Non so di cosa siano fatti i sogni; certamente di un materiale più impalpabile delle nostre promesse, perché se i sogni tendono a restarci negli occhi o rimanerci in testa almeno le promesse, trasportate dalla nostra bocca alle orecchie di qualcun altro, devono avere una sostanza più densa e devono sorreggersi sull’onestà e sull’impegno morale di chi le fa. Un programma elettorale è fatto di sogni e di promesse e se potessimo disporre di una bella bilancia quello nostro sarebbe impregnato di sogni, un buon punto di partenza. Il programma di Bacheca e dei suoi compari invece è pieno di promesse, i sogni non si vedono, non si annusano perché quella è gente che non sa sognare e on sa nemmeno raccontare, gente che vede il mondo in bianco e nero ma sta tentando di metterci una pezza. Si avvicina la data elettorale e come gli scolaretti quelli svegli ma con poco profitto, avvicinandosi la data dell’esame tentano di studiare, fare i compiti, prendere appunti. Tra i compitini scaduti c’era il progetto, faraonico, che aveva lanciato l’assessore allo sport Rodolfo La Rosa verso la poltrona di assessore ovvero quello della Città dello Sport, della cultura e del tempo libero. Sport e cultura non lo so ma di tempo libero ne devono aver avuto tantissimo, gli assessori della giunta di Bacheca perche dopo cinque anni di governo si sono resi conto che l’idea di La Rosa non era stata ancora nemmeno inserita nel piano delle opere pubbliche. Ecco la pezza, allora, pronta e bella calda con l’incarico, conferito dalla giunta comunale ad un architetto romano, di provvedere ad uno studio di fattibilità. I soldi sono finiti ed il Comune di Santa Marinella si appresta a mettere le toppe ai desiderata del suo assessore tacendo, nella delibera di giunta, quale sarà il costo per le casse pubbliche del parere redatto da questo professionista. Siamo indietro con il programma, ragazzi, avrebbe detto un professore saccente ma noi che saccenti non siamo crediamo invece che il tecnico con il cranio in mano ci risponda all’amletico dubbio: se po ffà o nun se po ffà? La domanda, tutto sommato, è abbastanza circoscritta. I ragazzi che aspettano la città dello sport per poter mettere in pratica la loro voglia di sport sicuramente la risposta di questo erudito professionista potranno sbattersela al muro però dopo cinque anni di promesse una piccola risposta è sicuramente già qualcosa. Se i tempi sono questi il progetto definitivo verrà portato all’attenzione della città fra venticinque anni mentre il distinto assessore potrà esibire i prospetti redatti dall’architetto a nostre spese nella sua prossima ed imminente campagna elettorale. E’ tutta una questione di stile, Batman di Anagni ce lo ha insegnato, lui usava i soldi pubblici per creare consenso all’interno del partito, qui a Santa Marinella Batman non ha mai volato, non c’è una propensione tale da far temere per la tenuta della legalità ma il grigiore e la scarsa fantasia dei nostri governanti devono farci preoccupare lo stesso. Perché quest’esigenza di capire se il progetto tanto sbandierato in campagna elettorale cinque anni fa può essere almeno progettato e perché quest’’esigenza si manifesta proprio ora? Se uno non ha fatto una mazza lo potrebbe dire con la massima sincerità a meno che non avesse intenzioni serie di ricandidarsi e forse proprio per questo, per soddisfare questa velleità ormai soltanto narcisistica il conto dell’architetto lo pagheremo noi, mentre avremo la certezza di aver perso anche l’ultimo barlume di dignità, almeno nella considerazione dei nostri amministratori.
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