Archivio della categoria: In due parole

E nell’attesa sospiriamo

nano_da_giardino_antartideNon c’è nulla da fare, certi vizi non si perdono mai. La settimana scorsa in poche ore il sindachetto di Santa Marinella ha sconvolto la vita di cinquecento famiglie comunicando con un preavviso praticamente nullo che per tre settimane i propri figli, studenti della scuola media cittadina, sarebbero usciti con un largo anticipo, facendo leva sul fatto che nell’edificio si stanno svolgendo degli improcrastinabili lavori. Durante il consiglio d’istituto convocato venerdì scorso il dirigente scolastico ha annunciato che il medesimo sindachetto le aveva dichiarato che l’ordinanza sarebbe stata modificata e si sarebbero ridotte le settimane di inutile strazio da tre ad una sola. Il giorno dopo la monocorde stampa locale inneggiava alla vittoria di sindaco ed assessore che avevano ottenuto questa ulteriore modifica dell’orario. Vittoria contro chi? Contro loro stessi e la loro perenne inedia, contro tutti quelli che a via Rucellai sanno di lavori che iniziano i primi di luglio e devono finire ad ottobre ma dimenticano che a settembre la scuola è piena di ragazzi e di lavoratori? Comunque le rassicurazioni del sindachetto sono rimaste sospese per aria; ad ora, circa le dieci del venerdì seguente, l’ordinanza di revoca dell’ordinanza ( sport tutto santamarinellese) è rimasta sospesa per aria. E’ vero che si fa prima a mettersi a raccontare una cosa in giro piuttosto che impegnare una strapagata segreteria a vergare due righe su un foglio di carta ( e chi vi scrive sa quanto pesi il panico da pagina bianca in certe situazioni). E’ vero che forse sette giorni non bastavano per consultare tutto l’esercito di saggi che circonda il nostro beneamato e lo supporta in tutte le sue decisioni strategiche. E’ vero pure che il nostro da qualche giorno sta martellando un suo ex fedelissimo raccontandogli che lui non ha bisogno di scrivere nulla, che quello che dice a voce e che racconta sui giornali è legge, ma circa cinquecento famiglie aspettano di avere qualche minima certezza, appunto minima ed appunto certezza. E certezze questo tipo di amministrazione non sarà in grado di darne. Mai.

1 votedvote
Share/Bookmark

E cantava le canzoni ( che sendiva sempre a lu mare)

cantiereE’ molto bello condividere con gli amici la lettura di un libro, l’ascolto di un brano musicale o la visione di un film. In un momento nascono mille interpretazioni ed altrettanti punti di vista, a volte ridondanti ed altre volte invece molto stimolanti. Su altre questioni invece non c’è oggettivamente la possibilità di rendere troppe interpretazioni dello stesso fatto, si rischia di essere faziosi, di indurre in errore, di raccontare cose che aumentano la grande confusione che c’è in giro, mischiandola ad un arte molto particolare di unire il detto al non detto. Due esempi su tutti. Il delegato al bilancio Minghella ci spiega con la dovuta saccenza che la tassa sulla munnezza non aumenterà, sarà identica a quella che si pagava in passato con la sola ininfluente modifica che consiste nel fatto che sarà commisurata non al 75 percento del costo del servizio ma al 100 percento. Quindi, poiché la somma non è che ininfluentemente il rapporto tra l’addendo e il suo consecutivo, se pago di più non significa che pago di più ma semplicemente ed in maniera lapalissiana che pur versando di più la somma relativa rimane costante. Tutto chiaro, o no? Basta che qualcuno ci dica che nulla è aumentato, specialmente in un settore dove la tempesta dolce della differenziata doveva portare evidentemente a risparmi di tipo colombiano, e noi siamo tranquilli. Anche sul versante scuole la musica che sentiamo è la stessa e molteplici sono le interpretazioni della sua armonia. L’assessore competente sprizza di gioia dichiarando ai quattro venti di essere andata incontro alle esigenze delle famiglie. Peccato che l’amministrazione comunale non abbia ascoltato le famiglie, o meglio magari solo qualche famiglia si, con la solita logica della divisione tra figli e figliastri, e che abbia adottato la solita linea di emettere un ordinanza salvo rimangiarsi la stessa ordinanza con un provvedimento immediatamente successivo ed opposto emesso a ventiquattrore di distanza. Peccato che i rappresentanti dei genitori, organo elettivo deputato allo scopo, di questo tira e molla nulla abbiano saputo: con chi ha parlato allora l’assessore? In ogni caso a proposito di scuole, impariamo queste lezioni quasi quotidianamente e riusciamo finalmente soltanto ora a comprendere che anche trasformare una sconfitta in una vittoria è un’arte, dire per contraddire è un’ arte, tirare a campare è un’arte. Ma quando il tiro al bersaglio, quando il gioco della politica viene fatto sulle famiglie, sui ragazzi e sulle loro esigenze diventa anche particolarmente fastidioso. Verranno certamente tempi migliori, verrà gente che sa dire nero quando è nero e bianco quando è bianco. Nel frattempo noi ci addestreremo a capire quando questi signori scherzano e quando dicono suol serio facendo uno slalom continuo tra i fatti ed il loro contrario. Anche questa è Santa Marinella, gente!

3 votedvote

A me pagano il giusto, in questa vita ( mi pare)

orsetto11T’incazzi, spingi ed urli, stai tutto il giorno ad affannarti dietro a cose che ti sembrano, ma sembrano solo, fondamentali. Ti accorgi che qualcosa non va per il verso giusto, ti manca il gusto della sfida. E la sfida la trovi, quando la cerchi bene. Certo, sai perfettamente che assieme alla sfida, alla sfida vera, ci sono altre sensazioni che accompagnano la tua inquietudine, il lampo che ti acceca, l’odore della cordite, il fumo e la paura che sale dalle viscere, il sapore del sangue in bocca che sai bene non essere sangue ma adrenalina che ti scorre nelle vene superando per volume i globuli rossi. E la mano che si stende e incontra la tua, la tua mano che si è aperta tante volte per dare aiuto al fratello che ti è vicino. E quel sorriso che ti riporta coi piedi per terra, a sentire il ritmo del tuo respiro che scende e vorresti vicino i tuoi figli, per fargli sapere che anche il mondo è fatto così, che non sempre tutto va per il verso giusto, che la notte è buia ma domani dovrebbe spuntare il sole e se ci credi quel sole spunta veramente. La vita è questa e vale di essere vissuta proprio perché è l’unica che abbiamo, l’unica scelta che vale veramente è quella di mettersi in gioco, rischiare in prima persona, riuscire a darsi agli altri prima che a noi stessi. L’egoismo non ci fa vivere, l’egoismo non paga mai. Le cose non cambiano da sole. Anche questo teatrino inscenato dal nuovo sindaco serve a farci bere una minestra che alla fine non è stata nemmeno riscaldata. Disordine, incertezza e confusione regnano sovrani e la politica è scomparsa dalle strade di Santa Marinella, sostituita dagli ormai immancabili cumuli di immondizie estive. Ci vuole poco a vivere davvero, ci vuole pochissimo a trasformare una vita piatta e monotona in qualcosa degno di essere vissuto, in qualcosa che meriti veramente anche solo di essere raccontato. E ce l’aveva promesso, il nostro tenerissimo orsetto, prima di ricandidarsi, che sarebbe stato sciolto da ogni laccio e lacciolo, ci aveva giurato che erano gli altri a farsi i cazzi loro mentre lui remava per tenere a galla la barca. Orbene, come avrebbe detto uno degli attuali mitici sponsor del nostro primo (secondo) cittadino, quelli che avevano i lacci in mano sono rimasti tutti a casa e gli appalti, le prebende, gli incarichi, le parcelle le incassano e li portano a casa sempre gli stessi soggetti. Perché continuare come tante lumachine a fare sempre la stessa piattissima vita, perché non tentare di affrontare di petto l’ostacolo, di lanciarsi verso il fuoco per riuscire a dare una svolta a tutta questa melma che insieme all’immondizia sta ricoprendo questa meravigliosa Città. Semplicemente perché non lo possono fare tutti, bisogna esserci portati e chi campa per farsi i fatti propri difficilmente riuscirà ad alzare la testa, a fare qualcosa di veramente controcorrente, di sconvolgente, di vero. Noi siamo diversi, e lo sappiamo bene ed io vado a fare la mia parte.

Appunti di viaggio

Sono spesso, e nel periodo elettorale come questo, contagiato da una follia utopica che a volte compromette anche il mio modo di ragionare. Però non posso commettere un errore di valutazione quando dico che la prossima amministrazione elettorale dovrà essere legata, unita da motivi seri per poter funzionare bene. Questi motivi potranno essere molto ideali, nutriti a sentimenti e sensazioni, o molto materiali, quindi interessi diretti confessabili o inconfessabili, perché fare l’amministratore pubblico è svolgere un incarico comunque difficile e nessuno lo ha mai negato. L’attuale maggioranza, fatta di tredici elementi, si regge sulla distribuzione di ben dieci retribuzioni. Non è un legame di carattere politico quello che rende coesi questi signori ma la consapevolezza che almeno dieci persone su tredici, se dovessero mollare non avrebbero più una fonte di reddito, a volte veramente lauta e immeritata. A dimostrazione di quanto scrivo è il fatto che il consigliere che ha saltato il fosso, Emanuele Pepe, non aveva nessuna retribuzione pubblica da difendere; gli altri dieci si e quindi sono al loro posto. Il prossimo turno elettorale vedrà le cose cambiare, almeno dal lato pratico. Non più quattordici in maggioranza ma solo undici dei quali solo due stipendiati, sindaco e presidente del consiglio comunale. Gli altri a bocca asciutta ad ingoiare rospi ed a contare sempre meno. La ricetta quindi può essere una sola, quella di dedicarsi alla politica, ed all’amministrazione della cosa pubblica soltanto se si hanno sentimenti forti, se si capisce di poter dare un contributo importante alla propria comunità, se si ha qualcosa di diverso dal solito da dire o da fare. Altrimenti ci si ridurrà a fare lo yesman, pronto ad alzare la manina a comando. E’ un film già visto ma almeno questi signori hanno dalla loro parte la giustificazione di percepire un reddito, giustificazione non eccelsa ma almeno plausibile. Domani di scuse ce ne saranno sempre meno.

DSC00340

Due Assessori per me (non) posson bastare…

Non c’è ormai più nulla da fare, Santa Severa è moribonda e probabilmente non si riprenderà, almeno per questa stagione turistica cominciata la scorsa settimana. Le polemiche dello scorso anno non sono servite a nulla. Un’ormai inutile maggioranza denunciava come pretestuose le accuse che non solo i politici ma anche i semplici turisti lanciavano inviperiti ma anche i semplici suggerimenti non sono stati accolti. L’inserimento in squadra del nuovo Delegato per la frazione non ha prodotto alcun risultato utile. Lo stato di abbandono potrebbe avere un suo fascino se non ci fosse un retroterra fatto di denari pubblici sprecati, incuria, abbandono e menefreghismo assoluto. Tre gli esempi più importanti. Lo stradello del Castello, prolungamento ideale del lungomare, prima opera pubblica dell’amministrazione Tidei oggi pieno di erbacce ed immondizie. Stessa sorte per via Olimpo, ricettacolo di animali, cibo per gatti e deturpato da una totale assenza di manutenzione. Lo scempio più grande rimane comunque il lungomare. I lavori di arredo urbano della strada più importante della frazione non sono mai terminati e gli elementi già inseriti, senza alcuna manutenzione, sono quasi tutti rotti ed inservibili, alcuni anche corrosi dalla ruggine e pericolosi per i passanti. Il peso politico della frazione quindi, molto elevato in percentuale rispetto agli abitanti, non ha alcun valore; gli assessori ed il delegato sono probabilmente in preda ad altre frenesie e di questo la gente non se ne cura. Ormai assistere al degrado di Santa Severa è considerato tutto sommato normale. Non c’è più nemmeno il cinema all’aperto e nessuno si è curato di sostituirlo con uno svago simile. Dove non c’è amore per la propria città dovrebbe esserci almeno la dignità di assolvere un incarico pubblico con la minima diligenza richiesta dalla funzione. Così purtroppo non è, e lo sappiamo bene.

Santa Marinella non è rosa

(ansa) Una decisione ‘apripistà in grado di disegnare scenari ‘rosà nelle regole della politica italiana. Il Tar del Lazio ha azzerato la giunta del comune di Roma contestando la mancata presenza di equilibrio numerico tra uomini e donne. Insomma una giunta poco rosa che per questo i giudici hanno bocciato. Il ‘caso Romà è destinato a fare scuola: laddove la politica non ha garantito le donne, i giudici amministrativi sono scesi in campo richiamandosi al principio delle pari opportunità e di fatto sostenendo che una sola donna su 12 assessori non garantisce un’equa rappresentanza di genere. Peraltro la giunta del comune di Roma non è la prima a cadere sotto la scure della giustizia amministrativa: gli esecutivi di altri enti locali, come ad esempio la provincia di Taranto, erano stati azzerati, in questo caso per l’assoluta assenza di donne. Con la capitale il caso diventa nazionale e di fatto si sancisce che una donna non salva le quote rosa. Non solo: si sottolinea che l’atto di nomina di una giunta è un atto amministrativo, dunque che ricade sotto la giurisdizione del Tar, e non politico, come aveva sostenuto il Comune di Roma nell’ ordinanza di nomina della giunta-bis. Inoltre i giudici hanno di fatto richiamato il Campidoglio al rispetto dell’articolo 5 dello Statuto del Comune di Roma che salvaguarda il principio di Pari Opportunit… in tema di nomine nelle istituzioni (e non solo) cittadine. L’attesa adesso è volta a capire come i giudici amministrativi motiveranno la decisione di accogliere i ricorsi proposti dai Verdi di Bonelli, dalle consigliere comunali di Roma di Pd e Sel Monica Cirinnà e Maria Gemma Azuni, e dalle consigliere di parità della Provincia di Roma e della Regione Lazio, Francesca Bagni e Alida Castelli. Le motivazioni, attese tra 45 giorni, potrebbero solo riferirsi ad un generico equilibrio tra sessi o spingersi a stabilire una soglia percentuale di rappresentanza. In sostanza il Tar potrebbe dire non solo che con una sola donna in giunta non si può ritenere rispettato l’equilibrio tra sessi, ma fornire anche i suoi ‘numerì magari indicando percentuali, ad esempio il 25-30%. Questo imporrebbe al sindaco Gianni Alemanno di mettere in giunta almeno tre donne, essendo in tutto gli assessori dodici. Con l’annuncio dell’entrata di Rosella Sensi, che si aggiunge a Sveva Belviso, in giunta gli assessori donna sarebbero due. Troppo poche per i ricorrenti, che già annunciano una nuova battaglia.

Gli amici di Brunetta sono straordinari

E’ scattata un’inchiesta condotta da alcuni consiglieri comunali di minoranza. Stavolta la lente d’ingrandimento è puntata sulla gestione degli straordinari e su come soltanto alcuni dipendenti comunali siano beneficiari di attribuzioni talmente speciali da essere addirittura quasi ad personam. Di questi lavoratori, su sollecitazione appunto di alcuni consiglieri comunali particolarmente attenti, pare che finalmente ora e soltanto ora si stia interessando l’ufficio personale del Comune, probabilmente finora distratto da altre esigenze ed emergenze. Arriverà l’inverno e forse sarà proprio il freddo pungente riuscirà a sciogliere lo spesso strato di ghiaccio che occlude questo come tanti altri piccoli e grandi misteri tutti santamarinellesi? Aspettiamo notizie, anche perché Brunetta, quello vero, sta già inorridendo.

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

Tra Cul… e vaff c’è sempre Angelo

Un comunicato che non fa piacere a nessuno, è un offesa al sottoscritto, un avvertimento alle istituzioni, un monito a questa amministrazione, una accusa a chi ha ordito questo subdolo meccanismo di diffamazione nei riguardi di una persona onesta, che ha sempre collaborato, con chiunque , per la nostra Santa Marinella- a prescindere dal colore politico-. Assessori che hanno il potere e senza scrupoli favoriscono chicchessia per avere un voto, gente che a -destra o sinistra non fa differenza- purchè vi sia la possibilità di rimanere a galla. Questi uomini (uomini . si fa per dire!!!!!) che dettano legge su l ‘andamento amministrativo di questa giunta, non ce limite, giustizia ,parchi, legge, mettiamoci pure i cani o parchi doc, palme, punteruolo rosso- decite LUI, l’assoluto. Che vuoi? Un posto da handicappato, vuoi che ti chiudo una strada- non ce problema- ci penso mi.

Delegatucci che decidono di distruggere una iniziativa socio cultura,d’arte di una associazione in una sede adatta per l’uopo(questo accade 11 luglio 2009).

Grazie a certi individui della nostra amministrazione( i quali dovrebbero tutelare gli interessi di tutta la cittadinanza) il sottoscritto viene messo alla berlina, anzi, accusato di aver sfruttato la situazione come delegato alle mostre e attività artistiche.

Allora puntualizziamo: l’ass. PITTORI IN MOSTRA di Angelo Liberati hanno avuto come contributo 1500.00 euro – senza fare l’elenco di dove e quando si sono svolte le mostre ho le iniziative di vario genere- diciamo un anno di lavoro per tutta Santa Marinella.

Vogliamo paragonare il contributo di Liberati con quello di un certo (PIAGNIONE) che per 2 ore di concerto ha avuto un contributo di 1300.00 sollecitato dal delegato alla C…….

Perche tutte queste parole, tutto questo dire,perche, perche Liberati è offeso, mortalmente incazzato.

Ancora oggi i Piagnioni, i famosi artisti di santa marinella, quelli che oggi espongono e hanno un locale a disposizione per farci quello che vogliono(con la raccomandazione- dei sopra furbacchioni-, vanno dicendo che Liberati si è arricchito con 1500.00 euro(dopo un anno di lavoro). In tutto il periodo in cui ho lavorato- oltre che (i cosidetti dissidenti) hanno esposto centinaia di pittori di tutto il circondario e oltre, e con visite che stanno nell’ordine delle migliaia. Il piacere massimo è l’aver organizzato una personale alla mia migliore allieva, dolce amica, grande pittrice, esageratamente grande scultrice di RAKU la ANDREINA CARASSALE, questo alla biblioteca di Santa Marinella.

Non basta Liberati è incazzato perche si dice che al momento in cui l’associazione Pittori in mostra da Caratelli “ la signora Giovanna Caratelli è stata avvisata da me telefonicamente” doveva passare ad Andreina Carassale (andata in cielo non so se in paradiso in quanto io come lei era e io lo sono ancora oggi ATEI) mi sono appropriato di 20.00 euro di tutti quelli che avessero voluto far parte della nuova associazione.

Un certo individuo che doveva farmi da tramite ha ricevuto da ma 200.00 euro da consegnare a tutti gli artisti con firma di ricevimento perche; la nuova associazione non ha avuto seguito, mi risulta che solo 3 di questi hanno ritirato i 20.00 euro il rimanente della cifra di 140.euro ho sono rimasti in tasca, ho rubati , ho dimenticati, o che ne a fatto donazione ai bambini dell’africa- non lo so ancora,- so solo che quell’individuo non l’ho visto più-.

So solo che dopo 11 luglio –quando l’associazione Pittori in Mostra è stata buttata fuori dalla casetta rosa i primi ad esserci insediati sono stati proprio , il famoso individuo dei 200 euro il PIAGNONE, i dissidenti e tutte le persone che hanno umiliato Liberati l’Arte e quella che doveva essere la GRANDE ASSOCIAZIONE ANDREINA CARASSALE d Santa Marinella.

Nulla è inventato tutto è documentato, dei 200 euro, foto , firme delle presenze,foto espositori, date, firme con elogi, foto di personalità, assessori tre sindaci,un ministro,personaggi della cultura e dello spettacolo tutto dimostrabile, nel tempo da vedere anche su facebook.

PRESIDENTE www.pittoriinmostra.it

E.mail:liberatiangelo@libero.it FAX 0766510823.

Se i media vogliono pubblicarlo sarò felice di leggermi e sapere che altri leggano la verità- di una persona che crede nell’arte e nelle cose belle e pulite-. Se questo non verrà pubblicato Liberati rimane incazzato per le brutte cose accadute, ma, sereno per quello che ha fatto e quello che farà.

Presidente Ass. “Pittori in Mostra” ANGELO LIBERATI.

SANTA MARINELLA 23settembre 2010

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

Non piovono polpette ma…

E’ una storia sbagliata, è accendere i riflettori su cose che dovrebbero rimanere assolutamente al buio, è un segnale, l’avviso che da un giorno all’altro comincerà a piovere merda. Il messaggio è stato girato a tutti, tutti quelli che ne potessero dare la massima pubblicità meno che a noi. Le ragioni sono due, la prima è che non ci siamo mai prestati a provocazioni di ogni sorta, l’ultimo esempio le lettere anonime contro l’assessore La Rosa, una vera azione di disinformazione ben orchestrata e rimasta sotto la sabbia perché destinata solo a gettare fango e basta. La seconda ragione è che la squadra è forte, abbiamo ottime capacità informatiche, se vi ricordate svelammo durante l’ultima campagna elettorale, come i messaggi elettorali ed i comunicati stampa del Faraone partissero dalla segreteria del Commissario Straordinario, un gran colpo che tutti hanno preferito dimenticare per consenire di vincere allo stesso Faraone un’altra volta le elezioni, come è stato. Così l’anonima manina ha avuto paura di passare a noi la polpetta avvelenata per timore di essere smascherato. Parla di mignotteria, di favoritismi, di posti pubblici regalati senza merito, tenta di fare cagnara ma senza risultato: il popolo santamarinellese è ormai vaccinato, indifferente, gelido. La campagna d’inverno è appena iniziata, non pioveranno soltanto polpette ma i cosiddetti politici saranno seppelliti da valanghe di merda. I nodi piano piano arrivano al pettine, le opere pubbliche promesse non ci sono, le scuole sono rottami, i servizi non decollano, il personale comunale è in rivolta, il problema rifiuti spostato al 2011, la sanità cittadina in mano ad un imprenditore, il Faraone ha comprato un giornale mentre l’orsetto non riesce nemmeno a far pubblicare un necrologio, la multiservizi si affossa nei suoi stessi debiti, la maggioranza è divisa in tre bande che iniziano a farsi la guerra a colpi di lettere anonime. In una situazione del genere la mignotteria può fare notizia?

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

Divieto di siesta

Splendida location del raccontino di vita vissuta che vi vado a spalmare sul video, in due parole come da rigoroso titolo della rubrica, è stata iersera piazza Trieste, dove si doveva svolgere il primo dei due appuntamenti teatrali di questa settimana. Da un paio di giorni campeggiavano in ogni dove cartelli di divieto e la copia dell’ordinanza numero 20 dello sceriffolo che proibiva, pena rimozione, la sosta in piazza e nelle adiacenze ed addirittura inibiva al traffico la circolazione nella piazza. Ligio come solo io posso essere ho legato il maiale a motore che mi scarrozza in giro e sono entrato, io solo, a piedi  nella piazza, dove erasno parcheggiate decine di auto, alcune sotto i cartelli di divieto, e dove la circolazione avveniva frizzante come sempre. Capisco perfettamente che il palco è stato dirottato dalla piazza al cortile delle suorine ma perchè non togliere i cartelli di divieto?

Stampa questo articolo Stampa questo articolo