Chi l’Ama e chi non l’ama

L’assessore Fabrizio Romitelli conferma la scelta di rimettere nelle mani del Sindaco la delega alla nettezza urbana e difende la regolarità del bando.

“In merito agli articoli di stampa di qualche giorno fa – dichiara Romitelli – vorrei chiarire alcuni aspetti e concetti che sono stati travisati. Innanzi tutto mi scuso con la cittadinanza e mi assumo la responsabilità del fallimento del rapporto di lavoro con la soc. AMA, soprattutto per quanto riguarda la pulizia della stagione estiva. Durante il mio mandato ho cercato di instaurare un rapporto di dialogo e collaborazione, ma si sono verificate alcune situazioni difficili da gestire, visto il continuo avvicendamento di responsabili della società e le pessime condizioni di mezzi e strutture a disposizione degli operai, che comunque ringrazio per aver lavorato con dedizione.

Per quanto riguarda il bando – continua Romitelli – la soc. Erika ha redatto un piano di lavoro per la raccolta differenziata che garantisse il dovuto decoro che la nostra città merita.

Relativamente alla commissione di gara invece, ci siamo avvalsi dei dirigenti interni, che sono capaci e preparati, garantendo la massima trasparenza e regolarità. Sostengo in pieno quindi la dirigente Zangara e tutta la commissione, che ha lavorato per raggiungere questo importante obiettivo per la città di Santa Marinella.

Ritengo strumentali – conclude Romitelli – le accuse dell’opposizione;ho rimesso la delega ai rifiuti urbani per problemi personali, e non per presunte discrepanze tra il sottoscritto e il Sindaco. La scelta del Primo Cittadino di consegnare la delega al Presidente Rossanese è ponderata in quanto detiene già quella all’ambiente. Gli auguro quindi di fare meglio del sottoscritto con la nuova ditta che subentrerà a breve all’AMA e che Santa Marinella torni ad essere una città pulita e decorosa”.

Ufficio Stampa del Comune di Santa Marinella


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Una nave senza nocchiero

In assenza del Sindaco Bacheca e del Presidente del Consiglio Rossanese, il 26 agosto si è riunita una surreale seduta di consiglio dopo tre mesi di latitanza (l?ultimo consiglio comunale risale al 28 maggio, interamente dedicato alla ratifica di precedenti delibere).

Le interrogazioni della minoranza, presentate tra il dicembre 2009 e il gennaio 2010 sono finalmente comparse nell?Odg ma in coda, dopo nove mesi di silenzio. E? stato richiesto dai consiglieri di minoranza il rispetto del regolamento, proposto dalla stessa maggioranza, che prevede la risposta alle interrogazioni entro trenta giorni in apertura di seduta consiliare. La richiesta non è stata accolta ed il regolamento è stato allegramente disatteso. E? stato inoltre fatto notare dalla minoranza che le commissioni consiliari, costituite per lavorare sui problemi più significativi della città, vengono disertate dalla maggioranza per cui esse non si riuniscono.

Si è poi proceduto ad approvare: 31 variazioni di bilancio (approvato con grande ritardo, grazie alla proroga Maroni, solo a maggio), la costituzione della nuova commissione tributaria antievasione imposta dal governo (salvo poi specificare a voce che si sarebbe fatto in modo di non costituirla), un nuovo, farraginoso, regolamento comunale per i lavori in economia. Si è inoltre annunciato (sarà la quinta volta) l?inizio dei lavori per l?ampliamento del ponte tra via Rucellai e via IV Novembre (il cosiddetto ?ponte dei carabinieri”). Era ormai l’una e mezza quando si è finalmente giunti alle interrogazioni della minoranza, che sono state nuovamente rinviate.

In piena sintonia con quanto avviene a livello nazionale, chi governa (con il 30% dei consensi) si comporta come un potere insindacabile: approva regolamenti che calpesta e leggi di bilancio che disattende, istituisce commissioni a cui non partecipa.

Assistiamo non solo pressappochismo ed inefficienza ma anche lo svuotamento di un patto democratico, l?umiliazione dell?assemblea elettiva e del lavoro, sempre più demotivato, dei tecnici comunali. Dopo un’estate tra le più sciatte che si ricordino, in una situazione di abbandono della città tra sporcizia e mare inquinato, il lungo silenzio istituzionale non viene rotto da questo consiglio comunale, né ci fa sperare in un futuro migliore.

Circolo del PRC di S. Marinella Benedetti Michelangeli


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Un Consiglio a Pasqua, uno a Natale e poi..a Ferragosto

Lo specchio di una maggioranza priva di progetti e senza rispetto per i cittadini. Dopo una stagione turistica disastrosa, giudichiamo così la convocazione del Consiglio Comunale per il prossimo 26 agosto. L’ordine del giorno parla da solo. Nessun provvedimento significativo per una città la quale, fino a che dura l’attuale maggioranza, appare destinata a vivere di rotonde, o di lottizzazioni e opere a favore di grosse società, vedi la faccenda del Porto, la lottizzazione di Poggio Bellavista e tutte le altre di cui i membri di maggioranza discutono da mesi, senza mettersi d’accordo al loro interno.

L’ordine del giorno del prossimo consiglio prevede 3 variazioni al bilancio approvato a maggio, l’approvazione di due regolamenti, il completamento di un’opera avviata dalla precedente amministrazione, e a seguire, a tarda notte, 9 interrogazioni che la minoranza ha presentato dal dicembre del 2009 al febbraio del 2010, e che riguardano, fra l?altro, la vicenda del Ponte di via Lazio, le problematiche cimiteriali, i contratti della multiservizi, le parcelle per spese legali e l’osservatorio ambientale che dovrebbe occuparsi di qualità dell’aria, salute dei cittadini e patologie legate all?inquinamento, punto n° 16 di un Consiglio previsto per le ore 21.

Discutere 9 interrogazioni, protocollate quasi un anno fa, la notte del 24 agosto dà la dimensione dello spregio e delle indifferenza nei confronti delle

regole e nei riguardi dei cittadini, da parte di Bacheca, della sua Giunta e del presidente del Consiglio Rossanese.. Non solo il regolamento prevede la discussione entro il “primo Consiglio utile” e la risposta scritta entro i 30 giorni, ma impone pure che le interrogazioni debbano essere discusse “all’inizio dela seduta”, e non inserite come ultimi punti all’ordine del girono, come nel caso del prossimo Consiglio Comunale.

La minoranza di Santa Marinella

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La centrale è accesa, le centraline spente

Martedì 2 marzo sono stati proiettati nella biblioteca civica di S. Marinella alcuni video e foto scattate all’interno della centrale ed del cantiere da alcuni dipendenti ENEL. I video sono stati girati, come ha spiegato la portavoce del Forum ambientalista Simona Ricotti, in forma rigorosamente anonima e consegnati al movimento No Coke che li ha girati alla Procura, la quale ha avviato un’inchiesta. L’anonimato è reso necessario dalla minaccia di licenziamento che grava su chi mostra immagini interne all’area cantieristica, sottratte oggi alla vista da un alto muro. L’area appare disseminata da rifiuti di tutti i generi (batterie esauste, metalli…..), su cui spiccano imballaggi bianchi siglati con la R (rifiuto pericoloso) e gli enormi cumuli di calce e cenerino, il residuo del carbone combusto, tossico e radioattivo. Nei documenti e nelle foto, la discarica giace a cielo aperto ma alcune ruspe lavorano per sotterrare parte dei rifiuti. L’interno della centrale è coperto da uno strato di diversi centimetri di ceneri. Tutte le assicurazioni di ENEL sul “carbone pulito”, su centrali ad alta tecnologia, sullo smaltimento delle ceneri con procedimenti pneumatici, evitando qualsiasi dispersione dell’ambiente e persino contatto con l’aria, sulla differenziazione ed il trasporto dei residui del cantiere e della combustione verso “centri altamente specializzati”, a quanto si evince sarebbero quindi letteralmente “andate in fumo”.

I due membri del consiglio comunale presenti, Giampiero Rossanese PDL e Paola Rocchi, capogruppo della lista “Un’altra città è possibile”, si sono impegnati ad incontrare nuovamente la cittadinanza di S. Marinella tra due mesi per relazionare su quanto emerge dall’osservatorio ambientale, magari con la presenza del Dott. Damiano Gasparri, membro dell’Osservatorio per S. Marinella. Per il momento le tre centraline previste a S. Marinella per il monitoraggio della qualità dell’aria sono spente, così come a Civitavecchia.

Un’altra città è possibile

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Per fare l’opposizione è meglio l’acqua di rose o l’aranciata?

Noi consiglieri di minoranza abbiamo congiuntamente già spiegato il perché della nostra uscita dall’ultimo Consiglio e non è il caso di tornare sui giornali: la sovraesposizione è sbagliata e in più rischia di dare un’immagine distorta. Non stiamo infatti lavorando “per andare sui giornali”; perciò, per quel che mi riguarda almeno, avrei deciso di non rispondere alla Destra che ci ha attaccato per la nostra uscita, attraverso il solito comunicato stampa. Lo faccio in questo ambito ristretto di spazi web cittadini per quei frequentatori della rete abituati ad approfondire questioni politiche.
Dico alla Destra che il loro fare opposizione all’opposizione in questo caso non lo capisco proprio.
Forse mancano delle informazioni essenziali, oppure alla Destra faceva comodo mostrare di non aver capito. Se la Destra vuole conquistarsi lo spazio duro e puro di chi fa opposizione veramente (tutti gli altri giocano) per me si può anche accomodare. Anche in questo caso, non stiamo lavorando per un primato. Ma forse la faccenda è diversa e noi consiglieri non ci siamo spiegati bene.
Allora ripeto che abbandonando il Consiglio sapevamo con esattezza l’entità del gesto, che abbiamo chiesto scusa ai cittadini, che abbiamo confessato quanto la cosa ci pesasse, ma anche che era necessaria per dare un segnale. Davvero non potremo svolgere decentemente il nostro compito se continueremo a ricevere la convocazione il venerdì pomeriggio per il lunedì.
Lunedì c’erano le nostre interrogazioni, ma contiamo di tornarci. C’era la costituzione del consorzio per l’osservatorio ambientale ma su questo argomento ci siamo già ampiamente espressi e purtroppo avremo ancora modo di farlo. La Destra (sempre presente in Consiglio) dovrebbe ricordare tutte le volte che Rocchi e Dani hanno attaccato la Maggioranza sui soldi Enel e sull’inutilità di un osservatorio ambientale pagato dall’Enel. Quello che la Destra non può sapere, è che prima di un consiglio si fa riunione di capigruppo per sveltire la discussione e che lunedì pomeriggio si è parlato appunto del consorzio. In quell’occasione io personalmente ho contestato la formazione dell’Ente dopo essermi ulteriormente chiarita le idee e aver appreso che inoltre quella era una delibera blindata, concordata con gli altri sindaci, e punto. Starci o non starci faceva poca differenza, tanto più che non finisce qui. Il nuovo carrozzone del consorzio prevede infatti la spartizione di 10 poltroncine remunerate, e a breve il sindaco dovrà indicare il suo nome per la poltroncina che gli spetta – il difensore della nostra salute secondo Bacheca – e allora ci sarà davvero da tornarci.
Per quanto riguarda l’ironia sul panino che avrebbe sostituito il Consiglio, questa sì che mi sembra puerile. Molte semplicemente avevamo bisogno di un tavolo dove decidere se scrivere un comunicato e cosa scrivere sul comunicato. (Su una cosa do ragione alla Destra: forse abbiamo esagerato. Mentre il popolo soffre, nel corso della discussione io ho persino ordinato un succo d’arancia, mentre qualcuno si smezzava a sue spese un piatto di patatine. Grave, molto grave).
Per fortuna nel comunicato della Destra dove si fa opposizione all’opposizione, c’è la buona notizia del loro interesse per la raccolta differenziata. Più siamo a chiederla e meglio è, ma anche su questo punto crediamo di avere la coscienza molto pulita.
Abbiamo presentato un’ interrogazione a settembre e un’altra a febbraio, ancora da discutere. A dicembre, per cominciare a parlare di porta a porta e per dare il nostro contributo informativo, noi di “Un’altra città è possibile” abbiamo organizzato un incontro pubblico (insieme all’associazione Vivere Meglio), alla sala Flamina, con esperti esterni. Abbiamo inoltre contribuito all’organizzazione di un altro convegno che si è tenuto a Cerveteri sempre sul tema rifiuti e raccolta differenziata. Erano presenti medici ed imprenditori che lavorano con centri di riciclo. I nostri amministratori invitati a partecipare, non si sono visti Alcune settimane fa, inoltre, abbiamo organizzato un incontro fra il delegato all’ambiente Rossanese e Massimo Piras, coordinatore della campagna di respiro regionale “Non bruciamoci il futuro”. Piras è un vero esperto in materia e ha fornito a Rossanese molte indicazioni e qualche numero di telefono. Cosa ne abbia fatto Rossanese non sappiamo, ma in ogni caso la nostra buona volontà propositiva ce l’abbiamo messa. Questa cosa non l’abbiamo propagandata, per il motivo che dicevo in premessa: non lavoriamo per andare sui giornali. Certo sentirsi poi dire dalla Maggioranza che “non facciamo proposte” e dall’opposizione all’opposizione, che non facciamo opposizione, sarebbe, volendo, un tantino scoraggiante.Paola Rocchi


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Giorno del Ricordo: due le celebrazioni, pochi gli amministratori

Nel corso delle celebrazioni per il giorno del ricordo delle genti l’amministrazione comunale di Santa Marinella ha intitolato il parco di via Lombardia, nella zona Valdambrini, ai martiri delle foibe. “Oggi è un giorno indimenticabile – ha affermato nel corso della breve cerimonia il presidente del consiglio comunale Giampiero Rossanese – sono orgoglioso, onorato e commosso. Il nostro poter ricordare 350.000 Italiani è una sensazione bellissima. Spero nella maturità dei nostri cittadini,nel rispetto di un “silenzio”che oggi abbiamo il dovere di far conoscere a tutti per dar voce alla storia che non vuole ne vinti ne vincitore ma solo poter conoscere la verità. Grazie agli alunni del Liceo Scientifico che sono intervenuti ,naturalmente il ringraziamento è esteso a chi ha dato loro il permesso di intervenire. Questo Parco non deve essere un momento di rivincita ma di ricordo di una pagina oscura della nostra storia. Consentitemi solo di augurare a chi a provato a sporcare questo giorno di riflettere che essere italiano non può essere motivo di persecuzione.” La cerimonia ha visto la partecipazione di una classe della succursale cittadina del liceo scientifico Galilei mentre è stata notata l’assenza sia dell’amministrazione comunale, rappresentata soltanto dall’assessore Degli Esposti e dal delegato Pino Galletti e della minoranza, assente probabilmente a seguito della polemica aperta nei giorni scorsi riguardo il doppio binario sul quale pare correre la memoria dell’amministrazione comunale. Diversa è stata la celebrazione organizzata da la Destra sempre a Santa Marinella ma stavolta in tarda serata e presso il monumento ai caduti in via della Libertà. Alla presenza di Alessio De Persio e Roberta Felici una ventina di persone ha pregato davanti al monumento e deposto un omaggio floreale in memoria degli italiani trucidati e costretti ad un espatrio forzoso tanti anni fa. Un modo diverso e meno appariscente per celebrare la ricorrenza con un gesto ormai entrato nel cuore di tutti gli italiani.


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Marongiu si è dimesso

“Con la presente consegno nelle tue mani la delega assessorile che tu con stima e fiducia mi hai dato”. Roberto Marongiu non è più assessore nella giunta di Roberto Bacheca. La notizia è stata resa pubblica stasera durante una conferenza stampa dal sindaco di Santa Marinella alla presenza del vicesindaco Eugenio Fratturato e dei consiglieri Maggi, Boelis, Rossanese e Gagliano. L’interessato non era presente, ha ritenuto di dover comunicare soltanto attraverso la lettera di dimissioni, stringata ed un comunicato stampa. In questo si legge di una sequela di denunce per calunnia che lo stesso Marongiu starebbe presentando in tre procure italiane per mezzo di un pool di legali al fine di “rendere palese il vero operato del sottoscritto per tutto il periodo in cui è stato l’amministratore delegato della IGS prima (fino al 12/02/08) e semplice socio successivamente (fino al 28/10/08)”. Inoltre il Marongiu si dichiara anche “sconcertato da dichiarazioni destituite di ogni fondamento e dalla facilità con cui un cittadino che svolge un’attività imprenditoriale possa essere messo alla gogna solo sulla base di dichiarazioni infondate ed assurdamente false”. Medesima la linea tenuta finora dall’amministrazione comunale di Santa Marinella che per bocca del primo cittadino ha preannunciato querele a chiunque possa far assimilare l’amministrazione cittadina a qualcosa di criminale o criminogeno. “Non abbiamo altre notizie in merito, l’assessore Marongiu è colpito da un attacco mediatico ed ha ritenuto opportuno dimettersi per lasciare spazi di manovra alla nostra attività amministrativa e tutelare il suo nome” Questo il messaggio del sindaco nella riunione di ieri pomeriggio. “Ci siamo consultati con tutta la maggioranza, le deleghe le gestirò io, almeno in questa fase e cercheremo di capire cosa sta succedendo, pur essendo atti e vicende che non riguardano questa amministrazione. Vogliamo capire – ha continuato Bacheca – e per questo abbiamo inviato una lettera al procuratore di Civitavechia – se esiste realmente la possibilità di infiltrazione camorristica nel territorio, mettendogli a disposizione tutta l’amministrazione comunale, e per sapere se possiamo essergli d’aiuto. Speriamo che ci sia un minimo di rispetto nei confronti delle famiglie di Santa Marinella, mentre qualche sciacallo politico s’è già messo all’opera per protagonismo. Qualcuno afferma che in questa amministrazione ci sono elementi criminali o legati alla camorra e questo ne risponderà a nostra tutela ed a tutela dell’immagine della città.” Il capogruppo di maggioranza Marco Maggi ha spiegato il pensiero dei consiglieri comunali. “Ho raccolto la solidarietà di tutti i consiglieri comunali che hanno compreso il momento di sofferenza nel quale si trova l’assessore marongiu e che crediamo sia soltanto mediatico e non giudiziario. Ribadisco come detto dal sindaco che siamo addolorati ed offesi dalle valutazioni di alcuni esponenti della minoranza, che con espressioni non fanno altro che gettare fango sull’amministrazione intera. valutazioni politiche saranno fatte davanti alla pubblica opinione ed al consiglio comunale. Se si fosse adanti oltre le righe qualcuno ne risponderà al livello di querele, valuteremo se è il caso di portare in tribunale qualche persona.” Anche sull’intervento del Prefetto nei confronti dell’intero consiglio comunale il sindaco è stato chiarissimo. “La possibilità di scioglimento del consiglio comunale – ha ribadito Bacheca – non è un’ipotesi percorribile non essendocene né i crismi né i criteri”. Rimangono aperti tutti gli interrogativi provocati dall’assenza dalla scena dell’ex assessore Marongiu e dal ritardo con il quale è giunto alla decisione di dimettersi dalla delega di assessore all’istruzione ed alla Polizia Locale. Nessun accenno invece ad un eventuale problema politico che la vicenda che ha visto protagonista Marongiu potrebbe aver sollevato nella città e nella stessa maggioranza, della quale l’ex assessore è parte fondamentale e trainante.

 

la conferenza stampa

la conferenza stampa


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E che problema c’è?

Paola Rocchi, capogruppo della lista civica “Un’altra città è possibile” risponde alla richiesta avanzata da Chicco D’Andrea storico rappresentante di Alleanza nazionale a Santa Marinella che chiedeva ragione del comportamento del consigliere Dani durante l’ultima assise. “Non ho nessuna difficoltà a prendere le distanze da una singola espressione pronunciata per rabbia dal mio collega nei confronti del sindaco – dice Paola Rocchi – parola offensiva e del tutto fuori luogo, ma prego alcuni componenti della maggioranza di non fare le vittime, perché non è proprio il caso. A parte che a quella parola decisamente sbagliata, il vicesindaco ha reagito come se fosse in strada pronto a fare i pugni, ma visto che si continua a chiederne ragione, va aggiunto che la rabbia del consigliere Dani è stata anche alimentata dalle risposte pronunciate da Bacheca e Rossanese, da cosa hanno detto e come lo hanno detto. Si sono rivolti a lui con tono sostanzialmente sprezzante non solo nei suoi confronti, ma nei confronti del ruolo della minoranza stesso. Dire di non poter discutere le interrogazioni su questioni importanti per le ferie dei dipendenti è ridicolo. Ascoltare poi il Presidente del Consiglio che giustifica il mancato rispetto del regolamento di cui dovrebbe essere garante con quel suo commento di grande spessore istituzionale ( “E che problema c’è? E che problema c’è? E che problema c’è?”) avrebbe fatto perdere la pazienza pure ai santi. Se non l’ho persa io, non è perché faccia parte della categoria, ma perché non ho nessuna intenzione di prestare il fianco a così banali strumentalizzazioni. Il presidente doveva dare lui risposte pacate, doveva citare regolamento e statuto, nel caso non fosse corretta la nostra interpretazione. A questo punto sollecito esplicitamente il rispetto dell’art. 33 del regolamento del Consiglio e gli art. 12 e 13 dello statuto comunale; è inoltre secondo me necessaria una riunione dei capigruppo, mai convocata dal presidente ed invece prevista dall’art. 21. Visto che il circolo di AN giustamente rivendica una sana dialettica politica – continua il capogruppo di “Un’altra città è possibile” – si adoperi per altro perché non si proceda a colpi di denunce: se è vero che la signora Lattanzi è stata denunciata a seguito dei suoi commenti all’operato della giunta, per favore non arriviamo a questo. Infine non perdiamo le nostre energie su singoli episodi marginali. L’obiettivo comune deve essere uscire dai tanti problemi di questa città e trovare soluzioni”. Stesso discorso anche per il partito di Dani, Rifondazione Comunista, che in una nota prende le difese del consigliere comunale addebitando l’accaduto al clima di crescente “sciatteria istituzionale” che si è andato creare. “In quattro mesi di insediamento al governo – dice PRC in una nota diffusa ieri – Bacheca è riuscito a collezionare una serie di insuccessi tale da deludere anche i più convinti supporters: l’addizionale IRPEF, la disorganizzazione degli eventi estivi, costellati da una serie di flop (la notte bianca, per dirne uno), la resa sul porto, la resa al carbone di TVN, il pasticcio delle “sabbie nere” fino al vero e proprio scandalo delle “Notti al castello”, su cui sarà necessario verificare eventuali omissioni degli amministratori su quella che sembra una pagina nera ai danni del comune. Sorvolando sul resto, ce n’è abbastanza per presentarsi al primo consiglio comunale post-estivo e testa bassa. Invece il 4 settembre la maggioranza ha fatto spallucce sulla mancata discussione delle interrogazioni presentate da Dani fin da luglio proprio sulle questioni su elencate, auto-assolvendosi con un “dov’è il problema?”. Inoltre non è stata fornita all’opposizione nessuna documentazione sulle linee programmatiche oggetto del consiglio, relegandola a uditore passivo. Gridare allo scandalo per la condotta di Dani e non per la sciatteria amministrativa e per il mancato rispetto dei regolamenti, significa non volersi accorgere di quanta tenacia ci voglia per garantire trasparenza e democrazia nell’interesse collettivo. Giovanni Dani stesso si scusa per i toni eccessivi.
“Mi corre l’obbligo – dice – di intervenire a seguito di quanto successo nell’ultimo Consiglio Comunale dove, per l’animosità della seduta, ho colorito il mio linguaggio arrivando a lanciare una ingiuria al Sindaco. Mi scuso e me ne rammarico. Anche perché il mio atteggiamento poco educato ha permesso alla stessa maggioranza di non rispondere più alle accuse mosse loro dal gruppo di opposizione di cui faccio parte. Esisteva un accordo tra  “un’altra città è possibile” e il Sindaco. In effetti le tre mozioni si sarebbero dovute discutere nella seduta dell’ultimo consiglio comunale dei primi di agosto, ma su richiesta del Sindaco le abbiamo rinviate con la promessa che si sarebbe convocato un Consiglio prima di ferragosto. Così non è stato, senza nessuna ulteriore comunicazione. Alla ripresa dell’attività istituzionale, il 4 settembre, ci accorgiamo che le interrogazioni presentate dall’opposizione non figuravano nell’ordine del giorno della seduta. Visto che veniva fatto obbligo al Presidente del Consiglio, dal regolamento e dallo statuto comunale, inserire tali punti in quella seduta e alla mia richiesta di essere garantito come consigliere proprio dal Presidente del Consiglio, venivo ripetutamente deriso. Non ottenendo nessuna giustificazione perdevo le staffe. E me ne rammarico ancora di più notando come una “parolaccia” faccia passare in secondo piano la violazione delle procedure istituzionali che garantiscono le dinamiche democratiche di questa Amministrazione. Violazioni che denotano come, la sciatteria nel portare avanti le iniziative estive, da attribuire senza dubbio alla inesperienza, diventa ingiustificabile se parliamo delle regole democratiche – conclude il consigliere di Prc – vera garanzia formale e sostanziale per i rappresentanti del 62% dei cittadini che non hanno scelto questo sindaco.” 


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La maggioranza ha firmato con l’Enel, la città no

Sette milioni di euro in tre anni; questo il bottino che un soddisfatto sindaco Roberto Bacheca ha strappato ad Enel Produzione stasera. Il denaro verrà pagato in quattro soluzioni. Il primo milione di euro sarà versato entro il prossimo settembre poi 3,5 milioni nel settembre del prossimo anno e 2 milioni l’anno successivo. Compresi nell’accordo anche 500.000 euro da destinare a progetti per l’energia elettrica ricavata con il sistema dei pannelli fotovoltaici. Per Enel presente con Ennio Fano, responsabile dei grandi progetti, e Ruggeri, direttore della nuova centrale di Tvn, la firma si aggiunge all’accordo già preso a livello regionale e che si articola su un controllo epidemiologico ed indagini ambientali. Il tavolo bilaterale aperto con i comuni del comprensorio invece tende ad investire la questione ambientale riversando sul territorio, per il suo sviluppo, parte dei guadagli conseguiti da Enel con l’esercizio della centrale. Inoltre per tutto il periodo di esercizio della centrale il comune di Santa Marinella percepirà 150.000 euro annui, importo soggetto a variazione secondo l’indice Istat. “Enel vuole – dice Fano – favorire l’imprenditoria del territorio, individuare forme di sviluppo insieme ai sindaci. Da oggi iniziamo il rapporto con questo comune, dal quale nascerà un nuovo modo di rapportarsi”. Visibilmente soddisfatto il sindaco Bacheca che dichiara di voler impiegare i denari ricevuti in infrastrutture, più cauto Venanzo Bianchi. “Eravamo e siamo contrari alla centrale di Civitavecchia ma questo non significa che da amministratori non intendiamo gestire il problema – ha detto l’assessore al bilancio – Nessuno vuole l’inceneritore, la centrale o addirittura il parcheggio vicino casa. Crediamo comunque di aver gestito al meglio il problema. Già abbiamo chiesto a marrazzo di aprire un taviolo con Tirreno Power, il titolare dell’altra centrale elettrica di Civitavecchia, e contiamo di avere da subito tutti gli strumenti di controllo.” Ennio fano ha ricordato come si è giunti all’accordo economico, ossia la cosiddetta compensazione, prevista dalla normativa europea, basandosi su un criterio oggettivo che ha qualificato tre importanti fattori ambientali ossia la popolazione di ogni comune, la sua superficie e la direzione dei venti che spirano su ogni territorio. Da questo punto di vista Santa Marinella è risultata una piccola isola felice ma per aggiustare il tiro della compensazione, elevandone i parametri, è intervenuto proprio l’AD di Enel, Conti. Presenti alla firma, oltre i giornalisti e gli amministratori già citati anche il presidente del consiglio comunale Giampiero Rossanese, il vicesindaco Eugenio Fratturato, l’assessore Rodolfo La Rosa ed i consiglieri comunali Pino Galletti e Giovanbattista Boelis. Stranamente la minoranza consiliare,l probabilmente non invitata ad un tavolo dove qualcuno ha ritenuto l’argomento sul tavolo fossero soltanto i soldi per far quadrare il bilancio e non il futuro di una città e della sua popolazione. Proprio l’assessore la Rosa ha chiesto che il fondo di mezzo milione di euro, destinato al fotovoltaico pubblico, venisse impiegato negli impianti sportivi cittadini.


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Quando cominceranno a lavorare?

Quello di ieri sera non è stato un gran bell’esempio di partecipazione popolare e di democrazia. Potremmo definirlo un consiglio nella media, o, se volete veramente un consiglio, statevene a casa. La partecipazione della gente è sempre più scarsa. Forse proprio per questo si continuano e si continueranno a fare le sedute in quella angusta sede. Gli argomenti all’ordine del giorno erano tutti abbastanza modesti: spargimento delle ceneri al vento, matrimoni civili al Castello di Santa Severa. La ragione che ha fatto rompere gli indugi a questa amministrazione e le ha fatto tenere un consiglio comunale convocato fuori dai termini legali è un’altra. Anche Harry Potter ed i suoi sodali sono appassionati di musica: dopo l’inno nazionale vogliono sentir suonare la marcia indietro e  questa probabilmente sarà il tema conduttore anche della loro pur ormai decotta, pur breve, esperienza amministrativa. Abbiamo scherzato, hanno cantato ieri sera, e su più di un tema. Ad esempio si è concionato, con la massima serietà, sul fatto che fosse opportuno trovare un sistema per garantire parametri di accesso alle nomine fatte in rappresentanza del comune presso consigli, istituzioni ed enti. Giusto, ma i buoi ormai sono tutti a pascolare fuori. Si perchè questa giunta, fatta di emeriti lottizzatori, le nomine le ha già fatte tutte e quindi il regolamento servirà per il prossimo futuro, sicuramente futuro ma speriamo non tanto prossimo. Alti, belli, laureati, con un curriculum. Interessante, ma quando sarà? Per ora le nomine sono state fatte tutte con un unico requisito: la tessera in bocca e la coda a schiaffeggiare le chiappe.  Ancora meglio sul segretario comunale, al vera ragione della seduta di ieri; un paio di consigli fa ne hanno detto peste e corna per giustificare la sua sostituzione ed ora chiedono il suo aiuto, fanno tutti il tifo per Pietro Lucidi e lo rinominano perchè nessun altro segretario comunale è voluto venire a mettere le mani in questa pasta frolla. Eda llora via a tirar tardi, con il nuovo sindaco tutto preso nel suo gioco fatto sempre di uno contro tutti, della battuta, battuta, da tirare in faccia ad ogni replica, spalleggiato da un presidente del consiglio comunale al quale, prima o poi, dovremmo regalare una copia, magari rilegata in pelle umana, del regolamento del consiglio, per evitargli altre brutte figure. Si presta a convocare fuori termini il consiglio, regola gli interventi sul suo orologio biologico, dimentica che Venanzo Bianchi non è stato eletto e quindi non può chiedere la parola in consiglio ma è lesto nel toglierla a Paola Rocchi quando questa, in aderenza ad una delibera proposta dalla maggioranza, vuole fare un intervento politico, solo perchè Grimaldi, magari distratto, l’ha accusata di ostruzionismo. Un gran brutto spettacolo, insomma, anche quando lo stesso Grimaldi ha voluto fare il colpo di teatro, tirare fuori dal cilindro un coniglio senza accorgersi che il povero animale era già morto, puzzava. L’antenna da via Ortigara andrà sull’ospedale pediatrico cittadino, la toglieremo da davanti ad una scuola perchè fa male ai bambini. E quelli malati stiano pure zitti, tanto sono malati e chissenefrega, il risultato l’abbiamo portato a casa. L’ufficio stampa del comune, o meglio la sezione propaganda dell’ufficio stampa, parla di mestatori nel torbido, cerca di trovare il pelo nell’uovo, dice che a qualcuno non sta bene questa soluzione e chi non si adegua è un sobillatore. “Non serve fare demagogia come qualcuno sta mettendo in atto – conclude Grimaldi nel comunicato stampa ufficiale - poiché il problema è serio e molto sentito dai cittadini. Mi auguro che si collabori, tra le diverse forze politiche e la cittadinanza, per trovare soluzioni comuni e risolvere definitivamente la questione” Non è proprio così: la soluzione, miei cari, la dovete trovare voi, siete stati eletti voi e voi state “governando”. Riguardo l’accusa di fare demagogia, questa mi fa onore. Quando un’anno fa me lo diceva il Faraone vi faceva comodo, vi mettevate a ridere, oggi dite che sono un “bastone fra le ruote di questa amministrazione”. Il problema non è il bastone, sono le ruote, sgonfie. I cittadini non vogliono l’antenna fra le case, non la vogliono davanti alle scuole, non la vogliono davanti all’unico ospedale della città. Datevi da fare, cominciate a lavorare, fate sul serio, stavolta.


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