Quando avrai le mani stanche tutto lascerai (piangeranno per gli errori tuoi)

Si torna a parlare di Enel e di come la centrale di Civitavecchia, riconvertita a carbone, possa essere gestita male da un’azienda che ha a cuore più la produzione, sua, che la salute, nostra. Il Faraone torna alla carica sbattendo sul naso di Enel ben trentasette “criticità”, sforamenti piccoli e grandi dei parametri di sicurezza ambientale che secondo i suoi esperti sarebbero stati superati in misura piccola o grande per interessi di produzione. Non sono cose da poco; non sono un esperto di ingegneria ambientale né uno scienziato ma amo ragionare e far girare a mille l’ultima dozzina di neuroni che mi è rimasta nel cranio. Quando il ministero dell’Ambiente ha vietato ad Enel di attivare il quarto gruppo alla centrale per ragioni di inquinamento dell’aria l’Enel avrebbe risposto aumentando del venticinque per cento i consumi della centrale, mantenendo inalterati i suoi parametri di produttività e facendo schizzare quelli di tossicità dell’aria, proprio come previsto dagli esperti del ministero. Nessuno però finora ha detto nulla. Appena il Faraone ha parlato di revisione della convenzione i sindaci del comprensorio sono schizzati in avanti, secondo lo stesso Faraone allo scopo di acquisire diritti al nuovo tavolo delle trattative. Il denaro sul tavolo è quello delle compensazioni ambientali, i trenta denari con i quali il colosso energetico acquista il diritto di lavorar senza che nessuno lo possa disturbare con richieste di risarcimenti per malattie o inquinamento. Il succo è questo, che con trenta denari si è svenduta potenzialmente la nostra salute e con la stessa manciata di monete si è costituito un osservatorio ambientale che probabilmente non è ancora riuscito ad osservare nulla. Nel mio lavoro di giornalista, curioso e rompicoglioni, ho chiesto a tutti gli interlocutori che interrogavo sulla questione delle “criticità” della centrale se ritenessero che il tavolo dell’Osservatorio avesse avuto competenza sulla faccenda e tutti mi hanno detto che è un necessario interlocutore nelle vicende ambientali dell’impianto e del comprensorio. Allora la seconda domanda è stata per tutti se ritenevano che ben prima del Faraone l’Osservatorio stesso dovesse lanciare l’allarme sulla questione dello sforamento e tutti mi hanno risposto di si, facendo però spallucce quando chiedevo come mai dall’Osservatorio non fosse mai trapelato nulla. Eppure il sentimento che domina il lato santamarinellese del territorio ombreggiato dalla nuvola di emissioni di TVN è quello dell’indifferenza. Siamo abituati a partecipare ad un tavolo attraverso un nostro rappresentante, retribuito, ed a rimanere all’oscuro delle vicende che ci riguardano da vicino. In questo senso il silenzio del nostro rappresentante, nominato dal sindaco, al tavolo ambientale non può essere diverso da quello del rappresentante di Santa Marinella, anche lui retribuito e nominato dal sindaco, nel board del Consorzio Medio Tirreno recentemente assurto alla gloria dei giornali per il credito milionario che vanta nei confronti dei cittadini della Perla senza che negli anni in cui tale debito si accumulava e veniva reclamato noi potessimo saperne nulla. La beata ignoranza, alimentata a canti, balli e sfilate di moda, è l’anestetico nella quale chi governa questa città pretende di inzuppare i cervelli dei cittadini. Lasciare la Città ed i cittadini in un cono di perfetta ignoranza è il modo con il quale chi governa questa Città è convinto di poter continuare ingiustificatamente ad operare scelte scellerate che non incontrano mai l’interesse comune. Alla mente, tanto per fare un esempio completamente in tema, viene subito il problema dell’utilizzo dei fondi compensativi che l’Enel ha regalato ai santamarinellesi. Se vi ricordate qualcuno chiese di utilizzare questi fondi per abbattere il costo della bolletta energetica agli abitanti del comprensorio. I sindaci invece, allora misteriosamente tutti concordi, chiesero di ricevere il prezzo della nostra salute cash, direttamente brevi manu. Con il Comune di Santa Marinella sono state pattuite tre “comode rate” per un totale di sette milioni e mezzo. Grandi applausi, strette di mano e stappi di champagne ma nessuno (torna il cono oscuro del silenzio) ci ha mai detto questi denari dove siano finiti. Mi annoia il rito pagano del consiglio comunale, mi dispiace vedere quei signori tutti impettiti con la mano sul cuore ascoltare le prime battute dell’inno nazionale; della Patria ho un altro concetto ma frequento la sala consiliare perché da tempo mi aspetto che il primo cittadino, nelle sue comunicazioni, ci dica che ha affisso all’albo pretorio l’elenco nel quale dimostra l’utilizzo dei fondi compensativi Enel. Altri comuni hanno fatto già l’inaugurazione delle opere pubbliche realizzate con quei denari anche se la cosa è abbastanza squallidina: il “poro nonno è morto cor malaccio” ma i nipotini andranno nella nuova scuola oppure nel parco pubblico realizzato per abbattere le emissioni di anidride carbonica della centrale. Questo rischio da noi non lo correremo, nessuno ci verrà mai a far vedere cosa è stato fatto con quei soldi perché nulla è stato realizzato, nessuno potrà dirci che abbiamo barattato i nostri polmoni per una nuova strada perché non è così, perché nella giunta coesa e armoniosa dei migliori amministratori che Santa Marinella abbia avuto in cinquant’anni nessuno saprà dirci dov’è finito il prezzo della nostra salute. O meglio qualcuno lo sa sicuramente ma si vergogna a farcelo sapere.

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2 pensieri su “Quando avrai le mani stanche tutto lascerai (piangeranno per gli errori tuoi)”

  1. Mi permetto di aggiungere che nel bel tabellone luminoso presente a piazza Civitavecchia, veniamo informati della qualità dell'aria di tutti i comuni del comprensorio, ma nulla si dice di cosa respiriamo Santa Marinella! Se ne sono mai accorti i nostri solerti amministratori?

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