Quello di ieri sera non è stato un gran bell’esempio di partecipazione popolare e di democrazia. Potremmo definirlo un consiglio nella media, o, se volete veramente un consiglio, statevene a casa. La partecipazione della gente è sempre più scarsa. Forse proprio per questo si continuano e si continueranno a fare le sedute in quella angusta sede. Gli argomenti all’ordine del giorno erano tutti abbastanza modesti: spargimento delle ceneri al vento, matrimoni civili al Castello di Santa Severa. La ragione che ha fatto rompere gli indugi a questa amministrazione e le ha fatto tenere un consiglio comunale convocato fuori dai termini legali è un’altra. Anche Harry Potter ed i suoi sodali sono appassionati di musica: dopo l’inno nazionale vogliono sentir suonare la marcia indietro e questa probabilmente sarà il tema conduttore anche della loro pur ormai decotta, pur breve, esperienza amministrativa. Abbiamo scherzato, hanno cantato ieri sera, e su più di un tema. Ad esempio si è concionato, con la massima serietà, sul fatto che fosse opportuno trovare un sistema per garantire parametri di accesso alle nomine fatte in rappresentanza del comune presso consigli, istituzioni ed enti. Giusto, ma i buoi ormai sono tutti a pascolare fuori. Si perchè questa giunta, fatta di emeriti lottizzatori, le nomine le ha già fatte tutte e quindi il regolamento servirà per il prossimo futuro, sicuramente futuro ma speriamo non tanto prossimo. Alti, belli, laureati, con un curriculum. Interessante, ma quando sarà? Per ora le nomine sono state fatte tutte con un unico requisito: la tessera in bocca e la coda a schiaffeggiare le chiappe. Ancora meglio sul segretario comunale, al vera ragione della seduta di ieri; un paio di consigli fa ne hanno detto peste e corna per giustificare la sua sostituzione ed ora chiedono il suo aiuto, fanno tutti il tifo per Pietro Lucidi e lo rinominano perchè nessun altro segretario comunale è voluto venire a mettere le mani in questa pasta frolla. Eda llora via a tirar tardi, con il nuovo sindaco tutto preso nel suo gioco fatto sempre di uno contro tutti, della battuta, battuta, da tirare in faccia ad ogni replica, spalleggiato da un presidente del consiglio comunale al quale, prima o poi, dovremmo regalare una copia, magari rilegata in pelle umana, del regolamento del consiglio, per evitargli altre brutte figure. Si presta a convocare fuori termini il consiglio, regola gli interventi sul suo orologio biologico, dimentica che Venanzo Bianchi non è stato eletto e quindi non può chiedere la parola in consiglio ma è lesto nel toglierla a Paola Rocchi quando questa, in aderenza ad una delibera proposta dalla maggioranza, vuole fare un intervento politico, solo perchè Grimaldi, magari distratto, l’ha accusata di ostruzionismo. Un gran brutto spettacolo, insomma, anche quando lo stesso Grimaldi ha voluto fare il colpo di teatro, tirare fuori dal cilindro un coniglio senza accorgersi che il povero animale era già morto, puzzava. L’antenna da via Ortigara andrà sull’ospedale pediatrico cittadino, la toglieremo da davanti ad una scuola perchè fa male ai bambini. E quelli malati stiano pure zitti, tanto sono malati e chissenefrega, il risultato l’abbiamo portato a casa. L’ufficio stampa del comune, o meglio la sezione propaganda dell’ufficio stampa, parla di mestatori nel torbido, cerca di trovare il pelo nell’uovo, dice che a qualcuno non sta bene questa soluzione e chi non si adegua è un sobillatore. “Non serve fare demagogia come qualcuno sta mettendo in atto – conclude Grimaldi nel comunicato stampa ufficiale - poiché il problema è serio e molto sentito dai cittadini. Mi auguro che si collabori, tra le diverse forze politiche e la cittadinanza, per trovare soluzioni comuni e risolvere definitivamente la questione” Non è proprio così: la soluzione, miei cari, la dovete trovare voi, siete stati eletti voi e voi state “governando”. Riguardo l’accusa di fare demagogia, questa mi fa onore. Quando un’anno fa me lo diceva il Faraone vi faceva comodo, vi mettevate a ridere, oggi dite che sono un “bastone fra le ruote di questa amministrazione”. Il problema non è il bastone, sono le ruote, sgonfie. I cittadini non vogliono l’antenna fra le case, non la vogliono davanti alle scuole, non la vogliono davanti all’unico ospedale della città. Datevi da fare, cominciate a lavorare, fate sul serio, stavolta.
-- Scarica Quando cominceranno a lavorare? in PDF --