Guarda sul mare il gabbiano leggero che và

Come abbiamo più volte annunciato i colpi di scena stanno arrivando e fino a marzo si susseguiranno con una rapidità ed un’intensità impressionanti. L’abilità da mago Zurlì del manovratore occulto della maggioranza che ha in pugno la sorte del sindaco di Santa Marinella ha suggerito di convocare un consiglio comunale che assomiglia più ad una sveltina che ad un atto d’amore, con il dubbio amletico legato strettamente alle capacità fisiche di un dongiovanni rachitico. Questo campione di scienza occulta, ma si dice che il parto abbia avuto più genitori, ha inscenato una provocazione a doppio taglio, mettendo all’ordine del giorno invece dell’obbligatoria verifica degli equilibri di bilancio il rendiconto dell’esercizio 2011. Nessuno naturalmente ha sollevato un fiato e così quando stasera è stata pubblicata l’integrazione dell’ordine del giorno della seduta è apparso evidente che la coperta anzi il velo pietoso, il tappeto sotto quale sono finiti sessanta mesi di pessima gestione aveva una gobba evidentissima. Non solo non ci sono i numeri per continuare ad amministrare ma adesso mancano anche i numeri per redigere una contabilità ordinata e rispondente a quei requisiti minimi di chiarezza ed oculatezza richiesti dalla legge. Per mesi siamo stati rincoglioniti da dichiarazioni stereotipate che tentavano di imbrogliarci sul fatto che il debito verso il Consorzio del Medio tTrreno fosse una mera fantasia. Oggi è calata la maschera e il sindaco bambino chiede ai suoi compari di aiutarlo a mettere una pezza per allungare questa coperta quanto basta per non scoprire, oltre ai piedi, anche il culo. Quelle che abbiamo denunciato, come al solito per primi, le nefandezze di un’amministrazione gaudente e spendacciona oggi sono diventate “debiti fuori bilancio”. La giurisprudenza contabile ci insegna che un debito fuori bilancio non è altro che un’obbligazione sorta senza il rispetto delle regole giuridiche contabili proprie degli Enti Locali, quindi in violazione di legge, senza cioè che in tempi ragionevoli fossero state accantonate le somme necessarie, si sono ricevuti atti a contenuto obbligatorio e queste carte sono state appoggiate da una parte. Abbiamo sempre e sempre più spesso denunciato l’impegno di ben quattordici amministratori locali occupati a fare qualsiasi altra cosa, sovente solo a gestire i fatti propri, meno che a curarsi degli interessi e delle vicende della Città che li aveva deputati su quelle poltrone ora sempre più roventi. Non basterà venerdì, sempre che ne abbiano il numero sufficiente, approvare gli importi che ormai tutti concordano nel definire fuori bilancio; il Consiglio Comunale dovrà anche prevedere ed approvare un piano per il loro rimborso. Vedo la cosa assolutamente astratta ma in linea con il contegno menefreghista di questa setta di individui, troppo occupata nella caccia alla prossima immeritata poltrona. Con l’incoscienza che li ha sempre contraddistinti non sanno che il piano di rientro li impegnerà personalmente anche se è vero che in molti non hanno nulla da perdere, nemmeno la faccia. L’incoscienza con la quale affronteranno questo delicatissimo passaggio istituzionale è dimostrata dal fatto che i documenti contabili sono stati elaborati sotto la tenda dello stregone di turno e nessuno, nemmeno l’ormai ectoplasmatico Presidente del Consiglio Comunale che incassa il suo immeritato gettone ma si astiene dal convocare gli uffici istituzionali, Consiglio compreso, ha mai evocato le Commissioni Consiliari preposte all’esame preliminare degli atti. Le regole se le sono riscritte da soli, con la complicità ed il consenso di una minoranza che ormai tiene in mano solo il rosario in attesa di un verdetto elettorale che a naso non potrà premiare un assenteismo politico durato cinque anni. E’ vero, l’amministrazione di Roberto Bacheca è stata straordinaria, lui ce lo dice e ripete sempre, noi ci crediamo soltanto da pochi giorni. E’ stata l’amministrazione delle tasse, dei debiti, dei cantieri infiniti, dell’urbanistica selvaggia, della confusione amministrativa, del disonore e per la prima volta dopo venticinque anni anche dei debiti fuori bilancio. Ora questo campione del nonsenso vuole incastrare la Città al soddisfacimento dei suoi bisogni per altri cinque anni. Effettivamente un premio per quanto è riuscito a combinare finora glielo dobbiamo proprio ma non dobbiamo dimenticare di premiare a modino anche i suoi compagni di giochi. Noi il nostro premio l’abbiamo già incassato maturando la consapevolezza che certe scelte non possono essere troppo istintive ed avventate. Attendiamo marzo con fiducia, possiamo sicuramente meritare di più, abbiamo il dovere di conservare questa Città e lasciarla alle generazioni che verranno in condizioni migliori di come l’abbiamo trovata e questo sicuramente non è il modo per farlo. Le bugie non pagano e non pagheranno mai.

5 votedvote

-- Scarica Guarda sul mare il gabbiano leggero che và in PDF --


Lascia un Commento