marinella ha inoltrato ieri alla stampa, in risposta ad altrettante dichiarazioni che ha pronunciato i sindaco Bacheca ed a un manifesto apparso sui muri della città proprio ieri. “Sorpresi dalle enunciazioni a dir poco visionarie di un sindaco che non sopporta la critiche legittime della minoranza, ma pensa solo ad autocelebrarsi, ormai lontano dalla città e dai suoi cittadini, non possiamo non denunciare, carte alla mano, le bugie che diffonde sui mezzi di comunicazione, oltre alla arroganza delle sue parole.” Questo l’incipit delle dichiarazioni rilasciate da tutti e sette i consiglieri comunali di opposizione. “ Ripetutamente il nostro primo cittadino si appropria di idee, atti e progetti approvati e messi in cantiere dalle passate amministrazioni: via Ortigara, il multipiano, il sottovia di via Verdun, la perimetrazione del piano della costa, il ponte di via Lazio, il bando delle assegnazione delle aree verdi, e via di seguito. Solamente la delibera che rinnovava l’incarico ai tecnici per la revisione del Piano Regolatore, a firma della passata amministrazione, sembra non interessargli. Infatti lui e la sua maggioranza preferiscono andare avanti con le lottizzazioni non in esecuzione del PRG e con le trattative private con i grandi gruppi di costruttori.” La minoranza non lesina un intervento anche sulla questione del nuovo municipio, dove il sindaco aveva denunciato come futile la proposta di noleggiare alcuni prefabbricati per trasferirvi almeno gli uffici che a fine mese dovranno lasciare i locali di via Garibaldi. ”Ricordiamo che Bacheca e la sua maggioranza intendono trasferire gli uffici comunali presso il centro commerciale di via Valdambrini – dice il comunicato dei consiglieri di minoranza – pagando alla società proprietaria dell’edificio un affitto pluriennale di oltre 1 milione di euro e rinunciando evidentemente alla costruzione di una sede nuova. I drammatici problemi di viabilità della zona sembrano non preoccupare. La nostra proposta di utilizzare per pochi mesi, fino alla ristrutturazione delle sedi, delle strutture prefrabbricate di ottimo livello con una soluzione pronta, molto più economica e veloce, è stata stravolta ad arte da Bacheca ad uso di una politica demagogica. O forse il nostro sindaco, che a quanto ci è dato sapere per ora non ha altra professione se non quella del politico, sa copiare bene, ma ha difficoltà a leggere un testo articolato quale era la nostra proposta,con tanto di preventivo.” Ritorna nella replica della minoranza anche il tema della cementificazione progressiva degli spazi naturali che separano la città dai territori di Tolfa ed Allumiere. “Del resto qualcosa di originale e di suo Bacheca lo ha fatto: passerà alla storia come il primo sindaco che ha legittimato l’assalto alle colline, con una lottizzazione tenuta ferma non a caso da tutti i sindaci per decenni. Non è ancora chiara la necessità di questo atto, se non una colata di cemento in un luogo panoramico a vantaggio di pochi. Non vorremmo poi fare polemiche sui metri di strade asfaltate, perché ci interessano maggiormente i problemi della città, ma il nostro sindaco passeggia per le strade ed i marciapiedi della nostra città? Si rende conto dei problemi dei cittadini? Su tali problemi, sulle cose che non ha fatto o sta facendo in ritardo, sui i progetti delle passate amministrazioni che gli uffici stanno solo portando avanti e che lui presenta come propri, siamo disposti a confrontarci con Bacheca in un’ assemblea pubblica. Nel frattempo lo preghiamo di una cosa: faccia sopralluoghi personali a via Lazio per vedere in che modo e con che orario lavora la ditta, magari di sabato o di domenica come sarebbe necessario, visto la situazione della viabilità in quella zona. A parte i disagi che perdurano da settimane, di fronte ad una emergenza i quartieri di valdambrini e belvedere rischiano di rimanere chiusi in trappola. O neppure di questo il nostro Primo Cittadino si è accorto?”


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Una discarica non è solo immondizia

Il problema delle discariche abusive nel nostro Comune è davvero grave, tant’è che la minoranza sta per presentare un’ulteriore interrogazione.

Questa però è una risposta che scrivo come insegnante. Come si può immaginare, veder nascere e rinascere continuamente una discarica all’ingresso del nostro liceo è per noi docenti particolarmente deprimente. Inutile parlare di regole e rispetto, affrontare l’educazione civica e studiare la bellezza nelle arti, se poi quella discarica è l’esempio concreto che il mondo va da tutt’altra parte.

Come si può intuire, il problema è particolarmente grave ad inizio di scuola, perché è sufficiente che qualche settimana trascorra senza segnalazioni, per ritrovarsi una discarica vera e propria, con notevoli cumuli di rifiuti ingombranti e di risulta. Avviato l’anno scolastico succede questo: le cariche di responsabilità del nostro liceo segnalano la discarica; tra la segnalazione e l’intervento passano qualche volta alcuni giorni, più spesso diverse settimane, se non mesi. Nel frattempo la discarica cresce. Se si tratta di rifiuti ingombranti la rimozione è relativamente semplice. Con i suoi tempi, ma comunque AMA arriva e porta via. Il frigorifero e alcuni mobili sono infatti stati rimossi dopo pochi giorni dall’inizio della scuola, se ci avete fatto caso.

Ben diverso è il caso dei materiali di risulta, per cui c’è necessità di ruspe, camion e aree di smaltimento. Da quando qualcuno ha fatto il salto di qualità scaricando sulla strada calcinacci, lavandini e water, questi stazionano persino dei mesi nell’area, mentre ogni giorno la discarica cresce sempre di più e si “arricchisce”. Di altri calcinacci e di nuovi rifiuti ingombranti. Esempio di questi giorni: tra venerdì e domenica notte sono stati scaricati parecchi mobili bianchi e rotti. Venerdì non c’erano, ora sì.

La discarica che abbiamo trovato al ritorno dalle vacanze è per altro fra le più consistenti degli ultimi anni. C’erano persino dei cassoni di eternit che almeno quelli sono stati rimossi subito dall’ufficio tecnico. Per tutto il resto, come sempre la segnalazione è stata fatta. A parte l’intervento che ho appena ricordato, pare che l’ufficio tecnico abbia dato mandato ad Ama di rimuovere anche i calcinacci, ma i giorni passano e la discarica cresce. Questa mattina l’ufficio tecnico è stato nuovamente sollecitato a intervenire e ha preso l’impegno di sollecitare a sua volta di nuovo Ama. Il problema è che è necessario inventarsi qualcosa di risolutivo, altrimenti l’area resterà pulita qualche giorno, dopo di che si ricomincerà da capo…

Paola Rocchi


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Tutti e sette, tutti in fila

Tutti in Procura. Carlo Mucciola capogruppo PD in consiglio comunale ha dichiarato che i consiglieri di minoranza si sarebbero accodati alle denunce già presentate alla Procura della Repubblica dalla ex delegata ai rifiuti Anna Maria Lattanzi ed al sindacato SdL. Così è terminato ieri il confronto, serrato, sul tema della nettezza urbana e della raccolta differenziata. La risposta dell’assessore Romitelli ad una precisa interrogazione della minoranza era slittata a mercoledì proveniente dal consiglio comunale dello scorso 18 giugno a causa dell’assenza dell’assessore dall’aula. Veemente l’attacco di Paola Rocchi. “Non riusciamo a fare una cosa: a tenere pulita la città – ha detto il capogruppo di “Un’altra città è possibile”. Non abbiamo cuore, non pratichiamo la cura della città, le cose che facciamo vanno fatte bene. Gli elettori ci hanno affidato Santa Marinella ma noi non abbiamo idee nuove, non sappiamo nemmeno tenere pulite le nostre strade ed io me ne vergogno” Il riferimento era alla replica dell’assessore Romitelli che si era lanciato in discorsi molto vaghi e che non ricalcavano nemmeno la risposta all’interrogazione che l’ufficio preposto gli aveva preparato. Nulla sulla mancata partenza della raccolta differenziata, nulla sulle tante inesattezze contenute nel contratto di servizio con Ama che Carlo Mucciola ha letto in aula. Momenti di ilarità si sono sollevati tra i consiglieri ed il pubblico quando Mucciola ha fatto riferimento all’impegno che Ama ha contrattualmente di spazzare la neve o di portare i ragazzi delle scuole “a Formia” per seminari di educazione ambientale. Anche Andrea Bianchi ha voluto dire la sua. “Non avete fatto nulla in un anno e mezzo – ha esordito il consigliere del PD – vi propongo di prendervi due mesi di ferie e di ricominciare tutto per bene a settembre”. Il riferimento era chiaramente rivolto all’assenza del sindaco Bacheca, sostituito dal vicesindaco Fratturato il quale è rimasto impassibile alla domanda rivoltagli da Massimiliano Fronti. “Chiedo al vicesindaco – ha detto il capogruppo della Costituente di Centro – se l’amministrazione, oltre alla lettera di contestazione inviata all’Ama ha intenzione di formalizzare una diffida ed una messa in mora”. Nessuna risposta è giunta da Fratturato. Ha concluso l’intervento sulla nettezza urbana Carlo Mucciola che, nel dichiararsi insoddisfatto della risposta dell’amministrazione all’interrogazione di cui si parlava ha chiesto a nome di tutti i consiglieri di minoranza la rimozione del funzionario addetto e le dimissioni dell’assessore Fabrizio Romitelli. “Sorprende – ha detto Mucciola – il cambio di rotta dell’amministrazione. Fino a qualche mese fa i rapporti con Ama erano idilliaci, la città era pulitissima; dopo la nostra puntuale e dettagliata interrogazione tutto è cambiato. Chi doveva controllare non ha fatto il suo dovere. Di fatto stiamo sperperando quattro milioni di euro dei cittadini. Per questa ragione ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica”


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Stabilimento comunale: la stagione è partita ma non lo sa nessuno

Perla del Tirreno, ancora una volta sotto i riflettori la procedura di affidamento. Questa volta ad accendere le luci sulla gara che il comune ha indetto alla fine di aprile per assegnare la gestione dello stabilimento di proprietà comunale, sono i consiglieri di minoranza. In una lettera al sindaco ed al segretario consumale chiedono che, ognuno per le proprie competenze, vogliano riformulare il bando di gara, a detta dell’opposizione troppo selettivo al punto da poter essere facilmente impugnato dopo l’espletamento della gara. La nota con cui Sindaco e segretario comunale sono stati investiti del problema è dura e concisa, parla di esigenze di maggiore accessibilità, trasparenza e concorrenza. Le garanzie per partecipare al bando sarebbero secondo i sette consiglieri di opposizione troppo restrittive per consentire alla maggior parte delle associazioni, società e cooperative operanti nel territorio anche solo di partecipare. Allo stesso tempo l’importo a base di gara risulta essere troppo basso, almeno secondo i consiglieri, tanto che sommando i due fattori la spiaggia potrebbe venir assegnata all’unico concorrente che potrebbe partecipare alla gara il qual non dovrebbe faticare molto per aggiudicarselo né alzare più di tanto il prezzo. A queste condizioni, oltre al venir meno della concorrenzialità del bando, anche la comunità verrebbe depauperata della differenza tra il minimo del bando di gara e la quota che, sempre secondo i consiglieri di minoranza, potrebbe valere il contratto. Secondo i sette consiglieri comunali firmatari della nota la spiaggia potrebbe invece essere un’opportunità per molti cittadini, opportunità di lavoro naturalmente, mentre così come è formulato il bando sarebbe soltanto un’altra delle tante occasioni perse. Un’altra nube però si addensa sulla questione dell’affidamento della spiaggia ed è quella del tempo materiale occorrente ad approntare la gara. L’ultimo concorso fu fatto non appena insediata l’amministrazione Tidei e lo scorso anno, in una delle prime delibere di giunta, l’affidamento venne prorogato semplicemente proprio, a detta dell’assessore proponente, per mancanza di tempo nell’espletare tutta la procedura. La stagione balneare è iniziata in tutto il Lazio proprio con il ponte del primo maggio, a Santa Marinella si discute ancora sulle carte.


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Urbanistica: la minoranza punta il dito ma non fa nomi

La minoranza consiliare di Santa Marinella punta il dito verso un modo di fare urbanistica sempre sopra le righe, contro il vezzo tutto santamarinellese di fare cose diverse da quelle che si annunciano ma lo fa senza avere il coraggio di puntare il dito contro quelle che per i consiglieri di opposizione sarebbero cambiali elettorali, le lottizzazioni che annunciano fatte fuori dal piano regolatore ma che non hanno la determinazione di identificare davanti a tutta la città. Così facendo anche il grido di allarme che lanciano rimane una voce, isolata e senza corpo. “Secondo voci ben informate – dicono infatti in un comunicato diramato ieri – la maggioranza si appresterebbe ad approvare lottizzazioni fuori dal Piano Regolatore Generale, lottizzazioni non certamente nuove ma piuttosto le ennesime (e corpose) cambiali elettorali che in questa Amministrazione sembrano non avere fine. Come minoranza torniamo a chiedere un impegno serio per la revisione del PRG. Nel frattempo chiediamo di congelare quelle lottizzazioni destinate ad interventi massicci, in grado di cambiare il volto e la natura di certi quartieri o zone della città.. Sindaco e Assessore all’Urbanistica dicano ai cittadini se hanno intenzione oppure no di ripensare e riprogrammare lo sviluppo di questa città con i mezzi giuridici, tecnici e scientifici (nonché si spera di partecipazione dei cittadini) che può garantire la revisione di un PRG, oppure se intendono ancora trascinarsi dietro un Piano Regolatore del 1975, operando solo in termini di edilizia concordata, accordi di programma o piani integrati come dir si vogliano. Sono approcci completamente diversi su cui chiediamo chiarezza. Sugli stessi piani integrati abbiamo spesso chiesto in Consiglio Comunale comunque un approccio di programmazione: che sia il Comune a dettare le regole, a chiedere interventi considerando il territorio nella sua complessità magari attraverso bandi. L’orientamento sembra invece quello di intervenire a spot assecondando le richieste dei privati, anziché orientarle. A parte ciò, secondo noi lo strumento di ripensamento e programmazione vero resta una solo: la revisione del PRG.”


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