Il Porto abbassa la sbarra

Il PRC di S. Marinella esprime il suo più totale disappunto verso la nuova ordinanza dell’11.06.2010 della Capitaneria del porto di Civitavecchia, la quale recita testualmente all’art. 1: “Le sbarre di accesso al porto di Santa Marinella rimangono chiuse dal 1 giugno al 30 agosto tutti i giorni, dalle ore 22.00 alle ore 14.00 del giorno successivo. Ulteriori periodi ed orari di chiusura in occasione di manifestazioni veliche o altri eventi con elevato afflusso veicolare e pedonale in ambito portuale, saranno appositamente disciplinati con specifico provvedimento” (troverete il testo integrale sul sito http://perlacomunista.blogspot.com/). L’ordinanza risulta restrittiva rispetto la precedente del 2008 la quale prevedeva, nello steso periodo, la chiusura della sbarra dalle 22 alle 14 solo di sabato e domenica e nei giorni festivi e prefestivi. Naturalmente la scorsa estate la Porto Romano aveva cercato di eludere l’ordinanza chiudendo la sbarra tutti i giorni. Una manifestazione pubblica di protesta del Circolo PRC di S. Marinella aveva costretto la Porto Romano a rispettare l’ordinanza e ad alzare la sbarra. Quest’anno la Capitaneria di Civitavecchia si è prontamente adeguata alle aspettative della Porto Romano precludendo l’ingresso alle auto tutti i giorni. Mentre ci chiediamo quali saranno le prossime restrizioni a cittadini e villeggianti (e meno male che si doveva incrementare il turismo), l’assessore Marongiu ha indetto un concorso presso gli alunni della scuola media “Carducci” e del Liceo Scientifico “Galilei” sul nome dare al nuovo porto turistico. Con che autorità l’Assessore ha voluto coinvolgere gli scolari di S. Marinella ad una decisione che è solo politica? La Giunta Bacheca sta infatti testardamente perseguendo il progetto di espansione del porto con una procedura impugnata dalla minoranza presso il TAR, affidando alla porto Romano non solo la speculazione edilizia (10.200 mq residenziali), ma anche l’attuale darsena. Mentre si espropria la città dal suo porto e si interdice la cittadinanza dai suoi spazi, si strumentalizzano i ragazzi in una operazione di mera propaganda, facendo scegliere loro il nome del bene di cui, per volontà dello stesso Marongiu, non godranno.

Il Circolo del PRC di S. Marinella “Benedetti Michelangeli”

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Più di quà che di là

C’è tensione in maggioranza, provocata forse dall’esito infausto dei ricorsi contro l’esclusione della candidatura della lista del PdL, provocata forse dalla valanga di questioni irrisolte e che ora sembrano precipitare sulla scrivania del sindaco. C’è tensione in maggioranza, tutti aspettano l’esito del voto di fine marzo per potersi contare anche se ora, senza i propri candidati e senza l’appoggio della “nomenklatura” i politici locali dovranno dimostrare da soli di valere veramente. Questa tensione si legge anche nelle parole del sindaco, che tuonava in maniera disordinata e spropositata contro la minoranza, rea di aver impugnato davanti al Tar del Lazio la seduta di consiglio comunale del 28 dicembre scorso. Il prossimo 12 aprile il giudice amministrativo deciderà sulla sospensiva che la minoranza ha richiesto per bloccare l’efficacia della madre di tutte le delibere, quella sulla convenzione urbanistica relativa al porto di Santa Marinella. “Il sindaco di Santa Marinella è ormai in balia della sua stessa maggioranza e non perde occasione per accampare scuse a promesse che non riesce a mantenere”. Questo dice la minoranza in un comunicato, riferendo il discorso agli attacchi che da venerdì sera Bacheca sta facendo contro l’impugnativa. Il primo cittadino accusa di incoerenza i consiglieri di minoranza rei, secondo lui, di aver votato il piano quadro urbanistico della zona Quartaccia e poi aver impugnato davanti al Tar tutta la seduta consiliare, mettendone a rischio l’efficacia. “I consiglieri di minoranza, come tutti hanno potuto constatare, e come hanno dichiarato ogni qual volta c’è stata occasione, sono sempre stati favorevoli al “Piano della Quartaccia”, ed hanno votato nella seduta del 28 Dicembre la delibera relativa. Se, la città è nelle mani di un Sindaco, incapace di saper portare avanti un Consiglio Comunale ed ostaggio di alcuni membri della sua maggioranza, non è affare nostro : infatti, vorremmo chiedere al nostro Primo Cittadino, perché, per il Piano di Poggio Bellavista, approvato a Luglio del 2009, la delibera sulle zone di espansione non valeva? Perché a dicembre del 2009 la sua Giunta ha votato una delibera che istituisce il Piano Pluriennale di Attuazione, che, sempre per il Piano di Poggio Bellavista, non era necessaria, mentre per gli abitanti della Quartaccia è resa d’obbligo?Se, oggi il Sindaco, vuole trovare giustificazioni alla sua difficoltà di dare seguito al Piano della Quartaccia ad opera della sua stessa maggioranza non è colpa nostra. Cosi’ come è accaduto per il Piano di Poggio Bellavista, il Sindaco deve assumersi la responsabilità delle sue azioni, non si possono commisurare due pesi e due misure, le regole devono valere per tutti”. Per la minoranza la questione è soltanto politica e non tecnica perché sono stati adottati due comportamenti diversi per il medesimo tipo di atto. “Noi, invece, invitiamo, il Sindaco ,la sua maggioranza e “chiunque voglia vederci chiaro”, ad un Consiglio Comunale aperto da convocarsi nel piu’ breve tempo possibile, sul “Piano della Quartaccia”, in modo che veramente ci sia l’occasione di appurare chi veramente vuole portarlo a termine e chi sa solamente fare demagogia”.


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Il PD vuole il porto: lettera all’avvocato D’Amelio

In merito all’articolo apparso in questi giorni sui giornali, in cui si accusa il Consigliere Bianchi Andrea di “ terrorismo ambientale” e di voler ritardare l’ampliamento del porticciolo di Santa Marinella , il direttivo locale Pd , i tre consiglieri comunali Bianchi ,Mucciola ,Benci ,,dichiarano , per chi non lo avesse capito, di essere favorevoli all’ampliamento del Porto, poiché è sicuramente un volano per la ripresa economica cittadina . Questo punto è presente nel programma elettorale sia della Lista Mucciola a cui ha fatto parte il Consigliere Andrea Bianchi sia della lista del Pd. Il problema Caro Avv. D’Amelio nasce dal modo in cui la giunta Bacheca ha presentato al Consiglio Comunale del 28 dicembre alcuni punti all’ordine del giorno tra cui l’accordo di programma per l’ampliamento del porto. Lei ha presente sicuramente le miriade di carte che ha dovuto presentare ,ebbene i consiglieri Comunali di opposizione hanno ricevuto la convocazione il 23 dicembre 2009 dopo le ore 17,30.L’indomani ,il giorno 24, gli uffici hanno fatto l’orario corto essendo la vigilia di Natale e non è stato possibile avere documenti e tavole da visionare .Il giorno 25 è Natale ,il giorno 26 S.Stefano , il giorno 27 è stata domenica . Il 28 su richiesta delle minoranza e a poche ora dall‘inizio del Consiglio Comunale è stata convocata riunione dei Capigruppo dove hanno partecipato per la maggioranza l’assessore al porto Venanzo Bianchi e il capogruppo Maggi . I capigruppo di minoranza Mucciola-Rocchi-Fronti facevano notare l’ impossibilità di poter affrontare i 14 punti all’ordine del giorno ed in particolare il punto riguardante il porto , questo molto delicato poiché non si trattava di una normale delibera ma di un accordo di programma .La riunione dei capigruppo si concludeva con l’impegno di rimandare la trattazione di alcuni punti tra cui il porto ad un successivo Consiglio. Arriviamo ora alle sera del Consiglio Comunale iniziato con la trattazione dei punti più semplici e con l’impegno di una breve sospensione per definire quello che si era deciso nel pomeriggio per lo spostamento dei punti più delicati . Nella riunione dei capigruppo erano presenti Mucciola -Rocchi -Fronti e per la maggioranza il vice-Sindaco Fratturato e l’assessore Bianchi Venanzo ,non era presente il capigruppo Maggi che si rifiutava . Il vice Sindaco Fratturato annunciava ,con lo stupore delle minoranze , che sarebbero stati trattati tutti i punti all’ordine del giorno ,compreso il porto . Alle accese e forti rimostranze delle minoranze il consigliere Fratturato ribadiva fortemente la volontà di disattendere un impegno preso e la necessità di andare avanti . Ai consiglieri di Minoranza non rimaneva che abbandonare l’aula . Uscite le minoranze , la maggioranza con l’assenza di due consiglieri , in piena notte e con pochissime persone presenti approvava una serie di emendamenti alla delibera del porto snaturando la proposta pervenuta di accordo di programma. Ancora oggi non sappiamo se la Porto Romano ha accettato le modifiche emendate. La commissione speciale Porto ,nel frattempo non è stata convocata e non c è stato il confronto con la popolazione tanto sbandierato e promesso dal Sindaco Bacheca .Per questi motivi i consiglieri Pd e tutti gli altri consiglieri di minoranza hanno presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del Consiglio del 28 dicembre 2009 . Ci dica Caro Avvocato perché non ha mai chiamato la minoranza che rappresentano il 63% dei cittadini per illustrare l’ accordo di programma ? Perché la maggioranza ha agito come sopra descritto ? Cosa cambiava in un ritardo di tre giorni nell’approvare un atto così importante, forse votato all’unanimità e non con una maggioranza striminzita di 11 consiglieri? Perché come Lei afferma nella lettera “ i Sindaci Ricci , Bordicchia ,Tidei hanno speso soldi dei contribuenti per chiedere l’ annullamento dell’atto di concessione? L’unico Sindaco capace è stato Bacheca , solo Lui vuole il bene di Santa Marinella , cosa che non ci crede nessuno . Tutti gli altri sono incapaci compresi gli attuali consiglieri di minoranza, che non vogliono che un piccolo porto di interesse militare ,com’ è il nostro, si trasformi in un grande porto turistico . Caro Avvocato ,questi sono i fatti , si faccia un esame di coscienza ,forse qualche errore in questi anni lo ha commesso ma nel frattempo qualche utile lo ha ricavato.

Il Partito Democratico di Santa Marinella


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Fine della storia, brutta storia

Il 28 dicembre, a notte inoltrata, la maggioranza Bacheca ha approvato l’accordo di programma con la Porto Romano. L’approvazione è avvenuta in solitudine e senza alcun dibattito, visto che l?opposizione compatta ha

abbandonato l’aula per protesta. La commissione consiliare sul porto, richiesta il 7 luglio 2008 (un anno e mezzo fa) fu approvata in virtù dell’impatto che la grande opera avrebbe comportato. L’ampliamento fino a tre volte del porto coinvolge l’unica spiaggia libera in area urbana, la foce di due fossi, in assenza di un piano particolareggiato della costa e persino di un piano di viabilità. La commissione consiliare sul porto aveva lo scopo di coinvolgere la città nell’eterna diatriba tra Comune e società Porto Romano, restituendo ai

cittadini facoltà di decisione su un bene di loro proprietà, sottrattogli in maniera truffaldina dal losco decreto Dini.

Invece non solo la commissione ma l?intera opposizione non ha potuto accedere a nessuno degli atti che un progetto da trenta milioni di euro dovrebbe fornire in grande (e particolareggiata) copia. Gli emendamenti del Comune non sono stati resi disponibili nemmeno alle associazioni di diportisti interessate, le quali per conoscerle hanno aspettato la relazione in consiglio di Venanzio Bianchi fino all’una e trenta di notte.

L’ultimo atto di assoluta sudditanza dei nostri amministratori alla Porto Romano è stata consumato.

Il PRC ha, nell’ordine, sostenuto l’illegittimità del Decreto Dini, l’importanza di restituire il Porto agli enti pubblici competenti (Regione Lazio e Comune di S. Marinella) con un ricorso alla corte costituzionale; la necessità di pianificare un ampliamento (molto più modesto) con strumenti urbanistici trasparenti e razionali (piano della costa, piano del centro), registrando le reali necessità della città; l’urgenza di una VIA, visto il coinvolgimento dei fossi. Nessuna di queste opzioni è stata accolta, né dalla Regione né dal Comune.

Come la consigliera Rocchi ha giustamente ricordato, la società Porto Romano (non interessata all’ampliamento del porto ma solo al lucro sull’esistente) si è ben guardata dal portare aventi la convenzione originaria: ha preteso un accordo di programma in cui la fetta al privato fosse molto più appetitosa (ci sono infatti, ad esempio, i residence, non previsti dall’originaria convenzione). Ricordiamo la Porto Romano non ha ottemperato ad alcuno degli impegni sottoscritti e non ha precluso l’accesso al porto ai cittadini solo perché quest’ultimi hanno fatto la voce grossa, nel silenzio ossequioso del Sindaco. Anche lunedì, in Consiglio Comunale, l’Assessore Venanzo Bianchi (con delega al porto) non ha mancato di sottolineare l?impotenza del Comune rispetto alla Porto Romano e la necessità che la città ha dell’opera, futuro volano dell’economia locale (che però fino ad oggi non ha creato nemmeno mezzo posto di lavoro).

La città non è stata difesa, visto che persino l’avvocato del Comune è pagato dalla Porto Romano, e non è stata tutelata nemmeno nell’atto finale dell’iter, sottraendo all’opposizione quell’azione di controllo che poteva garantire all’accordo maggiore trasparenza.

La brutta storia del porto si conclude ingloriosamente, come ingloriosamente è cominciata. Vista l’alta probabilità che società Porto Romano porterà avanti le infrastrutture meno costose e più redditizie, affidando a valenti avvocati il compito di trovare i cavilli che impediscano quei famosi grandi investimenti infrastrutturali, che l’Assessore Bianchi fiduciosamente annuncia e attende da anni, bisogna continuare a vigilare su questa storia, tipicamente italiana.

Il Circolo del PRC di S. Marinella “Benedetti Michelangeli”


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Santa Marinella come Venezia: costruiremo sull’acqua.

Il Consiglio Comunale ha ratificato lunedì sera la convenzione urbanistica riguardante l’ampliamento del porticciolo turistico di Santa Marinella. Il voto, compiuto dai soli consiglieri di maggioranza con l’assenza di Emanuele Pepe e Giovanbattista Boelis, è avvenuto tra le molte polemiche sollevate dai consiglieri comunali di minoranza. Aveva aperto la questione Stefano Massera chiedendo alla maggioranza di ritirare alcuni punti all’ordine del giorno. “Vogliamo fare un’opposizione seria – ha dichiarato – questo è un dispettuccio” riferendosi alla polemica montata nei giorni precedenti e relativa alla consegna delle convocazioni del consiglio proprio a cavallo delle feste natalizie, cosa che ha materialmente impedito ai consiglieri di minoranza di prendere visione degli atti relativi alle delibere all’ordine del giorno, atti peraltro approntati solo poche ore prima di andare in aula. “La delibera del porto richiede un confronto serio con la parte di città che ci ha votati”. Quindi sembrava che la seduta potesse comunque svolgersi secondo un copione improntato a ragionevolezza e reciproca disponibilità. Il sindaco aveva chiesto di iniziare la discussione sull’ordine del giorno e di convocare una riunione volante dei capigruppo non appena giunti al primo dei punti da rimandare a nuova data. All’improvviso la sterzata. Le posizionid ella maggioranza si sono irrigidite, forse la fronda interna che in questi giorni stava montando come un’onda marina è stata ricondotta nei ranghi. Fatto è che nel giro di un paio d’ore le aperture del sindaco e dei suoi ai ragionamenti dei consiglieri di minoranza sono improvvisamente sparite. Si sarebbe continuata incondizionatamente la seduta. Strepiti del pubblico, vero protagonista anche nel cuore della notte e vivaci proteste dei consiglieri che si sono sentiti frodati. Le voci di un possibile rinvio si erano diffuse, quasi come un copione intendente ad inquinare le anime, già dal primo pomeriggio. Ha preso la parola Massimiliano Fronti. “Avete paura del confronto. – ha esordito apostrofando così la maggioranza – avete paura di darci gli atti o non sono mai completi? La parte documentale relativa alla delibera sul porto è composta da 21 elaborati grafici. Quella sul project financing per la nuova sede comunale non era ancora pronta nemmeno stamattina. Abbandonerò il consiglio e lo faccio a malincuore, ma mettetevi voi nei nostri panni”. Il sindaco Bacheca ha replicato che gli atti erano a disposizione. “Possiamo discutere con gli atti che abbiamo a disposizione adesso” ha detto il primo cittadino ma evidente era la differenza tra il fascicolo di fronte al segretario comunale, alto più di un palmo, e i pochi fogli dentro le cartelline di consiglieri ed assessori. Andrea Bianchi, presidente della commissione speciale sul porto ha reclamato la mancanza di un passaggio degli atti nella sua commissione. Anche Paola Rocchi ha attaccato il sindaco. “Noi abbiamo bisogno di parlare con lei. Il testo della delibera sul porto sembra scritto dall’avvocato D’Amelio e non dal Comune di Santa Marinella. Le delibere sono tutte da vedere e da confrontare”. Per Carlo Mucciola il problema dell’approvazione ha una veste di responsabilità da non sottovalutare. “Presenteremo immediatamente una denuncia alla Corte dei Conti. Sono convinto che su queste delibere ci saranno da pagare molti danni e non voglio che a turare fuori soldi siano i cittadini ma solo i consiglieri comunali che le approvano”. Particolarmente sentita, anche dal pubblico che ha rumoreggiato e sottolineato con caldi applausi gli interventi dei consiglieri di minoranza è stata la conclusione di Massimiliano Fronti. “la data di oggi segna uno spartiacque, da oggi non ci sarà più una minoranza ma soltanto un’opposizione”.

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Prima del Consiglio i documenti, o no?

Quattordici punti all’ordine del giorno, tra cui due fondamentali e strategici per il presente ed il futuro della città, ossia l’ampliamento del porto e il project financing per la sede comunale. Questo in sintesi è ciò ci aspetta nel corso del prossimo consiglio comunale, che è stato convocato oggi, 23 dicembre, per lunedì 28.

Noi consiglieri di minoranza intendiamo denunciare senza mezzi termini e senza scusanti il comportamento arrogante a antidemocratico della maggioranza. Il sindaco Bacheca, il presidente del Consiglio Rossanese, il capogruppo Maggi, tutti gli Assessori in giunta e tutti i consiglieri di maggioranza, (compresi quelli che solitamente hanno l’unico compito di alzare la mano) hanno volutamente ignorato che domani è Natale, dopodomani Santo Stefano, e quindi seguirà una domenica, che non ci sarà copertura giornalistica, che le tipografie saranno chiuse, che saranno chiusi tutti gli uffici comunali fino a lunedì prossimo, che sarà impossibile alle forze di minoranza non solo esaminare compiutamente i documenti, ma soprattutto organizzare momenti di confronto con i cittadini soprattutto relativamente all’ampliamento del porto, che presenta un progetto diverso da quello per cui la Porto Romano ha ricevuto le autorizzazioni. Progetto che naturalmente nessuno ci ha fatto visionare nella sua definizione ultima.

L’unica cosa chiara è che tale approvazione del progetto non seguirà le procedure solite e consolidate, ma viene proposto in accordo di programma. Il che significa una trattativa a due, Porto Romano da una parte e amministratori dall’altra, cose da chiedere e cose da concedere fuori dagli strumenti urbanistici vigenti. Una specie di trattativa privata soprattutto perché i cittadini, quelli rappresentati dalla minoranza ma anche tutti gli altri, resteranno privi di qualsiasi strumento di comprensione e di partecipazione.

Una convocazione del genere, senza riunioni preliminari indette per tempo, appare un vero e proprio schiaffo alla città, alla decenza, e alla buona creanza, un dispetto organizzato ad arte non solo contro la minoranza (di cui evidentemente si ha paura), ma contro la storia e il futuro di Santa Marinella.

I Consiglieri Comunali di minoranza

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L’ultimo consiglio, gli ultimi fuochi…artificiali

Lungo elenco di argomenti all’ordine del giorno per l’ultimo consiglio comunale del 2009. Domani alle 21, solito posto e cioè presso la biblioteca comunale di via Aurelia, l’ultima seduta dell’anno presenta un menù di ben quattordici punti, quasi come se il presidente del consiglio Rossanese abbia voluto vuotare i cassetti della sua scrivania in previsione delle pulizie di fine anno. Tra ratifiche, regolamenti e prassi burocratiche varie alcuni argomenti sono veramente importanti ed avrebbero meritato migliori attenzioni. Mettere al settimo punto dell’ordine del giorno la questione del piano di lottizzazione del rione Quartaccia ed iniziare il consiglio comunale alle 21 può essere una contraddizione in termini se si ha presente l’attenzione che i cittadini del rione, molti dei quali sono a che proprietari di piccoli lotti che da un momento all’altro potrebbero diventare edificabili, alla tarda ora potrebbe scemare. Nulla di che, naturalmente, non c’è niente di epocale da scrivere e programmare. L’assessore all’urbanistica Grimaldi aveva promesso, tempo fa, in una rionione organizzata dallo stesso rione, un’attenzione particolare dell’amministrazione sullo sviluppo urbanistico della zona, impegnandosi anche a presentare la questione nel primo consiglio comunale utile. Da allora questa è la terza seduta ed all’ordine del giorno c’è soltanto il recepimento delle osservazioni degli uffici urbanistici regionali. Nella riunione si era anche parlato di un impegno dell’amministrazione a sostenere, anche economicamente, l’incarico ad un tecnico per replicare alla regione, non perfettamente allineata con i desiderata dei lottisti. Di questo in consiglio comunale domani non si parlerà, ma per ora e per l’amministrazione comunale non è un problema. Sembra che tutto sia pronto e che ogni decisione sia presa invece per l’ampliamento del porticciolo. Ad essere precisi non è questo l’argomento all’ottavo punto dell’ordine del giorno. Si parla di delega al sindaco per la sottoscrizione di un accordo di programma e si sita l’articolo 34 del Testo Unico degli Enti Locali che invece dice tutt’altra cosa. Secondo la norma l’accordo di programma deve passare in consiglio comunale soltanto per ratificare la convenzione urbanistica sottostante e dare l’assenso alla variante di piano regolatore relativa. Perché forse in questo è il “busillis”, nella quantità di cemento che dovrebbe andare a finire sul bacino portuale. Per il resto l’ampliamento dello scalo peschereccio e turistico cittadino non ha bisogno di altro che della volontà del titolare della concessione di partire con i lavori senza sentire più né il sindaco né il consiglio comunale. Secondo la legge la variante deve essere ratificata dal consiglio comunale entro trenta giorni dalla sua approvazione in conferenza dei servizi. Questi passaggi, purtroppo, on siamo riusciti a seguirli. La giunta comunale, tempo fa, aveva nominato su richiesta di un associazione di utenti del porto, un legale di Roma, anche lui utente, per fungere da osservatore in questo fitto scambio di carte. L’avvocato non fu più interpellato e se ne piccò aspramente,m senza sapere che la stessa mano che lo aveva delegato poi gli ha tolto a sua insaputa la procura. Fatti tipicamente santamarinellesi che forse proprio domani sera, in pubblica seduta, potranno finalmente mostrare la loro trama anche al pubblico dei semplici cittadini. Colpo di scena invece per la vicenda del project financing per la costruzione del nuovo municipio cittadino. Il consiglio comunale probabilmente dichiarerà estinta la procedura per carenza di uno dei requisiti contrattuali. Nel tempo il finanziamento regionale di 2,5 milioni di euro, più volte reiterato, è venuto meno. Pertanto secondo l’amministrazione comunale il project non ha ragione di esistere. Il capitolo però non si chiuderà facilmente qui: la società promotrice dell’opera non sarà sicuramente d’accordo ed ha già preannunciato una forte battaglia legale alla quale l’amministrazione comunale si è dichiarata già pronta.

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Il Porto non parte se una parte tira più dell’altra parte

“Abbiamo il sospetto che il Consiglio Comunale possa essere indotto ad approvare una Convenzione Urbanistica che serva a trasformare un opera di rilevante pubblico interesse in opera di mero interesse privato e speculativo”. Questo il motivo conduttore dell’assemblea organizzata ieri sera in centro città dall’associazione mare Nostro, sodalizio che riunisce gli utenti per diletto e quelli professionali del porto turistico di Santa Marinella. I promotori dell’assemblea segnalano un silenzio particolarmente preoccupante da parte dell’amministrazione comunale che, sollecitata ad un incontro, è rimasta sorda alle loro richieste. L’incontro avvenuto a luglio, l’ultimo, tra l’associazione l’assessore Bianchi ed il sindaco Bacheca aveva fatto recepire agli amministratori tutte le osservazioni formulate dall’associazione, tutti i giorni in prima linea nel bacino portuale. “In tale occasione — dice il portavoce dell’associazione – l’assessore ci assicurò, formalmente, che la stipula della Convenzione Urbanistica sarebbe stata condizionata all’accettazione di dette richieste da parte della Società Porto Romano.” Da allora nulla né è stato consentito all’avvocato Varanini, delegato dell’associazione, la sua pur riconosciuta funzione di “osservatore alla elaborazione degli atti”. Insomma l’associazione denuncia un atteggiamento più che apertamente ostile potremmo dire assolutamente in trasparente. Le ostilità le ha aperte invece la società concessionaria, la Porto Romano, come denunciato più volte dagli stessi diportisti oltre ad un progressivo deterioramento del servizio. “Non si tratta soltanto dell’ordinario — dice ancora il portavoce dell’associazione – ma viviamo in uno stato di persistente inadempienza rispetto alle previsioni del Regolamento Portuale e dell’Atto di Concessione quali ad esempio quelle relative alla presenza del sistema di smaltimento dei liquidi organici e di sentina , alle panne antinquinamento del porto , alla insufficienza strutturale e dimensionale dei servizi igienici , alla sicurezza pubblica in relazione all’uso non coordinato ed organizzato della gru fissa in prossimità del distributore carburante , alla pericolosità dello scivolo di alaggio e varo , alla collocazione fuori norma del citato distributore in relazione agli ormeggi , alle riscontrate e periziate crepe sui muri della vasca di alaggio , all’uso improprio di alcuni boxes distratti illegittimamente dalla loro destinazione ad uso di servizio per l’attività dei pescatori , all’abusività dei manufatti in legno destinati agli uffici della Porto Romano oltre che alla sede del Circolo Nautico Guglielmo Marconi nonché alla guardiania dell’accesso carrabile al porto, al mancato rispetto della normativa concernente il numero e l’attribuzione dei posti auto , alla violazione delle prescrizioni in materia di disponibilità di ormeggi per il transito , alla carente illuminazione delle banchine . Per non parlare , poi , dell’utilizzo dell’area sottostante il Castello Odescalchi per la sosta di carrelli con imbarcazioni contro il parere formalmente espresso dal competente Ufficio delle Belle Arti , della praticata sperequazione delle tariffe tra utenti che sta creando crescenti malumori, nonché del perdurante abbandono nel degrado dell’area di arenile in concessione oltre il molo di sottoflutto “. Può esserci un qualcosa in più, rispetto a quanto lamentato per anni? Secondo l’associazione la risposta non può essere che affermativa. “Temiamo che la situazione generale su illustrata ed il comportamento dell’Amministrazione Comunale siano indizi da un lato di un’avvenuta e nascosta conciliazione di interessi tra le parti in trattativa disattendendo quei “punti salienti” che l’Amministrazione aveva formalmente fatto proprie e dall’altro dell’intenzione da parte della concessionaria di dismettere tale suo ruolo in favore di terzi una volta ottenuta una favorevole Convenzione Urbanistica” dicono dall’associazione sottolineando come un’ipotizzata concessione di cubatura ad uso residenziale all’interno dell’area portuale non sia prevista nell’originario atto d’accordo, quello sulla base del quale fu assegnato il porto ad un concessionario anni fa. Cosa chiedono i diportisti? Atti, documenti ed un pochino di voglia di lavorare da parte degli assessori preposti e dello stesso sindaco Bacheca. “il nostro timore principale è che tutto torni sotto silenzio ed all’improvviso il consiglio comunale vada ad approvare un mostro giuridico che farà gli interessi di una soltanto delle parti in campo”


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Chi tanto abbaia non sempre morde, lo dice Mare Nostro

La lettura che l’associazione di utenti del porto Odescalchi “Il Mare Nostro” da degli ultimi avvenimenti occorsi intorno allo scalo è attenta e molto profonda. In un volantino recentemente diffuso, sotto la scritta “lettera aperta” sciorinano un’analisi cruda e spietata quanto realistica dei fatti. Per riassumere intendono dire che tutto l’andare e venire di atti e dichiarazioni di intenti è soltanto, a parer loro, una pantomima tra l’amministrazione del Comune di Santa Marinella e quella della Società Porto Romano. Infatti, dopo aver prodotto una brevissima e documentata cronistoria, agganciano il loro ragionamento a due fatti importanti. La società Porto Romano ha presentato all’amministrazione comunale un programma di lavori di ampliamento che necessitano di nulla osta regionali in quanto diversi da quelli già approvati dallo stesso ente. Questi accordi sono relativi anche alla costruzione di una importante volumetria di edifici a destinazione residenziale da edificare nell’ambito portuale. Invece, secondo fatto determinante, quando la Società minaccia di agire per l’ottemperanza delle sentenze amministrative già “guadagnate” a suo favore non bisogna dimenticare che queste sono relative agli atti prodromici al primo progetto di sviluppo del Porto. Quindi l’associazione “Il Mare Nostro” ha tentato di mettere sull’avviso tutti i cittadini e gli utenti del porto considerando che secondo loro ben difficilmente la Società Porto Romano potrà azionare accordi meno favorevoli di quelli che sta tuttora trattando con l’amministrazione comunale. Rimane in piedi la questione dei canoni di ormeggio, quella che forse sta più a cuore di tutte all’associazione degli utenti. Quella comunque è un’altra guerra, forse anche questa una guerra tra sordi, dove a rimetterci sono sempre gli incolpevoli utenti.


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Se ne sono accorti anche i diportisti: l’acqua del porto non fa le onde

A distanza di circa un anno dalla ripresa dei contatti tra Concessionaria e Comune per addivenire alla definizione degli accordi urbanistici e di collaborazione necessari per iniziare gli interventi di ampliamento dell’area portuale e per disciplinarne le attività, non è dato conoscere, da parte della cittadinanza e degli utenti, quali siano stati i progressi concreti nelle trattative e quali possano essere i tempi certi di realizzazione dell’ampliamento.

L’Amministrazione Comunale, solo a seguito di ripetute richieste, ha fornito alcuni chiarimenti sugli argomenti in oggetto ed ha ribadito la volontà di mantenere quello spirito di reciproca costruttiva collaborazione che ha caratterizzato i rapporti con questa ASSOCIAZIONE, per il rilancio del progetto di ampliamento del Porticciolo purchè rispettoso delle esigenze degli utenti e delle utilità, particolari e generali, della cittadinanza.

In particolare, l’Amministrazione Comunale ha illustrato ai nostri rappresentanti, quelle che sono le linee guida ed i contenuti irrinunciabili da recepire nella Convenzione Urbanistica e nel nuovo Accordo di Collaborazione con la Concessionaria, atti entrambi in via di preparazione, fornendoci i documenti ufficiali già presentati .

Rilevata, tuttavia, la mancanza, a tutt’oggi, di ogni pubblica iniziativa di informazione sullo stato della “VERTENZA PORTO”, riteniamo doveroso richiedere, con la presente, un preciso e completo rendiconto su alcuni essenziali aspetti della stessa che direttamente riguardano gli interessi dei nostri associati e nel contempo organizzare l’Assemblea del prossimo 11/7/2009, come strumento di informazione generale ed occasione per avere dal Comune e dalla Concessionaria la diretta illustrazione delle loro rispettive posizioni.

A) Chiediamo, innanzi tutto, che Comune e/o Società Porto Romano forniscano pubblica informazione, a mezzo di comunicato ufficiale, sullo stato delle trattative per la Convenzione Urbanistica nonché sullo stato del procedimento della conferenza dei servizi, promosso o da promuovere presso la Regione Lazio, al fine di consentire le necessarie varianti all’attuale P.R.G, oltre ad indicare, con chiarezza e responsabilità, i tempi certi di realizzazione dell’ampliamento portuale oggetto del provvedimento concessorio n° 71/2003. Conseguentemente chiediamo che l’accordo di cui alla delibera di Giunta Comunale dell’11/7/2008, da considerarsi risultato concreto anche delle iniziative della scrivente Associazione, sia formalmente confermato da parte del Comune e della Porto Romano, per assicurare il blocco di tutte le tariffe per tutto il periodo necessario all’esecuzione dei lavori di ampliamento dell’area portuale.

B) Rileviamo, poi, che nessun progresso, hanno fatto registrare i rapporti tra Concessionaria e Comune in relazione alla ridefinizione degli Accordi di Collaborazione già presi nell’aprile e dicembre 1997 ed aventi ad oggetto la ricognizione delle esigenze di uso pubblico e privato nonché di utilità sociale da garantire da parte della Società Porto Romano nelle gestione della concessione per la ristrutturazione ed ampliamento dell’area portuale.

A tal proposito la scrivente aveva formulato una sua proposta di Nuovo Accordo di Collaborazione, inviata nel luglio 2008 alla Porto Romano ed al Comune che teneva conto anche delle particolari esigenze del periodo cosiddetto transitorio e cioè sino al completamento dei lavori di ampliamento.

Più in particolare e con riferimento alle Associazioni Nautiche storicamente presenti ed operanti nell’area portuale , avevamo proposto al punto 5 – C (pagine 12 – 14 del testo) che durante detto periodo transitorio, le citate Associazioni potessero disporre di uno spazio comune idoneo per il rimessaggio delle derive e dei mezzi di assistenza, di proprietà o di uso esclusivo delle stesse, per l’attività di scuola vela e degli altri sports nautici previsti nei rispettivi statuti.

Orbene, a tutt’oggi, nessuna intesa ci risulta sia stata presa per garantire alle Associazioni il diritto di svolgere la propria attività usufruendo, nei limiti suddetti, dell’area portuale.

L’Amministrazione Comunale, in particolare, pur avendo censito , a mezzo di pubblico avviso, le Associazioni interessate allo svolgimento di attività nell’area portuale per la stagione 2009, non ha ancora dato corso alcuno alle domande ricevute né ha fornito direttive per garantire, in qualche modo, lo svolgimento delle attività proposte dalle Associazioni interessate.

Richiediamo, pertanto, che sia dato urgente riscontro alla presente, mettendo le Associazioni in condizioni di poter effettuare una sicura programmazione della propria attività pur a stagione estiva ormai in pieno svolgimento.

C) Prendiamo atto, altresì, dell’avvenuta approvazione, con la DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N° 44 del 29/4/2009, delle graduatorie per l’assegnazione dei posti barca a tariffa agevolata riservati ai residenti.

D) Non possiamo non rilevare, tuttavia, che il punto 3) della DETERMINAZIONE subordina l’effettività delle assegnazioni alle disponibilità dei posti all’interno dell’area portuale in concessione alla Società Porto Romano S.p.A. e quindi subordina il diritto dell’assegnatario all’arbitrio della Concessionaria .

Poiché questo aspetto della DETERMINAZIONE contraddice gli impegni pubblicamente presi dalla stessa Amministrazione Comunale, chiediamo:

1) che sia determinato sin da subito il numero totale prevedibile dei posti riservati alle graduatorie una volta completato l’ampliamento del porto;

2) che sia determinato il programma per la progressiva effettiva assegnazione annuale dei posti agli aventi diritto (per ogni categoria) sino al completamento dei lavori ampliamento del porto e sino ad arrivare all’assegnazione dei posti previsti a regime;

3) che sia riaffermato chiaramente il carattere “aperto” e “permanente” delle graduatorie con indicazione dei termini temporali per la presentazione annuale delle nuove domande.

E) In occasione dell’incontro con l’Amministrazione Comunale, questa Associazione ha potuto rilevare, con soddisfazione, che quest’ultima ha fatto suoi molti dei punti più qualificanti contenuti nella nostra proposta di Nuovo Accordo di Collaborazione del luglio 2008, come quelli relativi ai diritti dei residenti, al blocco di tutte le tariffe sino ad ampliamento avvenuto ed alla tutela dell’attività delle Associazioni storicamente presenti nell’area portuale e di quella dei gestori delle attività cantieristiche e commerciali.

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Fermo restando quanto illustrato ai punti che precedono, resta il fatto che devono ancora essere sottoscritti, oltre che redatti, gli Atti (Convenzione Urbanistica ed Accordo di Collaborazione) che dovranno sancire il pieno riconoscimento delle istanze di cui l’Associazione “IL MARE NOSTRO” ed, in parte, l’Amministrazione Comunale, si sono fatte portatrici.

Ed è proprio per raggiungere l’ottenimento di questo obbiettivo che continueremo ad operare assicurando il continuo controllo su tutti gli aspetti, anche di legittimità, concernenti le intese urbanistiche tra Porto Romano, Comune e Regione;

Ci riserviamo, poi, se necessario, di sottoporre al vaglio della Regione Lazio, in forza della sua esclusiva e funzionale competenza in materia, la valutazione della reale valenza socio/economica del progetto di ampliamento dell’area portuale, oggetto della concessione n° 71/2003, che, sino ad oggi ancora non garantisce la salvaguardia delle esigenze di pubblico uso storicamente presenti né assicura il raggiungimento delle utilità sociali connesse con una siffatta rilevante opera.

Conseguentemente, e se costretti, richiederemo alla Regione Lazio anche l’emissione di tutti provvedimenti ritenuti più opportuni per assicurare la salvaguardia di tali ricordati interessi pubblici ed utilità sociali, ivi compresa, in caso di palese negazione di questi ultimi e quindi di inadempimento della Concessione n° 71/2003, ogni azione atta a rivedere il provvedimento concessorio a suo tempo emesso da un soggetto, Ministero dei Trasporti, che, come a tutti ben noto, era privo della necessaria attribuzione di competenza.

Per informare e dibattere sulle questioni ricordate e su altre ancora, la scrivente invita gli Enti in indirizzo, gli associati e la cittadinanza all’Assemblea Pubblica che si terrà in data 11/7/2009 alle ore 18,00 presso il Porticciolo di Santa Marinella.

 

A S S O C I A Z I O N E “ IL MARE NOSTRO “


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