Il Piano degli speculatori

Circa un anno fa (27 gennaio 2011), il PRC-FdS organizzò un convegno per illustrare ai cittadini il Piano Casa della Regione Lazio. Concepito dal governo Berlusconi per il rilancio dell’economia, esso si è tradotto nel punto caratterizzante il programma elettorale della Polverini e del suo assessore Ciocchetti.

Cercammo allora di dimostrare come il Piano Casa non costituisse affatto una soluzione al problema abitativo: di case, anche a S. Marinella, ce ne sono troppe e quasi tutte vuote, ma dal costo proibitivo e dall’affitto inaccessibile. Che poi il Piano Casa costituisca un volano economico è tutto da dimostrare: nei primi 4 mesi dall’entrata in vigore della legge, sono stati presentate nel Lazio solo 202 richieste di permesso di ampliamento (fonte “Sole 24 ore”). A chi serve allora questa legge? Soprattutto a coloro che vogliono mettere le mani sugli immobili dismessi (edifici pubblici, impianti industriali, capannoni agricoli, alberghi e ostelli, caserme…..) che, grazie al Piano Casa, non solo possono crescere in cubatura ma cambiare destinazione d’uso. Il grosso dell’affaire è proprio qui: la trasformazione da servizi in abitativo di (quasi) qualsiasi immobile. Quello che la legge proibiva è divenuto lecito per la gioia degli speculatori.

Il Piano Casa inoltre consente il cambiamento di destinazioni d’uso anche al parzialmente edificato o ancora da edificare, facilitando ulteriormente le procedure di Piano Integrato ed accordo di programma a favore dei costruttori e sacrificando i servizi per la collettività.

Il Piano Casa prevede all’art. 2 comma 4 che i comuni, entro il termine “perentorio” del 31 gennaio 2012, possano individuare (bontà loro, non è obbligatorio), con deliberazione del consiglio comunale, ambiti in cui escludere l’applicazione dalla legge.

La legge non di applica inoltre nei centri storici riconosciuti dal PTPR (Piano Territoriale Paesaggistico Regionale), nelle aree sottoposte al vincolo di “inedificabilità assoluta”, nel demanio marittimo, in ville e casali edificati prima degli anni Trenta, nelle zone a particolare rischio idrogeologico o nevralgiche per l’interesse nazionale. Tutti gli altri vincoli presenti nel PTPR e non (aree boschive, marittime, di interesse naturalistico, oasi, parchi…..) non sono esclusi dalla legge. Questo rende incostituzionale il Piano Casa del Lazio, nella sua stesura definitiva del 13 agosto 2011. A sporgere denuncia furono i Ministri Galan e Prestigiacomo (Beni culturali ed Ambiente del governo Berlusconi) in quanto una regione (nemmeno a Statuto speciale) avrebbe dovuto astenersi dal violare la Costituzione (che impone allo Stato la difesa del suo patrimonio naturalistico, faunistico e paesaggistico) ed una serie di leggi nazionali di natura superiore. Per questo sul Piano Casa della Polverini pende ancora un parere definitivo della Corte Costituzionale.

Venendo a S. Marinella diciamo che il nostro Comune, non avendo mai avuto le idee chiare sulle zone a rischio idrogeologico (su cui si è continuato a costruire allegramente), né su quali siano i suoi edifici di pregio (ad esempio, la villa con l’osservatorio astronomico vicino al parco Kennedy, con l’enorme parco annesso, sarà un edificio di pregio?), e nemmeno sui i vincoli imposti dal PTPR (per esempio su Quartaccia), si è limitato a perimetrare il centro storico (porticciolo), la fascia costiera, la foce del fosso di Vallesemplice e le ville liberty. Ha inizialmente riconosciuto che le aree interessate a Piano Integrato (Baia Serena o Poggio Principe) potevano essere esentate dal cambio di destinazione d’uso degli immobili destinati a servizi (patteggiati con il privato); lo stesso poteva dirsi per l’area dell’ex cementificio, in cui il rischio idrogeologico si unisce al pregio di un raro esempio di archeologia industriale d’inizio 900. Malgrado l’operazione non costituisse affatto il massimo della tutela, il 30 gennaio la maggioranza è riuscita a cancellare dall’esenzione al Piano casa sia immensa area dell’ex cementificio che Baia Serena, rimangiandosi in un sol boccone l’impegno di pretendere dal costruttore Alibrandi (lo stesso del Piano Integrato Benigni) i servizi mai completati a Prato del Mare. C’è da chiedersi quale costruttore privato onorerà i suoi doveri, ora che non solo Bacheca ma anche la Polverini lo hanno messo in condizione di piegare ai suoi interessi enormi aree urbane.

 

Circolo PRC-FdS “Benedetti Michelangeli”, S.Marinella

 

 

 

 

 


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Alessandro scende in piazza

Egregio Direttore,

mi consenta di replicare, con la presente, all’articolo apparso in data odierna sul quotidiano “la Voce” dal titolo “La Maggioranza fa polemiche con lo scopo di nascondere alla città la propria incapacità”. Nell’articolo in questione, l’opposizione consiliare della Perla del Tirreno replica ad un pezzo, redatto dal sottoscritto e pubblicato sul trimestrale “Il Popolo del Litorale”, un giornalino su Santa Marinella, voluto e realizzato, dall’associazione “Insieme per il Popolo della Libertà”, che fa capo, appunto, al sindaco Roberto Bacheca.

Innanzi tutto desidero ringraziare la minoranza per l’epiteto di “novello Vittorio Feltri nostrano”, di cui sono assolutamente indegno data la calibratura del personaggio al quale mi hanno paragonato, ma al di là questa superflua parentesi personale, volevo sottolineare che quando mi è stata presentata l’opportunità di avere uno spazio su quel giornalino, opportunità per la quale mi è doveroso ringraziare il Sindaco Bacheca nonché il direttivo dell’associazione ed in particolare il collega Roberto Boccoli, sono stato molto entusiasta in quanto, finalmente, ho avuto uno spazio nel quale esprimere una libera analisi sulla situazione politica cittadina. Ho descritto tale situazione, se pure parzialmente, dal mio punto di vista che ho maturato come spettatore esterno delle vicende politiche di questi anni, ed in particolar modo negli ultimi due, in cui ho svolto il collaboratore giornalistico nella nostra città. Ebbene, io credo che chi proviene da un’esperienza così negativa e devastante, a mio avviso, per Santa Marinella, come quella dell’amministrazione Tidei, onestamente, dovrebbe evitare di parlare di politica fatta di proclami, di polemiche sterili, di poca partecipazione sociale, di guerre a colpi di manifesti e demagogici annunci, ma anche di clientelismi; una serie di elementi, questi, che sono stati importati nella nostra città proprio da quella coalizione di centro sinistra e che hanno per un notevole periodo di tempo spaccato il tessuto sociale cittadino, una spaccatura che si dimostra e si è manifestata maggiormente, proprio nel centrosinistra, che, guarda caso, si è presentato alle elezioni frantumato in gruppi e gruppetti che come schegge impazzite dicevano e dicono tutto e il contrario di tutto, oggi uniti solo, appunto, quando c’è da attaccare Bacheca o da presentare una denuncia contro l’amministrazione comunale. Che questa opposizione non abbia veramente più nulla da dire, lo dimostra il fatto che per replicare a me, è stato necessario, per l’ennesima volta, rispolverare il noiosissimo elenco di opere pubbliche di cui rivendicano – quasi sempre immeritatamente – la paternità. Cari consiglieri di minoranza, è comprensibile la vostra nostalgia per il bel (un aggettivo che vale solo per voi, ovviamente) tempo in cui avete amministrato: ma sono passati anche 6 anni… perché non provate ad andare un poco avanti? Francamente, non se ne può proprio più di sentire gli stessi concetti, ripetuti e ripetuti come un disco rotto, per anni.

Per quanto riguarda poi la situazione attuale, è innegabile che per risanare una città, non bastano certo cinque anni, ma forse nemmeno dieci, così come è innegabile che si stanno facendo degli sforzi sovraumani in questo senso e che, nonostante la difficilissima congiuntura economica mondiale e più in particolare un territorio con problematiche irrisolte da decenni, che spesso non dipendono neanche dalla politica, l’attuale amministrazione comunale, ci stia riuscendo.

Ecco perché, direttore, nel mio articolo, ho voluto esprimere con forza un concetto: se ogni provvedimento strategico per Santa Marinella, che possa portare posti di lavoro e benessere, come ad esempio il porto o lo sblocco di terreni edili o, se vogliamo, anche l’affidamento in gestione di un impianto sportivo, ecc, ecc. viene sistematicamente bloccato dal partito del “no”, (nel nostro caso, forse sarebbe più appropriato dire “coalizione”, in quanto formata da Udc, Pd e “Un’altra città è possibile”), si crea un danno grave per la città e per i cittadini. Voglio inoltre rispedire al mittente l’accusa ridicola in merito ai cittadini che li hanno votati, che secondo i consiglieri di minoranza sono stati da me considerati “voci petulanti di fronte alle quali tapparsi le orecchie”, poiché appare evidente che i nostri rappresentanti agiscono autonomamente rispetto al voto che gli è stato dato, anzi, forse molti di quei cittadini che nel 2008 hanno conferito a loro la fiducia, oggi se ne sono pentiti amaramente. E’ per questo che se le opposizioni proseguiranno con la politica dei ricorsi, nella convinzione di fare il bene della città, continueranno ad essere, per me e per tanti altri santamarinellesi, un inutile ostacolo allo sviluppo della Perla.

Ringraziandola per l’attenzione, porgo cordiali saluti.

Alessandro D’Alessio


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Una nave senza nocchiero

In assenza del Sindaco Bacheca e del Presidente del Consiglio Rossanese, il 26 agosto si è riunita una surreale seduta di consiglio dopo tre mesi di latitanza (l?ultimo consiglio comunale risale al 28 maggio, interamente dedicato alla ratifica di precedenti delibere).

Le interrogazioni della minoranza, presentate tra il dicembre 2009 e il gennaio 2010 sono finalmente comparse nell?Odg ma in coda, dopo nove mesi di silenzio. E? stato richiesto dai consiglieri di minoranza il rispetto del regolamento, proposto dalla stessa maggioranza, che prevede la risposta alle interrogazioni entro trenta giorni in apertura di seduta consiliare. La richiesta non è stata accolta ed il regolamento è stato allegramente disatteso. E? stato inoltre fatto notare dalla minoranza che le commissioni consiliari, costituite per lavorare sui problemi più significativi della città, vengono disertate dalla maggioranza per cui esse non si riuniscono.

Si è poi proceduto ad approvare: 31 variazioni di bilancio (approvato con grande ritardo, grazie alla proroga Maroni, solo a maggio), la costituzione della nuova commissione tributaria antievasione imposta dal governo (salvo poi specificare a voce che si sarebbe fatto in modo di non costituirla), un nuovo, farraginoso, regolamento comunale per i lavori in economia. Si è inoltre annunciato (sarà la quinta volta) l?inizio dei lavori per l?ampliamento del ponte tra via Rucellai e via IV Novembre (il cosiddetto ?ponte dei carabinieri”). Era ormai l’una e mezza quando si è finalmente giunti alle interrogazioni della minoranza, che sono state nuovamente rinviate.

In piena sintonia con quanto avviene a livello nazionale, chi governa (con il 30% dei consensi) si comporta come un potere insindacabile: approva regolamenti che calpesta e leggi di bilancio che disattende, istituisce commissioni a cui non partecipa.

Assistiamo non solo pressappochismo ed inefficienza ma anche lo svuotamento di un patto democratico, l?umiliazione dell?assemblea elettiva e del lavoro, sempre più demotivato, dei tecnici comunali. Dopo un’estate tra le più sciatte che si ricordino, in una situazione di abbandono della città tra sporcizia e mare inquinato, il lungo silenzio istituzionale non viene rotto da questo consiglio comunale, né ci fa sperare in un futuro migliore.

Circolo del PRC di S. Marinella Benedetti Michelangeli


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PRC risponde alla Asl: Bacheca come Tidei

La risposta della ASL alle nostre osservazioni sui 9000 euro per l’affitto dei locali a Valdambrini, mal serviti da un punto di vista dei collegamenti e forse non idonei ad essere utilizzati come ambulatori, non entra nel merito della questione sollevata ma si limita ad addossare agli amministratori precedenti la responsabilità della decisione. Ci si risponde che essa non può essere cambiata senza rischiare il pagamento di penali ma non si fuga il dubbio sul danno ai contribuenti. Ci si chiede, inoltre, dov’era il PRC di S. Marinella nel 2007, quando le scelte sugli affitti (allora si parlava di vendita alla ASL degli stesi locali) venivano fatte. Siamo ben felici di rispondere che nel 2007 l’attuale centro commerciale di Valdambrini era un cantiere che il PRC ha cercato di osteggiare in ogni modo, denunciando alla Procura che agli Enti Locali competenti il mancato rispetto delle ordinanze e normative sulla sicurezza del cantiere, la tombatura del fosso, il mancato rispetto della VIA dell’ecomostro e la sua pericolosa vicinanza alla scuola elementare (minacciata dalla gru, dalle polveri e dal continuo passaggio di automezzi). Abbiamo denunciato il sequestro di un intero quartiere bloccato dal traffico dei camion e poi, ad opera finita, abbiamo raccolto firme sul problema alla viabilità indotto dal centro commerciale. Tutte le diffide sono state cestinate dall’impresa costruttrice e dagli amministratori locali come fossero carta straccia. Poi l’amministrazione comunale è cambiata ma non la politica verso la TREDDI, portata avanti da Tidei così come da Bacheca. Ci pare che lo stesso sia avvenuto per la ASL, la cui amministrazione è cambiata ma si persevera nelle decisioni prese, anche se sospette di sperperare denaro pubblico, prendendosela con chi le denuncia.

Circolo PRC “Benedetti Michelangeli”  S. Marinella


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Il Porto abbassa la sbarra

Il PRC di S. Marinella esprime il suo più totale disappunto verso la nuova ordinanza dell’11.06.2010 della Capitaneria del porto di Civitavecchia, la quale recita testualmente all’art. 1: “Le sbarre di accesso al porto di Santa Marinella rimangono chiuse dal 1 giugno al 30 agosto tutti i giorni, dalle ore 22.00 alle ore 14.00 del giorno successivo. Ulteriori periodi ed orari di chiusura in occasione di manifestazioni veliche o altri eventi con elevato afflusso veicolare e pedonale in ambito portuale, saranno appositamente disciplinati con specifico provvedimento” (troverete il testo integrale sul sito http://perlacomunista.blogspot.com/). L’ordinanza risulta restrittiva rispetto la precedente del 2008 la quale prevedeva, nello steso periodo, la chiusura della sbarra dalle 22 alle 14 solo di sabato e domenica e nei giorni festivi e prefestivi. Naturalmente la scorsa estate la Porto Romano aveva cercato di eludere l’ordinanza chiudendo la sbarra tutti i giorni. Una manifestazione pubblica di protesta del Circolo PRC di S. Marinella aveva costretto la Porto Romano a rispettare l’ordinanza e ad alzare la sbarra. Quest’anno la Capitaneria di Civitavecchia si è prontamente adeguata alle aspettative della Porto Romano precludendo l’ingresso alle auto tutti i giorni. Mentre ci chiediamo quali saranno le prossime restrizioni a cittadini e villeggianti (e meno male che si doveva incrementare il turismo), l’assessore Marongiu ha indetto un concorso presso gli alunni della scuola media “Carducci” e del Liceo Scientifico “Galilei” sul nome dare al nuovo porto turistico. Con che autorità l’Assessore ha voluto coinvolgere gli scolari di S. Marinella ad una decisione che è solo politica? La Giunta Bacheca sta infatti testardamente perseguendo il progetto di espansione del porto con una procedura impugnata dalla minoranza presso il TAR, affidando alla porto Romano non solo la speculazione edilizia (10.200 mq residenziali), ma anche l’attuale darsena. Mentre si espropria la città dal suo porto e si interdice la cittadinanza dai suoi spazi, si strumentalizzano i ragazzi in una operazione di mera propaganda, facendo scegliere loro il nome del bene di cui, per volontà dello stesso Marongiu, non godranno.

Il Circolo del PRC di S. Marinella “Benedetti Michelangeli”

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Treddì trasloca la Asl

La ditta edile TREDDI ha inviato una sorta di sollecito alla ASL a trasferire i suoi ambulatori ed il consultorio presso il centro commerciale in Via Valdambrini entro il mese di luglio, pagando per l’affitto dei 493 mq (con annesso terrazzo) l’incredibile cifra di quasi 9000 euro al mese, oltre il 100.000 euro l’anno. E’ inutile ricordare che trattasi del denaro dei contribuenti, sottratto ad investimenti più congrui quali, per esempio, il potenziamento dei servizi sanitari o l’accensione di un mutuo per l’acquisto di un immobile più idoneo al servizio. I dipendenti della ASL che hanno visitato i nuovi locali lamentano il problema che 7 delle 16 stanze disponibili non dispongono di finestre e dovrebbero essere utilizzate come magazzini piuttosto che adibite ad ambulatori. Persino la sala d’attesa non è provvista di finestre ma di un lucernario.

Viene inoltre a sparire lo spazio per il centro d’ascolto “Punto Blu”, attualmente operativo nella sede ASL del Majorca.

Nella speranza che l’ufficio tecnico della ASL abbia effettuato tutti sopralluoghi previsti per dichiarare i locali idonei al servizio sanitario, ci chiediamo il perché di una decisione così penalizzante per le casse pubbliche e per i contribuenti e se sia stata fatta una gara per cercare soluzioni meno onerose.

Rimane inoltre aperto, a detta dei dipendenti ASL, l’annoso problema di come l’utenza riuscirà a raggiungere un servizio così mal collegato al resto del paese. A nulla infatti sono servite le quasi 700 firme raccolte dalle forze d’opposizione in consiglio comunale e dalla Federazione della Sinistra per sollecitare il Sindaco a risolvere il problema della viabilità prima del trasferimento della ASL, nonché degli stessi uffici comunali. Non possiamo inoltre non stupirci dell’incredibile credito che la TREDDI sembra vantare presso la ASL, nonché presso l’attuale amministrazione di S. Marinella.

Circolo del PRC di S. Marinella “Benedetti Michelangeli”


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Nasce il comitato per l’acqua pubblica

Venerdì 7 maggio la lista civica “Un’altra città è possibile”, l’Associazione “Vivere meglio”, il comitato di Via Ortigara, “Cittadinanzattiva” e la Federazione della Sinistra hanno costituito anche a S. Marinella il comitato cittadino in difesa dell’acqua pubblica. Il comitato aderisce al Coordinamento Provinciale di Roma Nord (CPRN) per la campagna nazionale di promozione dei Referendum.

Il comitato intende diffondere informazioni sulla campagna in difesa dell’acqua pubblica e raccogliere firme a sostegno di tre referendum di iniziativa popolare per l’abrogazione di tre articoli di legge relativi alla privatizzazione della gestione del servizio idrico. Ricordiamo che in virtù delle recenti norme del 2008 i Comuni, che non abbiano ancora provveduto ad esternalizzare il servizio, dovranno affidare la gestione dall’acqua ai privati o a società miste pubblico-privato, in cui la quota del pubblico non dovrà superare il 40% entro il 2013 ed il 30% entro il 2015.

La campagna di raccolta firme durerà fino al 4 luglio.


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Fine della storia, brutta storia

Il 28 dicembre, a notte inoltrata, la maggioranza Bacheca ha approvato l’accordo di programma con la Porto Romano. L’approvazione è avvenuta in solitudine e senza alcun dibattito, visto che l?opposizione compatta ha

abbandonato l’aula per protesta. La commissione consiliare sul porto, richiesta il 7 luglio 2008 (un anno e mezzo fa) fu approvata in virtù dell’impatto che la grande opera avrebbe comportato. L’ampliamento fino a tre volte del porto coinvolge l’unica spiaggia libera in area urbana, la foce di due fossi, in assenza di un piano particolareggiato della costa e persino di un piano di viabilità. La commissione consiliare sul porto aveva lo scopo di coinvolgere la città nell’eterna diatriba tra Comune e società Porto Romano, restituendo ai

cittadini facoltà di decisione su un bene di loro proprietà, sottrattogli in maniera truffaldina dal losco decreto Dini.

Invece non solo la commissione ma l?intera opposizione non ha potuto accedere a nessuno degli atti che un progetto da trenta milioni di euro dovrebbe fornire in grande (e particolareggiata) copia. Gli emendamenti del Comune non sono stati resi disponibili nemmeno alle associazioni di diportisti interessate, le quali per conoscerle hanno aspettato la relazione in consiglio di Venanzio Bianchi fino all’una e trenta di notte.

L’ultimo atto di assoluta sudditanza dei nostri amministratori alla Porto Romano è stata consumato.

Il PRC ha, nell’ordine, sostenuto l’illegittimità del Decreto Dini, l’importanza di restituire il Porto agli enti pubblici competenti (Regione Lazio e Comune di S. Marinella) con un ricorso alla corte costituzionale; la necessità di pianificare un ampliamento (molto più modesto) con strumenti urbanistici trasparenti e razionali (piano della costa, piano del centro), registrando le reali necessità della città; l’urgenza di una VIA, visto il coinvolgimento dei fossi. Nessuna di queste opzioni è stata accolta, né dalla Regione né dal Comune.

Come la consigliera Rocchi ha giustamente ricordato, la società Porto Romano (non interessata all’ampliamento del porto ma solo al lucro sull’esistente) si è ben guardata dal portare aventi la convenzione originaria: ha preteso un accordo di programma in cui la fetta al privato fosse molto più appetitosa (ci sono infatti, ad esempio, i residence, non previsti dall’originaria convenzione). Ricordiamo la Porto Romano non ha ottemperato ad alcuno degli impegni sottoscritti e non ha precluso l’accesso al porto ai cittadini solo perché quest’ultimi hanno fatto la voce grossa, nel silenzio ossequioso del Sindaco. Anche lunedì, in Consiglio Comunale, l’Assessore Venanzo Bianchi (con delega al porto) non ha mancato di sottolineare l?impotenza del Comune rispetto alla Porto Romano e la necessità che la città ha dell’opera, futuro volano dell’economia locale (che però fino ad oggi non ha creato nemmeno mezzo posto di lavoro).

La città non è stata difesa, visto che persino l’avvocato del Comune è pagato dalla Porto Romano, e non è stata tutelata nemmeno nell’atto finale dell’iter, sottraendo all’opposizione quell’azione di controllo che poteva garantire all’accordo maggiore trasparenza.

La brutta storia del porto si conclude ingloriosamente, come ingloriosamente è cominciata. Vista l’alta probabilità che società Porto Romano porterà avanti le infrastrutture meno costose e più redditizie, affidando a valenti avvocati il compito di trovare i cavilli che impediscano quei famosi grandi investimenti infrastrutturali, che l’Assessore Bianchi fiduciosamente annuncia e attende da anni, bisogna continuare a vigilare su questa storia, tipicamente italiana.

Il Circolo del PRC di S. Marinella “Benedetti Michelangeli”


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Chi punta sul ponte s’impunta

ponte
Mentre il Governo nazionale si accinge a sperperare miliardi di euro per il Ponte sullo Stretto, a Santa Marinella l’Amministrazione comunale non riesce neanche a completare il Ponte di via Lazio.

Dopo una chiusura per lavori, protrattasi ben oltre il tempo stabilito e una
prima annunciata, poi (il giorno prima) rimandata, “risolutiva” inaugurazione,
l’agognato ponte torna più stretto e più pericoloso di prima.
Un avvallamento gigantesco e seminascosto ha causato nel primo giorno di
apertura più di un problema(anche serio) agli sventurati automobilisti
transitati per via Lazio, con la conseguente circolazione a senso alternato
della sede stradale.

Ci domandiamo come il Direttore dei Lavori abbia potuto consentirne
l’apertura, e come nessuno dei nostri inaugurandi amministratori abbia
controllato lo stato di avanzamento dei lavori prima e la loro completa
conclusione poi. Sarà per la paura di farsi vedere a Valdambrini??
Ci domandiamo inoltre come mai tutta questa fretta nell’inaugurare un’opera
priva di collaudi. Non sarà che questa amministrazione avverte il “pressing”

che opinione pubblica e opposizione stanno esercitado sul problema della

viabilità nel quartiere?

Per il centrodestra santamarinellese: dal Ponte sullo Stretto al Ponte

Stretto Stretto.

Circolo PRC “Benedetti Michelangeli” di S. Marinella

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Paola Rocchi: Giovanni è indispensabile, anche fuori dal Consiglio

Sulle dimissioni di Giovanni Dani da consigliere comunale interviene, rammaricata, paola Rocchi, candidato sindaco nella lista in cui Dani si è presentato alle ultime elezioni amministrative ed ora capogruppo anche dello stesso Dani. “All’indomani delle sue dimissioni da Consigliere di minoranza voglio porgere a Giovanni Dani i miei saluti ed i miei ringraziamenti per l’opera fin qui svolta. Con le sue dimissioni il Consiglio Comunale di Santa Marinella perde una persona di grande spessore e di autentica passione politica; un uomo intelligente, creativo, pulito e generoso. Come capogruppo della lista “Un’altra città è possibile” non posso che condividere la dura analisi della attuale situazione politica di Santa Marinella con la quale Giovanni si è dimesso. Ne capisco benissimo le delusioni e la stanchezza, la rabbia genuina, che tante volte è capitato anche a me di provare. Naturalmente – continua paola Rocchi – continuo a credere nel ruolo della nostra lista, del nostro progetto, delle nostre idee di vero rinnovamento, come del resto Dani. Per quelle stesse idee Giovanni continuerà a battersi fuori dal Consiglio come ha dichiarato, mentre io continuerò a farlo nel mio ruolo istituzionale di minoranza, con tutto quello che ciò comporta. Avrò al mio fianco Stefano Massera di cui tutti in città conoscono le doti umane, la determinazione e le competenze professionali. Di lui personalmente conosco bene anche la passione civile, nonché i suoi tanti interessi che lo rendono una persona aperta al mondo, curiosa e sempre aggiornata. Come tutti i candidati della nostra lista, Stefano condivide inoltre con Giovanni la stessa idea di una politica trasparente e sganciata da ogni interesse personale. Gli porgo i miei più calorosi auguri di buon lavoro. Vorrei in questa occasione anche ringraziare il Partito della Rifondazione Comunista che a mio parere comunque costituisce a Santa Marinella un punto di riferimento anche per chi ha assunto a sinistra posizioni più moderate. In questi mesi il Partito della Rifondazione è stato sempre vicino alla lista con grande coerenza e supporto, morale e pratico. Non dubito che i suoi rappresentanti continueranno a farlo. La verità è che, anche a Santa Marinella, la strada per una politica realmente nuova (ispirata agli ideali di vera democrazia, al rifiuto delle spartizioni partitocratriche, al rispetto delle regole, alla giustizia sociale, alla difesa dell’ambiente) è in salita, ma di sicuro possibile. Si tratta davvero di costruire un fronte compatto e competente, un’alternativa concreta a questo centro-destra inefficiente nella pratica di governo e ammuffito nei metodi. La precedente esperienza a fianco di Pietro Tidei non ha fatto che lacerare, dividere e sfinire le forze di centrosinistra. Ora che quell’esperienza si allontana, costruire la nostra alternativa sarà più facile. Nonostante le dimissioni di Giovanni, il nostro comune progetto prosegue, nella condivisione con altre forze sane della città.”


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