Il Piano di Pepe

Credo sia paradossale quello che è accaduto al Consiglio Comunale di Santa Marinella nella serata del 30 Gennaio 2012, senza alcun raziocinio si è riusciti, in maniera disorganica e confusionale, a limitare l’applicazione del Piano Casa nel nostro Comune, adducendo motivazioni forvianti per la platea dei presenti e per la popolazione tutta.

Innanzitutto il gruppo politico di FLI, da me rappresentato in Consiglio Comunale, è stato l’unico che è andato contro queste limitazioni imposte all’ultimo giorno senza criterio.

Parlare di tutela della costa in questa delibera è del tutto forviante, il Piano Casa ha già all’interno delle limitazioni che rendono pressoché impossibili scempi sia sul mare che nell’entroterra.

Inesatto è anche il parlare di tutela delle ville storiche, le quali sono state solo parzialmente escluse da questa delibera, con una cartografia ridicola e raffazzonata portata in Consiglio Comunale.

Ritengo che se si vuole tutelare veramente il patrimonio architettonico del nostro paese, bisognerebbe portare a termine un progetto di ricerca e di tutela più ampio di una cartina fotocopiata, che contempli anche delle limitazioni al PRG stesso e non solo al Piano Casa.

Purtroppo quando si hanno poche idee e confuse, come nella delibera del 30 Gennaio, si spacciano per liberalizzazioni le limitazioni ad personam che si fanno, sempre senza disturbare i poteri forti.

 

Emanuele Pepe


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I soliti fantasmi

Uno spettro di aggira per Santa Marinella, è lo spettro del PdL, un partito che si manifesta, come ogni ectoplasma, soltanto per ululare, inveire, insultare ma mai per dichiarare e pronunciarsi. Allora è facile per chi vuole far finta di esistere aggrapparsi al collo delle proprie vittime e succhiarne il sangue fino a farle cedere. Questa volta è il caso di FLI e dei suoi fantastici quattro, Pepe, Verdecchia, Della Chiesa e Gasparri. E’ strano l’accostamento che l’estensore del comunicato fa tra quattro cittadini di Santa Marinella, attivi in politica e nel sociale, e il nulla “dichiarato” dal PdL. Non è la prima volta che questo giornalista, che per brevità chiameremo “microspia”, compili i comunicati stampa del proprio partito con un abilità particolare, evidenzi cioè la natura metafisica dell’aggregazione parlandone quasi in terza persona e senza fare un nome, senza dare un riferimento fisco, a volerne cancellare le tracce dopo il passaggio come i mangiamorte tanto cari al nostro Harry Potter. Anche stavolta dicevo abbiamo contrapposti quattro cittadini da una parte, identificati con nome e cognome, e dall’altra parte il nulla pneumatico. Come se non bastasse il giornalista si lancia in un’ ardita evoluzione descrivendo a colpi d’insulti, presi una pagina si ed una no dal vocabolario del vernacolo pasoliniano, l’atteggiamento di chi, reo di voler pensare con la propria testa e rifiutare di omologarsi, avrebbe innanzitutto tradito. Quando però andiamo a collocare questo tradimento? Il passaggio del consigliere comunale Pepe dal PdL nel quale era stato eletto a FLI è cosa di oltre un anno fa. Bene, per oltre un anno il gotha del partito avrebbe tollerato, magari con un po’ di puzza al naso, la presenza di codesto individuo. Usque tandem? La goccia che ha fatto traboccare il vaso è caduta quando Pepe ha iniziato a pensare con la propria testa, magari si è accorto che l’imperatore era nudo, che non era tutto oro quello che luccicava e che era necessario gratificare i cittadini elettori, che ad occhi chiusi avevano votato la “giovanissima” svolta epocale mai avviatasi, con qualcosa di più di un contributo, una pacca sulla spalla ed un invito a cena. Fino a quando Pepe alzava la mano a comando era il giovane consigliere che serviva a svecchiare una giunta fatta di volpi in letargo, con tanto sonno ma sempre volpi; ora che Pepe, per conto dei propri elettori chiede ragione di quaranta mesi di nulla è diventato, con i suoi tre briganti (e tre somari) un signor nessuno. E la qualifica di “signore”, nel panorama politico cittadino, può far anche piacere perche di “signori”, in quelle poltrone, non ce n’è nessuno. Cosa fa scrivere al partito del Presidente del Consiglio che è un disonore cambiare casacca quando proprio il capogruppo Maggi ha cambiato casacca passando con disinvoltura dalla giunta Tidei a quella bacheca senza battere ciglio. Se per Maggi il cambio di maglia durante la partita ha un valore politico perche non può averlo per Pepe? Quando il partito doveva parlare, doveva esprimersi non ha fiatato. E’ facile sparare a zero contro Pepe ed i suoi amici, è facile lanciare messaggi trasversali, insinuare, sparlare; la cosa difficile è assumersi le proprie responsabilità di fronte ad una città che per anni è stata presa in giro e amministrata con pressappochismo, la cosa difficile è guardare in faccia i cittadini e ammettere di aver sbagliato, di aver sottovalutato i problemi, di non essere in grado di porre rimedio ad una pessima gestione della cosa pubblica. Sarebbe bello ascoltare discorsi di questo spessore e non i soliti insulti a raffica ma sarebbe praticamente impossibile, ammettere le proprie responsabilità è una cosa da uomini non da ectoplasmi senza nome.


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Un santamarinellese a Milano

Sembra un secolo fa, avevamo il binocolo puntato sulla nuova politica cittadina. Sembra passata tanta acqua sotto i ponti e coglievamo uno sbracatissimo Emanuele Pepe semiaddormentato sui banchi del consiglio comunale. Per noi era un sintomo, l’avvisaglia che anche l’innesto di giovani cellule nel moribondo organismo politico cittadino aveva dato i primi segni di rigetto. La cappa che da decenni avvolge la Perla aveva soffocato anche le velleità di chi con la follia propria della giovane età aveva assunto la convinzione di poter cavalcare lancia in resta contro i mulini a vento. Ieri è stato un altro giorno, il giorno nel quale ammettere di aver sbagliato rende ancora più forti noi e le nostre convinzioni, il giorno nel quale è stato necessario arrendersi di fronte all’evidenza. Ne facciamo doverosamente ammenda. Vedere lo stesso Emanuele Pepe non addormentato ma più vivo che mai, anzi, anche decisamente incazzato sul palco del congresso di Fli a Milano ha piacevolmente stupito noi e tanti altri. Sembra passato un secolo ma sono solo 125 settimane quelle che separano queste immagini da quella, settimane durante le quali Emanuele è maturato, ha assunto la consapevolezza propria del suo ruolo, ha analizzato le situazioni ed evidenziato quello che non ritiene gli vada a genio con una lucidità ed una veemenza che lasciano a bocca aperta. Non è assolutamente facile, il conformismo è un abito assolutamente comodo ed è molto facile crescere e far finta di maturare rimanendo nell’ombra. Lui no, ha capito che la vita e la politica vanno affrontate a viso aperto, anche sbagliando ma sempre con fermezza e decisione. Con il suo atteggiamento ha staccato gli altri cosiddetti giovani componenti il plotoncino della maggioranza che iede in consiglio comunale, li ha lasciati sotto la sabbia, a vegetare, convinti che il paradiso possa attendere e che nulla e nessuno possa meritare il loro impegno ed il loro interesse. Delle personalità opache abbiamo piene le tasche; Santa Marinella ha bisogno di persone concrete, che sappiano rimboccarsi le maniche e possano dire al mondo intero quello che pensano, con cognizione di causa. Se questa città avesse a disposizione venti, cinquanta o magari cento persone come Emanuele sarebbe sicuramente un posto migliore. Chi ha queste velleità, sente di possedere queste potenzialità deve darsi da fare. Ci consola il pensiero che stiamo crescendo, che ce la possiamo fare. Bravo Emanuele.


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Primo mattone per Fli a Santa Marinella

Dopo una serie d’incontri romani e scambi di vedute con i vertici del nuovo movimento politico nazionale, ho deciso di aderire a Futuro e Libertà per l’Italia (FLI), condividendone i principi ed i valori con i quali si è voluto costituire il nuovo movimento politico di centro destra.

Principi dettati dal leader G. Fini in occasione della festa tricolore di Mirabello, dove, recandomi, incontravo i rappresentanti nazionali e locali, tra cui il responsabile del Circolo Generazione Italia di Civitavecchia Daniele Ceccarelli, con il quale dopo una serie di ragionamenti ci lasciavamo con il proposito di formare un solido e forte gruppo anche a Santa Marinella, del quale sarei stato il referente locale.

Non termina la mia esperienza con il club della libertà della nostra città, anzi, la mia decisione ne rafforza la spinta politica, per continuare insieme il cammino verso una politica capace di dare risposte quotidiane alla cittadinanza, e di offrire progetti concreti da realizzare insieme.

Non termina la mia esperienza in questa maggioranza del Sindaco Bacheca, alla quale ho dato tanto come impegno profuso, e della quale continuerò ad essere una componente indipendente.

Inoltre a breve verrà da me costituito anche il Circolo Generazione Italia Santa Marinella, nel quale tutti coloro che si rispecchiano nei valori della meritocrazia e dell’impegno per il sociale, saranno i benvenuti.

Emanuele Pepe

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Santa Marinella come Venezia: costruiremo sull’acqua.

Il Consiglio Comunale ha ratificato lunedì sera la convenzione urbanistica riguardante l’ampliamento del porticciolo turistico di Santa Marinella. Il voto, compiuto dai soli consiglieri di maggioranza con l’assenza di Emanuele Pepe e Giovanbattista Boelis, è avvenuto tra le molte polemiche sollevate dai consiglieri comunali di minoranza. Aveva aperto la questione Stefano Massera chiedendo alla maggioranza di ritirare alcuni punti all’ordine del giorno. “Vogliamo fare un’opposizione seria – ha dichiarato – questo è un dispettuccio” riferendosi alla polemica montata nei giorni precedenti e relativa alla consegna delle convocazioni del consiglio proprio a cavallo delle feste natalizie, cosa che ha materialmente impedito ai consiglieri di minoranza di prendere visione degli atti relativi alle delibere all’ordine del giorno, atti peraltro approntati solo poche ore prima di andare in aula. “La delibera del porto richiede un confronto serio con la parte di città che ci ha votati”. Quindi sembrava che la seduta potesse comunque svolgersi secondo un copione improntato a ragionevolezza e reciproca disponibilità. Il sindaco aveva chiesto di iniziare la discussione sull’ordine del giorno e di convocare una riunione volante dei capigruppo non appena giunti al primo dei punti da rimandare a nuova data. All’improvviso la sterzata. Le posizionid ella maggioranza si sono irrigidite, forse la fronda interna che in questi giorni stava montando come un’onda marina è stata ricondotta nei ranghi. Fatto è che nel giro di un paio d’ore le aperture del sindaco e dei suoi ai ragionamenti dei consiglieri di minoranza sono improvvisamente sparite. Si sarebbe continuata incondizionatamente la seduta. Strepiti del pubblico, vero protagonista anche nel cuore della notte e vivaci proteste dei consiglieri che si sono sentiti frodati. Le voci di un possibile rinvio si erano diffuse, quasi come un copione intendente ad inquinare le anime, già dal primo pomeriggio. Ha preso la parola Massimiliano Fronti. “Avete paura del confronto. – ha esordito apostrofando così la maggioranza – avete paura di darci gli atti o non sono mai completi? La parte documentale relativa alla delibera sul porto è composta da 21 elaborati grafici. Quella sul project financing per la nuova sede comunale non era ancora pronta nemmeno stamattina. Abbandonerò il consiglio e lo faccio a malincuore, ma mettetevi voi nei nostri panni”. Il sindaco Bacheca ha replicato che gli atti erano a disposizione. “Possiamo discutere con gli atti che abbiamo a disposizione adesso” ha detto il primo cittadino ma evidente era la differenza tra il fascicolo di fronte al segretario comunale, alto più di un palmo, e i pochi fogli dentro le cartelline di consiglieri ed assessori. Andrea Bianchi, presidente della commissione speciale sul porto ha reclamato la mancanza di un passaggio degli atti nella sua commissione. Anche Paola Rocchi ha attaccato il sindaco. “Noi abbiamo bisogno di parlare con lei. Il testo della delibera sul porto sembra scritto dall’avvocato D’Amelio e non dal Comune di Santa Marinella. Le delibere sono tutte da vedere e da confrontare”. Per Carlo Mucciola il problema dell’approvazione ha una veste di responsabilità da non sottovalutare. “Presenteremo immediatamente una denuncia alla Corte dei Conti. Sono convinto che su queste delibere ci saranno da pagare molti danni e non voglio che a turare fuori soldi siano i cittadini ma solo i consiglieri comunali che le approvano”. Particolarmente sentita, anche dal pubblico che ha rumoreggiato e sottolineato con caldi applausi gli interventi dei consiglieri di minoranza è stata la conclusione di Massimiliano Fronti. “la data di oggi segna uno spartiacque, da oggi non ci sarà più una minoranza ma soltanto un’opposizione”.

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I nodi, secondo Ivano, sono ancora tutti da pettinare

Caro Pepe

Replico ulteriormente, ma per l’ultima volta, nella speranza che Tu riesca a renderti conto della dicotomia tra indirizzo politico ed attività gestionale cui sono preposti rispettivamente il consigliere/assessore comunale ed il dirigente dell’Ente.

Tu affermi che la scelta del legale del Comune per la causa promossa dall’Arch. Alieri “è stata fatta discrezionalmente secondo principi di buon senso, professionalità, curriculum e soprattutto affidabilità”

Ne prendo atto e ritengo, in linea di principio, i canoni adottati ineccepibili, ma insufficienti.

Vorrei però sapere se, al momento della scelta, hai avuto modo di considerare che il Comune è parte in due giudizi, pendenti innanzi al TAR Lazio e riguardanti l’annullamento del permesso di costruire n. 43\2007

Ti faccio osservare che in entrambi i giudizi è parte anche la srl Bellavista 2007, di cui è socio Ivano Fronti, e che tale società è difesa dall’avv. Stefano Di Girolamo.

Cioè, lo stesso legale che tu hai nominato per la causa Alieri e che difende il Comune di S.Marinella in diversi altri giudizi in Cassazione, Consiglio di Stato, Tar e Tribunale, è al tempo stesso legale di una società in un giudizio per l’annullamento di un permesso di costruzione in cui è parte il Comune.

Dò atto che per il legale potrebbe tuttalpiù configurarsi una violazione del codice deontologico.

Non puoi però negare che evidenti motivi di opportunità giustificherebbero un riesame dei criteri empirici seguiti dalla Giunta nell’affidamento degli incarichi, in spregio alla legge ed alla stessa delibera di Giunta n. 269 del 22\7\2008 avente ad oggetto:”Approvazione regolamento recante la disciplina per il conferimento di incarichi di collaborazione ad esperti esterni con contratto di lavoro autonomo”.

Merita poi spendere alcune altre parole sul tema della competenza della Giunta alla scelta del legale.

Faccio presente che il Consiglio di Stato con decisione n. 263\2008 (conformi CdS V^ 9.9.2005 n. 4654 e 21.11.2003 n. 7632) ha affermato che la scelta di un contraente, nell’ambito di una procedura di gara ovvero la scelta di professionisti costituisce una tipica attività di gestione, finalizzata al raggiungimento degli scopi fissati dall’organo politico, sicchè rientra nell’ambito delle competenze dei dirigenti e, per l’effetto, ha dichiarato l’incompetenza della Giunta comunale.

Ora, se, in qualche giudizio, viene eccepita l’incompetenza della Giunta comunale a conferire al legale incaricato la procura a rappresentare e difendere il Comune e quindi la nullità di tutti i relativi atti di difesa, a carico di chi viene posto il danno patrimoniale che il Comune subisce? Cioè, sono chiamati a rispondere solo i componenti della Giunta o anche il Segretario che ha posto il visto di legittimità e l’avvocato incaricato che ha autenticato la firma di un soggetto (il Sindaco) incompetente a conferirgli l’incarico?

Forse una ponderata riflessione sull’argomento può evitare il rischio di richieste risarcitorie di danni patrimoniali.

E’ pertanto opportuno che tutta la Giunta comunale si adegui perché non ha la facoltà di conferire incarichi ai legali per la rappresentanza e difesa dell’Ente.

Ricordo che sia la legge che le circolari n. 4\2004 e n. 2\2008 della Funzione Pubblica, richiamate nella delibera di Giunta n. 269 del 22\7\2008, prevedono, per l’affidamento degli incarichi, l’applicazione dei principi di non discriminazione, di parità di trattamento,di pubblicità, di proporzionalità e trasparenza di derivazione comunitaria.

Da ultimo, devo affrontare il tema della QUASI CALUNNIA. da te evidenziato nell’articolo del 29.9.2009

Ti faccio presente che le mie osservazioni sono tutte analitiche,puntuali e suffragate da richiami a norme e sentenze.

Non ho inteso né intendo calunniare nessuno. Ho soltanto censurato il tuo approccio alla cosa pubblica nella più totale ignoranza, per alcuni aspetti, delle norme che la regolamentano e continuo a censurare la tua ostinazione a non voler fare atto di umiltà, accettare consigli,che sai essere disinteressati, e sforzarti di comprendere i meccanismi che la regolano frenando il giovanile entusiasmo che ti induce ad una frenesia operativa che, a lungo termine, può rivelarsi perniciosa.

Ma non hai notato che sei stato l’unico a rispondere pur non essendo membro di Giunta? Se la replica fosse stata un valido mezzo di pubblicità politica e non l’incunearsi in un vicolo cieco, non pensi che anche altri avrebbero preso la palla al balzo? Quella che inizialmente nasce come una più o meno generica censura circa l’operato della Giunta comunale in tema di conferimento di incarichi legali ha assunto ora, per la tua ostinazione alla replica, il carattere di un’analisi talmente circostanziata che, per chi ne ha interesse, politico e non solo, può essere uno strumento valido ed efficace da utilizzare per l’affermazione delle proprie ragioni.

Comunque ritengo che tu abbia usato il termine calunnia atecnicamente, considerato che, in senso tecnico, configura un reato perseguibile penalmente..

Se così non è – e formalmente ti chiedo di precisarlo – non potrò che rappresentare i fatti agli Organismi competenti considerato che è mia ferma convinzione che per l’affidamento degli incarichi di assistenza legale l’attuale Giunta del Comune di S.Marinella opera in palese violazione di norme regolamenti e circolari e che non ho accusato te della commissione di reati, seppure sei stato tu ad aver confessato la commissione di reati allorchè hai rappresentato il tuo modo di svolgere la funzione di consigliere comunale di maggioranza.

Concludo rivolgendoti l’invito a leggere la delibera di Giunta n. 269 del 2008 e le circolari n. 4\2004 e 2\2008 della Funzione Pubblica con l’ALLEGATO

SCHEMA DI REGOLAMENTO RECANTE DISCIPLINA PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE A NORMA DELL’ARTICOLO 7, COMMA 6, DEL DECRETO LEGISLATIVO 30 MARZO 2001, N. 165 E PER GLI ENTI LOCALI A NORMA DELL’ARTICOLO 110,

COMMA 6, DEL DECRETO LEGISLATIVO 18 AGOSTO 2000, N. 276

Art. 1 (Finalità ed ambito di applicazione)

1. Il presente regolamento disciplina le procedure comparative per il conferimento di incarichi di lavoro autonomo quali le collaborazioni di natura occasionale o coordinata e continuativa,nonché il relativo regime di pubblicità, al fine di garantire l’accertamento della sussistenza dei requisiti di legittimità per il loro conferimento, come definiti dall’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come integrato dall’articolo 32 del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 e dall’articolo 3, comma 76 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. (Per gli enti locali fare riferimento all’articolo 110, comma 6, del decreto legislativo n. 267 del 2000 ai commi 55, 56 e 57 dell’articolo 3 della legge n. 244 del 2007).

2. Rientrano in tale disciplina tutti gli incarichi conferiti a persone fisiche con riferimento alle ipotesi individuate dagli articoli 2222 e 2230 del codice civile.

Art. 2 (Individuazione del fabbisogno)

1. L’Ufficio per il personale, ricevuta la richiesta della struttura interessata, verifica la sua congruenza con il fabbisogno dell’amministrazione individuato nei documenti di programmazione di cui all’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, con le funzioni istituzionali, i piani ed i programmi sull’attività amministrativa adottati, nonché la temporaneità della necessità.

2. Il medesimo ufficio verifica l’impossibilità di corrispondere a tale esigenza con il personale in servizio presso l’amministrazione attraverso interpelli interni tenendo conto delle mansioni esigibili e decide il ricorso ad una collaborazione esterna, come definita al comma 1, dell’articolo 1, del presente regolamento.

3. In relazione agli elementi individuati, come indicato nel precedente comma, l’Ufficio competente verifica la rispondenza della tipologia di professionalità richiesta, tenuto conto dei requisiti di elevata professionalità stabiliti dalla legge, e determina durata, luogo, oggetto e compenso per la collaborazione, tenuto conto delle disponibilità di bilancio e del prezzo di mercato. Relativamente al prezzo opera una ricognizione presso associazioni di categoria, 13 ordini professionali, altre amministrazioni ed altri soggetti, al fine di individuare un compenso congruo con la prestazione richiesta.

4. L’Ufficio competente verifica, inoltre, la compatibilità della spesa prevista con i limiti di spesa vigenti.

Art. 3 (Disposizione specifica da inserire nei regolamenti degli Enti locali)

1. L’ufficio competente, effettuate le verifiche di cui all’articolo precedente, deve comunque accertarsi della rispondenza dell’affidamento dell’incarico con la previsione contenuta nell’articolo 3, comma 55, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 relativa al programma approvato dal Consiglio, fatte salve materie e competenze previste e assegnate all’Ente da disposizioni legislative.

Art. 4 (Individuazione delle professionalità)

1. L’Ufficio competente predispone un apposito avviso nel quale sono evidenziati i seguenti elementi:

a) definizione circostanziata dell’oggetto dell’incarico, eventualmente con il riferimento espresso ai piani e programmi relativi all’attività amministrativa dell’ente;

b) gli specifici requisiti culturali e professionali richiesti per lo svolgimento della

prestazione;

c) durata dell’incarico;

d) luogo dell’incarico e modalità di realizzazione del medesimo (livello di coordinazione);

e) compenso per la prestazione adeguatamente motivato e tutte le informazioni correlate quali la tipologia e la periodicità del pagamento, il trattamento fiscale e previdenziale da applicare, eventuali sospensioni della prestazione;

f) indicazione della struttura di riferimento e del responsabile del procedimento.

2. Nel medesimo avviso è individuato un termine per la presentazione dei curricula e delle relative offerte ed un termine entro il quale sarà resa nota la conclusione della procedura, nonché i criteri attraverso i quali avviene la comparazione.

3. In ogni caso per l’ammissione alla selezione per il conferimento dell’incarico occorre:

a) essere in possesso della cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell’Unione europea;

b) godere dei diritti civili e politici;

c) non aver riportato condanne penali e non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale;

d) essere a conoscenza di non essere sottoposto a procedimenti penali;

e) essere in possesso del requisito della particolare e comprovata specializzazione

universitaria strettamente correlata al contenuto della prestazione richiesta.

Art. 5 (Procedura comparativa)

1. L’Ufficio competente procede alla valutazione dei curricula presentati, anche attraverso commissioni appositamente costituite, delle quali facciano parte rappresentanti degli uffici che utilizzeranno la collaborazione.

2. Ad ogni singolo curriculum viene attribuito un punteggio che valuti i seguenti elementi:

a) qualificazione professionale;

b) esperienze già maturate nel settore di attività di riferimento e grado di conoscenza delle normative di settore;

c) qualità della metodologia che si intende adottare nello svolgimento dell’incarico;

d) eventuali riduzione sui tempi di realizzazione dell’attività e sul compenso;

e) ulteriori elementi legati alla specificità dell’amministrazione.

3. Per le collaborazioni riguardanti attività e progetti di durata superiore ai tre mesi il bando potrà prevedere colloqui, esami, prove specifiche, nonché la presentazione di progetti e proposte in relazione al contenuto e alle finalità della collaborazione.

4. Per le esigenze di flessibilità e celerità dell’Ente riguardanti incarichi di assistenza legale e tecnica l’amministrazione predisporrà annualmente, sulla base di appositi avvisi, elenchi ed albi di personale altamente qualificato, in possesso di determinati requisiti e appositamente selezionato, da cui attingere nel rispetto dei principi previsti in materia di collaborazioni esterne dall’ordinamento.

Art. 6 (Esclusioni)

1. Non soggiacciono all’applicazione delle disposizioni di cui ai commi 6, 6-bis e 6-quater dell’articolo 7 del decreto legislativo n. 165 del 2001 i componenti degli organismi di controllo interno e dei nuclei di valutazione.

2. Sono esclusi dalle procedure comparative e dagli obblighi di pubblicità le sole prestazioni meramente occasionali che si esauriscono in una prestazione episodica che il collaboratore svolga in maniera saltuaria che non è riconducibile a fasi di piani o programmi del committente e che si svolge in maniera del tutto autonoma, anche rientranti nelle fattispecie indicate al comma 6 dell’articolo 53 del decreto legislativo n. 165 del 2001.

Art. 7 (Durata del contratto e determinazione del compenso)

1. Non è ammesso il rinnovo del contratto di collaborazione. Il committente può prorogare ove ravvisi un motivato interesse la durata del contratto solo al fine di completare i progetti e per ritardi non imputabili al collaboratore, fermo restando il compenso pattuito per i progetti individuati.

2. L’Ufficio competente provvede alla determinazione del compenso che deve essere stabilito in funzione dell’attività oggetto dell’incarico, della quantità e qualità dell’attività, dell’eventuale utilizzazione da parte del collaboratore di mezzi e strumenti propri, anche con riferimento ai valori di mercato. Deve comunque essere assicurata la proporzionalità con l’utilità conseguita dall’amministrazione.

3. La liquidazione del compenso avviene, di norma, al termine della collaborazione salvo diversa espressa pattuizione in correlazione alla conclusione di fasi dell’attività oggetto dell’incarico.

Art. 8 (Verifica dell’esecuzione e del buon esito dell’incarico)

1. Il dirigente competente verifica periodicamente il corretto svolgimento dell’incarico, particolarmente quando la realizzazione dello stesso sia correlata a fasi di sviluppo, mediante verifica della coerenza dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi affidati.

2. Qualora i risultati delle prestazioni fornite dal collaboratore esterno risultino non conformi a quanto richiesto sulla base del disciplinare di incarico ovvero siano del tutto insoddisfacenti, il dirigente può richiedere al soggetto incaricato di integrare i risultati entro un termine stabilito, comunque non superiore a novanta giorni, ovvero può risolvere il contratto per inadempienza.

3. Qualora i risultati siano soltanto parzialmente soddisfacenti, il dirigente può chiedere al soggetto incaricato di integrare i risultati entro un termine stabilito, comunque non superiore a novanta giorni, ovvero, sulla base dell’esatta quantificazione delle attività prestate, può provvedere alla liquidazione parziale del compenso originariamente stabilito.

4. Il dirigente competente verifica l’assenza di oneri ulteriori, previdenziali, assicurativi e la richiesta di rimborsi spese diversi da quelli, eventualmente, già previsti e autorizzati.

Art. 9 (Pubblicità ed efficacia)

1. Dell’avviso di cui all’articolo 3 si dà adeguata pubblicità tramite il sito dell’amministrazionee attraverso altri mezzi di comunicazione.

2. Dell’esito della procedura comparativa deve essere data la medesima pubblicità indicata al comma precedente.

3. L’efficacia dei contratti di collaborazione è subordinata agli obblighi di cui all’articolo 3, comma 18, della legge n. 244 del 2007.

Ivano Montefiore

imontefiore@live.it


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Mattucci for President

Caro Ivano,

a me non disturba nessuna legge dello Stato Italiano, e non mi sento padrone di nessuna ferriera, ritengo che fin quando ci sarà una Giunta comunale che nomina avvocati per la difesa del Comune questa sia legittimamente deputata a fare questa scelta e se posso, nel mio piccolo, mi adopererò affinché ogni volta sia fatta la scelta migliore per la collettività.

Va da sé che, nel momento in cui sarà tolta alla Giunta questa facoltà, mi adeguerò. Credo però fermamente (e ciò non costituisce reato) che questa delegittimazione non porterà benefici alla collettività, tutt’altro.

 

Rimanendo in argomento, concordo con te Ivano quando affermi che è riconosciuto “agli organi politici (cioè elettivi) un potere di formulazione delle linee guida (indirizzo) e di verifica (controllo) dell’attuazione delle stesse, mentre agli organi amministrativi (dirigenti) spetta la concreta gestione degli affari” .

Vorrei aggiungere però che il nostro amato Comune, come ben sai, ha problemi di organico, bilancio e di non funzionalità, problemi in varia misura dipendenti dalla molteplicità di sedi distaccate tra loro.

Scagliarsi quindi contro i dirigenti, o responsabili del servizio, perché tra i mille impegni quotidiani non seguono al 100% l’ennesima causa giudiziale e l’ennesimo avvocato sottopagato (e quindi un po’ svogliato), mi sembra da parte tua un NON voler risolvere i problemi, quindi spero che nessuno dei miei amici consiglieri possa seguire un così ingenuo consiglio.

 

Ti confesso poi un segreto: è capitato, e non c’è né da stupirsi né da lodarsi, che le fotocopie le facciano anche i Consiglieri; come capita che questi, aiutati dal personale municipale, possano fare una ricerca di atti per un avvocato del Comune, e sono certo che nessun tribunale mi condannerà mai per questo.

 

Poi ti do ragione quando affermi che la mia conoscenza della pubblica amministrazione sia limitata. Per me è del tutto normale che una persona possa avere dei limiti di preparazione dopo neanche due anni di studio della macchina amministrativa locale, pertanto, spero di aver la possibilità di rimanere quanto più tempo possibile in questa condizione di “amministratore – studente”.

 

Eppoi esageri quando mi dai del politico “disinvolto” e che agisce “fuori dalla legge”, sembra quasi una calunnia.

Anche perché a casa mia chi “dirige e controlla”, “verifica e da linee guida” (ti ho citato) in qualche misura “gestisce” politicamente parlando, ma non ci lanciamo in disquisizioni linguistiche che è un terreno che non mi è congeniale, parliamo di fatti che è meglio.

 

Venendo poi al punto in cui mi accusi di gestire alcune faccende comunali come se fosse la mia azienda devo darti ragione (Berlusconi mi amerà!!!), ti dirò di più, me lo ripetono spesso sia gli amici, sia i familiari, sia i dipendenti comunali che mi conoscono.

Se hai pazienza te lo spiego: la mia idea della politica è un po’ romantica, io vivo la mia elezione come una chiamata “ad un servizio” di pubblica utilità, un modo per dimostrare che le mie capacità al servizio della collettività possano favorire lo sviluppo e il progredire di questo paese.

Il mio pensiero politico si può riassume in poche righe:

1) per me 100 Euro del Comune hanno lo stesso valore di 100 Euro in tasca mia, ODIO VEDERE SPERPERATO IL DENARO di noi tutti.

2) ODIO VEDERE DEGRADO NELLA MIA CITTA’, che questo sia morale, politico o urbanistico.

3) Vorrei che l’amministrazione comunale fosse, come un’ottima azienda, ATTIVA, PRESENTE nel territorio, EFFICIENTE ED EFFICACE nell’azione.

A questo poi aggiungici che di mio ODIO PERDER TEMPO e che da buon cristiano penso che Qualcuno dall’alto ci abbia dato tanto, ed in qualche modo noi in questa vita dobbiamo ridare qualcosa agli altri per ringraziarLo.

Spero così di averti sintetizzato al meglio lo spirito che anima la mia attività di consigliere e che la rende consimile alla gestione di una azienda.

 

In conclusione Ivano vorrei dimostrarti la mia gratitudine da cittadino per il tempo che hai dedicato a questo blog, permettimi però di dirti che alcune tue interpretazioni, accademicamente ineccepibili, alimentano solo sospetti di marciume dove non ce n’è, destabilizzando così la fiducia che i santamarinellesi ripongono in questa maggioranza.

 

Emanuele Pepe


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Habemus, tenemus, facemus

Errare humanum est, perseverare autem diabolicum, ammoniva S. Agostino

Caro Emanuele, mi corre l’obbligo di svolgere alcune considerazioni ulteriori in risposta alla tua nota in calce.

Per la legge 133 del 2008 la PA può affidare incarichi a professionalità esterne – ma da individuare in base a criteri predeterminati, certi e trasparenti – nei casi in cui siano richieste conoscenze ed esperienze eccedenti le normali competenze del personale dipendente. Dunque il conferimento, come da reiterate affermazioni della Corte dei Conti, non può essere fatto seguendo criteri soggettivi.

Osservo inoltre che la discrezionalità amministrativa, per quanto ampia voglia essere, non può superare il limite dell’interesse pubblico e dei comuni precetti di logica ed imparzialità per cui il conferimento di incarichi esterni è possibile ove corrisponda agli scopi ed all’utilità dell’ente.

Ho ragione di credere che non sempre si verifichi. Penso ai casi in cui un privato impugni un’ autorizzazione a costruire per motivi non attinenti al provvedimento in sé, ma per questioni riguardanti distanze da confini ecc (cioè rapporti tra privati); in tale ipotesi non vedo quale sia l’interesse pubblico che il Comune voglia tutelare dal momento che, come noto, sono sempre fatti salvi i diritti dei terzi. La costituzione in giudizio in esclusivo aiuto del costruttore con costi per la collettività, non mi sembra opportuna.. Consegue che il conferimento d’incarico in difetto di una delle condizioni esposte sarebbe illecito con indebito depauperamento patrimoniale dell’ente.

Merita poi ribadire (TAR Campania, Napoli, II° sent. 18\12\2003 n. 15430) che l’attribuzione degli incarichi professionali spetta ai dirigenti con proprie determinazioni d’impegno e non alla Giunta.

Mi rendo conto che tale interpretazione della normativa disturbi il consigliere eletto che ritenga di poter agire come se fosse il padrone delle ferriere, ma tant’è!

Sussiste una rigida ripartizione di competenze per cui è riconosciuta agli organi politici (cioè elettivi) un potere di formulazione delle linee guida (indirizzo) e di verifica (controllo) dell’attuazione delle stesse, mentre agli organi amministrativi (dirigenti) spetta la concreta gestione degli affari

Per il conferimento degli incarichi, è’ richiesta una procedura comparativa (art 32 DL 223\2006 conv. L. 248/2006) secondo cui la PA ha l’obbligo di disciplinare e rendere pubblico l’iter che si applica a tutte le tipologie di prestazioni nel rispetto dei principi dell’accesso aperto e della selettività delle relative procedure. Altro presupposto di legittimità è la comunicazione preventiva agli organi di revisione dell’ente (art 1 c. 42 L. 311\2004)

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Venendo ora al tuo commento osservo:

_se sei d’accordo sulla necessità di pubblicizzare i nomi ed i compensi dei collaboratori esterni, perché non ti adoperi politicamente proponendo alla Giunta di deliberare in tal senso?

Ricordo a me stesso che l’art. 32 della legge 69/2009 prevede a far data dall’1 gennaio 2010 l’obbligo di pubblicazione degli atti e dei provvedimenti amministrativi sul sito informatico dell’ente (solo tale pubblicazione avrà efficacia legale, mentre non l’avrà più la pubblicità cartacea).

Ora, come potrai verificare personalmente, la pubblicità sul sito del Comune avviene in maniera assolutamente disordinata ( e senza allegati) per le delibere di Giunta, mentre non avviene affatto per le delibere di Consiglio (purtroppo, almeno per questo e lo dico con rammarico, la Giunta Tidei era più efficiente).

_la scelta del legale per la difesa del Comune nella causa promossa dall’Arch Alieri è errata, non per la persona del legale incaricato che non conosco e sicuramente sarà bravissimo, ma perché effettuata con metodo non rispondente ai principi sopra esposti ed insuperabili perché stabiliti dalla legge e rettamente interpretati dalla giurisprudenza di merito e di legittimità, così da costituire diritto vivente.

_non è la classe politica ma il dirigente che deve scegliere il legale, quindi “la facoltà” che, stando a quanto affermi, la tua Giunta si arroga, è illegittima ed arreca danno patrimoniale all’Ente

_all’organo politico è fatto DIVIETO di “aiutare, indicare strategie o soluzioni ragionevoli (che significa? Ragionevoli per chi, a qual fine?) all’avvocato…” Al legale occorre dare i documenti, in misura completa e con tempestività, la legge per la migliore difesa dell’Ente deve essere lui a conoscerla.

_le “rimostranze di avvocati… i quali lamentavano il fatto di non essere stati messi in condizioni di lavorare bene…” vanno girate al dirigente competente il quale dovrà, se del caso, essere sottoposto a procedimento disciplinare, privato di premi incentivi ed indennità, come per legge, e segnalato alla Corte dei Conti per danno patrimoniale. La continuità amministrativa è data dagli Uffici, non dal politico.

_il gravissimo errore d’impostazione della problematica da te fatto per il quale è configurabile la colpa grave, comporta addirittura il dolo laddove affermi che:”l’avvocato non va solo nominato, ma va anche seguito ed aiutato, anche dopo la fine del mandato elettorale se necessario”

Capisco che vuoi gettare il cuore oltre l’ostacolo, ma non esagerare.

Questo dà la misura del limite della tua conoscenza della pubblica amministrazione e della visione politica – giustificata solo dalla giovane età che però imporrebbe una maggiore riflessione – che se comune agli altri membri di Giunta e Consiglio non può non destare preoccupazione. Il politico, ribadisco, per legge, deve dirigere e controllare, non gestire; mentre mi sembra che la tua intenzione è di gestire in modo disinvolto, al di fuori ed oltre la legge, in violazione dei principi di legittimità e trasparenza.

_il rapporto con l’avvocato,ribadisco, lo deve avere il dirigente e n non il consigliere

Forse Ti sfugge che non stai gestendo un’azienda privata ma indirizzando politicamente un ente pubblico

_ Stupisce però il fatto che Tu non ritenga affidabile “una gara ad evidenza pubblica” sia perché non è ipotesi applicabile alla fattispecie, sia perché non ritieni affidabile una procedura prevista da una legge, forse perché sei al di sopra? Non ritieni che questo sia un ulteriore motivo per lasciare al dirigente la gestione? La tua delega è politica non gestionale.

_La scelta del legale fatta dal consigliere intuitu personae potrebbe comportare il reato di abuso d’ufficio (se non altro) volto a tutelare il bene giuridico dell’imparzialità, dell’efficienza, del buon andamento e della trasparenza della Pubblica Amministrazione.

Forse Sindaco, Segretario comunale e Direttore generale dovrebbero essere tenuti ad esaminare le tue affermazioni.

Concludo ricordando che i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio che omettono di denunziare all’autorità giudiziaria reati, di cui abbiano avuto notizia nell’esercizio o a causa delle loro funzioni, incorrono, a loro volta, nel delitto di omessa denuncia.

Ivano Montefiore

imontefiore@live.it


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Pepe chiude la parentesi aperta da Ivano

Grazie Ivano,

i tuoi spunti sono sempre puntuali e molto ben argomentati, come è nel tuo stile.

Partiamo dal punto in cui mi trovi totalmente in accordo, quello di pubblicizzare i nomi e i compensi dei collaboratori esterni. Ti dirò di più, dipendesse da me io pubblicizzerei, su cartelloni elettronici messi al centro del paese, tutti i nomi dei beneficiari di contributi da parte del Comune di Santa Marinella, in modo che anche il cittadino pigro possa sapere A CHI vanno i soldi della collettività e PERCHE’, o meglio per quale tipo di manifestazione o altro. Anche perché se i soldi sono ben spesi, è tutta pubblicità positiva per l’amministrazione.

Passiamo poi al punto in cui mi trovi in disaccordo.

Personalmente non ero a conoscenza delle sentenze del TAR, Corte dei Conti e Consiglio di Stato a cui fai riferimento, per quel che riguarda il mio settore (Urbanistica – Piani di recupero), posso affermare che la scelta dell’avvocato per difendere il Comune dalla citazione in giudizio da parte dell’arch. Alieri, è stata fatta discrezionalmente secondo principi di buon senso, professionalità, curriculum e soprattutto AFFIDABILITA’.

Perché parlo di AFFIDABILITA’? Scegliere un legale che difenda una Pubblica Amministrazione è, come puoi immaginare, una scelta sempre molto delicata per la classe politica, ma al contempo penso sia molto pericoloso togliere questa facoltà alla nostra Giunta, per tanti motivi, due in special modo.

Primo motivo.

L’iter processuale spesso dura più del mandato dei politici, i quali quindi non possono così adempiere a pieno ai loro obblighi (morali e politici) di controllo, o più semplicemente non possono aiutare, indicare strategie o soluzioni ragionevoli all’avvocato incaricato per tutta la durata del procedimento.

Spesso proprio i cosiddetti “vuoti di potere”, vedi i periodi dei commissari prefettizi, hanno provocato giudizi decisamente SFAVOREVOLI per il Comune e quindi per la collettività tutta.

In questo anno inoltre mi è capitato di assistere a rimostranze di avvocati, incaricati dalle passate amministrazioni, i quali lamentavano il fatto di non essere stati messi in condizioni di lavorare bene per conto del Comune in vari modi (alcune volte non erano in possesso di tutti gli incartamenti necessari, altre non erano stati avvertiti per tempo, altre volte ancora l’amministrazione di allora non produceva atti che favorissero il buon esito della sentenza).

Quindi l’avvocato non va solo nominato, ma va anche seguito ed aiutato, anche dopo la fine del mandato elettorale se necessario.

E’ perciò mia opinione che una collaborazione sarà tanto più proficua (per il Comune) tanto più stretto e di fiducia è il rapporto avvocato – consigliere di riferimento per quella questione.

Questa AFFIDABILITA’ purtroppo una gara ad evidenza pubblica non me la dà. Personalmente sono ben felice di fare il consigliere a Santa Marinella e voglio essere giudicato da tutti i miei concittadini per il mio operato, tra cui ritengo ci sia anche la scelta del legale nelle questioni che riguardano la mia delega. Proprio questo è il paradosso che voglio spiegare: la collettività è maggiormente tutelata se il legale viene scelto da un consigliere per intuitu personae e che quindi anche per quella scelta il consigliere sia giudicato dagli elettori. Così facendo il consigliere accorto affiderà le questioni comunali al legale di sua fiducia in modo da non far si che questa scelta in futuro lo danneggi politicamente. Ecco perché in precedenza definivo questa scelta molto delicata per la classe politica.

Secondo motivo, e qui apro e chiudo una parentesi sulla categoria di cui tu fai parte e che quindi ben conosci.

Come ben sai il mondo degli avvocati è molto vario, e può capitare che avvocati con curricula impeccabili possano non tutelare a pieno i Comuni affidatari degli incarichi, tanto che “alcune” volte “alcuni” avvocati solitamente molto bravi (ma mal pagati dalle amministrazioni) non si capisce se CI SONO O CI FANNO DA INCOMPETENTI, ed a noi tutti sembra che questi avvocati non facciano gli interessi del Comune affidatario, bensì quelli di qualche “burattinaio occulto”. Scegliere un avvocato tramite bando, in cui si valutino titoli, master, cursus honorum, sempre a mio parere, aumenta questo rischio e di molto. Chiusa parentesi.

Emanuele Pepe


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Secondo Pepe per i piani di recupero è tutto da rifare

Il piano di recupero della zona Perrazzeta, a nord dell’abitato di Santa Marinella, dato per pronto da tutte le amministrazioni che si sono succedute dall’anno 2000 ad oggi è in realtà ancora da scrivere. Il tecnico incaricato già nove anni or sono, l’architetto Alessandro Alieri ha dato forfait puntando il dito contro l’inerzia dell’amministrazione comunale. Si legge infatti nell’atto, recentemente notificato in via Rucellai dove il professionista chiede l’applicazione della clausola arbitrale contenuta nel suo incarico, che secondo il tecnico l’amministrazioje si sarebbe macchiata di un ” comportamento dilatorio e non collaborativo”. In pratica, dice Alieri nel suo atto giudiziario, questi non avrebbe mai avuto riscontro alle richieste di integrazione dei documenti e delle istruzioni che avrebbe via via nel tempo inviato formalmente agli uffici comunali. E nell’atto gli avvocati romani Puoti e Di Gregorio fanno un bell’elenco di raccomandate rimaste lettera morta, almeno secondo loro. In ultima istanza il professionista ha fatto notificare al Comune di Santa Marinella lo scorso 27 ottobre un atto di diffida nel quale intima al Comune di mettergli a disposizione gli atti e le istruzioni pena l’abbandono dell’incarico e la richiesta di danni. Così è stato; anche questa volta, secondo i legali del professionista, il comune è rimasto inerte tanto da costringere l’architetto Alieri ad invocare la clausola compromissoria contenuta nel suo incarico ed a chiedere, per mezzo di un collegio arbitrale, la somma di 60.461 euro come compenso pattuito o in subordine 60.000 euro di danni. Il collegio, per il quale la giunta comunale ha già provveduto a nominare un proprio arbitro, dovrà decidere entro tre mesi ed il lodo, come si chiama la sentenza dell’arbitrato, sarà inoppugnabile. Secondo Emanuele Pepe, consigliere comunale delegato ai piani di recupero, è tutto calcolato. L’intenzione dell’amministrazione sarebbe quella di far cessare questo contratto per assegnare l’incarico all’ufficio urbanistica dove i tecnici comunali, compensati con il 30% della tariffa professionale, potrebbero in tre mesi terminare lo studio e far pubblicare l’elaborato, necessario per poi poter terminare l’edificazione di tutto il comparto e le opere di urbanizzazione ormai divenute improcrastinabili. Certo la mossa politica lascia tutti spiazzati. Se l’intento dell’amministrazione fosse quello enunciato dal delegato Pepe, sostituire cioè il tecnico a cui era stata demandata la redazione del piano urbanistico della zona, si sarebbe perso comunque del tempo inutile nell’attesa di una rottura del contratto provocata soltanto dal professionista e dopo anni di tira e molla. Nel frattempo le gente che abita o vorrebbe abitare alla Perrazzeta è rimasta sempre nella convinzione che qualcosa si stesse facendo, che qualcuno si stesse dando da fare nel loro interesse. Cosa che evidentemente non è andata così. Se si avverasse quanto previsto dal consigliere Pepe in ogni caso le somme pagate fino ad oggi dall’amministrazione all’architetto Alieri, oltre a quelle risultanti a suo eventuale vantaggio dopo il deposito del lodo arbitrale, sarebbero soldi dell’amministrazione che non sarebbero serviti a nessuno scopo, spesi e basta. Per il nuovo piano di recupero? Se ne parlerà dopo la causa, per ora è tutto fermo qui.


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