Se Batman è tra di noi quale difesa può avere la nostra gente? Ma chi è Batman a Santa Marinella? Due domande terribilmente pesanti e che non troveranno una risposta oggettiva. Per prima cosa bisogna capire se la voglia di cambiare della gente sia davvero sentita come un esigenza o piuttosto venga riproposta ogni volta come la panacea che all’improvviso diventa un placebo. Al modello Batman viene contrapposta una ricerca spasmodica dell’onestà in ogni possibile candidato. Premesso che l’onestà è senz’altro un valore assolutamente positivo bisogna però discernere, separare il mito dalla realtà e capire quale valore possiamo dare a questo termine. Se intendessimo considerare l’onestà dal punto di vista giuridico dovremmo proporre come modello di buon comportamento proprio il Batman di Anagni, che non è stato ancora processato, che per ragioni costituzionali prima dovrà sentirsi condannare in appello, poi in cassazione e poi, se non dovesse intervenire la revisione del processo, la grazia del Presidente della Repubblica, l’amnistia che le Camere si apprestano a votare o la depenalizzazione tanto cara al Presidente Fini ed al Ministro Severino probabilmente tra dodici o tredici anni potrebbe essere ufficialmente dichiarato disonesto. Nel frattempo se il parametro dell’onesta fosse esclusivamente quello giudiziario correremmo il rischio di trovarcelo candidato anche alle prossime comunali. Ancora nel frattempo a noi non resta che consolarci con un altro e forse più affilato ed attuale metro di giudizio, perché proprio Francone Fiorito è stato scelto e collocato al posto giusto perché tutti pensavano fosse l’uomo giusto, perché lui non ha rubato in quanto ladro, ha semplicemente utilizzato in modo disinvolto fondi che la politica, con il beneplacito della Legge ed il viatico della delibera del Consiglio Regionale del Lazio, gli ha messo a disposizione sottraendoli, ripeto sempre con il benestare sorridente della signora bendata che in una mano ha la spada e nell’altra la bilancia, ad altri capitoli del bilancio regionale dove potevano essere utilizzati a favore di chi ne aveva veramente bisogno o come si dice tra voi pochi che avete studiato veramente “redistribuiti”. Quindi se l’onestà non è solo un problema di Codice Penale ma soprattutto una questione di opportunità è possibile identificare e dare un nome e cognome al Batman della Perla? Non possiamo mandare via assolti i nostri amministratori semplicemente perché, si dice, “non hanno rubato”, troppo facile. In questo mondo di ladri ce ne sono di tante specie. Si può rubare sfondando la vetrina di una banca, col passamontagna in testa, e si può rubare privando un’intera generazione della speranza di un futuro migliore, si può anche rubare semplicemente esercitando in maniera erronea il potere, ritenendolo come l’anello di Gollum un bene fine a se stesso e facendosene stregare fino all’ultimo momento. Faccio il solito esempio molto molto banale. L’assessore Tizio del Comune di Santa Marinella, con o senza baffi, fate voi, per il suo incarico in sessanta mesi ha incassato circa 100.000 euro netti, sull’unghia. Questi centomila euro hanno prodotto imposte, contributi ed oneri per altrettanto importo, non incassati dal suddetto ma comunque pagati dalla collettività. All’assessore sono state assegnate risorse economiche, una o due stanze nel “palazzo”, un paio di persone applicate alla sua segreteria, è stato scarrozzato su un auto pubblica in lungo ed in largo, naturalmente nulla in confronto alla beneamata opera di Francone da Anagni ma pur sempre un notevole costo per le casse comunali ed un impegno di risorse umane e materiali che meritano un’attenta considerazione. Se questo benaugurato concittadino non avesse prodotto una mazza nei sessanta mesi del suo mandato, cosa alquanto probabile, in che rapporto può essere collocata la sua condotta nei confronti del parametro dell’onestà? E’ giustificabile il suo fancazzismo a fronte del costo economico ingente che pesa sulle esangui casse della collettività? E in che modo definire una sua ricandidatura se non come “condotta recidiva”, termine tanto caro al Prof. Rocco ed enunciato nel suo evergreen che dal 1932 va tanto di moda nelle aule giudiziarie nazionali? Anche il Santo Padre, di fronte a tanto malcostume, urla “basta con i ricchi disonesti” ed in quel termine disonesti certamente non fa confluire un giudizio di carattere penale quanto piuttosto l’evidenza che proprio certi comportamenti, anche se non sanzionati giudiziariamente, possono essere disinvolti al punto tale da creare comunque un pregiudizio alla Società intera ed un profitto per pochi. E’ ora di smontare certe costruzioni mentali; una fedina penale immacolata è certo una buona cosa ma non basta, per cambiare davvero serve gente con una grande disponibilità d’animo e con una spiccata voglia di fare, per gli altri, e di lasciare qualcosa senza portarsi via tutto. Il trucco è di facile comprensione e si racchiude tutto nel disegno di un ponte generazionale. La distanza che separa chi oggi ha vent’anni ed è pieno di aspettative e chi ne ha 50 ed è pieno di bisogni può essere incolmabile ma anche, mi si scusi il paradosso, presto colmata. Per farlo servono persone di buona volontà che sappiano donare se stesse, incensurate va bene ma che soprattutto siano piene di idee e portatrici di un progetto che non riguardi solo scuole, ponti, strade e lampioni ma che sappia rivoluzionare il modo di vivere di un’intera comunità. Ma è domenica ed a voi si stanno chiudendo le palpebre: sono davvero così pesante? E allora per farvi comprendere in un lampo quello che sto cercando di spiegarvi da oltre mezz’ora ecco un altra piccola parabola, nuova nuova. L’amministrazione comunale ha appena assegnato la palestra all’interno del palazzetto dello sport ad un associazione sportiva locale. Naturalmente la struttura non è stata messa a gara, si è fatto piuttosto affidamento su criteri di altra natura, i soliti criteri. La struttura, insieme al coeso palazzetto, non ha, per fatto notorio, le carte in regola riguardo ad agibilità e sicurezza e con lo stesso tratto di penna a siglarne una contigibilità ed urgenza di utilizzo viene messa quotidianamente sulla testa dei nostri ragazzi. Le favole locali, e Santa Marinella è territorio ricco di una splendida mitologia, raccontano che bastino 50.000 euro per mettere a posto tutte e due le opere pubbliche e che quei denari, attualmente introvabili, possano essere utilizzati per finanziare il documento con il quale il medesimo firmatario dell’autorizzazione precedentemente raccontata voglia saldare i conti, pari a 120.000 euro, maturati dalle associazioni che hanno “riscaldato” la gelida estate santamarinellese. La scelta di regalare una palestra e 120.000 euro invece di spenderne 50.000 per mettere in sicurezza la più grande struttura sportiva cittadina infrange il codice penale? Obbiettivamente non credo, si tratta di scelte squisitamente politiche ed elettorali, ma che differenza passa, ostriche a parte, tra Francone Fiorito e questi Batman de noantri? Nessuna, anche noi abitiamo a Gotham City, me ne accorgo essendo rimasto il solo deputato a rendere pubblici certi fatti ed a fare certi ragionamenti mentre il resto di Gotham sta discettando intorno a candidature e primarie. Alzate la testa e cercate sulle nuvole il disegno del pipistrello….
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