Una voce sta cantando ( ma son pochi ad ascoltare)

cricetiNon c’è più sordo di chi non vuol sentire. Questa Città è patria sicuramente di Santi, di navigatori, di raffinati intenditori di architettura abusiva, di sfegatati patrioti e di poeti. Proprio sull’ultima specie di cittadini vorrei soffermarmi un attimo. Ho fortunatamente pochi difetti, chi mi conosce bene li sa elencare tutti e quando finiscono le dita dei piedi e della mani si aiuta come può. Tra i miei pregi c’è il fatto di aver letteralmente importato il blogging in questa meravigliosa Città, averne spinto al massimo le potenzialità ed il fatto, oltre a causare un vero terremoto politico ha anche avuto come secondo, meraviglioso, effetto, emerso quando ancora non esisteva Facebook ,  il far proliferare una decina di altre testate online che poi, per disaffezione o mancanza di contenuti, sono venute meno, ma indubbiamente questo blog ha fatto parlare di sé, ha fatto parlare la gente di sè, ha reso un servizio alla Città ed alla sua gente e molto avrà ancora da fare pur mutando i tempi ed i modi di irradiazione dei messaggi. Questa doverosa e prolissa premessa spiega che il sottoscritto, nel bene e nel male, sia sempre stato inviso al potentato dominante nei vari periodi e nelle varie epoche di gestione amministrativa della Citta (siamo partiti nel 2005) ed a me stesso siano state attribuite tante cose pur dimenticando un fattore fondamentale e cioè che tutto quello che ho scritto e detto l’ho sempre firmato con il mio nome e cognome. Oggi circolano per la rete dei libelli abbastanza criptici, apparentemente cantilenanti e stupidi ma carichi di significato per chi ha le orecchie accordate per intenderlo. Questi piccoli poemi sono firmati da tale Abate Luigi che, tendo a specificare, non sono io. E il fatto mi dispiace, perche dietro questo Abate c’è arguzia, spirito e cultura ma c’è anche il desiderio di riscatto di una intera fetta della popolazione cittadina. Certo, l’Abate fa paura perché, anonimo, è un personaggio che non si può blandire, che non si può accontentare, che non si può ricattare. Quindi chi gestisce oggi il potere e sa di farlo nella maniera sbagliata teme la stoccata ad ogni muoversi di tenda e come in un romanzo di Dumas sa che riconoscerà il redivivo Dantes solo nella tragica scena finale. Non sono io l’Abate Luigi, chi lo pensa e lo dice in giro mi attribuisce un potere ed una forza che non ho ma dimostra anche di temermi. Chi conosce effettivamente il nostro, credo, concittadino che si cela sotto questo antico pseudonimo si tenga il cecio: abbiamo tutti il diritto di divertirci un altro pochino.

Share/Bookmark

Lascia un Commento