Lo faremo, certamente lo faremo, ma quando?

(cad) Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all’unanimità una proposta di legge che prevede la possibilità di mantenere in bilancio il finanziamento per opere pubbliche per le quali siano scaduti i termini per l’indizione della gara d’appalto, in caso di domanda del soggetto beneficiario del finanziamento stesso. Sarà la direzione regionale competente a valutare le motivazioni per cui Comuni e Province non hanno ancora perfezionato l’iter burocratico e concedere o meno la proroga richiesta.

Il provvedimento si applica anche ai finanziamenti concessi prima della data di entrata in vigore della norma approvata oggi. In questa maniera saranno riattivati anche i fondi concessi e poi revocati. Il pensiero naturalmente corre subito alla più imponente opera pubblica pensata per la città di Santa Marinella, il nuovo municipio. In tanti credevano sfumata l’ipotesi del project financing in ragione del fatto che il finanziamento di 2,5 milioni di euro promesso dalla regione Lazio si era perso nei meandri della burocrazia. In tanti avevano anche fatto affidamento che il contratto realizzato con il promotore avesse proprio tra le clausole di nullità la mancata concessione del contributo regionale. Oggi da via della Pisana sono stati riaperti i rubinetti e quindi il promotore è stato ufficialmente rimesso in gioco, a condizione che lui stesso presenti un’apposita domandina. C’è da attendere con ansia, allora, se questa domandina arrivi o meno. Molto del destino di questa meravigliosa città potrà dipendere da quel pezzo di carta. Certamente, con il senno di poi, potremmo dire con cognizione di causa il grado di competenza con il quale l’intera faccenda è stata gestita negli ultimi tre anni. Il problema non sarà dimostrare ancora una volta di aver avuto ragione ma sarà semplicemente il constatare che a fronte di un’opera pubblica necessaria e determinante per lo sviluppo della città si è perso tanto tempo e tante risorse. La corte dei soloni che gira intorno all’orsetto ancora una volta avrà spazio per dimostrare la sua incompetenza e la sua suprema approssimazione nell’approcciare temi forti ed importanti come quello del municipio cittadino.


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La Asl ha trovato casa, il Comune no

Stanno traslocando. La sede cittadina della Asl è chiusa a causa dello spostamento degli uffici dalla zona Maiorca al nuovo palazzo di via Valdambrini. La nuovissima sede dovrebbe essere operativa dal primo di settembre. Nulla si sa invece per lo spostamento degli uffici comunali nello stesso immobile: dopo tanto strepito, dopo la solita litania di promesse e le costose modifiche apportate in corso d’opera e su suggerimento degli stessi tecnici comunali sembra che la questione cada in un clamoroso nulla di fatto. Un altro autogol, insomma, per la squadra dell’orsetto che pare non riesca ad azzeccarne una. Adesso deve per forza ripartire la ricerca di una adeguata sede per il municipio. Due vicende, le rammento solo per i meno attenti, travagliano il riposizionamento degli uffici: il progetto Bordicchia, quello del concorso europeo di progettazione, accantonato dalla giunta successiva ed il progetto Tidei, quello della finanza creativa e del regalo dei gioielli cittadini ad un imprenditore romano, il solito signor nessuno presentato dagli amici degli amici, progetto anche quello messo da parte. Ad oggi l’edificazione della nuova sede comunale non è inserita nemmeno nel papello, il famoso piano triennale delle opere pubbliche, segno evidente che del municipio nella schietta e giovane maggioranza non interessa proprio un fico secco a nessuno. Intanto la Asl la nuova sede, comoda o meno che sia, l’ha rimediata mentre la giovane amministrazione comunale ha fatto un’altra pessima figura, con un imprenditore mazzolato e con tutta la città, anche quella parte che imbambolata dalle chiacchiere di tre o quattro assessori,l forti sostenitori del progetto di trasferimento almeno di parte degli uffici comunali, aveva difeso a spada tratta la bontà delle loro intenzioni e convinto anche quei recalcitranti cittadini. A proposito di uffici comunali: e l’ordinanza di inagibilità dei locali di via della Libertà, firmata firmata ad un batter di ciglia dall’inossidabile e sempre sorridente vicesindaco Fratturato? Gli uffici sono rimasti aperti al pubblico ed utilizzati sempre al meglio delle loro potenzialità, nessun lavoro evidente è stato fatto, magari è stato fatto obbligo ad impiegati e funzionari di lasciare le scarpe fuori dall’uscio ed usare le babbucce per evitare i svegliare il mostro catastrofale che dorme tra le carte ammucchiate nella sede ma nulla di più. Un’altra occasione persa, per dimostrare di avere carattere, di sapere cosa si cerca e cosa si vuole, per far vedere di meritare la fiducia degli elettori, pochi, che hanno votato per loro, per rendere evidente la passione che dovrebbe essere messa nel gestire la cosa pubblica e farci rendere conto di anteporre l’interesse comune a tutto il resto. Peccato, un vero peccato.

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Municipio, ormai è fatta: si va a Valdambrini

Sembra proprio deciso: gli uffici comunali verranno radunati presto in un’unica sede e questa sede sarà il centro commercial in costruzione in via Valdambrini. Dopo l’annuncio uscito qualche giorno fa su queste pagine la minoranza ha chiesto al sindaco Bacheca di confermare o smentire la notizia. Il sindaco non rispose, chiedendo soltanto di presentare un’interrogazione all’evidente scopo di guadagnare tempo. La città comunque non vede di buon occhio il trasferimento dell’amministrazione in quella sede per due motivi. Il primo riguarda l’assetto urbano e la vivibilità di un quartiere con grosse criticità come il rione Valdambrini, criticità che verrebbero acuite dalla presenza di centinaia di persone ogni giorno. La seconda ragione è che la costruzione di quel complesso commerciale ha scatenato una serie di questioni, prima tra tutte quella riguardante la mancanza di valutazione di impatto ambientale di un fabbricato di enorme volumetria ed a destinazione speciale nel bel mezzo di una città. Gli stessi cittadini che due anni fa sollevarono il problema ora ritengono che l’occupazione dei locali di questo centro commerciale darebbe una sorta di legittimazione alla questione della mancanza della valutazione sul progetto, problema sul quale non è mai stata fatta chiarezza in maniera definitiva nemmeno da parte dell’amministrazione comunale, sebbene gli uffici regionali siano intervenuti più volte ed in maniera molto chiara. L’occupazione di questi locali, a parte il problema costi che andrebbero a superare i 250.000 euro annui di soli canoni, lascerebbe aperte tutte le vicende relative al bando europeo indetto dall’allora assessore Grimaldi ed al project-financing varato dalla giunta Tidei con il rischio, temuto da molti e da tanti considerato ormai una certezza, che in un verso o nell’altro alla fine la Corte dei Conti ci vada a mettere il naso. E’ pendente ancora, tra le altre vicende, la causa civile per il risarcimento danno che l’architetto Macchioni, il professionista che ha visto li concorso europeo di progettazione, ha fatto al Comune per essere pagata. L’unica vera novità, partorita proprio in queste ore, potrebbe essere lo spostamento della caserma dei carabinieri di Santa Marinella, attualmente in un fabbricato in via Crispi e sotto sfratto, nella palazzina sul lungomare Marconi che attualmente ospita ufficio tecnico comunale e multiservizi.


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Ne appalto ne project, per il municipio una terza soluzione

Dopo il concorso internazionale di progettazione proposto dall’amministrazione Bordicchia, dopo le aspre contese intorno al project financing ideato dall’amministrazione Tidei il nuovo municipio di Santa Marinella potrebbe addirittura cambiare location. Venerdì sera a margine della presentazione che il sindaco Roberto Bacheca ha fatto alla stampa della stagione estiva 2008 lo stesso primo cittadino ha velatamente fatto filtrare questa proposta ancora allo stato embrionale. “Il project è stato bocciato politicamente anche dagli elettori – ha detto – L’edilizia concordata potrebbe essere la soluzione anche per il municipio”. Il discorso è scivolato dagli spettacoli al municipio perché da qualche giorno in città non si parla altro che dei carotaggi che il comune dovrebbe effettuare nel sito espropriato qualche anno fa e sul quale dovrebbe nascere la palazzina. I carotaggi dovrebbero essere stati richiesti dalla Regione Lazio per appurare la natura del sottosuolo. Il sindaco ha confermato che la procedura di avvio dei lavori in project è ferma ed ha avanzato velatamente la proposta che gli è stata sottoposta dai proprietari dell’area sulla quale sorge il vecchio cementificio, in zona Valdambrini. La società in cambio di cubatura edificabile potrebbe realizzare proprio lì il nuovo municipio. Questa operazione cambierebbe le carte in tavola, rispetto a quanto fatto finora ed ai denari spesi per i due progetti, ma si caratterizzerebbe come questo tipo di amministrazione, molto aperta a tutte le proposte che vengono da parte di imprenditori e sempre attenta a sottolineare il minimo impegno, culturale ed economico, dell’amministrazione comunale stessa in tutte queste operazioni immobiliari. Cemento in cambio di opere pubbliche quindi e via agli ampliamenti stradali, alla costruzione di asili e sottopassi. Sponsorizzazioni a tutto campo anche per l’estate cittadina. Tre le notti bianche con artisti di fama e di rilievo quali New Trolls, Peppino di Capri ed i Vianella. Per il resto spazio aperto alle associazioni sportive e di volontariato che dietro piccoli contributi si metteranno in gioco per due mesi. Il castello di Santa Severa gestito, con i suoi spettacoli, non più dalla società Outsorcing ma da una cooperativa sociale che ha già promesso un ricco menù di spettacoli, di alto livello, in corso di definizione. Conservato anche il FilmFestival Cinematografico e tante altre piccole manifestazioni che si spingeranno fino alla terrazza dietro il porto turistico. “Vorremmo iniziare a trovare certezze su temi che ormai vengono trattati da 30 anni e mai risolti” ha detto Bacheca “come stiamo tentando di fare sul porto con una prima bozza stesa, l’accordo di programma che prevede anche l’abbandono di tutte le controversie legali in corso , tutto da definire entro settembre”. L’amministrazione dà molto credito anche alle associazioni storiche cittadine di volontariato. Sia la Misericordia a Santa Marinella che la Croce Rossa a Santa Severa dovrebbero presto trovare una sede più ampia, comoda e dignitosa.


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L’assemblea vista dal Tavolo

La grande affluenza dei cittadini di S. Marinella alle due assemblee sulla nuova sede comunale ha dimostrato quanto sia forte in città l’interesse sul tema e la richiesta di partecipazione popolare.
La Giunta Tidei, escludendo chiunque dal confronto, ha deciso di:
- ricorrere al project financing forzandone i termini legislativi,
- cedere beni comunali utilizzati e utilizzabili, malgrado la carenza di infrastrutture,
- concedere al privato la costruzione, metà della proprietà e la gestione per decenni dei parcheggi dello stabile che si andrà a costruire;
- collocare nel centro cittadino 2500 mq di negozi.
L’assemblea del 2 febbraio organizzata dal sindaco segue, nell’ordine: la mancata autorizzazione di un consiglio comunale aperto, l’assenza del sindaco in ben due consigli comunali sul tema nonché la mancata partecipazione all’assemblea sulla nuova sede comunale organizzata il 25 gennaio dal centro sinistra. All’intervento del sindaco, durato un’ora e mezza, sono seguiti quelli dei rappresentati della sua giunta. Gli interventi dei cittadini sono stati relegati alla fine, con la sala quasi vuota, e continuamente interrotti dalle repliche del sindaco e dei suoi assessori.
Mentre il sindaco ha continuato ad appellare ogni critica come “bugia”, “cattiveria”, “desiderio di vendetta”, “disinformazione”, “posizione ideologia maoista”, osservazioni perplesse sono giunte da destra, da sinistra ma anche da cittadini privi di tessere politiche.
Ciò che emerge con chiarezza è che non solo la cittadinanza ma persino la stessa compagine di maggioranza non è persuasa sul merito e sul metodo dell’operazione. Se il vicesindaco Fronti ha sottolineato che i termini del project financing sono ancora oggetto di trattativa, la delegata Caratelli ha proposto di non inserire la biblioteca tra i beni da alienare. Lo stesso Tidei non ha escluso il ricorso ad un mutuo in luogo della permuta degli immobili mentre, forte del 70% dei consensi di cui gode, non è disposto a mettere in discussione tutto il resto.
Andrebbe però precisato che, con suoi metodi, ha già perso “la sinistra” della sua squadra e buona parte del consenso popolare. Assessori e consiglieri della giunta Tidei stanno perdendo la faccia sulla questione della sede comunale, e non solo su quella.

PRC, Italia dei Valori, Circolo Pertini, Verdi, Circolo Margherita “Ecologia 3000”.


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Nuovo municipio, centro storico e commercio

Centro storico e commercio rappresentano un binomio che trova radici nelle feconde tradizioni della città. Santa Marinella ha una Piazza ed un Centro Storico che vanno recuperati al loro ruolo e funzione naturale. Va impedito che il Centro Storico diventi Centro Direzionale della città; in questo senso tutte le attività direzionali, ivi compresa quella amministrativa, dovrebbero essere collocate in area vasta di facile accesso e lungo direttrici di traffico facilmente percorribili e raggiungibili. Il commercio dovrà essere programmato in tutto il tessuto del Centro con attività specializzate ed un contorno di botteghe artigiane per dare tipicità all’ambiente e sbocchi professionali per i giovani, lungo una linea di riscoperta delle tradizioni artigianali.
dal “Programma elettorale del candidato Sindaco on. Pietro Tidei”

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Il Tavolo del Luned’ rilancia sul project

L’assemblea sulla nuova sede comunale, organizzata dal “tavolo del lunedì” il 25 c.m. a S. Marinella, ha visto riunita una vasta e partecipe platea. La proposta politica, scaturita dalle relazioni di Giovanni Dani, Luciano Dominici e Mauro Padroni, prevede di riaprire un ampio confronto con cittadini ed associazioni su nuove ipotesi di realizzazione della nuova sede comunale e di proseguire l’azione politica e legale contro il project financing proposto dalla giunta Tidei. Troppi sono infatti i vizi formali di questo progetto: dalla realizzazione di un’opera pagata con denaro pubblico (2,5 milioni di euro di finanziamento regionale più la permuta di tre immobili comunali) ma destinata per metà a negozi, parcheggi e uffici privati, alla decisione di realizzare lo stabile in zona M6, destinata dal PRG a servizi esclusivamente pubblici.

La partecipazione massiccia all’assemblea ha chiaramente dimostrato quanto condivisa sia l’esigenza di una sede comunale totalmente pubblica a S. Marinella, da realizzare ricorrendo a forme di finanziamento istituzionale, e quanto l’avversione al project financing sia ampia e trasversale.

Prc, Verdi, Italia dei Valori, Circolo Pertini, circolo Margherita “Ecologia 3000″, Sinistra Ds


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