Salpa l’Ancora

una sala co 200

dove ognuno vale quattro

tutti quanti in gran fermento

che t’osannano er più matto

 

che t’arringa e che comanda

condannando quel di “IERI”

che ti sorge la domanda

caro baffo te dov’eri?

 

ma li conti sò a dovere

perchè grazie a quel fermento

solo lui fa il consigliere

 

e lasciando tra i suoi armati

scoramento, ed un sospetto

quel che l’abbia cojonati

 

ARSENIO

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Letterina

madonnina madonnina

io che brava e son bambina

qua ti spiego le ragioni

delle richieste per le elezioni ( comunali 2013)

 

non ti chiedo mica i monti

solo di non far vincer ……….

la richiesta e bella e gaia

aridacce un pò …………..

 

n’artro lustro co…………..

è sempre mejo che na seca

ma volemo li più seri

arimannace ……………….

 

pensa c’hanno incoronato

il buon baffo ……………….

spicca alto tra i pigmei

arimannace ………….

 

e pe sfruguglià la mazza

c’è s’è messo anche …………….

io te prego nce fa i bozzi

aridacce er buon …………….

 

e rinnova i nostri fati

ariodacce er buon …………

evitanno che te impicci

non c’è dà però er buon ……….

 

e te prego fai paricchia

col suo fido buon …………..

ed un altro dei suoi paggi

fai sparì anche il buon ………

 

per il bene delle Sante

metti i re e caccia le fante

fai sparì i ” nuovi” nomi

e ridacce “LI PUZZONI”

 

ARSENIO

 

ps: per rendere più facile l’incastro, si ricordano, di seguito, i nomi dei vecchi politici di Santa…. i nuovi già li sapete…purtroppo.

 

FANTOZZI

DE FRAIA (Vincenzo)

SILVERI

VERGATI

TIDEI

La prissione

mo dice che er sinnico co li sordi sua

pe misura a chi c’ha la “bua”

ha comprato un machinario

più veloce de ntreno sur binario

 

perchè quello vecchio, che s’è rotto

nder misurà la prissione annava sotto

er limite prescritto dai dottori

nder quale ndevi annà sotto oppure fori

 

ma dico io prima de buttallo ar secchio

nsarebbe mejo

provallo n’apparecchio?

 

rispose er sinnico questo è vero

io l’ho provato sull’assesori mia

che la pressìone c’è l’hanno a zero

 

ARSENIO

e del sole che trafigge i solai ( che ne sai)

etafiglie1Lo ammetto, ci avevo creduto anche stavolta, stavolta che ero convinto qualcosa potesse cambiare. Tutti attendevamo una vera rivoluzione e la rivoluzione, si sa, non la fanno i partiti o i movimenti politici ma la fanno le persone. La diga da rompere, la boa da passare era proprio quella del 24 febbraio, la data delle votazioni. E non mi si venga a dire che le votazioni politiche o regionali qui non contano perché altrimenti il fiato sprecato sinora è stato veramente speso invano. I risultati devono contare per forza perché le persone chiamate alle urne sono le stesse che dentro le urne ( non cinerarie, spero) torneranno tra novanta giorni. Questi benedetti risultati non vanno però gestiti come altri dati quando, tra ragazzi al bar, si parlava soltanto di misure. Abbiamo assistito allora alla fiera della fregnaccia, con leaderini o presunti tali che si affannavano a far comprendere come il bicchiere mezzo vuoto valesse molto di più di quello completamente pieno. Le facce appese poi parlano da sole, nessuno qui a Santa Marinella è stato in grado di gridare veramente alla vittoria. C’è un pericolo forte che aleggia nell’aria. Ce ne accorgiamo leggendo sul web e sul giornale dichiarazioni disperate di qualcuno che ormai deve dire addio alla poltrona ed allora tenta l’ultimo colpo di coda e si accorge che quella Città che ha maltrattato per tanti anni, quella Città piena di debiti ed immondizia è veramente piena di debiti ed immondizia. Non vale strillare e tentare di convocare commissioni, decentrare uffici se fino a qualche giorno fa si erano bollate come fesserie tutte le voci, politiche e popolari, che chiedevano maggiore attenzione alle esigenze della gente. Soluzioni e speranza, questo chiede e vuole la gente, gente che ha sempre più bisogni e non vede nulla al di là del proprio naso, gente a cui non interessa se sarà Bersani a guidare il nuovo governo ma vede come il fumo agli occhi lo sperpero di denaro pubblico che fa bella mostra di sé ogni giorno in questa tormentata Santa Marinella. Quando vedono, ripeto, i leaderini, i protagonisti delle vecchie e delle nuove castine, accapigliarsi con i tabulati elettorali in mano capiscono con tristezza e terrore che non è cambiato nulla. C’è una fortissima preoccupazione, la buona e sana gestione comunale è alla base di tutte le politiche che incidono direttamente sui servizi alla persona e scavano più o meno profondamente nel portafoglio delle famiglie. Non si può più sbagliare, bisogna saper governare ed il sentimento che prevale tra la gente anche qui a Santa Marinella, soprattutto qui, è quello dell’incertezza sul futuro e su tutto quello che ci riguarda. Il clima è impazzito ed i cori da stadio fuori dai seggi non calmeranno nessuno. E’ necessario interrogarsi sulle reali necessità di questa nostra gente, sui modi per sollevare prima il morale e poi l’economia, sulla reale prospettiva di far ripartire una società intera e ricostruire una Comunità felice mentre tutti si affannano a discettare di urbanistica e lottizzazioni. Si sa, il mattone tira come il famoso pelo che tanto tempo fa era in competizione con la pariglia di buoi, il mattone è il lubrificante di tutti gli accordi della castina ma su questo lubrificante rischia di scivolare la prossima generazione e quelle a venire. I cori lasciamoli allo stadio, la politica è un’altra cosa.

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