Una nave senza nocchiero

In assenza del Sindaco Bacheca e del Presidente del Consiglio Rossanese, il 26 agosto si è riunita una surreale seduta di consiglio dopo tre mesi di latitanza (l?ultimo consiglio comunale risale al 28 maggio, interamente dedicato alla ratifica di precedenti delibere).

Le interrogazioni della minoranza, presentate tra il dicembre 2009 e il gennaio 2010 sono finalmente comparse nell?Odg ma in coda, dopo nove mesi di silenzio. E? stato richiesto dai consiglieri di minoranza il rispetto del regolamento, proposto dalla stessa maggioranza, che prevede la risposta alle interrogazioni entro trenta giorni in apertura di seduta consiliare. La richiesta non è stata accolta ed il regolamento è stato allegramente disatteso. E? stato inoltre fatto notare dalla minoranza che le commissioni consiliari, costituite per lavorare sui problemi più significativi della città, vengono disertate dalla maggioranza per cui esse non si riuniscono.

Si è poi proceduto ad approvare: 31 variazioni di bilancio (approvato con grande ritardo, grazie alla proroga Maroni, solo a maggio), la costituzione della nuova commissione tributaria antievasione imposta dal governo (salvo poi specificare a voce che si sarebbe fatto in modo di non costituirla), un nuovo, farraginoso, regolamento comunale per i lavori in economia. Si è inoltre annunciato (sarà la quinta volta) l?inizio dei lavori per l?ampliamento del ponte tra via Rucellai e via IV Novembre (il cosiddetto ?ponte dei carabinieri”). Era ormai l’una e mezza quando si è finalmente giunti alle interrogazioni della minoranza, che sono state nuovamente rinviate.

In piena sintonia con quanto avviene a livello nazionale, chi governa (con il 30% dei consensi) si comporta come un potere insindacabile: approva regolamenti che calpesta e leggi di bilancio che disattende, istituisce commissioni a cui non partecipa.

Assistiamo non solo pressappochismo ed inefficienza ma anche lo svuotamento di un patto democratico, l?umiliazione dell?assemblea elettiva e del lavoro, sempre più demotivato, dei tecnici comunali. Dopo un’estate tra le più sciatte che si ricordino, in una situazione di abbandono della città tra sporcizia e mare inquinato, il lungo silenzio istituzionale non viene rotto da questo consiglio comunale, né ci fa sperare in un futuro migliore.

Circolo del PRC di S. Marinella Benedetti Michelangeli


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PRC risponde alla Asl: Bacheca come Tidei

La risposta della ASL alle nostre osservazioni sui 9000 euro per l’affitto dei locali a Valdambrini, mal serviti da un punto di vista dei collegamenti e forse non idonei ad essere utilizzati come ambulatori, non entra nel merito della questione sollevata ma si limita ad addossare agli amministratori precedenti la responsabilità della decisione. Ci si risponde che essa non può essere cambiata senza rischiare il pagamento di penali ma non si fuga il dubbio sul danno ai contribuenti. Ci si chiede, inoltre, dov’era il PRC di S. Marinella nel 2007, quando le scelte sugli affitti (allora si parlava di vendita alla ASL degli stesi locali) venivano fatte. Siamo ben felici di rispondere che nel 2007 l’attuale centro commerciale di Valdambrini era un cantiere che il PRC ha cercato di osteggiare in ogni modo, denunciando alla Procura che agli Enti Locali competenti il mancato rispetto delle ordinanze e normative sulla sicurezza del cantiere, la tombatura del fosso, il mancato rispetto della VIA dell’ecomostro e la sua pericolosa vicinanza alla scuola elementare (minacciata dalla gru, dalle polveri e dal continuo passaggio di automezzi). Abbiamo denunciato il sequestro di un intero quartiere bloccato dal traffico dei camion e poi, ad opera finita, abbiamo raccolto firme sul problema alla viabilità indotto dal centro commerciale. Tutte le diffide sono state cestinate dall’impresa costruttrice e dagli amministratori locali come fossero carta straccia. Poi l’amministrazione comunale è cambiata ma non la politica verso la TREDDI, portata avanti da Tidei così come da Bacheca. Ci pare che lo stesso sia avvenuto per la ASL, la cui amministrazione è cambiata ma si persevera nelle decisioni prese, anche se sospette di sperperare denaro pubblico, prendendosela con chi le denuncia.

Circolo PRC “Benedetti Michelangeli”  S. Marinella


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Il Porto abbassa la sbarra

Il PRC di S. Marinella esprime il suo più totale disappunto verso la nuova ordinanza dell’11.06.2010 della Capitaneria del porto di Civitavecchia, la quale recita testualmente all’art. 1: “Le sbarre di accesso al porto di Santa Marinella rimangono chiuse dal 1 giugno al 30 agosto tutti i giorni, dalle ore 22.00 alle ore 14.00 del giorno successivo. Ulteriori periodi ed orari di chiusura in occasione di manifestazioni veliche o altri eventi con elevato afflusso veicolare e pedonale in ambito portuale, saranno appositamente disciplinati con specifico provvedimento” (troverete il testo integrale sul sito http://perlacomunista.blogspot.com/). L’ordinanza risulta restrittiva rispetto la precedente del 2008 la quale prevedeva, nello steso periodo, la chiusura della sbarra dalle 22 alle 14 solo di sabato e domenica e nei giorni festivi e prefestivi. Naturalmente la scorsa estate la Porto Romano aveva cercato di eludere l’ordinanza chiudendo la sbarra tutti i giorni. Una manifestazione pubblica di protesta del Circolo PRC di S. Marinella aveva costretto la Porto Romano a rispettare l’ordinanza e ad alzare la sbarra. Quest’anno la Capitaneria di Civitavecchia si è prontamente adeguata alle aspettative della Porto Romano precludendo l’ingresso alle auto tutti i giorni. Mentre ci chiediamo quali saranno le prossime restrizioni a cittadini e villeggianti (e meno male che si doveva incrementare il turismo), l’assessore Marongiu ha indetto un concorso presso gli alunni della scuola media “Carducci” e del Liceo Scientifico “Galilei” sul nome dare al nuovo porto turistico. Con che autorità l’Assessore ha voluto coinvolgere gli scolari di S. Marinella ad una decisione che è solo politica? La Giunta Bacheca sta infatti testardamente perseguendo il progetto di espansione del porto con una procedura impugnata dalla minoranza presso il TAR, affidando alla porto Romano non solo la speculazione edilizia (10.200 mq residenziali), ma anche l’attuale darsena. Mentre si espropria la città dal suo porto e si interdice la cittadinanza dai suoi spazi, si strumentalizzano i ragazzi in una operazione di mera propaganda, facendo scegliere loro il nome del bene di cui, per volontà dello stesso Marongiu, non godranno.

Il Circolo del PRC di S. Marinella “Benedetti Michelangeli”

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Treddì trasloca la Asl

La ditta edile TREDDI ha inviato una sorta di sollecito alla ASL a trasferire i suoi ambulatori ed il consultorio presso il centro commerciale in Via Valdambrini entro il mese di luglio, pagando per l’affitto dei 493 mq (con annesso terrazzo) l’incredibile cifra di quasi 9000 euro al mese, oltre il 100.000 euro l’anno. E’ inutile ricordare che trattasi del denaro dei contribuenti, sottratto ad investimenti più congrui quali, per esempio, il potenziamento dei servizi sanitari o l’accensione di un mutuo per l’acquisto di un immobile più idoneo al servizio. I dipendenti della ASL che hanno visitato i nuovi locali lamentano il problema che 7 delle 16 stanze disponibili non dispongono di finestre e dovrebbero essere utilizzate come magazzini piuttosto che adibite ad ambulatori. Persino la sala d’attesa non è provvista di finestre ma di un lucernario.

Viene inoltre a sparire lo spazio per il centro d’ascolto “Punto Blu”, attualmente operativo nella sede ASL del Majorca.

Nella speranza che l’ufficio tecnico della ASL abbia effettuato tutti sopralluoghi previsti per dichiarare i locali idonei al servizio sanitario, ci chiediamo il perché di una decisione così penalizzante per le casse pubbliche e per i contribuenti e se sia stata fatta una gara per cercare soluzioni meno onerose.

Rimane inoltre aperto, a detta dei dipendenti ASL, l’annoso problema di come l’utenza riuscirà a raggiungere un servizio così mal collegato al resto del paese. A nulla infatti sono servite le quasi 700 firme raccolte dalle forze d’opposizione in consiglio comunale e dalla Federazione della Sinistra per sollecitare il Sindaco a risolvere il problema della viabilità prima del trasferimento della ASL, nonché degli stessi uffici comunali. Non possiamo inoltre non stupirci dell’incredibile credito che la TREDDI sembra vantare presso la ASL, nonché presso l’attuale amministrazione di S. Marinella.

Circolo del PRC di S. Marinella “Benedetti Michelangeli”


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Tutti allo sciopero ma Santa Marinella non c’è

Il Partito della Rifondazione Comunista di Santa Marinella, presente allo sciopero indetto dalle OO.SS. dopo l’ennesima morte bianca a Torrevaldaliga Nord, ritiene inqualificabile l’assenza del Sindaco e di tutta l’Amministrazione Comunale nonostante la richiesta dei lavoratori, che hanno occupato questa mattina l’aula consiliare di Civitavecchia, di parlare con i cinque Sindaci firmatari dell’accordo con l’ENEL.

La questione della Centrale colpisce da vicino il nostro Comune sia dal punto di vista ambientale che occupazionale, è per questo che riteniamo indecoroso che questa Amministrazione si faccia pubblicità nel momento di riscuotere fior di danari dall’ENEL e invece totalmente assente al fianco alla protesta dei lavoratori.

Noi ci siamo e ci saremo in tutte le forme di protesta da qui in avanti, invitiamo l’Amministrazione a fare lo stesso.

Circolo PRC Benedetti Michelangeli Santa Marinella


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Fine della storia, brutta storia

Il 28 dicembre, a notte inoltrata, la maggioranza Bacheca ha approvato l’accordo di programma con la Porto Romano. L’approvazione è avvenuta in solitudine e senza alcun dibattito, visto che l?opposizione compatta ha

abbandonato l’aula per protesta. La commissione consiliare sul porto, richiesta il 7 luglio 2008 (un anno e mezzo fa) fu approvata in virtù dell’impatto che la grande opera avrebbe comportato. L’ampliamento fino a tre volte del porto coinvolge l’unica spiaggia libera in area urbana, la foce di due fossi, in assenza di un piano particolareggiato della costa e persino di un piano di viabilità. La commissione consiliare sul porto aveva lo scopo di coinvolgere la città nell’eterna diatriba tra Comune e società Porto Romano, restituendo ai

cittadini facoltà di decisione su un bene di loro proprietà, sottrattogli in maniera truffaldina dal losco decreto Dini.

Invece non solo la commissione ma l?intera opposizione non ha potuto accedere a nessuno degli atti che un progetto da trenta milioni di euro dovrebbe fornire in grande (e particolareggiata) copia. Gli emendamenti del Comune non sono stati resi disponibili nemmeno alle associazioni di diportisti interessate, le quali per conoscerle hanno aspettato la relazione in consiglio di Venanzio Bianchi fino all’una e trenta di notte.

L’ultimo atto di assoluta sudditanza dei nostri amministratori alla Porto Romano è stata consumato.

Il PRC ha, nell’ordine, sostenuto l’illegittimità del Decreto Dini, l’importanza di restituire il Porto agli enti pubblici competenti (Regione Lazio e Comune di S. Marinella) con un ricorso alla corte costituzionale; la necessità di pianificare un ampliamento (molto più modesto) con strumenti urbanistici trasparenti e razionali (piano della costa, piano del centro), registrando le reali necessità della città; l’urgenza di una VIA, visto il coinvolgimento dei fossi. Nessuna di queste opzioni è stata accolta, né dalla Regione né dal Comune.

Come la consigliera Rocchi ha giustamente ricordato, la società Porto Romano (non interessata all’ampliamento del porto ma solo al lucro sull’esistente) si è ben guardata dal portare aventi la convenzione originaria: ha preteso un accordo di programma in cui la fetta al privato fosse molto più appetitosa (ci sono infatti, ad esempio, i residence, non previsti dall’originaria convenzione). Ricordiamo la Porto Romano non ha ottemperato ad alcuno degli impegni sottoscritti e non ha precluso l’accesso al porto ai cittadini solo perché quest’ultimi hanno fatto la voce grossa, nel silenzio ossequioso del Sindaco. Anche lunedì, in Consiglio Comunale, l’Assessore Venanzo Bianchi (con delega al porto) non ha mancato di sottolineare l?impotenza del Comune rispetto alla Porto Romano e la necessità che la città ha dell’opera, futuro volano dell’economia locale (che però fino ad oggi non ha creato nemmeno mezzo posto di lavoro).

La città non è stata difesa, visto che persino l’avvocato del Comune è pagato dalla Porto Romano, e non è stata tutelata nemmeno nell’atto finale dell’iter, sottraendo all’opposizione quell’azione di controllo che poteva garantire all’accordo maggiore trasparenza.

La brutta storia del porto si conclude ingloriosamente, come ingloriosamente è cominciata. Vista l’alta probabilità che società Porto Romano porterà avanti le infrastrutture meno costose e più redditizie, affidando a valenti avvocati il compito di trovare i cavilli che impediscano quei famosi grandi investimenti infrastrutturali, che l’Assessore Bianchi fiduciosamente annuncia e attende da anni, bisogna continuare a vigilare su questa storia, tipicamente italiana.

Il Circolo del PRC di S. Marinella “Benedetti Michelangeli”


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Chi punta sul ponte s’impunta

ponte
Mentre il Governo nazionale si accinge a sperperare miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto, a Santa Marinella l’Amministrazione comunale non riesce neanche a completare il Ponte di via Lazio.

Dopo una chiusura per lavori, protrattasi ben oltre il tempo stabilito e una
prima annunciata, poi (il giorno prima) rimandata, “risolutiva” inaugurazione,
l’agognato ponte torna più stretto e più pericoloso di prima.
Un avvallamento gigantesco e seminascosto ha causato nel primo giorno di
apertura più di un problema(anche serio) agli sventurati automobilisti
transitati per via Lazio, con la conseguente circolazione a senso alternato
della sede stradale.

Ci domandiamo come il Direttore dei Lavori abbia potuto consentirne
l’apertura, e come nessuno dei nostri inaugurandi amministratori abbia
controllato lo stato di avanzamento dei lavori prima e la loro completa
conclusione poi. Sarà per la paura di farsi vedere a Valdambrini??
Ci domandiamo inoltre come mai tutta questa fretta nell’inaugurare un’opera
priva di collaudi. Non sarà che questa amministrazione avverte il “pressing”

che opinione pubblica e opposizione stanno esercitado sul problema della

viabilità nel quartiere?

Per il centrodestra santamarinellese: dal Ponte sullo Stretto al Ponte

Stretto Stretto.

Circolo PRC “Benedetti Michelangeli” di S. Marinella

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Giovanni Dani lascia, schiacciato dal muro di gomma

Cari amici e compagni,

il mio impegno istituzionale è giunto ad una svolta che reputo ormai improcrastinabile, non riesco più ad adempiere con spirito di servizio il mio compito e per onestà intellettuale ed impegno preso con Voi bisogna che lasci il testimone.

Con grande difficoltà ed amarezza provo a spiegare il perché di una dolorosa ma, ormai, inevitabile scelta.

La classe politica della nostra città è espressione chiara della nostra comunità, chiusa negli interessi personali e nelle “amicizie” che permettono di ottenere piccoli privilegi.

Niente sembra scalfire questo nulla operativo, questo andazzo clientelare, questo vuoto culturale, questo fare finta di fare.

C’è una certezza: questa maggioranza non ha le capacità né la volontà di andare oltre il già visto. I giovani si dimostrano più antichi e ignoranti dei vecchi, senza l’umiltà di imparare, i vecchi dimostrano quello che hanno sempre dimostrato sia al governo che all’opposizione, ed il grande assente è il cittadino.

Abbiamo assistito a beceraggini amministrative a cui abbiamo opposto circostanziate e propositive perplessità in un Consiglio Comunale ormai delegittimato da un atteggiamento della maggioranza che considera i regolamenti orpelli inutili:

i documenti non ci sono mai consegnati nei termini di legge;

le Commissioni Consiliari non vengono convocate;

le interrogazioni vengono discusse ben oltre un mese dalla loro presentazione;

il Consiglio si esprime all’unanimità contro la riconversione a carbone della Centrale di Civitavecchia e poi il Sindaco giunge ad accordi separati con ENEL ed informa il Consiglio a cose già decise e concluse;

non solo:

abbiamo assistito all’affidamento del programma degli spettacoli estivi ad una società che non ne aveva mai fatti, con il risultato che quegli spettacoli così pomposamente pubblicizzati non si sono mai svolti, soldi buttati e persi… ma non c’è nessun responsabile;

due assessori sono implicati in procedure giudiziarie, uno dei quali già condannato in primo grado, ma nessun intervento di autotutela da parte dell’Amministrazione;

il verde cittadino violentato da una gestione che non tiene conto né delle leggi, né del bene cittadino, né del buonsenso. Gli alberi si tagliano e si capitozzano contro legge? ci viene risposto che il comune non ha la scala (?!?!);

i soldi della cultura nelle tasche degli amici di chi governa e ci permettiamo di rifiutare un evento finanziato dalla provincia su Simone De Beauvoire perché la cultura è quella selezionata e censurata dall’Assessore (sic!) ;

la Multiservizi, creata per assumere lavoratori altrimenti licenziabili, è un buco nero e di tutto questo ne faranno le spese i lavoratori, ma l’Amministrazione non rinuncia nello statuto a poter assumere un Direttore Generale, una poltroncina in più da spartire;

abbiamo anche aggiunto, per questo, una tassa in più, l’IRPEF;

con l’urbanistica siamo senza speranze, paghiamo centinaia di migliaia di euro i tecnici per la revisione del Piano Regolatore ma poi facciamo pianificare al singolo privato, con gli accordi di programma, anche in deroga alle leggi e al Piano stesso con la grande idea di riformare la Commissione Edilizia, troglodita espressione dell’urbanistica di spartizione;

per non parlare della Riserva naturale regionale di Macchiatonda, a cui devo la mia passione professionale, abbandonata dal Comune e dalla Regione alle continue feste dell’acqua cotta con cui riempirsi la bocca prima di una passeggiatina, e pensare che il personale è formato da ben 14 persone di cui non ci è dato sapere neanche quali siano i turni di lavoro;

l’Ama non rispetta il contratto e i nostri Amministratori la difendono! Anzi le verrà affidata anche la “Porta a Porta” (sic!).

in Consiglio la maggioranza dichiara spudoratamente che alcune scelte vengono prese per avere visibilità sulla stampa.

I cittadini di questo Comune fantasmi per gli Amministratori, a meno di essere “amici”, ma anche per un’opinione pubblica che sembra insensibile a come venga trattato il nostro territorio.

Nello stesso tempo, dopo quattro anni di impegno istituzionale, è inutile negare che proprio tutto questo è la dimostrazione che le strategie, gli ideali, il mio modo di pensare e di agire è stato fagocitato dall’inerzia del Consiglio e non produce consenso né opinone.

Una nuova economia, libera dal commercio gretto e speculativo, cancellare l’edilizia di rapina, vedere competenza nei posti amministrativi, è un sogno per Santa Marinella a cui non riesco più a credere.

Nessuno dei miei concittadini sembra crederci.

Proprio per questa perdita di fiducia intendo dimettermi dal mio ruolo di Consigliere Comunale, con tutto il peso di responsabilità che questo comporta nei confronti dei miei elettori, della lista “un’altra città è possibile” e del mio Partito, che non condivide la mia scelta ed ovviamente mi ha chiesto di rimanere in carica.

Partito della Rifondazione Comunista, a cui chiedo di confermare comunque la mia appartenenza, proprio in questi tempi che continua ad essere abbandonato da chi, invece, vuol rimanere ancorato alla propria poltrona di potere, grazie a quel piglio trasformista così ultimamente usuale tra i politici di carriera.

Qualcuno mi additerà, ma non ho l’ipocrisia di negarmi l’inutilità del mio operato nel Consiglio. La scelta di far parte di una lista civica, che ha, come obiettivo principale di programma, la partecipazione, mi spinge a denunciare la deriva antidemocratica di questo paese, dove i consiglieri comunali sono capaci ad alzare la mano ma palesemente incapaci di enunciare una qualsivoglia opinione. Forse un semplice gesto simbolico, tentativo di riscatto di un rappresentante di un’istituzione, come il Consiglio Comunale, continuamente vilipesa.

Più e più volte si è rilevato lampante che gli organi istituzionali di questa città non funzionano, così come non funzionano gli organismi tecnici e amministrativi.

Lascio a Stefano Massera, accanto alla infaticabile Paola Rocchi, l’onere di produrre stimoli ed energie nuove per continuare a tentare di deviare questo processo di lenta ed inesorabile decadenza della nostra comunità. Almeno ad alimentare la speranza. Personalmente credo che solo il riconoscimento della incapacità dei suoi consiglieri, e la presentazione delle loro dimissioni, potrebbe ridare dignità al nostro Consiglio Comunale.

Il mio impegno politico, sempre all’interno del Partito della Rifondazione Comunista, continuerà a supportare e a collaborare con “Un’Altra Città è Possibile” e con i cittadini che quel progetto ha unito e che, anche se qualcuno si è subito dimostrato uno straordinario trasformista, continuano ad impegnarsi nella città. Ma sono convinto che diverso deve essere l’impegno per questa città, dove solo l’effettivo coinvolgimento dei cittadini nelle problematiche cittadine potrà ridare un senso al futuro nostro e di chi ci seguirà. Sarà anche un riappropriarmi di spazi e tempi per occuparmi della mia professione a cui non ho dedicato sufficiente tempo in questi ultimi anni.

Credo che il fallimento di questa esperienza sia da attribuire a me stesso, incapace di investirmi in un ruolo istituzionale, che so importante, ma violentato dall’inerzia e dalla presunzione politica di chi, eletto, è convinto di aver conquistato il potere della “poltroncina” e non l’onere di amministrare.

Giovanni Dani


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Multiservizi: mali antichi, pessimi rimedi

Mentre la maggioranza si divide tra chi vorrebbe rilanciare la società S. Marinella multiservizi (e farne “il fiore all’occhiello” dell’amministrazione) e chi, invece, sarebbe più propenso a sopprimerla, la decisione che sembra farsi largo nel frattempo è quella di “tamponare” il suo costo fuori controllo tagliando gli stipendi dei dipendenti.

Il PRC di S. Marinella esprime la sua ferma contrarietà alla decisione di decurtare lo stipendio dei suoi 53 dipendenti di una cifra variabile di 50 e 180 euro, recentemente presa dal CdA della S. Marinella Multiservizi e giustamente osteggiata dalla CGIL.

I mali della società S. Marinella Multiservizi risalgono alla sua sciagurata origine: fortemente voluta (anzi imposta, malgrado la contrarietà di ben tre membri della sua maggioranza) nel 2006 dall’allora Sindaco Pietro Tidei, la società non si è mai dotata di una piano aziendale, né di un bilancio. Il suo Statuto prevede che il CdA sia proposto dal Sindaco ed a lui soltanto debba render conto del suo operato.

La proposta di creare una commissione consiliare che ne monitorasse le spese e modalità di assunzione fu, all’epoca, sdegnosamente respinta.

L’attuale maggioranza individuò immediatamente nella Multiservizi un vulnus da risolvere. L’assessore al bilancio V. Bianchi spiegò con dovizia di particolari (in una relazione in biblioteca sul bilancio, il 29 maggio del 2008) che si era resa necessario l’aggiunta di una nuova tassa, l’addizionale IRPEF, per venire incontro alle “spese incomprimibili” soprattutto della Multiservizi, i cui costi ammontano a 250.000 euro annui, e che l’amministrazione intendeva coprire per non mandare a casa nessuno dei 53 dipendenti.

La neo insediata amministrazione propose in quella sede di riscrivere lo Statuto della Società municipalizzata, coinvolgendo anche la minoranza, per rendere la gestione della società davvero trasparente e per riportarla sotto pieno controllo dell’ente pubblico (visto che il denaro con cui la società e il suo CdA funzionano è versato dai contribuenti); secondariamente venne riconosciuta la necessità di dotare la società di un piano aziendale e di un bilancio.

Sono passati 8 mesi da quelle dichiarazioni e ci chiediamo come mai non si sia provveduto a concretizzare nessuno degli impegni presi, facendo ricadere sui dipendenti la mancanza di indirizzi e scelte politiche chiare da parte di questa amministrazione. Pare che a fare le spese delle crisi, grandi e piccole, siano sempre i lavoratori.

Il Circolo del PRC di S. Marinella “Benedetti Michelangeli”


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Rifondazione: la differenziata resta un miraggio

la raccolta differenziata? Per Rifondazione Comunista è un’occasione perduta ed un disastro annunciato. In un comunicato stampa il partito di Santa Marinella lamenta il passare del tempo senza che nessuno faccia nulla sul fronte rifiuti. “E’ passato gennaio, ennesima scadenza dichiarata dall’Amministrazione per avviare la raccolta differenziata “porta a porta”. La campagna di informazione rivolta ai cittadini, necessaria per l’avvio delle nuove modalità di raccolta dei rifiuti, indispensabile anche per il trasferimento dei finanziamenti provinciali, doveva partire a settembre, poi a novembre ed infine entro gennaio. Il Comune ha affidato la campagna di sensibilizzazione ad una società esterna, senza neanche prendere in considerazione la nostra multiservizi, come altri comuni hanno fatto, per impiegare giovani locali.” Questo quanto riportato nel comunicato. Ma secondo Prc la responsabilità non sarebbe soltanto dell’amministrazione guidata dal giovane sindaco Bacheca ma anche dell’azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti in città. “L’AMA – continua il comunicato – fautrice del progetto, sembra ora dichiarare che il costo da affrontare è eccessivo. Eppure fu proprio l’AMA a stimare i costi. Le perplessità sull’AMA, già espresse dai consiglieri Dani e Rocchi nel momento della decisione di darle l’incarico della raccolta “porta a porta”, sembrano confermate da questo inspiegabile ritardo. Speriamo che la maggioranza non faccia con i rifiuti quello che ha fatto sull’urbanistica: nuove norme “urgentissime” del regolamento edilizio vengono alla luce dopo 9 mesi ma senza i grafici necessari alla diminuzione degli indici di cubatura ed escludendo la minoranza, che ha il merito di aver incalzato l’amministrazione su questo tema, sia in consiglio che sulla stampa. Il timore è che le lobby interessate all’incenerimento dei rifiuti, da cui l’AMA subisce un forte condizionamento, premano anche sulla nostra Amministrazione. Gli obiettivi virtuosi supportati dalla “porta a porta” necessitano amministrazioni locali all’altezza degli standard europei: ne va della credibilità dei nostri amministratori ma anche della differenziata di qualità, unica modalità per evitare l’emergenza rifiuti anche nel nostro territorio”. Per Rifondazione Comunista l’impegno dell’amministrazione è determinato nelle parole ma superficiale nei fatti. L’amministrazione comunale potrà smentire Prc soltanto facendo partire con gran celerità il progetto.


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