“In questa città troppe persone piccine e meschine fanno sì che nessun progetto di vera crescita possa prendere piede: cultura, turismo, viabilità, decoro, opere pubbliche tutto è privo di progettazione, immerso in una palude, in sabbie mobili che tirano a fondo. E i risultati sono, purtroppo per l’ormai ex Perla del Tirreno, sotto gli occhi di tutti. C’è bisogno di un cambiamento di mentalità nelle persone, c’è bisogno dell’uscita di scena di personaggi che tramano nell’ombra arrivando a diffamare il lavoro e la figura di chi invece cerca di fare un qualcosa di positivo per la città”. Sembra una dichiarazione di guerra, un’altra delle tante discese in campo che le spiagge della Perla hanno visto sempre più numerose via via che la scena è stata invasa da personaggi con sempre minore spessore. E invece no, la frase di grande impatto è stata pronunciata da Alessandro Fiorucci che ha scritto il proprio epitaffio sulla lapide di TeleSantaMarinella. “Dati i ripetuti e persistenti attacchi politici (perfino su siti d’informazione locale, di hacker sulla mia casella di posta elettronica) che interessano la mia persona, il mio operato e persino quello della mia famiglia, attacchi vigliacchi che mi mettono in bocca frasi da me mai pensate nè pronunciate – scrive Fiorucci – constatato che tanta gente se la prende con il sottoscritto anche quando non c’entra nulla, considerato che questo lavoro non viene in alcun modo riconosciuto e che è anzi motivo di critica e denigrazione continua, con grande dolore sono costretto ad abbandonare il progetto di TeleSantamarinella e a lasciarlo nelle mani del responsabile tecnico Claudio Lippi”. Fiorucci quindi lascia la barca che affonda, ignorando il progetto faraonico di Fiorucci (lui stesso), consistente nel far “affiorire” dai giovani una forza propositiva e non distruttiva. Che dire, se non il canonico “avevamo ragione noi”? Ma voglio fermarmi qui, non voglio essere frainteso come è successo per l’altro intervento che ho realizzato su “la meglio gioventù” di TSM, strumentalizzato ed utilizzato, come al solito, in guisa di testa di ariete. La situazione politica, e di concerto quella sociale, di Santa Marinella non è viva, mai è stata così tendente al grigiastro. Molte persone si danno molte arie ma non tira un filo di vento. Che sia il momento di cambiare passo, cambiare musica lo vado dicendo da così tanto tempo che ormai non mi diverte nemmeno più ripeterlo. Vi rendo la notizia così com’è limitandomi ad insaporirla con un piccolo condimento, una frase di J. R. Tolkien molto adatta alla situazione ed al periodo. “Come poteva esserci un finale allegro, come poteva tornare il mondo com’era dopo che erano successe tante cose brutte?”Che altro dire? Alziamoci in piedi e rendiamo al prode Fiorucci almeno l’onore delle armi.
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