Archivio della categoria: dal Palazzo e dintorni

A me basta una chitarra ( per girar tutta la terra )

caneUna guerra scatenata contro il portavoce del sindaco è una guerra persa in partenza. Certo, per chi cerca la notizia ghiotta, e la cerca con una nobile foga, il fatto era veramente importante ma ha quel retrogusto canino, quello del cane che siccome morde l’uomo non farà mai notizia, che ormai non ci fa nemmeno più sorridere. Per chi fosse stato ancora più distratto della norma tento di riassumere: un’agenzia governativa assegna un buon rating al sito comunale di Santa Marinella per una sua presunta “trasparenza” e questa cosa viene strombazzata dal portavoce del sindachetto ai quattro venti. Un cittadino particolarmente curioso non ci sta’ e scrive sulla sua pagina di internet che l’attestazione governativa è dovuta alla presenza dei link giusti ma che non entra nel merito dei contenuti. Quindi il solito fuoco di paglia da parte di un’amministrazione comunale che si è specializzata nel produrre e vendere fumo mangiandosi contemporaneamente il poco arrosto che era sulla griglia. Chi è stato più attento tra i nostri lettori ricorderà con sommo dispiacere che proprio noi del blog avevamo iniziato a pubblicare, senza costo alcuno per l’amministrazione, tutte le delibere di giunta dell’era del sindachetto. L’operazione “casa di vetro” messa in piedi dal Faraone, che anticipava l’ obbligo di pubblicità legale dell’amministrazione via internet, aveva reso accessibili a tutti gli internauti gli atti dell’amministrazione, dalle delibere di giunta alle ordinanze ed agli atti del consiglio comunale. Insediata la più vecchia tra le giovani amministrazioni cittadine questo filo con i cittadini fu interrotto, si spera solo per pigrizia, e quindi per far comprendere o almeno assaggiare cosa succedeva nella torre più alta di Santa Marinella cominciammo noi a pubblicare gli atti che uscivano da via Rucellai. Al di là o meno della bontà giornalistica di una notizia del genere bisogna comprendere pure queste persone, che per giustificare uno stipendio signorile si spaccano in quattro . la Corte dei Conti è semnopre in agguato ed a via Rucellai ogni volta che ha affondato i denti ha fatto male a qualcuno. Cosa possiamo inventarci? Abbassiamo il target e dopo i tagli di nastro per le grandi incompiute passiamo alle affettate di porchetta, feste e festini hanno sostituito gli infiniti cantieri, tanto uno scatto di digitale vale l’altro e via, quindi, a srotolare il nastro tricolore intorno alle bancarelle. d’altronde stiamo parlando di un ufficio speciale, mica un ufficio stampa qualsiasi, parliamo dell’ufficio delle buone notizie e qui a Santa Marinella di buone notizie, porchette a parte, non se ne trovano davvero. V’immaginate voi come poter scrivere della situazione della munnezza? E cosa dire della prospettiva dei parchi cittadini? Dell’occupazione dei lavoratori della multi servizi, del Porto, del Municipio, delle licenze commerciali, dell’aggressione del cemento, della pluririmandata apertura dei vachi a mare e via cantando. ce ne sarebbero di grandi notizie, solo a volerle scrivere. Accontentiamoci del soldino di cacio, del premio per il miglio sito, che almeno non puzza come la munnezza che ci è rimasta dentro casa.

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Per amico c’è rimasto solo Dio

play-rouletteTre dissidenti che non dissidono, un sindaco in cerca di un assessore per completare la sua giunta, una giunta che si regge su una maggioranza talmente in equilibrio da non poter nemmeno concedere una poltrona in più a chicchessia pena far cadere tutto questo bel castello di carte: E’ un gran pasticcio ed a pensarci bene questo pasticcio è stato infornato proprio a Santa Marinella, la nostra città. Esiste una tregua armata, nelle file della maggioranza, una tregua che fa sparire anche i possibili impieghi dei personaggi che finora hanno attorniato il neo vecchio sindaco nel tentativo di portare a casa una poltrona che conti. A dire il vero qualcuno qualcosa a casa l’ha portata e questa casa è oltre il fiume; gli incarichi di peso sono transforntalieri, tutti assegnati a civitavecchiesi doc già in forza alle truppe moscheriniane. Perché abbiamo perso la sovranità anche dentro casa nostra? La domanda ce l’eravamo posta anche tanto tempo fa, quando al posto di un sindaco di Allumiere qualcuno aveva suggerito il nome di un sindaco di Tolfa. Possibile che questo ricco territorio non riesca ad esprimere una classe dirigente di peso? Intanto noi cittadini, sommersi da parole inutili, assistiamo allo sfacelo di questo modello amministrativo, seppelliti da cumuli di munnezza che sembrano soltanto più bassi semplicemente perché la città ha un terzo degli abitanti di quest’estate. E quindi i tre dissidenti oltre che lasciare +il partito dei “ma anche no” da che cosa stanno dissidendo? Il sindachetto una poltrona la potrebbe assegnare, una bella poltrona di giunta, no all’urbanistica, alla quale tiene tanto, magari con delega piena alle scuse ed ai compromessi. Finito il tempo di addossare tutto alla passata amministrazione, di prendersela con dirigenti comunali nominati o confermati da lui, siamo passati alla didascalica interpretazione delle buone maniere: il colloquio con il presidente della giunta regionale è saltato perché Zingaretti è un gran maleducato. E quindi? Cosa ci vuol dire l’ineffabile orsetto? Che il castello di Santa Severa, sul quale ha puntato tutta la sua campagna elettorale, nel quale ha dipinto ai suoi convinti elettori la possibilità di nuova e duratura occupazione, ci verrà scippato senza nemmeno chiederci permesso? Basterebbe sentire le persone che oggi al Castello lavorano, i figli della rivoluzione bachechiana della prima ora, per sapere che probabilmente ancora non sono stati regolarmente pagati. Le illusioni si nutrono di sogni, i sogni, da soli, non fanno arrivare a fine mese. La gestione del Castello è uno dei sogni della passata amministrazione, quella in cui il sindaco di chiamava come quello attuale, uno dei sogni che si è trasformato in illusione per le persone che ci hanno creduto. Sapete perché di questa brutta storia non parla nessuno? Perché la polvere deve finire sotto il tappeto, perché la legge della jungla ti impone di non lamentarti ed attendere con il sorriso sulle labbra che la pallina cada ancora nella casella con il tuo numero. Ecco, ci vorrebbe una splendida assessora alle bugie, sempre con il sorriso sulle labbra, con una fantasia infinita. Nel frattempo…sorridete! Nella nuova Santa Marinella anche il dissenso si comunica con un sorriso, altrimenti la pallina non gira.

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Se sei figlia della solita illusione ( e se fai confusione )

bufala2E’ inutile tentare di brevettare gli Alpini di mare, è inutile anche tentare di rinverdire vecchie celebrazioni che ormai sono state chiuse in cantina. La Città ieri era vuota, come in agosto non si è mai vista e la mancanza di illuminazione pubblica nel tratto di Aurelia che andava da via dei Fiori a piazza Civitavecchia rendeva ancora meno invitante la sosta a chiunque avesse pensato di venire a visitare la Perla. Concentriamoci sulle cose vere, invece, sulle nuove tendenze, sulle attività alternative. Come poter trascurare tutto il movimento che sta nascendo intorno all’allevamento dell’animale più vezzeggiato da questa giovanissima amministrazione comunale: la bufala. Proprio un paio di giorni fa ne è nata un’altra ed abbiamo pensato di festeggiarla come si fa con i cuccioli nati in cattività al Bioparco. Perché la storia dello sfratto esecutivo degli uffici comunali di via Rucellai dai locali di proprietà del padrone del Porto cittadino non è solo una storia di pessima e leggera amministrazione, nasconde una delle bufale più vigorose e gagliarde mai raccontate dalla banda di allegri giocherelloni che da cinque anni fa finta di guidare questa Città, la bufala dei conti in ordine. Certo, aver cambiato il responsabile della ragioneria con la stessa frequenza con la quale ci si cambia la biancheria in agosto già da solo era indice di grande confusione e pressappochismo. I conti non erano in ordine, i conti in ordine non lo sono mai stati e lo abbiamo sempre denunciato, carte alla mano. Abbiamo un insieme di voci di bilancio che vale da solo oltre 40 milioni di euro, come mai non sono stati pagati canoni di locazione per circa 50 mila euro? Semplicemente perché tabulati e dichiarazioni non sono lo specchio fedele della realtà. La campagna elettorale è terminata ed i nodi cominciano a venire al pettine. Nessuno si è preoccupato di dare a questa Città una sede comunale degna di questo nome solo perché ognuno di coloro che erano stati chiamati a decidere tirava l’acqua al suo mulino. Questo mulino ormai ha le pale che girano a vuoto, senza però poter dire che ai cittadini girino le pale, perché proprio i cittadini, la cosiddetta parte lesa, di questo stato di cose se ne fregano. Così da lunedì inizierà il balletto di furgoncini a trasportare le pratiche degli uffici, quelle ancora non sequestrate, naturalmente, che dovranno prendere la strada di via Garibaldi, altro pregevole pezzo di storia della pessima amministrazione nostrana, quegli immobili prima presi in affitto e poi più volte riconsegnati al proprietario, e poi altrettante volte ripresi in affitto. A proposito di bufale, avrete certamente notato il fatto che alla conferenza stampa dell’altro giorno, quella sulla munnezza c’erano tutti i consiglieri comunali di minoranza “ma anche no”, che i comunicati stampa della minoranza vengono firmati da tutti i consiglieri comunali, appunto di minoranza, ma anche no. E se proprio con questa grande confusione che si è creata intorno ai conti del Comune, sul più bello dovessero venire a mancare oltre ai canoni di affitto anche i contributi promessi a piene mani per le feste e le festicciole?

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Guarda sul mare il gabbiano leggero che và

Come abbiamo più volte annunciato i colpi di scena stanno arrivando e fino a marzo si susseguiranno con una rapidità ed un’intensità impressionanti. L’abilità da mago Zurlì del manovratore occulto della maggioranza che ha in pugno la sorte del sindaco di Santa Marinella ha suggerito di convocare un consiglio comunale che assomiglia più ad una sveltina che ad un atto d’amore, con il dubbio amletico legato strettamente alle capacità fisiche di un dongiovanni rachitico. Questo campione di scienza occulta, ma si dice che il parto abbia avuto più genitori, ha inscenato una provocazione a doppio taglio, mettendo all’ordine del giorno invece dell’obbligatoria verifica degli equilibri di bilancio il rendiconto dell’esercizio 2011. Nessuno naturalmente ha sollevato un fiato e così quando stasera è stata pubblicata l’integrazione dell’ordine del giorno della seduta è apparso evidente che la coperta anzi il velo pietoso, il tappeto sotto quale sono finiti sessanta mesi di pessima gestione aveva una gobba evidentissima. Non solo non ci sono i numeri per continuare ad amministrare ma adesso mancano anche i numeri per redigere una contabilità ordinata e rispondente a quei requisiti minimi di chiarezza ed oculatezza richiesti dalla legge. Per mesi siamo stati rincoglioniti da dichiarazioni stereotipate che tentavano di imbrogliarci sul fatto che il debito verso il Consorzio del Medio tTrreno fosse una mera fantasia. Oggi è calata la maschera e il sindaco bambino chiede ai suoi compari di aiutarlo a mettere una pezza per allungare questa coperta quanto basta per non scoprire, oltre ai piedi, anche il culo. Quelle che abbiamo denunciato, come al solito per primi, le nefandezze di un’amministrazione gaudente e spendacciona oggi sono diventate “debiti fuori bilancio”. La giurisprudenza contabile ci insegna che un debito fuori bilancio non è altro che un’obbligazione sorta senza il rispetto delle regole giuridiche contabili proprie degli Enti Locali, quindi in violazione di legge, senza cioè che in tempi ragionevoli fossero state accantonate le somme necessarie, si sono ricevuti atti a contenuto obbligatorio e queste carte sono state appoggiate da una parte. Abbiamo sempre e sempre più spesso denunciato l’impegno di ben quattordici amministratori locali occupati a fare qualsiasi altra cosa, sovente solo a gestire i fatti propri, meno che a curarsi degli interessi e delle vicende della Città che li aveva deputati su quelle poltrone ora sempre più roventi. Non basterà venerdì, sempre che ne abbiano il numero sufficiente, approvare gli importi che ormai tutti concordano nel definire fuori bilancio; il Consiglio Comunale dovrà anche prevedere ed approvare un piano per il loro rimborso. Vedo la cosa assolutamente astratta ma in linea con il contegno menefreghista di questa setta di individui, troppo occupata nella caccia alla prossima immeritata poltrona. Con l’incoscienza che li ha sempre contraddistinti non sanno che il piano di rientro li impegnerà personalmente anche se è vero che in molti non hanno nulla da perdere, nemmeno la faccia. L’incoscienza con la quale affronteranno questo delicatissimo passaggio istituzionale è dimostrata dal fatto che i documenti contabili sono stati elaborati sotto la tenda dello stregone di turno e nessuno, nemmeno l’ormai ectoplasmatico Presidente del Consiglio Comunale che incassa il suo immeritato gettone ma si astiene dal convocare gli uffici istituzionali, Consiglio compreso, ha mai evocato le Commissioni Consiliari preposte all’esame preliminare degli atti. Le regole se le sono riscritte da soli, con la complicità ed il consenso di una minoranza che ormai tiene in mano solo il rosario in attesa di un verdetto elettorale che a naso non potrà premiare un assenteismo politico durato cinque anni. E’ vero, l’amministrazione di Roberto Bacheca è stata straordinaria, lui ce lo dice e ripete sempre, noi ci crediamo soltanto da pochi giorni. E’ stata l’amministrazione delle tasse, dei debiti, dei cantieri infiniti, dell’urbanistica selvaggia, della confusione amministrativa, del disonore e per la prima volta dopo venticinque anni anche dei debiti fuori bilancio. Ora questo campione del nonsenso vuole incastrare la Città al soddisfacimento dei suoi bisogni per altri cinque anni. Effettivamente un premio per quanto è riuscito a combinare finora glielo dobbiamo proprio ma non dobbiamo dimenticare di premiare a modino anche i suoi compagni di giochi. Noi il nostro premio l’abbiamo già incassato maturando la consapevolezza che certe scelte non possono essere troppo istintive ed avventate. Attendiamo marzo con fiducia, possiamo sicuramente meritare di più, abbiamo il dovere di conservare questa Città e lasciarla alle generazioni che verranno in condizioni migliori di come l’abbiamo trovata e questo sicuramente non è il modo per farlo. Le bugie non pagano e non pagheranno mai.

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Tutti d’accordo (e si può andare avanti)

Probabilmente sarà una pia illusione, quella di riuscire a governare oggi con un metodo vecchio di almeno trent’anni. Eppure sul fatto che il metodo sia sbagliato, vecchio ed inefficace i segnali ci sono tutti e sono tanti, vanno dalla stanchezza della gente alla crisi che mai come ora toglie respiro e prospettive, passando per una sonora processione di sconfitte a tutto campo riportate con la consueta benevolenza sotto silenzio da un ufficio che dovrebbe essere di pubblica informazione ed invece è di propaganda personale e basta, naturalmente retribuito con le imposte dei cittadini. Ricominciamo con le feste, da qui a San Giuseppe, Santo Natale compreso, la Città sarà tutta una bancarella e gli sponsor che di volta in volta ci assicurano la piena copertura finanziaria degli eventi sono sempre gli stessi, non speranzosi imprenditori locali o extraterritoriali ma i soliti diciottomila contribuenti santamarinellesi. Di cosa non possiamo lamentarci, oggi, cercando cioè di non farci prendere ulteriormente per il culo? Praticamente di nulla. Le grandi manovre intorno al porticciolo turistico fatte, come di consueto, di proclami militari (dovevamo spezzare le reni a non mi ricordo chi, dovevamo fermare l’assalto del “privato” sul bagnasciuga??) sono tutte fallite. Il tribunale amministrativo ci ha ordinato di stendere il tappeto rosso all’attuale concessionario, di rispettare i patti sottoscritti e di fargli fare quello che gli era stato promesso, pena la nomina di un commissario ad acta che dovrà fare tutto quello che l’amministrazione non ha voluto fare. E se ce ne facessimo nominare uno anche per tutto il resto? Pensate che bello, un commissario per l’applicazione del contratto con la concessionaria del servizio di raccolta dei rifiuti. Oggi siamo in pieno regime d’emergenza, anche il terzo step tanto decantato dal delegato Maggi è saltato e la morosità del Comune nei confronti della discarica aumenta giorno dopo giorno e sarà così fino a quando i cancelli di Cupinoro non ce li chiuderanno in faccia. Siamo in piena emergenza rifiuti ed il Comune cosa fa? La congrega dei cervelli pensanti ha escogitato una soluzione definitiva per risolvere il problema della città sporca. Invece di prendersela con una ditta che ha vinto l’appalto prendendo per stanchezza i concorrenti, che ha iniziato a lavorare senza avere né i mezzi né la professionalità richiesta e sufficiente (ricordate che gli operai hanno lavorato per almeno otto mesi con la tuta della precedente appaltatrice, l’Ama Servizi?) hanno iniziato a stigmatizzare il comportamento prima dei villeggianti e poi degli amministratori dei condomini. I primi non ci sono più e i secondi non si lamentano per definizione, ma allora perché la città continua ad essere sporca? La banda del buco (nel formaggio) ha messo alle costole dei lavoratori di Gesam un controllore che ha il compito di verificare se questi operai lavorino effettivamente. E’ il secondo tentativo di controllare l’operato della società, il primo era stato ordito, e noi l’avevamo denunciato prontamente come nostro costume, qualche mese fa, quando il sindaco stesso aveva conferito insegne e collare ad un gruppo di dipendenti della società che loro stessi dovevano controllare. Il cane si era morso la sua stessa coda, cosa abbastanza comune a via Rucellai, ed allora nessuno aveva fatto caso all’anomalia; adesso per controllare i lavoratori è stato incaricato un dipendente comunale che è stato distolto dal suo dovuto e retribuito lavoro. Ma non paghi o forse nell’intento di garantire la medesima logica spartitoria che ha distinto quest’amministrazione comunale dai primi vagiti fino agli ultimi sospiri di questi giorni dietro al dipendente comunale è stata mandata un’altra persona, in servizio da qualche giorno con il compito di controllare colui che controlla. A denunciare il fatto qualche cittadino che probabilmente a furia di leggerci ha iniziato a pensare al nostro stesso modo e si è incuriosito nel vedere la squadra in tuta arancione al lavoro seguita a breve distanza da un tizio con l’impermeabile chiaro, occhiali scuri, bavero alzato e cappello calato sugli occhi che si appiattava dietro agli alberi. Subito dietro di lui un altro signore che, invece degli occhiali scuri, aveva davanti alla faccia un quotidiano con due fori provvidenzialmente sistemati all’altezza dei bulbi oculari. Il trenino in mezzo alla strada ha appunto incuriosito i nostri affezionati lettori che davanti ad altri trenini consumati proprio in via Rucellai hanno fatto spallucce ma questo porta sulle fiancate l’insegna del ridicolo, di un sistema fine a se stesso che non sa introiettare il fallimento, un fallimento che era nell’aria dall’inizio e che ora sta diventando pericolosamente contagioso. E’ il fallimento che deriva dalla coincidenza tra personalità inesistenti, metodi clientelari, arroganza e brama di potere che hanno depauperato la città e tolto ogni speranza ai suoi abitanti. Cambiare metodo, basterebbe per ora soltanto questo e le cose potrebbero andare già meglio. E sarebbe soltanto l’inizio.

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Ma che destino complice (ti ritrovo in libreria)

E’ indispensabile cambiare registro, almeno per oggi. Avevo promesso che quando questa splendida e solare amministrazione comunale avesse combinato qualcosa di buono sarei stato il primo ad affermarlo con forza e stavolta spero proprio di essere il primo a farlo. In una Santa Marinella dove l’economia ha smesso di boccheggiare ed è caduta asfittica finalmente questi signori hanno dimostrato alla città ed al mondo intero come si fanno i soldi, i soldi veri. In questo brevissimo e sintetizzatissimo corso d’impresa e business hanno dimostrato a tutti gli imprevedibili e svogliati disoccupati cittadini che i soldi si fanno in maniera semplice e veloce, simpatica ed indolore. Quest’estate all’inizio ed alla fine delle manifestazioni il direttore di circo di turno ha ringraziato con calore l’amministrazione comunale per l’organizzazione degli eventi. Di solito si ringrazia chi porge un dono, ma se il pacco è stato acquistato con i miei soldi chi devo ringraziare? Vediamo allora il fatto da sottolineare e cioè che nello spazio di poche ore la Giunta Comunale ha determinato il pagamento di oltre centomila euro a favore di alcune associazioni locali (sempre le stesse ma questo è un dato assolutamente relativo) il cui merito è stato quello di aver organizzato l’intrattenimento durante le caldissime serate dell’estate appena trascorsa. Credo che però oltre all’abilità nell’organizzare le cose serva anche un po’ di faccia come il culo, il coraggio dell’incoscienza, la follia della gioventù, la convinzione sfacciata di poterla passare liscia sempre ed in ogni caso. Non voglio sottolineare come il Comune di Santa Marinella sia in deficit finanziario e anche come quegli oltre centomila euro sarebbero stati meglio impiegati in altre attività ma voglio, per questa volta, accendere i riflettori sul coraggio che tutta la catena decisionale che è stata attivata per retribuire gli organizzatori di queste festicciole sta dimostrando. Perché credo sia molto facile poter dimostrare che un’associazione non ha altro scopo che organizzare proprio quella festa e come unico sovventore il Comune di Santa Marinella, basterebbe farsi consegnare gli ultimi bilanci, basterebbe farsi depositare la traccia dei flussi finanziari, basterebbe porsi la elementare domanda di come un’associazione tra quelle solitamente protagoniste di certi eventi abbia potuto sostenere venti o trentamila euro di costi, sborsarli in poco tempo e poi chiederne il rimborso in una misura non inferiore al settanta percento. Credo anche sia molto facile poter dimostrare la assurda meccanicità di un sistema che non prevede un giudizio sulla qualità dell’evento e sulla sua organizzazione, sulla partecipazione di pubblico, sulla mancanza di un programma dettagliato e quindi sulla comparazione tra il servizio annunciato e quello reso effettivamente. La dimostrazione i quanto appena adesso affermato servirebbe a far diventare chiaro come non esista nessun tipo di controllo riguardo l’elargizione di fondi pubblici di notevole entità. Per fare tutte queste cose però servirebbe soprattutto la coscienza critica di sapere di essere funzionari pubblici, eletti o assunti, che hanno l’obbligo di porsi degli interrogativi a tutela della collettività e non essere semplicemente strumenti, ognuno al suo livello, di un sistema collaudatissimo di retribuzione del consenso, insomma della malapolitica. Cambiare, è necessario cambiare ma per fare il salto di qualità che con i miei amici sto chiedendo da tempo non basta sostituire quattro assessori, serve anche operare una rivoluzione all’interno della dirigenza amministrativa, troppo spesso pedissequa a scelte politiche scellerate. Il consenso si cattura e conquista con la partecipazione, non si deve comprare. Chi ha la velleità di organizzare uno spettacolo dovrebbe dimostrarci anche la piena capacità di finanziarlo; i regali fatti con i miei soldi non sono regali veri, onestà e coraggio imporrebbero quindi agli organizzatori di tali eventi, qualora fossero anche percettori di denaro pubblico, di ringraziare non il sindaco, non la giunta comunale ma gli stessi cittadini che attraverso le loro imposte hanno permesso la realizzazione dell’evento. Ma anche in quel caso ci sarebbe una grande anomalia, perché se devo praticamente pagarmi il biglietto avrò anche la possibilità di scegliermi lo spettacolo da andare a vedere, o no?

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Diversa tutti gli anni ma tutti gli anni uguale (la mano di tarocchi che non sai mai giocare)

Eppure a leggere la freddissima stesura di una determina comunale di spesa si vedono fra le righe i subbugli che generano le scelte di un’amministrazione mai brillante e mai come ora sul viale del tramonto. Gli stessi subbugli che disturbano molto il nocchiero e non lo hanno mai fatto ragionare serenamente. Non può essere altro che un subbuglio quello che ha generato una scelta talmente particolare come quella con la quale il funzionario responsabile del servizio comunale “affari legali e contenzioso”, ricevute le notifiche di due ricorsi al Tar del Lazio richiesti da una signora che si sentiva lesa nei suoi diritti per aver ricevuto due ordinanze di demolizione di un’opera che il Comune considera abusiva, aveva “contattato a tal proposito l’avvocato MM con studio in Mentana il quale si è dichiarato disponibile ad accettare l’incarico de quo verso il corrispettivo di euro 6000 oltre 240 per cassa professionale e 1.310,40 per iva”, insomma due spiccioli. La cosa che mi sorprende e mi stimola a scrivere è il rapporto molto particolare che quest’amministrazione ha avuto con la professione forense. Una volta avevamo un sindaco che oltre a fare il faraone era anche avvocato, oggi abbiamo un’intera amministrazione che è in rapporto di assoluta deferenza verso una classe forense spesso extraterritoriale. Il funzionario incaricato ha, come dice lui stesso “contattato”, eseguito quindi una scelta di merito senza nessuna previa escussione documentale. Con un ordine professionale che ha sede presso il Tribunale a una decina di chilometri da via Rucellai, al quale era possibile magari, che ne so, fare una telefonata e farsi indicare una squadra di legali disponibili e pratici, con una fama all’altezza del cliente e una buona disponibilità a trattare sul valore delle parcelle dovute, l’alternativa alla telefonata era assolutamente golosa. Nulla naturalmente a che vedere con l’organizzazione messa in piedi dai vicini comuni di Ladispoli e Cerveteri che hanno tirato su uno studio legale congiunto che lavora in convenzione con le amministrazioni comunali. Anche se avesse pescato tra le migliaia di professionisti che frequentano il Foro di Roma ( il tribunale, non le rovine intorno al Colosseo, ignoranti!), avendo il Tar la sede nella Capitale la scelta aveva una sua giustificazione, pur se personalmente avrei preferito fidelizzare un pool di professionisti locali sia per dare un’opportunità ai giovani del territorio che per poter conferire con i professionisti senza troppe difficoltà. Invece è stata scelta Mentana che si ricorda non per una sua inesistente sede universitaria né per essere una culla del diritto ma probabilmente per la battaglia, sanguinosa, durante la quale i garibaldini in fuga da Roma presero un sacco di mazzate. Qualche anno fa denunciai da queste stesse pagine la strana commistione che si era venuta a creare tra interessi privati e faccende pubbliche proprio con le designazioni, che irritualmente all’epoca venivano fatte dalla Giunta Comunale, dei legali che rappresentavano in giudizio il Comune nei numerosissimi procedimenti. Avevo provato a disegnare uno schema, da qualche parte dovrei ancora averlo o forse è linkato in quel post, nel quale era schizzato subito in evidenza che certi professionisti, in barba alle regole deontologiche della professione forense e fuori da ogni convenienza per il Comune, una volta rappresentavano Santa Marinella contro cittadini o aziende immobiliari e dopo poco tempo rappresentavano altri cittadini o aziende immobiliari locali contro il Comune. Ma era e forse è un gioco ch tutti accettano e avrà anche una sua convenienza che continuo però a non capire. E Mentana, luogo di questa inspiegabile scelta, oltre ad essere la zona di origine di uno dei soliti noti, non riesco ancora a capire cosa c’entri.

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nuvole

Quis custodiet ipsos custodes?

Un amico che stimo molto mi ha detto che parlo a volte in maniera troppo complicata, forse un po’ difficile per la gente di Santa Marinella che in fondo è semplice, quanto meno di animo. Certo, davanti a documenti come quello che ho letto adesso non possono non tornare alla mente le quattro reminiscenze di studi classici da me fatti (sinceramente a mozzichi e bocconi). Andiamo come al solito per gradi. Il sindaco Bacheca fa la voce grossa con Anna Maria Lattanzi, dice che lui è il sindaco delle grandi opere e che sarà rieletto avendo, tra le tantissime cose che dice ( e non quelle che non fa) avviato la raccolta differenziata. Lo stato dell’arte è questo, la raccolta va a gonfie vele e se non ci si accorge di quanto la città sia pulita è perche i cittadini sono degli zozzoni. Il 17 di luglio quindi prende carta e penna, anzi indossa il mantello e batte la spada sulla spalla a cinque “cristiani” di provata fede, , non senza aver dato loro un pesante ceffone “affinché se ne ricordino” e li nomina seduta stante Cavalieri…anzi, no, Ispettori Ambientali all’interno del Comune di Santa Marinella, affidando loro il compito di presiedere e controllare lo stato d’igiene ambientale per quanto concerne i rifiuti, controllare che i rilasci dei rifiuti siano eseguiti nei punti e nei contenitori dedicati, intervenendo nei confronti dei trasgressori delle prescrizioni sindacali, dare presidio informativo e prevenzione agli utenti. Meritoria nomina che ricorda molto quella istitutiva, quasi cinque anni fa all’alba della prima era bachechiana, dei Volontari del decoro. Qualcuno se li ricorda ancora, qualcun altro racconta dell’ennesima bugia e mistificazione ma non lo possiamo sottolineare, questo, per non finire sulla gogna pubblica come la Lattanzi. Come in tutte le invenzioni di questo inesauribile sindaco anche l’istituzione di questa nuova Polizia ha un’enorme falla. Per tornare alla frase di Giovenale che da il titolo a quest’articolo, c’è un problema di carattere giuridico che è anche un problema di carattere politico. Per tradurre alla meglio Giovenale e non far impensierire l’amico che mi dice che parlo troppo difficile racconto anche che il mio nonno abruzzese soleva dire che “abbiamo legato il cane con una fila di salsice” per rappresentare come un provvedimento apparentemente articolato non risolvesse il problema contingente ma innescasse una reazione a catena. Lungi dal risolvere la cattiva gestione del ciclo dei rifiuti urbani, della quale l’amministrazione comunale tutta è la prima responsabile e la sua appaltatrice Gesam è l’autore mediato, si consegna in mano a cinque dipendenti Gesam, on l’attribuzione del compito di controllo dello stato d’igiene ambientale, la verifica sull’attuazione dell’appalto di cui è titolare proprio il loro datore di lavoro. Apparentemente sembra un bel casino, in realtà è questo un provvedimento perfettamente in linea con la grandissima incompetenza dispiegata da questa giovanissima amministrazione comunale in tutti i campi. Il problema dei rifiuti urbani è di carattere strutturale, il metodo di raccolta è astruso e ormai inusuale, gli orari sono assolutamente inadeguati, il personale è scarso. Proprio cinque dei pochi che praticano la raccolta dei rifiuti dovranno anche mettersi a fare i poliziotti. I verbali che faranno, naturalmente e rigorosamente in orario di servizio, saranno redatti come dipendenti Gesam o prima di scrivere questi si spoglieranno della tuta arancione? Il delegato Maggi ha raccontato, ma senza mostrarlo come costume di questa pinocchiesca amministrazione, di aver multato di ben sessantamila euro la Gesam: a quale titolo? Come mai nessuno va a multare la stessa Gesam per lo stato in cui è il cantiere di Prato del Mare, vera e propria discarica a cielo aperto, nella quale ancora da anni si aspetta l’adeguamento igienico sanitario delle strutture dedicate alla salute ed alla tutela dei dipendenti? Non basta un mantello ed una spada per fare un Cavaliere, né basta un cappello di mollica di pane e una buona chiacchiera per fare un sindaco. La città è moribonda e questa è la sola e triste realtà.

Fronti e Trebiani si chiamano fuori, ma sono i soli

I sottoscritti Massimiliano Fronti e Mauro Trebiani, consiglieri comunali dell’UDC di Santa Marinella, in riferimento alle notizie apparse in questi giorni sulla stampa relative al coinvolgimento di alcuni personaggi della “Politica Locale” indicati come consumatori di sostanze stupefacenti , al fine di fare chiarezza e prendere le distanze verso certi comportamenti, vogliono informare che sono stati gli unici esponenti del Consiglio Comunale di Santa Marinella ad aver effettuato e reso pubblico il fatto di essersi sottoposti alle analisi per il Narco-Test, con esiti ovviamente negativi.

Vorremmo ricordare che la nostra iniziativa fu tacciata di demagogia e strumentalizzazione politica da alcuni esponenti della maggioranza ed oggi,come allora siamo qui a ribadire che sia necessario dare un segno tangibile di credibilità, onesta e trasparenza alla politica.

La nostra iniziativa è stata presa in piena coscienza e come un atto dovuto verso chi ci sostiene e rispetto verso le istituzioni .

Riteniamo che sono sempre e comunque da condannare certi comportamenti, a maggior ragione se provengono da personaggi che sono legati al mondo della politica, i quali dovrebbero essere di esempio per le cariche che ricoprono.

La nostra è stata una scelta di coscienza e non un fatto politico, pero’ è stato, ed è un modo chiaro e netto di prendere le distanza verso certi comportamenti.

Noi, siamo disposti in qualsiasi momento a ripetere il test, e comunque stiamo ancora aspettando che altri seguano il nostro esempio.

Massimiliano Fronti

Mauro Trebiani

Consiglieri Comunali

dell’UDC di Santa Marinella

Keti Marinangeli è il vice comandante della Municipale

E’ stato nominato dal Sindaco di Santa Marinella, Roberto Bacheca, il nuovo Vice-Comandante del Corpo di Polizia Municipale.

Si tratta del Ten. Keti Marinangeli, da anni in servizio presso il Comando stesso, che segue al Ten. Nicola Caputi, il quale ha terminato l’età lavorativa.

Così alla nomina del nuovo Comandante, Enrico Biferari, segue anche quella del Vice – Comandante, in un ottica di miglioramento e organizzazione di tutto il Corpo di Polizia Municipale, al quale spetta il compito di controllare un territorio ampio e popolato.

“Il mio personale augurio di buon lavoro – afferma il Sindaco Bacheca – al Ten. Marinangeli, auspicando nel proseguimento del fin qui ottimo lavoro svolto presso il nostro Comando. Allo stesso tempo – conclude il Sindaco – colgo l’occasione per ringraziare tutto il Corpo di Polizia Locale per le azioni di controllo svolte sul nostro territorio tese a garantire la sicurezza dei cittadini e dei villeggianti”.

“Un sentito ringraziamento – afferma il Tenente – al Sindaco per l’opportunità e la fiducia accordatami. Confermo la mia massima disponibilità per il prosieguo del lavoro, soprattutto per la stagione estiva che vedrà tutto il Corpo impegnato nelle varie competenze”.

Il Tenente Keti Marinangeli è in servizio dal 1996 presso il Comando di Polizia Municipale di Santa Marinella. Si è distinta in particolar modo per le operazioni effettuate nell’estate 2008 che hanno portato all’arresto di cittadini stranieri per spaccio di banconote false e per la quale le è stata conferita la medaglia d’oro unitamente alla sua squadra
Ufficio Stampa e Comunicazione

Città di Santa Marinella

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