Santa Marinella come Venezia: costruiremo sull’acqua.

Il Consiglio Comunale ha ratificato lunedì sera la convenzione urbanistica riguardante l’ampliamento del porticciolo turistico di Santa Marinella. Il voto, compiuto dai soli consiglieri di maggioranza con l’assenza di Emanuele Pepe e Giovanbattista Boelis, è avvenuto tra le molte polemiche sollevate dai consiglieri comunali di minoranza. Aveva aperto la questione Stefano Massera chiedendo alla maggioranza di ritirare alcuni punti all’ordine del giorno. “Vogliamo fare un’opposizione seria – ha dichiarato – questo è un dispettuccio” riferendosi alla polemica montata nei giorni precedenti e relativa alla consegna delle convocazioni del consiglio proprio a cavallo delle feste natalizie, cosa che ha materialmente impedito ai consiglieri di minoranza di prendere visione degli atti relativi alle delibere all’ordine del giorno, atti peraltro approntati solo poche ore prima di andare in aula. “La delibera del porto richiede un confronto serio con la parte di città che ci ha votati”. Quindi sembrava che la seduta potesse comunque svolgersi secondo un copione improntato a ragionevolezza e reciproca disponibilità. Il sindaco aveva chiesto di iniziare la discussione sull’ordine del giorno e di convocare una riunione volante dei capigruppo non appena giunti al primo dei punti da rimandare a nuova data. All’improvviso la sterzata. Le posizionid ella maggioranza si sono irrigidite, forse la fronda interna che in questi giorni stava montando come un’onda marina è stata ricondotta nei ranghi. Fatto è che nel giro di un paio d’ore le aperture del sindaco e dei suoi ai ragionamenti dei consiglieri di minoranza sono improvvisamente sparite. Si sarebbe continuata incondizionatamente la seduta. Strepiti del pubblico, vero protagonista anche nel cuore della notte e vivaci proteste dei consiglieri che si sono sentiti frodati. Le voci di un possibile rinvio si erano diffuse, quasi come un copione intendente ad inquinare le anime, già dal primo pomeriggio. Ha preso la parola Massimiliano Fronti. “Avete paura del confronto. – ha esordito apostrofando così la maggioranza – avete paura di darci gli atti o non sono mai completi? La parte documentale relativa alla delibera sul porto è composta da 21 elaborati grafici. Quella sul project financing per la nuova sede comunale non era ancora pronta nemmeno stamattina. Abbandonerò il consiglio e lo faccio a malincuore, ma mettetevi voi nei nostri panni”. Il sindaco Bacheca ha replicato che gli atti erano a disposizione. “Possiamo discutere con gli atti che abbiamo a disposizione adesso” ha detto il primo cittadino ma evidente era la differenza tra il fascicolo di fronte al segretario comunale, alto più di un palmo, e i pochi fogli dentro le cartelline di consiglieri ed assessori. Andrea Bianchi, presidente della commissione speciale sul porto ha reclamato la mancanza di un passaggio degli atti nella sua commissione. Anche Paola Rocchi ha attaccato il sindaco. “Noi abbiamo bisogno di parlare con lei. Il testo della delibera sul porto sembra scritto dall’avvocato D’Amelio e non dal Comune di Santa Marinella. Le delibere sono tutte da vedere e da confrontare”. Per Carlo Mucciola il problema dell’approvazione ha una veste di responsabilità da non sottovalutare. “Presenteremo immediatamente una denuncia alla Corte dei Conti. Sono convinto che su queste delibere ci saranno da pagare molti danni e non voglio che a turare fuori soldi siano i cittadini ma solo i consiglieri comunali che le approvano”. Particolarmente sentita, anche dal pubblico che ha rumoreggiato e sottolineato con caldi applausi gli interventi dei consiglieri di minoranza è stata la conclusione di Massimiliano Fronti. “la data di oggi segna uno spartiacque, da oggi non ci sarà più una minoranza ma soltanto un’opposizione”.

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Il crocifisso e tutto il resto

“Egregio Dirigente Scolastico, Egregio Rappresentante dei lavoratori”, inizia così una lettera aperta che trascriviamo quasi integralmente riguardante la mozione sul Crocifisso discussa in consiglio comunale. Incomprensioni, travisamenti e la tarda ora, praticamente l’alba del mattino dopo, hanno fatto si che Carlo Mucciola, Paola Rocchi e Francesco Benci non fossero soddisfatti del testo uscito dall’aula consiliare e quindi si ripropongono così anche ai nostri lettori. “Lunedì 30 novembre il Consiglio Comunale di Santa Marinella ha votato una mozione sulla necessità di esporre il crocifisso nelle aule e negli uffici del Comune. Abbiamo abbandonato l’aula nel corso della votazione in segno di dissenso, non prima di avere formulato delle proposte alternative alla maggioranza. Questo accanirsi intorno al tema del crocifisso sta accadendo ora, in un momento storico in cui una certa classe politica e una certa carta stampata sempre più spesso strumentalizzano simboli o eventi, buttano benzina sul fuoco, creano dei “casi” laddove il paese reale non ne sente nessun bisogno. In realtà crediamo che attualmente gli italiani e i santamarinellesi abbiano altri problemi, a meno che non ci sia qualcuno a stuzzicarli, caricarli o magari distrarli con discorsi allarmati e allarmanti. Abbiamo rifiutato questa logica di strumentalizzazione. Abbiamo detto che quella mozione una volta letta o imposta alle scuole, avrebbe potuto inasprire gli animi, creare inimicizie persino tra i ragazzi, proteste da parte di insegnanti o genitori, per un verso o per un altro. Perciò la nostra proposta era quella di ritirare la mozione ed organizzare una riunione con dirigenti scolatici e rappresentati di RSU per avere un parere e per presentare l’ipotesi della mozione stessa. Immaginavamo un’occasione di confronto seria e pacata lontana dai clamori, poiché era una proposta rivolta ad evitare tensioni inutili ed inutili carichi sulla scuola o sugli uffici comunali. Abbiamo solo affermato come secondo noi il crocifisso sia un simbolo carico di un altissimo significato per chi crede, non semplicemente un segno di identità. Per chi non crede, pensiamo che resti pur sempre simbolo religioso importante fra altri importanti simboli religiosi. In ogni caso abbiamo definito il crocifisso qualcosa su cui evitare qualsiasi scontro, qualsiasi “guerra di religione”, piccola o grande che sia. Naturalmente ci hanno pensato i giornali locali a volgarizzare tutto, alcuni dei quali (per fortuna non tutti) hanno riportato che noi avremmo lasciato l’aula sostenendo la “laicità dello stato”. Chi ha firmato quegli articoli non ci risulta che fosse presente; o ha ricevuto un pezzo dall’ufficio stampa del Comune, o ha dato per scontato parole che sa pensare solo in modo scontato, o che tutti pensano in modo scontato. Banalità su banalità. Forse è appellandosi implicitamente a questo buon senso che il capogruppo di maggioranza Marco Maggi, nel rifiutare la nostra proposta, ha affermato che per altro la mozione non costituisce una vera e propria imposizione: starà ai presidi farne l’uso che credono.“


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Chi ci ha dato buca?

L’amministrazione comunale ha forse trovato il modo di “trattenere” i turisti in città? Nel centro commerciale Pirgus, il gruppo di locali commerciali all’intersezione tra la via Aurelia e via Garibaldi, c’è una buca sul manto stradale, profonda ed insidiosa e da qualche settimana nessuno ha fatto nulla per toglierla. La denuncia arriva da Carlo Mucciola che oltre ad essere un commerciante di zona è anche capogruppo del PD in consiglio comunale. La buca si trova sulle strisce pedonali e chi fa per scendere dal marciapiede ci può finire dentro con le conseguenze che possiamo immaginare. L’unica reazione dell’amministrazione comunale è stata quella di porci sopra un cartello stradale. Ironia della sorte il cartello rappresenta il pericolo dei lavori in corso. Quando inizieranno a riparare la strada?


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Tutti e sette, tutti in fila

Tutti in Procura. Carlo Mucciola capogruppo PD in consiglio comunale ha dichiarato che i consiglieri di minoranza si sarebbero accodati alle denunce già presentate alla Procura della Repubblica dalla ex delegata ai rifiuti Anna Maria Lattanzi ed al sindacato SdL. Così è terminato ieri il confronto, serrato, sul tema della nettezza urbana e della raccolta differenziata. La risposta dell’assessore Romitelli ad una precisa interrogazione della minoranza era slittata a mercoledì proveniente dal consiglio comunale dello scorso 18 giugno a causa dell’assenza dell’assessore dall’aula. Veemente l’attacco di Paola Rocchi. “Non riusciamo a fare una cosa: a tenere pulita la città – ha detto il capogruppo di “Un’altra città è possibile”. Non abbiamo cuore, non pratichiamo la cura della città, le cose che facciamo vanno fatte bene. Gli elettori ci hanno affidato Santa Marinella ma noi non abbiamo idee nuove, non sappiamo nemmeno tenere pulite le nostre strade ed io me ne vergogno” Il riferimento era alla replica dell’assessore Romitelli che si era lanciato in discorsi molto vaghi e che non ricalcavano nemmeno la risposta all’interrogazione che l’ufficio preposto gli aveva preparato. Nulla sulla mancata partenza della raccolta differenziata, nulla sulle tante inesattezze contenute nel contratto di servizio con Ama che Carlo Mucciola ha letto in aula. Momenti di ilarità si sono sollevati tra i consiglieri ed il pubblico quando Mucciola ha fatto riferimento all’impegno che Ama ha contrattualmente di spazzare la neve o di portare i ragazzi delle scuole “a Formia” per seminari di educazione ambientale. Anche Andrea Bianchi ha voluto dire la sua. “Non avete fatto nulla in un anno e mezzo – ha esordito il consigliere del PD – vi propongo di prendervi due mesi di ferie e di ricominciare tutto per bene a settembre”. Il riferimento era chiaramente rivolto all’assenza del sindaco Bacheca, sostituito dal vicesindaco Fratturato il quale è rimasto impassibile alla domanda rivoltagli da Massimiliano Fronti. “Chiedo al vicesindaco – ha detto il capogruppo della Costituente di Centro – se l’amministrazione, oltre alla lettera di contestazione inviata all’Ama ha intenzione di formalizzare una diffida ed una messa in mora”. Nessuna risposta è giunta da Fratturato. Ha concluso l’intervento sulla nettezza urbana Carlo Mucciola che, nel dichiararsi insoddisfatto della risposta dell’amministrazione all’interrogazione di cui si parlava ha chiesto a nome di tutti i consiglieri di minoranza la rimozione del funzionario addetto e le dimissioni dell’assessore Fabrizio Romitelli. “Sorprende – ha detto Mucciola – il cambio di rotta dell’amministrazione. Fino a qualche mese fa i rapporti con Ama erano idilliaci, la città era pulitissima; dopo la nostra puntuale e dettagliata interrogazione tutto è cambiato. Chi doveva controllare non ha fatto il suo dovere. Di fatto stiamo sperperando quattro milioni di euro dei cittadini. Per questa ragione ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica”


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Per chiudere il bilancio la ricetta è un altro autovelox

Ce la farà l’amministrazione comunale di Santa Marinella a chiudere il bilancio preventivo? Il documento contabile, essenziale per dare valore a tutte le spese del Comune, deve essere presentato in consiglio comunale ed approvato entro il 31 marzo, quindi fra dieci giorni, ed ancora pare che le cifre siano tutte in aria. Il problema fondamentale sono le risorse, le entrate, insomma. Tutti, sia Tidei che Bacheca, al di là di sterili proclami, hanno fatto affidamento sull’autovelox ed il photored, piuttosto che sulla contrazione e la razionalizzazione delle spese. Quindi ferme le “infernali macchinette” a causa della pioggia di ricorsi pendenti o già decisi in senso favorevole dalla magistratura, pare che l’unica risorsa la possibile installazione di un altro autovelox sull’Aurelia in zona Furbara. Su questo l’amministrazione sta studiando da qualche giorno. Ma il problema bilancio investe anche l’accertamento delle entrate. “Dopo che la minoranza ha denunciato l’esistenza di quasi 4 milioni di euro tra multe e soprattutto tasse non riscosse – dice paola Rocchi – tributi non recuperati che la maggioranza sembra di fatto sottovalutare, nei giorni scorsi l’assessore al bilancio si è lanciato in una lezione sui giornali per spiegare che non si tratterebbe di evasione ma di “elusione”. Senza scomodare la lettura di articoli di legge, persino il vocabolario della lingua italiana dà torto all’assessore, indicando come “elusione” un comportamento volto a ridurre il carico fiscale in modi “giuridicamente leciti”. A parte il fenomeno multe su cui pendono spesso ricorsi, non possiamo di certo considerare lecito né tollerabile il fatto che mentre la maggioranza dei cittadini paga regolarmente ICI e TARSU, una minoranza non lo faccia da anni, perché non sollecitata a sufficienza o perché non perseguita. In assenza di atti concreti volti a contrastare il fenomeno, noi crediamo che Assessore al Bilancio e Sindaco si debbano assumere tutta la responsabilità politica di questa scarsa attenzione e di una sostanziale ingiustizia fra chi paga e chi no. Per parte nostra vorremmo rassicurare i cittadini che da giorni ci chiedono di andare avanti sulla questione, di approfondire e di non mollare sulla richiesta di equità fiscale, secondo il logico principio che se paghiamo tutti il dovuto, avremo tutti più servizi e soprattutto forse potremo pagare tutti meno tasse. Noi di “Un’altra città è possibile” stiamo aspettando la chiusura della commissione di indagine sui tributi presieduta dal collega Carlo Mucciola, stiamo aspettando cifre definitive e ultimo verbale. Mucciola ha fatto un ottimo lavoro, ma non ha certo lui il potere di dare indicazioni agli uffici. La Minoranza può solo sollevare il problema, esigere spiegazioni e fare proposte (sapendo purtroppo a priori che probabilmente saranno ignorate). Rispetto a questo problema dei tributi non riscossi, una volta completato il quadro delle informazioni, insieme ai colleghi della minoranza formuleremo una proposta finale, oltre alle cose già suggerite in Commissione, regolarmente cadute nel vuoto.”


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Interrogazioni: le cartucce della Minoranza

I consiglieri di minoranza del Comune di Santa Marinella tornano, con forza, a ribadire l’assoluta onesta ed attualità del loro comportamento in aula di lunedì scorso, quando per protesta hanno abbandonato la seduta appena iniziata addossando ad Angelo Grimaldi la responsabilità di girare una frittata che non è stata fatta da loro. “Invece di ammettere che negli ultimi tre Consigli Comunali si è impedito di fatto alla minoranza di approfondire le questioni per mancanza di tempo, l’Assessore Grimaldi si è messo a protestare per quello che succedeva durante la precedente amministrazione – dice Paola Rocchi – Forse l’assessore Grimaldi è un cultore della storia. Allora gioverà ricordargli che due ex fedeli collaboratori di Tidei siedono ora con lui in maggioranza. Inoltre, sempre a proposito di storia, non sarà male rammentargli che fu lui a ricoprire lo strategico ruolo di Assessore ai Lavori Pubblici della giunta Bordicchia, quella punita per la sua inerzia con il 70% dei voti contrari. La formuletta secondo la quale la Minoranza non farebbe proposte, è invece ricopiata a pappagallo dal senatore Maurizio Gasparri, noto stratega del centrodestra.” Insiste anche Massimiliano Fronti proprio ricordando il ruolo propositivo che l’opposizione ha rivestito in questi ultimi mesi. “In verità di proposte ne facciamo continuamente, di fatto inascoltate. basti ricordare quelle sull’ex cementificio, sulla multiservizi, sui tributi, sul difensore civico, sull’urbanistica, sulla raccolta differenziata, sui soldi Enel, sulla rinuncia ai metodi di spartizione clientelare, sulla necessità di programmazione e tante, tante altre. Vorremmo auspicare – continua Fronti – maggiore rispetto nei nostri confronti, sperando inoltre di discutere presto le altre interrogazioni. In modo congiunto ne abbiamo consegnate in questi giorni due. Nella prima chiediamo di conoscere i dettagli della nomina del Direttore Generale; dalla delibera si evince che la proposta sarebbe venuta dal “Sindaco relatore” e intanto vogliamo sapere con quali argomentazioni il Sindaco abbia perorato un’assunzione che costerà si presume oltre 100mila euro l’anno. Soprattutto vogliamo sapere quali siano gli obiettivi che, secondo legge, devono essere indicati al Direttore, e chi controllerà il raggiungimento di questi obiettivi. Crediamo inoltre importante che i cittadini di Santa Marinella possano conoscere nel dettaglio, visto che lo pagano, il curriculum del neoassunto Direttore; quale titolo di studio, quali esperienze di formazioni e professionali ne fanno, o ne farebbero, un manager della pubblica amministrazione. E chiediamo di sapere il suo compenso nel dettaglio semplicemente perché pensiamo che anche questo sia un diritto dei cittadini. “La seconda interrogazione dice Carlo Mucciola – riguarda la RI.RE. Con essa vogliamo essere informati sulle azioni concrete che il Sindaco ha svolto per risolvere la vertenza ed aiutare i lavoratori costretti ad un’assurda precarietà nei loro stipendi e soprattutto i risultati che ritiene di aver raggiunto. Contiamo a breve di discutere anche altre interrogazioni importanti già consegnate, come quella sulla raccolta differenziata. Le ultime gravissime notizie sull’inceneritore di Colleferro dimostrano quanto sia urgente invertire la rotta sui rifiuti, dare segnali forti e rapidi. Ma forse la forza e la rapidità non sono esattamente due virtù di questa Amministrazione.”


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Mucciola: archiviamo l’esperienza della lista

Carlo Mucciola vuole fare chiarezza. Il taglio che Alessio Marcozzi, Marco Fava, Damiano Gasparri, Claudio Siviero, Dario Vergati e Marco Manuelli con altri cittadini che hanno partecipato all’esperienza politica insieme al candidato sindaco Mucciola ed ora hanno voltato pagina forse poteva apparire troppo netto. Secondo Mucciola non è così. “La Lista Mucciola si configurava, al momento della sua costituzione come una formazione di Centro- Centro Sinistra – dice lo stesso Mucciola – contenendo al suo interno esponenti provenienti da diverse esperienze politiche, Margherita, DS, Udeur, Udc nonché esponenti della cosiddetta società civile. Nella fase post elettorale, durante una serie di pacati e costruttivi incontri politici, la maggioranza dei componenti della Lista, tra cui i due consiglieri eletti Giancarlo Mucciola e Andrea Bianchi, decideva di considerare conclusa quell’esperienza e di iscriversi al Partito Democratico. Una parte minoritaria, quella attualmente confluita nella associazione Centro della Libertà, non condividendo questa decisione, ha ritenuto di volersi schierare con il Centro Destra. Alcuni altri, infine, non hanno intrapreso nessun percorso politico. Tutto ciò, ribadiamo, in un clima di rapporti liberi e di scelte politiche personali.”


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Marcozzi e i suoi. La corta strada dal centrosinistra al PdL

Il primo dubbio che viene leggendo una notizia come questa è molto spontaneo, lascia impreparati. Se è vero, come diceva un mio amico, che le idee non le cambia solo chi non le ha bisogna dare anche al tempo la possibilità di fare il suo corso, altrimenti il tifoso, lo spettatore, rimane spiazzato. Diciamo che è come se al derby un giocatore facesse il primo tempo con una maglietta ed il secondo con l’altra. E’ vero che la guerra è la guerra, e che l’italietta repubblicana è nata grazie all’otto settembre ma insomma… Cosa racconteranno questi signori ai loro elettori, ai cittadini che solo qualche mese fa li hanno votati per una coalizione che non era quella berlusconiana? Atteniamoci innanzitutto ai fatti. Un’ulteriore variazione di fronte politico si è aperta in questi giorni a Santa Marinella ma da tempo bolliva in pentola. Alessio Marcozzi, Damiano Gasparri, Dario Vergati, Marco Fava, Marco Manuelli e Claudio Siviero che nemmeno un anno fa si erano candidati al consiglio comunale nella lista che aveva quale sindaco Carlo Mucciola e si opponeva a quella del PdL traghettano verso il partito di Berlusconi. E’ stata costituita, come si usa da quando le sezioni di partito sono fuori moda, un’associazione politico-culturale chiamata “Il Centro della Libertà” con collocazione evidente tra le file del centro-destra. Alessio Marcozzi, presidente dell’associazione, non spiega le ragioni del salto di corsia ma parla della necessità, avvertita da lui e dai suoi sodali, di rappresentare le aspirazioni di chi vuole migliorare la qualità della vita nella città. ” Il Centro della Libertà – dice Marcozzi – testimonia come nella nostra città c’è ancora voglia di fare e di attivarsi per promuovere iniziative che si riverseranno positivamente sulla nostra comunità. Questo si realizzerà solo con il confronto ed il coinvolgimento della cittadinanza pronta ad impegnarsi in progetti semplici e realizzabili. Il “Centro della Libertà” nasce proprio da questa che ormai da tempo è una necessità e aggiungo un dovere: rimettersi in moto per centrare gli obiettivi che la cittadinanza si aspetta dando un forte supporto per la realizzazione degli stessi e lavorando con serietà e umiltà adottando una politica del fare. Credo e sono sicuro che questo possa realizzarsi solo con la partecipazione della società civile che comprenda gente credibile, con esperienza, e soprattutto con il forte supporto dei giovani che sono il presente ed il futuro della società”. Vicepresidente dell’associazione è Damiano Gasparri e nel direttivo c’è anche Jourdan Tasselli. E adesso? Sarebbe bellissimo sentire l’opinione di Carlo Mucciola, il candidato sindaco per cui questi signori si sono battuti al coltello. E questa opinione vi renderemo nei prossimi giorni.


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Per la minoranza la questione è sopratutto morale

I consiglieri comunali di minoranza Fronti, Trebiani, Benci, Mucciola Bianchi, Rocchi e Dani condividono lo sconcerto della città intera a seguito della diffusione delle notizie che vedrebbero al centro della cronaca politici cittadini di rango quali Roberto Marongiu e Fabio Quartieri e ne sottolineano la gravità dichiarandosi molto preoccupati per il quadro d’insieme che si è profilato ed il timore di ulteriori e foschi sviluppi. “La gravità è del resto dimostrata – si legge in un comunicato congiunto emesso nel pomeriggio di ieri – dalle dimissioni dell’assessore stesso, prontamente accolte dal sindaco, dimissioni invece sdegnosamente rifiutate solo qualche settimana fa, quando la minoranza le chiedeva a seguito di indagini su un presunto abuso edilizio. Ci aspettiamo dall’attuale maggioranza segnali chiari e forti che possano ristabilire la fiducia dei cittadini nei loro rappresentanti, sulla questione chiediamo sincerità e trasparenza, la rinuncia a qualsiasi ambiguità. Rifiutiamo da parte nostra processi mediatici e giudizi sommari, ribadendo la necessità di affidarsi alla magistratura, in una vicenda delicata che chiama in causa anche le forze dell’ordine. Chiediamo con forza alle stesse forze dell’ordine del territorio di vigilare con grande attenzione sulla nostra comunità perché già da alcuni anni troppe nuvole si addensano e troppo gole profonde rivelano illeciti. L’ombra di organizzazioni criminose si sta allungando su tutti noi.” La minoranza lancia anche una corda alla maggioranza chiedendo di fare fronte su quel lato della politica che oggi ha preso, anche a livello nazionale, il nome di “questione morale”. La cosa, politica o meno che sia, deve avere anche un risvolto etico e su questo è importante, secondo i consiglieri di minoranza che si apra presto un dibattito nelle sedi opportune con la massima pubblicità e la massima partecipazione possibile da parte della cittadinanza. Solo poco tempo fa, proprio nei confronti dell’ex assessore Marongiu, la questione morale era stata sollevata in consiglio comunale dagli stessi consiglieri di minoranza. marongiu era al centro del mirino in quanto comproprietario e tecnico incaricato della direzione lavori di un complesso edilizio sequestrato in estate dalla magistratura di Civitavecchia in quanto questa sta indagando sulla legittimità della sua edificazione. In quella fase tutta la maggioranza aveva fatto quadrato intorno al marongiu chiedendo che la sua vicenda personale e professionale fisse distinta da quella politica e lui stesso aveva rifiutato l’ipotesi, pur avanzata dalla minoranza, di una sua uscita dalla giunta. Venerdì invece ha offerto di rimettere spontaneamente le deleghe conferitegli dal sindaco, probabilmente anche per alleviare la pressione psicologica che gli attacchi in corso provenienti da più fronti gli fanno attualmente subire.


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Il comitato: ora basta!

E’ un documento indirizzato al sindaco Roberto bacheca ed ai consiglieri comunali Rocchi, Mucciola e fronti quello che ieri mattina il comitato cittadino “ortigara – Valdambrini” ha protocollato presso il comune di Santa Marinella. In questa lettera si parte dalla constatazione che il quartiere “combattenti” è stato per anni il polmone verde della città, fatto di villette e condomini giardinati mentre la politica edilizia recente ha causato un imbarbarimento dei costumi degli abitanti portando traffico e pericolo nelle strette strade del rione. Non bastando ciò anche l’installazione di un’antenna per la telefonia mobile ha recato nocumento alla vita dei residenti e dei villeggianti del quartiere. Questi cittadini quindi chiedono diversi impegni dell’amministrazione, stanchi probabilmente di aspettare risposte che ancora non sono arrivate. Tra le richieste spicca la pulizia delle strade, norme severe per le costruzioni già in essere, il miglioramento della segnaletica, controllo sulla velocità ed un ridimensionamento del traffico in generale con riqualificazione del verde e soprattutto la delocalizzazione dell’antenna Telecom. Insomma una serie di provvedimenti, dal più leggero a quelli più incisivi, che permetterebbero una vita migliore a chi la trascorre tra quelle strade. Nel documento si parla di “identità urbana e sociale”, di qualità di vita, di valore delle case. Probabilmente sono persone che vorrebbero semplicemente il rispetto degli impegni presi, più volte, dall’amministrazione comunale. Per questo i rappresentanti del comitato attendono dai primi di dicembre di essere ricevuti dall’assessore all’urbanistica Angelo Grimaldi, mentre la disponibilità data loro dal delegato alla viabilità Marco maggi non si è tradotta in azioni concrete. A detta dei cittadini il tempo delle attese, sperano, finisca presto.


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