Alessandro scende in piazza

Egregio Direttore,

mi consenta di replicare, con la presente, all’articolo apparso in data odierna sul quotidiano “la Voce” dal titolo “La Maggioranza fa polemiche con lo scopo di nascondere alla città la propria incapacità”. Nell’articolo in questione, l’opposizione consiliare della Perla del Tirreno replica ad un pezzo, redatto dal sottoscritto e pubblicato sul trimestrale “Il Popolo del Litorale”, un giornalino su Santa Marinella, voluto e realizzato, dall’associazione “Insieme per il Popolo della Libertà”, che fa capo, appunto, al sindaco Roberto Bacheca.

Innanzi tutto desidero ringraziare la minoranza per l’epiteto di “novello Vittorio Feltri nostrano”, di cui sono assolutamente indegno data la calibratura del personaggio al quale mi hanno paragonato, ma al di là questa superflua parentesi personale, volevo sottolineare che quando mi è stata presentata l’opportunità di avere uno spazio su quel giornalino, opportunità per la quale mi è doveroso ringraziare il Sindaco Bacheca nonché il direttivo dell’associazione ed in particolare il collega Roberto Boccoli, sono stato molto entusiasta in quanto, finalmente, ho avuto uno spazio nel quale esprimere una libera analisi sulla situazione politica cittadina. Ho descritto tale situazione, se pure parzialmente, dal mio punto di vista che ho maturato come spettatore esterno delle vicende politiche di questi anni, ed in particolar modo negli ultimi due, in cui ho svolto il collaboratore giornalistico nella nostra città. Ebbene, io credo che chi proviene da un’esperienza così negativa e devastante, a mio avviso, per Santa Marinella, come quella dell’amministrazione Tidei, onestamente, dovrebbe evitare di parlare di politica fatta di proclami, di polemiche sterili, di poca partecipazione sociale, di guerre a colpi di manifesti e demagogici annunci, ma anche di clientelismi; una serie di elementi, questi, che sono stati importati nella nostra città proprio da quella coalizione di centro sinistra e che hanno per un notevole periodo di tempo spaccato il tessuto sociale cittadino, una spaccatura che si dimostra e si è manifestata maggiormente, proprio nel centrosinistra, che, guarda caso, si è presentato alle elezioni frantumato in gruppi e gruppetti che come schegge impazzite dicevano e dicono tutto e il contrario di tutto, oggi uniti solo, appunto, quando c’è da attaccare Bacheca o da presentare una denuncia contro l’amministrazione comunale. Che questa opposizione non abbia veramente più nulla da dire, lo dimostra il fatto che per replicare a me, è stato necessario, per l’ennesima volta, rispolverare il noiosissimo elenco di opere pubbliche di cui rivendicano – quasi sempre immeritatamente – la paternità. Cari consiglieri di minoranza, è comprensibile la vostra nostalgia per il bel (un aggettivo che vale solo per voi, ovviamente) tempo in cui avete amministrato: ma sono passati anche 6 anni… perché non provate ad andare un poco avanti? Francamente, non se ne può proprio più di sentire gli stessi concetti, ripetuti e ripetuti come un disco rotto, per anni.

Per quanto riguarda poi la situazione attuale, è innegabile che per risanare una città, non bastano certo cinque anni, ma forse nemmeno dieci, così come è innegabile che si stanno facendo degli sforzi sovraumani in questo senso e che, nonostante la difficilissima congiuntura economica mondiale e più in particolare un territorio con problematiche irrisolte da decenni, che spesso non dipendono neanche dalla politica, l’attuale amministrazione comunale, ci stia riuscendo.

Ecco perché, direttore, nel mio articolo, ho voluto esprimere con forza un concetto: se ogni provvedimento strategico per Santa Marinella, che possa portare posti di lavoro e benessere, come ad esempio il porto o lo sblocco di terreni edili o, se vogliamo, anche l’affidamento in gestione di un impianto sportivo, ecc, ecc. viene sistematicamente bloccato dal partito del “no”, (nel nostro caso, forse sarebbe più appropriato dire “coalizione”, in quanto formata da Udc, Pd e “Un’altra città è possibile”), si crea un danno grave per la città e per i cittadini. Voglio inoltre rispedire al mittente l’accusa ridicola in merito ai cittadini che li hanno votati, che secondo i consiglieri di minoranza sono stati da me considerati “voci petulanti di fronte alle quali tapparsi le orecchie”, poiché appare evidente che i nostri rappresentanti agiscono autonomamente rispetto al voto che gli è stato dato, anzi, forse molti di quei cittadini che nel 2008 hanno conferito a loro la fiducia, oggi se ne sono pentiti amaramente. E’ per questo che se le opposizioni proseguiranno con la politica dei ricorsi, nella convinzione di fare il bene della città, continueranno ad essere, per me e per tanti altri santamarinellesi, un inutile ostacolo allo sviluppo della Perla.

Ringraziandola per l’attenzione, porgo cordiali saluti.

Alessandro D’Alessio


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Per il Club il PdL è un’altra cosa

Con la riunione del suo gruppo e il comunicato che ne è scaturito Eugenio Fratturato si è posto nuovamente al centro della scena politica, dopo due anni e mezzo assolutamente impalpabili. La costituzione di un “Laboratorio di idee”, peraltro già annunciata a luglio e mai palesata, è la dimostrazione di come lui e l’assessore Fabrizio Romitelli si siano posti fuori dalla linea della Giunta Comunale e del sindaco Bacheca. Lo scopo è chiaro: Fratturato ha il sentore che la barca sta affondando, che l’amministrazione sia arrivata al capolinea ed invece di rimboccarsi le maniche e mettersi finalmente al lavoro al fianco della gente preferiscono arroccarsi, farsi contare e misurare allo scopo di cominciare da oggi quella campagna elettorale che, con ogni buon senso, poteva ben essere iniziata a gennaio del 2013. A dispetto della poltrona che lo ospita Fratturato ha scelto, in conformità al suo modo di fare politica che i santamarinellesi ben conoscono, di prendere le distanze da chi lo ha ospitato tra le proprie file pur non essendo militante né di Forza Italia né di Alleanza Nazionale e che ha sopportato per quasi trenta mesi il suo modo di fare, poco, e chiacchierare, molto. Le realizzazioni di Fratturato si possono contare su una mano, e cinque dita sono anche troppe, e nulla se non litigiosità sarà il ricordo che i cittadini avranno del loro periodo di governo. Il sindaco Bacheca, a nostro avviso, potrà ben fare a meno di lui e della sua finta lealtà di governo. Il PdL si esprime in altri termini e cerca uomini con altre aspirazioni, innanzitutto persone del fare che non perdano tempo in giochi di potere e abbiamo come aspirazione il bene comune.

CLUB DELLA LIBERTA’ SANTA MARINELLA – SANTA SEVERA


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Affonda o non affonda?

Il Club della Libertà attacca il vicesindaco Eugenio Fratturato. L’amministrazione Bacheca e ‘‘L’ancora Santa Marinella Futura’’, movimento di cui fa parte Fratturato, fanno fronte comune contro le parole del Club della Libertà. La diatriba è scattata martedì scorso, quando il Club ha diffuso un comunicato che si è lasciato facilmente interpretare. ‘‘L’accusa’’ mossa verso il vicesindaco è partita da un altro comunicato, propagato, stavolta, da ‘‘L’ancora Santa Marinella Futura’’ e servito da viatico al Club della Libertà per sospettare di un gioco alla visibilità da parte del Vicesindaco. «Fratturato – si legge nel comunicato del Club della Libertà – si è posto nuovamente al centro della scena politica, dopo due anni e mezzo assolutamente impalpabili. La costituzione di un ‘‘Laboratorio di idee’’ è la dimostrazione di come lui e l’assessore Fabrizio Romitelli si siano posti fuori dalla linea della Giunta Comunale e del sindaco Bacheca. Lo scopo è chiaro: Fratturato ha il sentore che la barca sta affondando, che l’amministrazione sia arrivata al capolinea e invece di rimboccarsi le maniche e mettersi finalmente al lavoro al fianco della gente preferiscono arroccarsi, farsi contare e misurare allo scopo di cominciare da oggi quella campagna elettorale che, con ogni buon senso, poteva ben essere iniziata a gennaio del 2013. Il sindaco Bacheca, a nostro avviso, potrà ben fare a meno di lui e della sua finta lealtà di governo». Pronta la risposta del movimento rappresentato dal Vicesindaco. «Fratturato – dice l’associazione – è sempre al centro della politica, con il suo operato, con il suo rapporto con la gente, con le sue scelte. Ci sono individui che non sanno neanche leggere ma hanno la presunzione di interpretare l’altrui pensiero. La lealtà all’amministrazione comunale che ci governa, Fratturato la esprime in ogni atto, in ogni momento che dedica al suo incarico da Vicesindaco e di assessore, e al rapporto collaborativo instaurato con gli altri membri della maggioranza. Da ciò che scrivono – conclude il movimento – traspare tutto il loro livore, la loro ostilità, il loro ‘‘terrorismo’’ mediatico: personaggi non costruttivi, senza una collocazione, senza credibilità che improvvisandosi “leader” combattono questa amministrazione con l’intento di minarla per costruirsi una personalità politica». Sulla stessa linea il sindaco Roberto Bacheca. «Mi piacerebbe – afferma il primo cittadino – che fosse chiaro un concetto: non a tutti siamo simpatici. Questo è normale, ma c’è un fatto che va oltre queste considerazioni: i risultati reali e concreti raggiunti dalla nostra amministrazione che, statisticamente parlando, sono i migliori degli ultimi vent’anni. Tutti i giorni riceviamo attestati di stima, non come chi si è candidato in altre liste, per di più vicine alla sinistra, ed oggi si erge a moralizzatore del Popolo della Libertà. A tal proposito comunico che entro fine ottobre sarà varato il direttivo del Pdl con un commissario che traghetterà il partito fino al congresso, dove il Club della Libertà sarà rappresentato come merita e nel quale si troveranno i canali interni per discutere di tutti i settori che interessano la vita pubblica». «Per tornare alle insinuazioni mosse dal Club della Libertà – conclude il Sindaco -, non v’è nessuna barca che affonda».

da Civonline.it


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Lutzu: per il turismo più impegno e programmazione

Sembra soltanto un ulteriore intervento sul problema turismo nella Perla mentre quello che dice Antonella Lutzu, presidente del Club della Libertà di Santa Marinella – Santa Severa, è un cammeo, un discorso politico a tutto tondo che ben s’incastra nel dibattito recentemente aperto a Civitavecchia sull’essenza “metafisica” del PdL. “Il Club della Libertà di Santa Marinella e Santa Severa – dice Antonella Lutzu – esprime la forte convinzione che dichiararsi di centrodestra, riconoscersi azzurri di provata fede berlusconiana senza mettere in pratica un percorso politico e culturale che distingua le azioni e le iniziative come progettate e coordinate sotto quella bandiera tenuta alta da Berlusconi e dai dirigenti del partito e realizzate in ottemperanza ai programmi elettorali sui quali i cittadini ci hanno dato il consenso, è parlare al vento. Proprio considerata la situazione del PdL di Civitavecchia e di tutto il circondario, è necessario ed urgente iniziare il percorso che porterà An e Forza Italia sotto quella bandiera, quella del Popolo della Libertà, un partito fatto di persone capaci, in grado di prendersi delle responsabilità, con il dovere di mantenere gli impegni presi con i cittadini”. Il presidente del Club passa poi ad analizzare la situazione di Santa Marinella, che vivrà un’estate caratterizzata da grandi sacrifici. “Nel nostro comprensorio ci si deve attivare per iniziare una politica da buoni amministratori sapendo di dover fare quei sacrifici che scontenteranno qualche cittadino ma accontenteranno, alla lunga, la cittadinanza. Viviamo in un territorio fino ad ora sfruttato solo per interessi personali quando potrebbe essere utilizzato per un grande rilancio. Non capiamo perché altre regioni con le stesse nostre potenzialità riescano a produrre, magari con contingenze meno fortunate della nostra, grandi risultati. Alcune iniziative prese dalla nostra amministrazione e da noi condivise, come la restrizione dei contributi dati finora a pioggia alle associazioni, non ci lasciano indifferenti ma non possono giustificare affermazioni di giubilo come quelle del consigliere delegato al turismo Boelis. Non è questo il modo di gestire una campagna turistica per una città che del turismo vorrebbe fare una voce attiva del proprio bilancio. Sarebbe sufficiente scusarsi con i cittadini, dichiarando le proprie responsabilità ed affrontando e condividendo da subito una sana programmazione delle attività da intraprendere negli anni a venire consapevoli che la poco avveduta gestione degli ultimi vent’anni proprio riguardo al settore turistico, costringerà le ‘attuali generazioni a pagare un prezzo troppo alto. Di questo quale colpa ha questa amministrazione? Probabilmente nessuna, ma deve dimostrare di essere dalla parte del giusto mettendosi a disposizione dei cittadini e iniziando un serio percorso di studio e di progettazione per guadagnare tempo e conquistare spazi operativi. Il mercato del turismo sta subendo la recessione generale e proprio per questa ragione bisogna agire tempestivamente in controtendenza. Un’amministrazione sana con al suo fianco gente di buona volontà saprà cogliere l’attimo e capitalizzare il cambio di passo a favore di tutta la cittadinanza e di tutta l’economia santamarinellese”.

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Lollo va avanti, il PdL dov’è?

«Ho già chiesto un confronto ai vertici regionali su tutte le amministrazioni locali in modo da avere un’azione coerente in tutti i Comuni da parte del Pdl. La costituzione del gruppo consiliare a Civitavecchia proprio per le ragioni di chiarezza che il sottosegretario Giro rappresenta non era rinviabile. Ora tutti i consiglieri che intenderanno chiedere l’adesione potranno farlo e vincolarsi alle direttive del partito. Esistono infatti esponenti locali che si definiscono del Pdl rappresentando in consiglio altri partiti o movimenti. I tre consiglieri dell’ex gruppo di An hanno voluto rompere gli indugi. Non vedo controindicazioni. Ho molto rispetto per le istituzioni e per il Popolo della Libertà e per questa ragione non farò altre considerazioni a mezzo stampa riservano le stesse alle riunioni degli organismi competenti dei quali sia io che Giro facciamo parte». Così il coordinatore provinciale di Roma del Popolo della Libertà, Francesco Lollobrigida in una nota in merito alle dichiarazioni di Francesco Giro sulla situazione di Civitavecchia. OMNIROMA

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Quel Partito è un mostro

Con il decreto emanato venerdì dal Consiglio dei Ministri riparte la campagna elettorale del PdL santamarinellese. Il partito è quanto mai spezzettato nel grande assortimento di candidati. Lollobrigida, Armeni, Celori, Malcotti, Robilotta, Mazzocchi e Maselli sono solo alcuni tra i nomi che vengono diffusi e sostenuti. Il sentore è quello di un partito diviso e litigioso, che non ha saputo affrontare al meglio l’opportunità concessagli da una felice congiuntura tra il governo cittadino e quello nazionale. Manca l’iniziativa politica, manca anche la voglia di stare tra la gente; nessun tipo di manifestazione, se non a ridosso di appuntamenti elettorali, è stato mai tentato. E’ chiaro che un nuovo partito dimostra l’esigenza di avere una nuova classe dirigente; l’appuntamento con le urne, ormai definitivamente fissato per la fine di marzo e che vedrà fortunatamente presente anche il PdL, sarà l’occasione per tirare le somme e guardare avanti. Non esiste un coordinamento cittadino, se non sulla carta, e anche chi governa la città, pur essendo stato eletto sotto l’insegna del Pdl, non ritiene necessario un confronto politico di rilievo con i soggetti che, pur essendo all’interno del partito, non fanno amministrazione ma politica, stando quotidianamente in mezzo alla gente. Risultati elettorali alla mano l’appuntamento del 28 e 29 marzo sarà anche l’occasione per decidere sul rimpasto di giunta che il sindaco Bacheca ha più volte annunciato e sempre rinviato a dopo le elezioni regionali. Il timore è che qualcuno sia ancora convinto di poter vantare una rendita di posizione, di non avere la necessità di misurarsi con il consenso popolare e di poter continuare ad avere una posizione di rilievo senza l’obbligo di dimostrare talento e risultati. Nessuno naturalmente si aspetta una purga all’interno della maggioranza ma in tanti auspicano un sereno dibattito sul futuro del partito di maggioranza relativa che indubbiamente dovrà coincidere con il futuro della città. Crescita e sviluppo hanno bisogno di menti fresche, disinteressate e propositive, la città ha atteso fin troppo ed invano che qualcuno dimostrasse di avere una marcia in più.

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Il Club della Libertà sprona il Sindaco

Il direttivo del Club della Libertà di Santa Marinella – Santa Severa tira le orecchie al Sindaco Roberto Bacheca spronandolo a continuare in maniera più incisiva la missione per la quale tanti cittadini lo hanno votato e soprattutto a portare a compimento, in tempi certi e rapidi, il programma elettorale tante volte discusso con gli elettori. Questo si legge nel comunicato che riportiamo di seguito:

“Vogliamo intervenire nello scenario politico-amministrativo per segnalare una situazione di stallo nella gestione della macchina amministrativa che non ci pare possa risolversi da sola, stante la carente o quanto meno insufficiente volontà politica di creare in città qualcosa di veramente nuovo o diverso dal solito. Gli impegni presi in campagna elettorale, il programma che ha portato alla vittoria la coalizione che il Sindaco Bacheca guida dovrebbero aver portato chi governa la città a fare scelte diverse da quelle fatte finora e questo sarebbe dovuto apparire palese gia dal modo di votare determinati argomenti in Giunta Comunale.

Siamo cittadini intelligenti, siamo cittadini che si riconoscono nelle comuni radici di centrodestra e vorremmo segnalare che la mancata attuazione di alcuni fondamentali progetti, porterà la nostra cittadina a rappresentare il peggiore esempio tra le città del litorale facendola sprofondare trent’anni indietro nell’aspetto turistico – commerciale e soprattutto nella vivibilità.

Interveniamo solo oggi proprio perché, presenti a Milano alla Festa della Libertà quando il Presidente Berlusconi ha preso la parola ed ha raccontato dei progetti della sua maggioranza, degli impegni presi, del patto rispettato con gli Italiani della soluzione almeno parziale del casus creato dalla pessima gestione dei rifiuti a Napoli, dell’immediato intervento in Abruzzo, attaccando le amministrazioni che parlano solo e male e mettendo alla berlina quei politici in mala fede che pensano solo a criticare piuttosto che a fare, sembrava che ce l’avesse con voi, che parlasse di voi, proprio con chi come voi si dedica al parlare piuttosto che a fare.

Non riteniamo sufficiente sentire solo e continue promesse, che presto si farà quel progetto oppure che l’anno prossimo sarà l’anno dell’attuazioni di molti progetti, è quello che ci sentiamo dire da tanti anni, e molti di voi non sono politici proprio di primo pelo.

La città ha bisogno di scelte coraggiose e di un cambio radicale dei metodi, non è possibile vedere ancora gestioni clientelari dei problemi, la gente vuole avere maggiori possibilità e pretende che siano tutti trattati allo stesso modo, è così difficile?

Per noi è imperativo e determinante affrontare in brevissimo termine e portare a buon compimento tutte le vicende relative a piano della costa, piano regolatore, decoro cittadino, maggiori servizi ai cittadini ed infine l’ampliamento del porticciolo integrato con il centro della città.

Naturalmente, tali decisioni necessitano un confronto diretto con i cittadini per essere programmate nell’arco di sei, massimo dodici mesi; sappiamo che non dipende solo dall’amministrazione, ma anche dagli enti sovra comunali, la realizzazione di decisioni importanti per il futuro della nostra meravigliosa Città, ma non dimentichiamo che la città di Roma ha modificato il suo piano regolatore in soli novanta giorni.”


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I pippi e le pippe

La notizia di Topolino che mangia l’Uomo Ragno è stata sparata in tutto il mondo; tradotta dal giornalese significa che la Disney ha acquisito il controllo della Marvel. Forse una cosa strana per i non addetti ai lavori, noi a Santa Marinella a questi colpi di scena siamo abituati. Lo scenario è suppergiù lo stesso: Gobelin da una parte, Pippo da quell’altra ed in mezzo l’orsetto a cui tutti vogliamo bene, come minimo perché nella sua immacolata ingenuità fa tenerezza. tuttintorno una città allo sbando ed un partito che non esiste. Il PdL è decollato in tutta Italia ma non a Santa Marinella; la riunificazione del centrodestra sotto un’unica bandiera, voluta da Cavaliere a tutti i costi qui sulla Perla non attacca. Troppi gli interessi in gioco e poche le poltrone da spartire. Fulmine a ciel sereno una dichiarazione che giunse ai media all’inizio del 2008 nella quale i Bacheca boys dichiaravano di aver formato una Costituente per il PdL. Santa Marinella sembrava all’avanguardia, era in prima fila al congresso di marzo e poi? Forza Italia si è sciolta, dissolta mentre Alleanza nazionale è viva e vegeta più che mai. Anzi, proprio ora, dopo un tesseramento fatto contravvenendo alle direttive di Roma, ha riesumato il proprio blog per dare addosso al sindaco, di Alleanza Nazionale, reo di aver defenestrato il delegato Chicco D’Andrea, di Alleanza nazionale pure lui. Insomma, l’Alleanza Nazionale che ora si sta lucidando la vetrina non è la stessa che ha vinto le elezioni? Cosa succede dentro al partito che dovrebbe rappresentare la maggioranza dei santamarinellesi ma non riesce da anni a fare un congresso e nomina i propri dirigenti per cooptazione, come i feudatari nominavano i vassalli? Questa maggioranza cementificata sta subendo le prime forti e feroci spaccature a causa dell’inettitudine della sua dirigenza e delle brame di alcuni. A questo deve essere sommata un’atavica ingratitudine ed una profonda mancanza di rispetto. Chicco D’Andrea è indubbiamente sempre stato un gran rompicoglioni, ma è il nonno putativo di tutti quelli che, a destra o da destra, a Santa Marinella fanno o hanno fatto politica e meritava un commiato, un inchino ed un unanime saluto per uscire di scena, non un volgarissimo e sonoro calcio in culo. Chi sbaglia ha sempre la possibilità di fare un passo indietro, chi sbaglia con arroganza e presunzione questo passo indietro non lo farà mai, scordandosi anche dell’entusiasmo con cui Chicco stesso aveva sostenuto la sua candidatura. “Il coordinatore del comitato provvisorio di promozione delle adesioni al Popolo delle Libertà ed il consiglio direttivo rimarranno in carica fino alla prima assemblea dei soci”, che naturalmente da gennaio 2008, data del pomposo comunicato stampa, non è mai stata convocata, memoria corta e calci in culo. La politica è un’altra cosa, che non deve essere messa in mano a chi non abbia rispetto per le persone e dedizione per il bene comune.


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L’Ancora ha trovato casa

Finalmente il sogno si avvera. Come al solito lo avevamo detto e nessuno ci aveva creduto. Anche i diretti interessati avevano fatto spallucce, avevano fatto finta di niente, tanto per non dare peso alla faccenda che invece di peso ne ha moltissimo. L’Ancora, il gagliardo movimento creato, inventato, gestito e coccolato dall’inossidabile Eugenio Fratturato, ha trovato finalmente la casa che cercava dai tempi della campagna elettorale per le ultime amministrative. Se andate a cercare nell’archivio del blog troverete un altro articolo quasi con lo stesso titolo. Dicevamo, quasi due anni fa, che questo movimento molto attivo quanto spontaneo, una delle più grandi realtà associative cittadine, aveva necessità di trovare una casacca da indossare, di salire su un pulman per arrivare dove il destino avesse deciso di trasportare tutta quella gente, tutte le persone che compongono l’associazione, il movimento d’idee come amano farsi chiamare, da premiare dicevo già solo per l’impegno e la voglia di fare politica che hanno. Da oggi Fratturato di bandiera da portare e da sventolare ne avrà una sola, quella con il nome ed il faccione del presidente del consiglio Berlusconi. A bagno le tessere con lo scudo crociato, quelle con il garofano e tutte le altre. Certe scelte vanno fatte e noi plaudiamo all’inossidabile vicesindaco , alla sua scelta di campo ed all’appoggio che ha saputo dare, sempre seduto su posizioni critiche, all’attuale amministrazione comunale. L’Ancora quindi non sarà più un movimento civico ma l’espressione di una precisa corrente all’interno del nuovo partito del centrodestra. Le conseguenze sulla politica cittadina? Per ora Fratturato ha conservato ben stretta la poltrona, quella dorata ma senza tanto velluto, da vicesindaco, che doveva essere restituita al gruppo, alla coalizione elettorale, alla fine del 2008 come da accordi. Per il resto si vedrà; non è possibile fare programmi e previsioni su di un gruppo di persone che programmi non ha. Loro vivono alla giornata e noi giorno per giorno li seguiremo.


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“Fini voltagabbana, come Casini e Follini”

Sul sito di Forza Italia il congresso parte in salita.

Un uomo “da isolare”. Perché è un “voltagabbana”. Peggiore di Marco Follini. Anzi, di più. E’ come Franceschini, quel “cattocomunista”. Qualcuno, addirittura, qualcuno si augura che faccia “la fine del tonno”. Non è la bacheca di una festa no global. E nemmeno un forum di Indymedia. E’ tutto nero su bianco sul sito di Forza Italia, nello “Spazio azzurro” che ospita il pensiero dei lettori-militanti. Al massimo, sono 168 caratteri. Ma ne bastano meno per stroncare Gianfranco Fini. Colpevole di essere troppo autonomo, o troppo di sinistra, o troppo istituzionale. Insomma, troppo.

Gli ultrà del Cavaliere sono arrabbiati. Non importa che il 27 marzo Forza Italia e An, di cui Fini è ancora il leader, si fonderanno in un solo partito. E non si curano che anche la ricerca su Google ne abbia preso atto, portando in un clic da Pdl a Forza Italia e viceversa.

Per loro, al contrario, bisogna muoversi in fretta. E liberarsi del fratello-coltello come si è fatto con Casini prima delle elezioni. Un po’ problematico, alla vigilia di un congresso storico di fondazione. Ma politica ed emozioni a volte non marciano proprio all’unisono. Basta scorrere il mouse per trovarsi davanti a post come questo: “Fini è più scorretto di Casini, è una mina vagante che pensa solo ai suoi interessi, prendendo posizioni di comodo pur di distinguersi: isolatelo!”. Un altro: “Casini è stato già sistemato, è ora di sistemare anche Fini. Silvio sbrigati!”.

Da Pierferdinando, eterno rompiballe, a Follini, padre di tutti i traditori, il passo è breve. Scrive Franz: “Fini è peggio di Follini, se sfortuna vuole che un giorno questo signore diventerà leader del Pdl, voterò Diliberto!”. Mentre qualcuno ironizza (“Nascono delFini, muoiono tonni…”), c’è chi rinfaccia al presidente della Camera lo sdoganamento di oltre quindici anni fa: “Vorrei ricordare al sig. Fini che se ora può permettersi di fare dei distinguo lo deve solo a quello che fece Berlusconi alle comunali di Roma”.

Insomma, il 27 marzo ci si fonde con un “voltagabbana”. Ivonne lo pensa, e lo scrive nel suo post: “Cos’altro è chi volteggia tra destra e sinistra?”. E se proprio non si tratta di un “saltafosso, allora ci si fonderà con chi fa a gara di stupidità con il Pd: “Fini e Franceschini fanno a gara tutti i giorni per spararla piu grossa…”.

La partitura è vasta e tocca tutte le corde. Dall’ironia alla rabbia: “Ma Fini da che parte sta? Quando c’è da scegliere è sempre dalla parte dei catto-comunisti. E’ ora che se ne vada dall’altra parte, che forse gli è più congeniale”. E ancora: “Se continua così tornerà al suo angolino nascosto a destra e la smetterà di fare il bastian contrario solo per farsi notare!”. Così si va avanti, tra accuse di cerchiobottismo e inviti a cambiare aria. Finché l’ultimo lettore lascia sulla bacheca azzurra il messaggio più nefasto alla vigilia di un congresso delicatissimo: “Fini non ha capito che il 90% di votanti di An, ora sono con Berlusconi…se vuole vada con i sinistri, che tanto lo amano…”.

 di Marco Bracconi da Repubblica.it


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