Via libera al Piano Regionale dei rifiuti

Via libera dal Consiglio regionale del Lazio al piano di gestione dei rifiuti proposto dalla Giunta Polverini. L’atto – approvato oggi con una delibera votata a maggioranza dall’Aula (40 favorevoli e 23 contrari) presieduta da Mario Abbruzzese (Pdl) – ha lo scopo di uniformare e razionalizzare la programmazione che si è susseguita nel tempo, aggiornare la pianificazione al nuovo quadro normativo nazionale e superare definitivamente l’emergenza rifiuti nel Lazio. ll piano persegue, fino al 2017, tre obiettivi: riduzione alla fonte della produzione di rifiuti, raccolta differenziata al 65% dal 2012 e realizzazione di un sistema integrato di impianti di recupero e smaltimento.

Si è trattato, secondo l’assessore Pietro Di Paolo, di garantire un approccio strutturale e organico al problema rifiuti. Dopo le due ordinanze della presidente Polverini di dicembre 2010 e giugno 2011, l’adozione del piano in Giunta, la stesura del documento di siting delle tre direzioni regionali che ha consentito al commissario di Pecorare di individuare i siti per l’emergenza post Malagrotta – ha detto Di Paolo durante l’iter in Aula – “arriviamo ad uno dei passaggi più importanti e cruciali, cioè all’approvazione della cornice normativa per quanto riguarda il problema rifiuti”.

“Oggi abbiamo la possibilità di far fare un salto in avanti al nostro territorio, fornendo un documento che aggiorna finalmente un Piano del 2002, ormai troppo arretrato rispetto ai cambiamenti morfologici e demografici che si sono verificati in 10 anni nel Lazio, ma soprattutto per i significativi progressi tecnologici che si sono ottenuti anche nel campo della gestione dei rifiuti” ha dichiarato il presidente della commissione Ambiente, Roberto Carlino (Udc), ricordando che questo atto allinea il Lazio alle richieste della Ue ed innova rispetto al piano del 2002. E’ intervenuto a dichiarare il voto favorevole del Pdl il consigliere Andrea Bernaudo, che ha ricordato come il piano rappresenti una risposta appropriata all’Europa, ma anche a quelli che, da parte sua, ha definito i fallimenti delle amministrazioni di centrosinistra a Roma e al commissariamento Marrazzo per il Lazio. “E’ un piano rifiuti – ha sottolineato – che vuole arrivare alla chiusura del ciclo della gestione dei rifiuti, che ha come priorità la prevenzione e soprattutto la raccolta differenziata”.

Dai banchi dell’opposizione, invece, il piano è stato criticato con diverse argomentazioni. Nel mirino, in particolare, la previsione di quello che è stato definito il “piano B”, destinato a rappresentare il fabbisogno impiastico qualora non si realizzino alcuni obiettivi del piano principale. “Lo scenario di controllo – ha dichiarato Rocco Berardo (Lista Bonino Pannella) – è quello che perseguirà questa Giunta”. Filiberto Zaratti (Sel) ha definito il piano “una grande occasione perduta” a causa proprio dello scenario di controllo. Esterino Montino, capogruppo Pd, si è chiesto dove fossero le reali novità del piano e ha criticato la mancata previsione nel piano di risorse finanziarie e di un “sistema industriale”. Angelo Bonelli (Verdi) ha invece osservato che il piano è stato fatto senza prendere in considerazione Roma, che incide per il 70% dei rifiuti del Lazio, e poi si è arrivati a chiedere la dichiarazione di emergenza al Governo. “Da commissariare era l’Ama di Roma”. Giuseppe Celli (Lista civica Cittadini/e) ha aggiunto che gli impianti di trattamento meccanico biologico non saranno sufficienti a trattare il “tal quale” prodotto dalla Capitale, mentre Fabio Nobile (FdS) ha criticato il mancato abbandono della logica delle discariche e degli inceneritori, Claudio Bucci (Idv) ha ricordato gli interrogativi che lascia aperti il piano e criticato le scelte di Corcolle e Riano come discariche provvisorie.

Fissata dal piano al 65%, in applicazione delle norme vigenti, la soglia minima di raccolta differenziata dal 2012 e fino al 2017. Il piano contempla la possibilità per i comuni – prevista dalla legislazione nazionale (D.Lgs. 205/2010) – di derogare agli obiettivi di raccolta differenziata, con un accordo di programma tra ministero dell’Ambiente, Regione ed enti locali. Il piano dovrà conformarsi a tali accordi. L’eventuale adeguamento a tali programmi sarà trasmesso alla commissione Ambiente della Pisana e alla Ue.

Quanto allo scenario di controllo – definito “piano B” dall’opposizione, che ne aveva chiesto la cancellazione, e invece “rafforzamento dello scenario di piano” da Di Paolo – esso valuta il fabbisogno impiantistico qualora: non si realizzino le politiche di riduzione e si abbia crescita “inerziale” della produzione dei rifiuti; non si raggiungano gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal piano; la capacità operativa degli impianti di termovalorizzazione non risulti pari a quella autorizzata. Se dovessero permanere le ipotesi dello scenario di controllo potranno essere autorizzate ulteriori capacità di trattamento per il rifiuto indifferenziato e di termovalorizzazione.

Per la gestione dei rifiuti il Lazio è stato ripartito in cinque ambiti territoriali ottimali (Ato), corrispondenti in linea di massima ai territori delle province laziali. Scompare l’Ato unico regionale, previsto in origine dalla proposta. All’interno degli Ato andranno organizzati i servizi di raccolta dei rifiuti urbani e assimilati, garantita l’autosufficienza degli impianti di trattamento meccanico biologico (TMB) e di quelli di smaltimento di rifiuti urbani (discariche). In caso di carenze, un ambito potrà utilizzare impianti presenti in altri Ato (come accade per Rieti che si serve di Viterbo).

Il piano non indica direttamente le aree idonee (e quelle non idonee) ad ospitare gli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, ma fissa – come previsto dalla legge – i criteri per la localizzazione da parte delle Province nei loro strumenti di pianificazione territoriale. Termovalorizzatori e gassificatori dovranno invece essere autosufficienti su base regionale. I tempi per la realizzazione degli impianti necessari a completare la dotazione a livello regionale sono stati stimati in 3 anni per quelli di TMB, 5 per quelli di trattamento termico e 3 per quelli di compostaggio.

La deliberazione approvata oggi prevede che il provvedimento sia trasmesso – assieme agli elaborati – alla Commissione europea. Questo ai fini della valutazione dell’ottemperanza a quanto stabilito dalla sentenza con cui, il 14 giugno 2007, la Corte di giustizia europea ha condannato la Repubblica italiana.

Il piano rifiuti aveva iniziato il proprio iter in consiglio il 12 dicembre dopo che il 6 dicembre la commissione Ambiente, a conclusione di una serie di sedute ed audizioni, aveva espresso parere favorevole. Quindi il 14 dicembre si è concluso l’esame in aula e il voto finale è stato rinviato – dopo l’approvazione del Bilancio della Regione, avvenuta il 22 dicembre – al 18 gennaio 2012.

 

 


-- Scarica Via libera al Piano Regionale dei rifiuti in PDF --


Porta a porta quando parte?

La GESAM prosegue alla perfezione il lavoro di AMA… ossia prende soldi per servizi che non offre.
Molti cittadini si chiedono (e ci chiedono) dove siano i mezzi necessari allo svolgimento del servizio:
autocompattatori fatiscenti e in numero insufficiente, totale mancanza di una lavacassonetti (da quando GESAM eroga il servizio i cassonetti non sono mai stati lavati, ma noi paghiamo per quel lavaggio), campane della differenziata rotte e sempre stracolme, circondate dai rifiuti, per non parlare della carenza di cassonetti nelle strade, parzialmente sopperita con l’acquisto di cassonetti in metallo di seconda mano cedutici dal Comune di Allumiere che, nel frattempo, è passato alla differenziata (per fortuna). Ricordiamo che sulla modalità di gara, vinta dalla GESAM (ditta che mai si è occupata in precedenza di rifiuti), pendono dubbi e ricorsi, denunciati con forza dall’opposizione.
Registriamo anche il sottodimensionamento del personale che, durante la stagione estiva, viene aumentato di sole 4 unità (insufficienti a sopportare l’incremento del servizio da offrire e assunti con contratti brevissimi), con conseguente rischio di mettere sotto stress i pochi lavoratori con evidente possibilità di assenze e ulteriore peggioramento del servizio. I lavoratori sono inoltre sottoposti a ritmi più duri, con l’annullamento dello straordinario pagato sostituito da “ore a recupero” obbligatorie.
L’Amministrazione nel frattempo cosa fa? Come al solito assolutamente nulla. Noi chiediamo di fare rispettare alla GESAM il contratto, con mezzi e personale idonei al servizio, gli chiediamo inoltre di tutelare i lavoratori che ancora devono ricevere la seconda parte di liquidazione da parte di AMA.
Chiediamo dove sia finita la raccolta porta a porta che doveva cominciare il primo giugno.
Cambiano i suonatori, ma la musica è sempre la stessa.

Circolo PRC-FdS “Benedetti Michelangeli” di S. Marinella


-- Scarica Porta a porta quando parte? in PDF --


A proposito…(della discarica ed altro)

Ieri pomeriggio si è tenuta ad Allumiere un’ Assemblea Pubblica contro la sciagurata proposta di creare la “Nuova Discarica” di Roma (al posto di Malagrotta) nel sito della Farnesiana.

All’Assemblea erano presenti oltre agli esponenti politici, locali, regionali e provinciali le delegazioni dei comuni del Comprensorio. Per Santa Marinella erano presenti i Consiglieri di minoranza del PD Mucciola e Bianchi e una parte del Direttivo locale del Partito Democratico: Carlo Vichi, Francesco Magliani, Paola Fratarcangeli, Paola Narducci e Luisa Miulli e l’Associazione Enrico Berlinguer.L’affluenza di cittadini ha fatto registrare il “tutto esaurito” perché il tema in questione è fondamentale importanza per la salute e la vita degli abitanti del Comprensorio. A questo proposito, l’Amministrazione Comunale di Santa Marinella,dopo la brutta figura rimediata per la “Splendida iniziativa” del 17 marzo per la festa dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il sindaco ricomincia a collezionare comunicati fiume, su quello che farà … farà…farà.

Non ci crediamo più.. !! Andate a leggere i passati soliloqui e constatate i risultati .

I cittadini sono stanchi e disillusi. La città non è mai stata così grigia, sciatta e sporca.

Adesso lo aspettiamo con un atto forte e soprattutto pubblico . Una presa di posizione ufficiale contro la discarica di Allumiere che, a differenza di questo suo “silenzio assordante”, detti una linea ufficiale.

I cittadini santamarinellesi sperano che il Sindaco e l’Amministrazione si schierino fortemente con “NO ALLA DISCARICA DI ALLUMIERE” come hanno fatto ragionevolmente tutti i comuni del comprensorio interessato.

E se mai il Sindaco non si schiererà, mettendo a repentaglio la salute dei cittadini e il già precario equilibrio economico locale,speriamo comunque che questa opera non venga mai realizzata nel NOSTRO COMPRENSORIO ricco di bellezze naturali e paesaggistiche e già gravemente provato.

Non si scherza sulla salute dei Cittadini!!

Il Partito Democratico Santa Marinella

Associazione Enrico Berlinguer.

 

 


-- Scarica A proposito...(della discarica ed altro) in PDF --


Scopare bene è la prima cosa

Lo ricordate? lo cantava Antonello Venditti, la canzone era, credo, “dimmelo tu cos’è”. Anche la gesam, allora, scopa bene almeno stando a leggere le parole del sindaco. “Non posso far altro che constatare con piacere – afferma il Sindaco – gli ottimi risultati dal punto di vista della pulizia della città che la GESAM sta operando sul territorio comunale.

I risultati che la società sta ottenendo sono sotto gli occhi di tutti. Auspico e credo che si possa continuare su questa strada, considerato che la discontinuità con il passato è di gran lunga evidente a tutti. Ho ricevuto numerosi apprezzamenti dai cittadini – conclude il Sindaco – e questo ci conforta sul grande traguardo che la nostra amministrazione ha raggiungo cambiando, dopo dieci anni, la gestione dei rifiuti, come da impegno preso in campagna elettorale”.

Adesso, per parafrasare ancora venditti, diccelo tu cos’è che manca, comincia a raccontarci chi c’era in giunta comunale dieci anni fa, chi è rimasto seduto sulle stesse poltrone negli ultimi dieci anni, magari semplicemente cambiando di posto e per quale ragione il cassonetto della nettezza urbana che sta sotto casa mia dieci anni fa si è sfondato, sette anni fa ha perso anche il coperchio ed io, come tanti cittadini, sento dire che le cose sono cambiate ma non riesco ancora ad accorgermene.

Scopare bene, comunque, è tutta un’altra cosa.


-- Scarica Scopare bene è la prima cosa in PDF --


Arriva Porta a Porta, tutti davanti alla tv

“Ho avuto occasione di iniziare ad occuparmi personalmente di come la nuova società, svolgerà il servizio, in relazione anche al metodo del “Porta a Porta”, che finalmente sarà avviato anche a Santa Marinella.

Il tempo trascorso è servito comunque ad acquisire le giuste informazioni affinché la società possa operare con serietà e competenza per pulire la nostra città come merita. Ho avuto un primo incontro con i tecnici della ditta vincitrice dell’appalto congiuntamente alla società che si occuperà della pubblicità e della comunicazione.

In tale occasione sono emersi lati assolutamente positivi su come la GESAM ( e non la Tekneko come erroneamente riportato nell’articolo di stampa ) imposterà il servizio.

Tra l’altro, senza che fosse compreso nel capitolato, la ditta ha deciso, a proprie spese, di provvedere alla pulizia totale della città, dal centro alle periferie dal 1° Marzo, accorgendosi evidentemente anche loro, come noi e come tutti i cittadini, della carenza del servizio passato.

In secondo luogo, alla fine del mese di Marzo, saranno apposte su ogni strada della città, cartelli che indicheranno il giorno e l’ora in cui la via verrà spazzata.

Infine sarà istituito un numero verde gratuito per le segnalazioni dei cittadini in caso di degrado o disservizi.

Ripeto una mia massima: i rifiuti non “crescono” da soli, e più che garantire in futuro il nostro massimo impegno nella pulizia della città e nei casi di criticità, non possiamo fare. Contiamo molto su quella larga fascia di civiltà che i cittadini hanno per evitare di degradare il territorio. Mi paiono gravi infine, le dichiarazioni dell’opposizione, ovvero di rivolgersi alla Procura di Perugia, poiché imputano a quella di Civitavecchia di non aver iniziato alcun’azione nei confronti della vicenda. Vorrei inoltre far notare che le competenze amministrative della gara spettano ad una commissione tecnica, e non alla politica, ne di maggioranza ne di minoranza. Come se non bastasse il TAR, sul ricorso che ne chiedeva la sospensiva, ha dato parere negativo, non trovando motivi ostativi alle motivazioni della commissione giudicatrice. Mi sembra quindi, che i consiglieri di opposizione abbiano già deciso il loro verdetto, nonostante le decisioni sopraindicate.

Prima di fare sterili ed inutili polemiche, che tra l’altro in due anni e mezzo sono state bocciate dalla cittadinanza sia in occasioni elettorali che nell’ambito delle procedure amministrative, vorrei che si desse la possibilità di veder operare la nuova società, dopodiché, tutti insieme, potremo giudicare la bontà del lavoro svolto.

La critica che sento più spesso riguarda il fatto che la nuova società non abbia una struttura “elefantiaca” come ad esempio, è l’AMA. Mi sembra evidente che questa caratteristica non ha certo contato nell’efficienza generale del servizio, visti i risultati ottenuti in questi ultimi anni”.

Il Sindaco Roberto Bacheca

Vedere la nuova società all’opera piacerebbe anche a noi, vedere Santa Marinella (Santa Severa compresa) pulita piacerebbe anche a noi ma più di tutto ci piacerebbe sapere il motivo, a gara vinta e incontestata, il perchè dei continui rinvii. Questo nessuno ce lo ha mai spiegato chiaramente, come nessuno ci ha detto la ragione vera del cambio in corsa della titolarità della delega ai rifiuti. La sensazione predominante è che i nostri concittadini l’unica Porta a Porta che riusciranno a vedere a Santa Marinella potrà essere il programma di Bruno Vespa in seconda serata, quasi tutti i giorni, su Rai Uno. Appicciàtela.


-- Scarica Arriva Porta a Porta, tutti davanti alla tv in PDF --


Battilocchio non abbassa la guardia

Le prime sei pagine sono fitte di indirizzi: Augusto Battilocchio, sindaco PD di Allumiere da oltre un anno è in piedi sul fronte della protesta e sulla scorta delle notizie, non proprio rassicuranti, che arrivano dal Campidoglio e dalla Pisana ha messo nero su bianco la richiesta di un incontro urgentissimo con Renata Polverini. Al suo fianco ha chiamato i sindaci di tutti i comuni del comprensorio a nord della Capitale ed anche i presidenti delle Università Agrarie, enti locali e strumenti di governo del territorio a braccetto, indipendentemente dal colore politico, per ribadire se ancor ce ne fosse bisogno un no incondizionato ad ipotesi di sfruttamento del Comune di Allumiere o del territorio circostante per soddisfare le esigenze di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti del Comune di Roma. I toni iniziano ad essere duri, Battilocchio impugna la penna come un martello, ne ha per tutti. Prende di petto Alemanno ma non risparmia nemmeno Renata la governatrice. “Gli ultimi avvicendamenti – scrive il sindaco di Allumiere – hanno visto l’approvazione del Piano regionale dei Rifiuti proposto dalla Giunta senza un minimo confronto con i Comuni della Provincia; il Sindaco di Roma sostiene di non avere terreni idonei ad ospitare una discarica. Dopo aver incassato somme ingenti per Roma capitale, vuole disfarsi dei rifiuti allontanando il problema da casa sua sopraffacendo i Comuni provinciali magari attraverso l’uso dello strumento emergenza rifiuti come già avvenuto in Campania. Il Comune di Roma, tramite la Regione Lazio, deve individuare un posto dove scaricare i propri rifiuti considerata l’ ampiezza e la grandezza della città e del territorio che lo circonda. E’ noto che esistono siti e terreni idonei allo scopo e confidiamo che la Governatrice del Lazio sappia ben considerare e decidere nell’interesse della tutela della salute di tutti i cittadini della Regione Lazio”. I sindaci del comprensorio a nord di Roma cercano la soluzione condivisa di un problema che non è soltanto romano e sperano che il presidente della Regione li sappia ascoltare.


-- Scarica Battilocchio non abbassa la guardia in PDF --


Firmano tutti, Santa Marinella non c’è

Spunta il sottosegretario Gianni Letta sul continuo rimpallo di competenze tra Regione e Comune (presidente Polverini, sindaco Alemanno) sul destino della discarica che raccoglie i rifiuti di Roma e sulla necessità di trovare uno o più nuovi siti. Soprattutto, sul dove farli. E Letta dà incarico alla presidente della Regione Polverini di togliere le castagne sul fuoco al sindaco Alemanno. ”Da questo momento abbiamo la competenza di occuparci del nuovo sito che sostituirà Malagrotta”. Lo dichiara la stessa Polverini, sottolineando che ”chiaramente è prematuro chiedermi se abbiamo già individuato le aree, perché altrimenti lo avremmo comunicato. Abbiamo già convocato una prima riunione urgente per valutare la situazione e ho avuto un incontro a Palazzo Chigi per comunicare a Gianni Letta anche la posizione del Comune di Roma (e cioè che nel territorio romano non esistono aree idonee per aprire una nuova discarica ndr ). La competenza da questo momento è regionale”.

Polverini ha aggiunto di aver chiesto al sottosegretario ”rassicurazioni” se diventa necessaria “una procedura di commissariamento d’urgenza in particolare per Malagrotta, della quale ora ho la gestione”. Rispondendo ai cronisti se il nuovo sito sarà nel Comune di Roma, Polverini ha risposto: ”Confermo di aver ricevuto la nota del Campidoglio (in cui in pratica si esclude questa possibilità ndr.) e che abbiamo una riunione operativa. Da questo momento in poi qualsiasi mia parola ha un peso e non intendo comunicare nulla fino a che non avrò piena consapevolezza di ciò che avviene”.

Interviene Alemanno: “Condivido il passo che il presidente della Regione ha compiuto a Palazzo Chigi per valutare la procedura d’urgenza per l’individuazione del sito alternativo a Malagrotta. Come già detto nel nostro studio presentato in Regione, sarà molto difficile individuare questo sito nell’ambito di Roma Capitale senza creare gravissimi danni ambientali, urbanistici e sociali. Si valuti piuttosto il territorio della sua provincia. Ed è necessario adottare procedure d’urgenza per ridurre al minimo l’ulteriore proroga dell’utilizzo della discarica di Malagrotta, la più grande d’Europa che dura in proroga dal 2003″.

E’ questa l’ultima puntata del braccio di ferro tra Regione-Comune sulla nuova discarica del dopo-Malagrotta, dopo l’ultima valutazione consegnata dal Campidoglio alla Regione, in cui veniva stabilito che nel territorio romano non erano presenti aree idonee. La valutazione aveva riguardato otto macroaree situate nel territorio comunale, analizzate secondo gli aspetti ambientali, gli aspetti idrogeologici, di difesa del suolo e gli aspetti territoriali.

Fra queste porzioni di territorio, quattro macroaree erano già state individuate da precedenti studi del dipartimento ambiente e protezione civile della Regione Lazio ed erano: macroarea 2, che raggruppa le località: la Barcaccia, Pantano, Fonte di Papa, Santa Colomba, Vivaro, Marcigliana; macroarea 13, con le località Monte della Chiesola, Pantano monastero, Mastaccio, Castel di Guido; macroarea 15, con le località Castel malnome, monte Carnevale, valle Galeria, fosso Galeria, ponte Malnome; macroarea 28, con Quartaccio. A questi si aggiungono i quattro siti di Procoio, Monte di Massa, Santa Palomba e Porta Medaglia, individuati dal dipartimento tutela ambientale di Roma Capitale in base agli stessi criteri presi in considerazione per l’individuazione delle macroaree.

Ma la conclusione era stata netta: “Sulla base di questo studio, Roma Capitale ha notificato alla Regione la propria valutazione sulla non esistenza di aree idonee all’interno del territorio comunale per la realizzazione di nuovi impianti integrati per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, provenienti dalla raccolta della Capitale”. E ora la parola passa alla Polverini.

Da Riano ad Allumiere, insorgono i sindaci. Una lettera-appello inviata al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. In calce la firma di 30 sindaci della provincia di Roma “che – spiega una nota – hanno aderito in poche ore dopo la notizia che il Comune di Roma non ha trovato un sito alternativo a Malagrotta sul proprio territorio. Siamo certi che nelle prossime ore e nei prossimi giorni altri sindaci si uniranno a questo appello”. Tra questi sindaci, ce ne sono anche quattro di centrodestra. Hanno aderito alla lettera i primi cittadini di Albano, Ariccia, Genzano, Lanuvio, Velletri, Ciampino, Pomezia, Ladispoli, Allumiere, Cerveteri,Monterotondo, Nettuno, Castel Gandolfo, Castel Madama, Formello, Campagnano, Genazzano, Grottaferrata, Bracciano, Manziana, Canale Monterano, Colonna, Zagarolo, Palestrina, Gallicano, Ardea, Riano, Morlupo, Ponzano, Rocca di Papa.

“Il Comune di Roma sta giocando sporco” dichiara il sindaco di Allumiere, Augusto Battilocchio, infuriato dopo avere appreso della comunicazione del Campidoglio alla Regione dove si attesta l’indisponibilità del territorio capitolino ad ospitare un impianto per il dopo Malagrotta. Il problema, infatti, rischia sempre di più di ricadere sui comuni della provincia e si era già parlato in passato di Allumiere come luogo dove spedire i rifiuti di Roma.

Il Pd attacca Alemanno: Per il segretario romano Pd, Marco Miccoli: “L’irresponsabilità e l’immobilisimo di Alemanno anche sulla questione dei rifiuti rischia di portare la Capitale ad un’emergenza di tipo napoletano. Chiedere più soldi e poteri per la Capitale, come ha fatto Alemanno, e poi pensare di portare i propri rifiuti fuori dal suo territorio è una scelta folle e che non porterà da nessuna parte. Non credo assolutamente che i Comuni intorno a Roma accetteranno di buon grado i rifiuti della Capitale soprattutto dopo che finanziamenti e nuove competenze sono state assegnate solo a Roma. Alemanno si prenda le sue responsabilità e non fugga dai propri doveri. Faccia il sindaco e non il don Abbondio”.

Secondo il consigliere regionale Carlo Lucherini (Pd), “La moina tra il sindaco di Roma e la presidente Polverini è già cominciata. Dopo il “passaggio di competenze” dal Comune di Roma alla Regione si ha infatti la brutta sensazione che il sito per sostituire Malagrotta sarà individuato in provincia. E scegliere Riano o Allumiere, tanto per fare due nomi già ampiamente circolati negli ultimi mesi, sarebbe un gravissimo errore, una manifesta ingiustizia che le popolazioni dell’hinterland romano non accetteranno mai”.

da Repubblica.it


-- Scarica Firmano tutti, Santa Marinella non c'è in PDF --


Chi l’Ama e chi non l’ama

L’assessore Fabrizio Romitelli conferma la scelta di rimettere nelle mani del Sindaco la delega alla nettezza urbana e difende la regolarità del bando.

“In merito agli articoli di stampa di qualche giorno fa – dichiara Romitelli – vorrei chiarire alcuni aspetti e concetti che sono stati travisati. Innanzi tutto mi scuso con la cittadinanza e mi assumo la responsabilità del fallimento del rapporto di lavoro con la soc. AMA, soprattutto per quanto riguarda la pulizia della stagione estiva. Durante il mio mandato ho cercato di instaurare un rapporto di dialogo e collaborazione, ma si sono verificate alcune situazioni difficili da gestire, visto il continuo avvicendamento di responsabili della società e le pessime condizioni di mezzi e strutture a disposizione degli operai, che comunque ringrazio per aver lavorato con dedizione.

Per quanto riguarda il bando – continua Romitelli – la soc. Erika ha redatto un piano di lavoro per la raccolta differenziata che garantisse il dovuto decoro che la nostra città merita.

Relativamente alla commissione di gara invece, ci siamo avvalsi dei dirigenti interni, che sono capaci e preparati, garantendo la massima trasparenza e regolarità. Sostengo in pieno quindi la dirigente Zangara e tutta la commissione, che ha lavorato per raggiungere questo importante obiettivo per la città di Santa Marinella.

Ritengo strumentali – conclude Romitelli – le accuse dell’opposizione;ho rimesso la delega ai rifiuti urbani per problemi personali, e non per presunte discrepanze tra il sottoscritto e il Sindaco. La scelta del Primo Cittadino di consegnare la delega al Presidente Rossanese è ponderata in quanto detiene già quella all’ambiente. Gli auguro quindi di fare meglio del sottoscritto con la nuova ditta che subentrerà a breve all’AMA e che Santa Marinella torni ad essere una città pulita e decorosa”.

Ufficio Stampa del Comune di Santa Marinella


-- Scarica Chi l'Ama e chi non l'ama in PDF --


I replicanti

“Io ne ho viste cose, che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi b balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser”. I replicanti a cui mi riferisco però non sono quelli narrati nella storia di Blade Runner ma più prosaicamente i nostri comunicatori cittadini che non hanno mai nulla di nuovo da offrire e si limitano a replicare (da qui il nome di cui sopra) ad ogni piè sospinto, giocando di rimessa, sempre in difesa e mai in attacco. Hai voglia tu a sottolineare che serve il mestiere, che paghiamo troppo per avere praticamente nulla, che la comunicazione del comune ci costa sette euro sette a riga. Il problema non è di quei poveri ragazzi: hanno trovato la poltrona vuota ed hanno collocato le loro auguste chiappette al caldo. La bandiera italica ha al centro lo stemma “tengo famiglia” e non l’ho detto io, faccio il giornalista e mi voglio limitare a raccontare questa stranissima città. La differenza epocale che qui sentiamo tutta è tra il “governo del fare”, sponsorizzato dall’inossidabile Cavaliere ed il governo del chiacchierare, strana realtà santamarinellese. E se almeno sapessero raccontare le cose, se ci sapessero intortare per bene potremmo essere soddisfatti. Oggi mi passano per una stra-vittoria la concessione di un contributo per la raccolta differenziata (stavolta “grazie Lollo” non ha funzionato, siamo alla Provincia non in Regione, a chiedere con il cappello in mano). Dov’è il trucco? Che dall’epoca del Faraone queta dovrebbe essere la terza o la quarta volta che qualcuno ci accorda un contributo per un progetto che non siamo stati in grado di far partire semplicemente perche non esiste. La cosa più grave è che andremo in consiglio comunale, forse venerdì, per battezzare la gara di appalto per far sostituire l’Ama concedendo contemporaneamente una proroga alla stessa Ama perché la gara d’appalto di cui si parla da due anni ancora non è stato in grado di farla partire nessuno. La politica, innanzitutto, si deve pensare, meditare, concepire. Senza la politica l’amministrazione è semplicemente burocrazia. La politica si pensa e si comunica in una maniera che non deve essere soltanto in grado di far conoscere le scelte di chi governa a chi viene governato ma anche di trascinare la gente a condividere certe scelte. Se non si fanno però scelte vere si rischia di far degenerare la politica a quella che qualcuno proprio qualche giorno fa ha definito “un teatrino cortigiano”. Adesso qualcuno replichi pure a queste mie affermazioni. L’unica cosa che non si potrà smentire è che la gente della mia città è stata ancora una volta presa in giro, su un tema di importanza epocale, perche qualcuno che doveva operare e comunicare certe scelte, non oso dire addirittura “condividerle” aveva altro da fare. “Quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia” ha detto il replicante, quello autentico.

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

object width=”320″ height=”265″>


-- Scarica I replicanti in PDF --


Una discarica non è solo immondizia

Il problema delle discariche abusive nel nostro Comune è davvero grave, tant’è che la minoranza sta per presentare un’ulteriore interrogazione.

Questa però è una risposta che scrivo come insegnante. Come si può immaginare, veder nascere e rinascere continuamente una discarica all’ingresso del nostro liceo è per noi docenti particolarmente deprimente. Inutile parlare di regole e rispetto, affrontare l’educazione civica e studiare la bellezza nelle arti, se poi quella discarica è l’esempio concreto che il mondo va da tutt’altra parte.

Come si può intuire, il problema è particolarmente grave ad inizio di scuola, perché è sufficiente che qualche settimana trascorra senza segnalazioni, per ritrovarsi una discarica vera e propria, con notevoli cumuli di rifiuti ingombranti e di risulta. Avviato l’anno scolastico succede questo: le cariche di responsabilità del nostro liceo segnalano la discarica; tra la segnalazione e l’intervento passano qualche volta alcuni giorni, più spesso diverse settimane, se non mesi. Nel frattempo la discarica cresce. Se si tratta di rifiuti ingombranti la rimozione è relativamente semplice. Con i suoi tempi, ma comunque AMA arriva e porta via. Il frigorifero e alcuni mobili sono infatti stati rimossi dopo pochi giorni dall’inizio della scuola, se ci avete fatto caso.

Ben diverso è il caso dei materiali di risulta, per cui c’è necessità di ruspe, camion e aree di smaltimento. Da quando qualcuno ha fatto il salto di qualità scaricando sulla strada calcinacci, lavandini e water, questi stazionano persino dei mesi nell’area, mentre ogni giorno la discarica cresce sempre di più e si “arricchisce”. Di altri calcinacci e di nuovi rifiuti ingombranti. Esempio di questi giorni: tra venerdì e domenica notte sono stati scaricati parecchi mobili bianchi e rotti. Venerdì non c’erano, ora sì.

La discarica che abbiamo trovato al ritorno dalle vacanze è per altro fra le più consistenti degli ultimi anni. C’erano persino dei cassoni di eternit che almeno quelli sono stati rimossi subito dall’ufficio tecnico. Per tutto il resto, come sempre la segnalazione è stata fatta. A parte l’intervento che ho appena ricordato, pare che l’ufficio tecnico abbia dato mandato ad Ama di rimuovere anche i calcinacci, ma i giorni passano e la discarica cresce. Questa mattina l’ufficio tecnico è stato nuovamente sollecitato a intervenire e ha preso l’impegno di sollecitare a sua volta di nuovo Ama. Il problema è che è necessario inventarsi qualcosa di risolutivo, altrimenti l’area resterà pulita qualche giorno, dopo di che si ricomincerà da capo…

Paola Rocchi


-- Scarica Una discarica non è solo immondizia in PDF --