Paola Rocchi: Giovanni è indispensabile, anche fuori dal Consiglio

Sulle dimissioni di Giovanni Dani da consigliere comunale interviene, rammaricata, paola Rocchi, candidato sindaco nella lista in cui Dani si è presentato alle ultime elezioni amministrative ed ora capogruppo anche dello stesso Dani. “All’indomani delle sue dimissioni da Consigliere di minoranza voglio porgere a Giovanni Dani i miei saluti ed i miei ringraziamenti per l’opera fin qui svolta. Con le sue dimissioni il Consiglio Comunale di Santa Marinella perde una persona di grande spessore e di autentica passione politica; un uomo intelligente, creativo, pulito e generoso. Come capogruppo della lista “Un’altra città è possibile” non posso che condividere la dura analisi della attuale situazione politica di Santa Marinella con la quale Giovanni si è dimesso. Ne capisco benissimo le delusioni e la stanchezza, la rabbia genuina, che tante volte è capitato anche a me di provare. Naturalmente – continua paola Rocchi – continuo a credere nel ruolo della nostra lista, del nostro progetto, delle nostre idee di vero rinnovamento, come del resto Dani. Per quelle stesse idee Giovanni continuerà a battersi fuori dal Consiglio come ha dichiarato, mentre io continuerò a farlo nel mio ruolo istituzionale di minoranza, con tutto quello che ciò comporta. Avrò al mio fianco Stefano Massera di cui tutti in città conoscono le doti umane, la determinazione e le competenze professionali. Di lui personalmente conosco bene anche la passione civile, nonché i suoi tanti interessi che lo rendono una persona aperta al mondo, curiosa e sempre aggiornata. Come tutti i candidati della nostra lista, Stefano condivide inoltre con Giovanni la stessa idea di una politica trasparente e sganciata da ogni interesse personale. Gli porgo i miei più calorosi auguri di buon lavoro. Vorrei in questa occasione anche ringraziare il Partito della Rifondazione Comunista che a mio parere comunque costituisce a Santa Marinella un punto di riferimento anche per chi ha assunto a sinistra posizioni più moderate. In questi mesi il Partito della Rifondazione è stato sempre vicino alla lista con grande coerenza e supporto, morale e pratico. Non dubito che i suoi rappresentanti continueranno a farlo. La verità è che, anche a Santa Marinella, la strada per una politica realmente nuova (ispirata agli ideali di vera democrazia, al rifiuto delle spartizioni partitocratriche, al rispetto delle regole, alla giustizia sociale, alla difesa dell’ambiente) è in salita, ma di sicuro possibile. Si tratta davvero di costruire un fronte compatto e competente, un’alternativa concreta a questo centro-destra inefficiente nella pratica di governo e ammuffito nei metodi. La precedente esperienza a fianco di Pietro Tidei non ha fatto che lacerare, dividere e sfinire le forze di centrosinistra. Ora che quell’esperienza si allontana, costruire la nostra alternativa sarà più facile. Nonostante le dimissioni di Giovanni, il nostro comune progetto prosegue, nella condivisione con altre forze sane della città.”


-- Scarica Paola Rocchi: Giovanni è indispensabile, anche fuori dal Consiglio in PDF --


Giovanni Dani lascia, schiacciato dal muro di gomma

Cari amici e compagni,

il mio impegno istituzionale è giunto ad una svolta che reputo ormai improcrastinabile, non riesco più ad adempiere con spirito di servizio il mio compito e per onestà intellettuale ed impegno preso con Voi bisogna che lasci il testimone.

Con grande difficoltà ed amarezza provo a spiegare il perché di una dolorosa ma, ormai, inevitabile scelta.

La classe politica della nostra città è espressione chiara della nostra comunità, chiusa negli interessi personali e nelle “amicizie” che permettono di ottenere piccoli privilegi.

Niente sembra scalfire questo nulla operativo, questo andazzo clientelare, questo vuoto culturale, questo fare finta di fare.

C’è una certezza: questa maggioranza non ha le capacità né la volontà di andare oltre il già visto. I giovani si dimostrano più antichi e ignoranti dei vecchi, senza l’umiltà di imparare, i vecchi dimostrano quello che hanno sempre dimostrato sia al governo che all’opposizione, ed il grande assente è il cittadino.

Abbiamo assistito a beceraggini amministrative a cui abbiamo opposto circostanziate e propositive perplessità in un Consiglio Comunale ormai delegittimato da un atteggiamento della maggioranza che considera i regolamenti orpelli inutili:

i documenti non ci sono mai consegnati nei termini di legge;

le Commissioni Consiliari non vengono convocate;

le interrogazioni vengono discusse ben oltre un mese dalla loro presentazione;

il Consiglio si esprime all’unanimità contro la riconversione a carbone della Centrale di Civitavecchia e poi il Sindaco giunge ad accordi separati con ENEL ed informa il Consiglio a cose già decise e concluse;

non solo:

abbiamo assistito all’affidamento del programma degli spettacoli estivi ad una società che non ne aveva mai fatti, con il risultato che quegli spettacoli così pomposamente pubblicizzati non si sono mai svolti, soldi buttati e persi… ma non c’è nessun responsabile;

due assessori sono implicati in procedure giudiziarie, uno dei quali già condannato in primo grado, ma nessun intervento di autotutela da parte dell’Amministrazione;

il verde cittadino violentato da una gestione che non tiene conto né delle leggi, né del bene cittadino, né del buonsenso. Gli alberi si tagliano e si capitozzano contro legge? ci viene risposto che il comune non ha la scala (?!?!);

i soldi della cultura nelle tasche degli amici di chi governa e ci permettiamo di rifiutare un evento finanziato dalla provincia su Simone De Beauvoire perché la cultura è quella selezionata e censurata dall’Assessore (sic!) ;

la Multiservizi, creata per assumere lavoratori altrimenti licenziabili, è un buco nero e di tutto questo ne faranno le spese i lavoratori, ma l’Amministrazione non rinuncia nello statuto a poter assumere un Direttore Generale, una poltroncina in più da spartire;

abbiamo anche aggiunto, per questo, una tassa in più, l’IRPEF;

con l’urbanistica siamo senza speranze, paghiamo centinaia di migliaia di euro i tecnici per la revisione del Piano Regolatore ma poi facciamo pianificare al singolo privato, con gli accordi di programma, anche in deroga alle leggi e al Piano stesso con la grande idea di riformare la Commissione Edilizia, troglodita espressione dell’urbanistica di spartizione;

per non parlare della Riserva naturale regionale di Macchiatonda, a cui devo la mia passione professionale, abbandonata dal Comune e dalla Regione alle continue feste dell’acqua cotta con cui riempirsi la bocca prima di una passeggiatina, e pensare che il personale è formato da ben 14 persone di cui non ci è dato sapere neanche quali siano i turni di lavoro;

l’Ama non rispetta il contratto e i nostri Amministratori la difendono! Anzi le verrà affidata anche la “Porta a Porta” (sic!).

in Consiglio la maggioranza dichiara spudoratamente che alcune scelte vengono prese per avere visibilità sulla stampa.

I cittadini di questo Comune fantasmi per gli Amministratori, a meno di essere “amici”, ma anche per un’opinione pubblica che sembra insensibile a come venga trattato il nostro territorio.

Nello stesso tempo, dopo quattro anni di impegno istituzionale, è inutile negare che proprio tutto questo è la dimostrazione che le strategie, gli ideali, il mio modo di pensare e di agire è stato fagocitato dall’inerzia del Consiglio e non produce consenso né opinone.

Una nuova economia, libera dal commercio gretto e speculativo, cancellare l’edilizia di rapina, vedere competenza nei posti amministrativi, è un sogno per Santa Marinella a cui non riesco più a credere.

Nessuno dei miei concittadini sembra crederci.

Proprio per questa perdita di fiducia intendo dimettermi dal mio ruolo di Consigliere Comunale, con tutto il peso di responsabilità che questo comporta nei confronti dei miei elettori, della lista “un’altra città è possibile” e del mio Partito, che non condivide la mia scelta ed ovviamente mi ha chiesto di rimanere in carica.

Partito della Rifondazione Comunista, a cui chiedo di confermare comunque la mia appartenenza, proprio in questi tempi che continua ad essere abbandonato da chi, invece, vuol rimanere ancorato alla propria poltrona di potere, grazie a quel piglio trasformista così ultimamente usuale tra i politici di carriera.

Qualcuno mi additerà, ma non ho l’ipocrisia di negarmi l’inutilità del mio operato nel Consiglio. La scelta di far parte di una lista civica, che ha, come obiettivo principale di programma, la partecipazione, mi spinge a denunciare la deriva antidemocratica di questo paese, dove i consiglieri comunali sono capaci ad alzare la mano ma palesemente incapaci di enunciare una qualsivoglia opinione. Forse un semplice gesto simbolico, tentativo di riscatto di un rappresentante di un’istituzione, come il Consiglio Comunale, continuamente vilipesa.

Più e più volte si è rilevato lampante che gli organi istituzionali di questa città non funzionano, così come non funzionano gli organismi tecnici e amministrativi.

Lascio a Stefano Massera, accanto alla infaticabile Paola Rocchi, l’onere di produrre stimoli ed energie nuove per continuare a tentare di deviare questo processo di lenta ed inesorabile decadenza della nostra comunità. Almeno ad alimentare la speranza. Personalmente credo che solo il riconoscimento della incapacità dei suoi consiglieri, e la presentazione delle loro dimissioni, potrebbe ridare dignità al nostro Consiglio Comunale.

Il mio impegno politico, sempre all’interno del Partito della Rifondazione Comunista, continuerà a supportare e a collaborare con “Un’Altra Città è Possibile” e con i cittadini che quel progetto ha unito e che, anche se qualcuno si è subito dimostrato uno straordinario trasformista, continuano ad impegnarsi nella città. Ma sono convinto che diverso deve essere l’impegno per questa città, dove solo l’effettivo coinvolgimento dei cittadini nelle problematiche cittadine potrà ridare un senso al futuro nostro e di chi ci seguirà. Sarà anche un riappropriarmi di spazi e tempi per occuparmi della mia professione a cui non ho dedicato sufficiente tempo in questi ultimi anni.

Credo che il fallimento di questa esperienza sia da attribuire a me stesso, incapace di investirmi in un ruolo istituzionale, che so importante, ma violentato dall’inerzia e dalla presunzione politica di chi, eletto, è convinto di aver conquistato il potere della “poltroncina” e non l’onere di amministrare.

Giovanni Dani


-- Scarica Giovanni Dani lascia, schiacciato dal muro di gomma in PDF --


L’estate è già finita: siamo rimasti al palo

La stagione è appena iniziata ed i due consiglieri comunali di minoranza della lista “Un’altra città è possibile”, Paola Rocchie Giovanni Dani, chiedono al sindaco Bacheca di dare un segno di vita, di mettere energia e vitalità in decisioni e scelte che potrebbero rivelarsi utili a far decollare una stagione turistica che praticamente si è spenta prima di cominciare. Primo, tra i problemi sollevati dai due consiglieri comunali, è la pessima ospitalità che si sta per offrire ai turisti “nonché l’inerzia, l’inefficienza e la superficialità che sempre più sta allontanando i nuovi amministratori dai cittadini di Santa Marinella. Chiediamo quindi al Sindaco di prendere provvedimenti immediati nei casi ove sia possibile. Purtroppo – continuano i due consiglieri – la cosa non potrà riguardare il parco Kennedy, che per ora non è più lo stesso. Una potatura scriteriata e tardiva ha tolto la possibilità di ombra sotto gli eucalipti al centro del parco. Quello che era uno dei luoghi pubblici frequentati con piacere da molti, soprattutto bambini e genitori, fresco e abbastanza ospitale, è diventato per lo più un luogo assolato e polveroso. Tornando poi a tutto il territorio comunale, i rari accessi a mare di spiagge libere sono nelle condizioni di sempre, in alcuni casi rasentano l’indecenza; niente si è fatto per migliorarli, aprirne di nuovi o renderli accessibili ai disabili. I cassonetti traboccano rifiuti e sono maleodoranti, anche in pieno centro; le strade sono per lo più sporche e piene di erbacce. Delle tre fontanelle di acqua potabile nel centro di Santa Marinella, due hanno i rubinetti rotti, una è ormai solo decorativa. Di bagni pubblici decorosi, neppure l’ombra. Di piste ciclabili due, una a Santa Severa ma fuori dal centro abitato e una a Santa Marinella, che comincia dal niente e finisce nel niente, a Capolinaro. Qui i ciclisti, secondo progettisti e amministratori, dovrebbero pedalare su un’elegante superficie a mattoncini, anziché liscia. Nessuna pista ciclabile è stata per altro inserita nel recente piano delle opere pubbliche triennali.
Alla fine di maggio inoltre, l’ufficio turismo e cultura non aveva ancora in visione nessuna proposta organica e complessiva elaborata dai delegati Boelis e Galletti sull’estate turistico-culturale alle porte, ma sole proposte singole, che andranno evidentemente a costituire “il cartellone” estivo, staremo a vedere con quale logica e con quali tempi.” Insomma una stagione estiva che si annuncia più difficile del solito, senza programmazione e senza che nessuno abbia approntato la benchè minima struttura adatta ad accogliere turisti e villeggianti. Complice il bilancio, approvato tra mille resistenze soltanto alla fine della scorsa settimana, complice la mancanza di iniziativa di chi deve proporre e decidere, appena denunciata dai consiglieri comunali di minoranza. In mezzo una Santa Marinella soltanto una volta “Perla del Tirreno” i cui fasti e celebrità sono soltanto un lontanissimo ricordo.


-- Scarica L'estate è già finita: siamo rimasti al palo in PDF --


Per la minoranza la questione è sopratutto morale

I consiglieri comunali di minoranza Fronti, Trebiani, Benci, Mucciola Bianchi, Rocchi e Dani condividono lo sconcerto della città intera a seguito della diffusione delle notizie che vedrebbero al centro della cronaca politici cittadini di rango quali Roberto Marongiu e Fabio Quartieri e ne sottolineano la gravità dichiarandosi molto preoccupati per il quadro d’insieme che si è profilato ed il timore di ulteriori e foschi sviluppi. “La gravità è del resto dimostrata – si legge in un comunicato congiunto emesso nel pomeriggio di ieri – dalle dimissioni dell’assessore stesso, prontamente accolte dal sindaco, dimissioni invece sdegnosamente rifiutate solo qualche settimana fa, quando la minoranza le chiedeva a seguito di indagini su un presunto abuso edilizio. Ci aspettiamo dall’attuale maggioranza segnali chiari e forti che possano ristabilire la fiducia dei cittadini nei loro rappresentanti, sulla questione chiediamo sincerità e trasparenza, la rinuncia a qualsiasi ambiguità. Rifiutiamo da parte nostra processi mediatici e giudizi sommari, ribadendo la necessità di affidarsi alla magistratura, in una vicenda delicata che chiama in causa anche le forze dell’ordine. Chiediamo con forza alle stesse forze dell’ordine del territorio di vigilare con grande attenzione sulla nostra comunità perché già da alcuni anni troppe nuvole si addensano e troppo gole profonde rivelano illeciti. L’ombra di organizzazioni criminose si sta allungando su tutti noi.” La minoranza lancia anche una corda alla maggioranza chiedendo di fare fronte su quel lato della politica che oggi ha preso, anche a livello nazionale, il nome di “questione morale”. La cosa, politica o meno che sia, deve avere anche un risvolto etico e su questo è importante, secondo i consiglieri di minoranza che si apra presto un dibattito nelle sedi opportune con la massima pubblicità e la massima partecipazione possibile da parte della cittadinanza. Solo poco tempo fa, proprio nei confronti dell’ex assessore Marongiu, la questione morale era stata sollevata in consiglio comunale dagli stessi consiglieri di minoranza. marongiu era al centro del mirino in quanto comproprietario e tecnico incaricato della direzione lavori di un complesso edilizio sequestrato in estate dalla magistratura di Civitavecchia in quanto questa sta indagando sulla legittimità della sua edificazione. In quella fase tutta la maggioranza aveva fatto quadrato intorno al marongiu chiedendo che la sua vicenda personale e professionale fisse distinta da quella politica e lui stesso aveva rifiutato l’ipotesi, pur avanzata dalla minoranza, di una sua uscita dalla giunta. Venerdì invece ha offerto di rimettere spontaneamente le deleghe conferitegli dal sindaco, probabilmente anche per alleviare la pressione psicologica che gli attacchi in corso provenienti da più fronti gli fanno attualmente subire.


-- Scarica Per la minoranza la questione è sopratutto morale in PDF --


Dai Grimaldi, adesso sotto con le antenne

I toni trionfalistici con i quali spesso la Maggioranza ha descritto in questi mesi il suo lavoro hanno in genere superato il semplice buongusto, ma che l’assessore Grimaldi faccia del populismo e accusi la minoranza di astensione sulla delibera per l’edilizia economica e popolare, è francamente intollerabile. Se la minoranza sulle recenti delibere urbanistiche si è astenuta, ciò dovrebbe essere visto come un segno persino audace di responsabilità e di minimo credito dato ad una Maggioranza che fa pervenire documenti così importanti e tecnici il venerdì pomeriggio per discuterne in Consiglio il lunedì a sera. La cosa si commenta da sola, e noi della Minoranza avremmo dovuto semplicemente alzarci e andarcene quando il giovane consigliere Pepe ha candidamente ammesso che lo hanno fatto apposta perché quella doveva essere “una delibera della Maggioranza”. Troppo seri e responsabili siamo stati a restare, vista comunque l’urgenza di provvedimenti tampone che potessero almeno cambiare qualcosa o manifestare un segno. Che L’assessore Grimaldi, già Assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Bordicchia, si atteggi però a salvatore della Patria nonché protagonista di una rivoluzione, sembra davvero fuori luogo. C’è stato solo un adeguamento a norme già vecchie e mai recepite, senza uno sguardo complessivo di programmazione del territorio. La delibera sull’urbanistica, sebbene appaia migliorativa su alcuni passaggi, risulta tardiva, non tocca il Piano Regolatore, non tocca gli indici di edificabilità, né le altezze, non difende esplicitamente le ville storiche, abbiamo il dubbio che condizionerà moltissimo chi ha lotti piccoli, o dalla strana delimitazione, ma lascerà ai grandi la possibilità di fare quello che si fa già, o poco meno, dubbi che non abbiamo potuto tecnicamente risolvere dal venerdì al lunedì, come è ovvio. Tutti i passaggi che trattano delle alberature ci paiono sbagliati e in pieno contrasto con il regolamento del Verde. Mentre questo vieta, ad esempio, di piantare specie esotiche, le nuove norme in alcuni casi impongono non solo di piantare Palme, ma della stessa specie attaccata dal Punteruolo Rosso. Davvero un grande sforzo intellettuale durato 8 mesi. Visto che ama così tanto presentarsi come vincitore, chiediamo inoltre all’assessore Grimaldi di risolvere, dopo 8 mesi di promesse ai cittadini e di belle parole, la questione delle antenne Telecom, che svettano indisturbate al loro posto.Paola Rocchi, Giovanni Dani


-- Scarica Dai Grimaldi, adesso sotto con le antenne in PDF --


La medicina di Grimaldi? E’ una supposta

Angelo Grimaldi si è presentato lunedì sera in consiglio comunale con i ventisette articoli della variante alle norme tecniche del piano regolatore che ha definito una “medicina” per la salute urbanistica di Santa Marinella. Se sia vero o no non lo sappiamo ma l’atmosfera in aula era quella delle grandi occasioni e senz’altro almeno l’entusiasmo profuso dall’assessore all’urbanistica è stato il motore della riforma del mattone, approvata sul territorio della perla del tirreno ad oltre trent’anni dall’ultimo radicale intervento in materia urbanistica.. Le parole di grimaldi sono state molto eloquenti. “E’ la delibera del cambiamento, non nascondo la mia emozione – ha detto l’assessore – Dopo questa delibera il 2009 vedrà l’ufficio urbanistica realizzare il piano della costa, i piani pluriennali di attuazione, e la variante generale al piano regolatore. Stop alla cementificazione, il territorio vuole crescere con regole diverse da quelle fin qui esistenti. Abbiamo registrato forti limiti di sostenibilità edilizia ed ambientale e recepito molte leggi regionali. Per noi questo regolamento è la medicina, quella giusta”. Il regolamento è un documento molto tecnico ma dal quale si possono estrapolare alcune indicazioni di carattere generale. Gli interventi di normazione seguono delle linee di indirizzo. Ad esempio per i parcheggi pubblici andranno riservate aree di 5 mq ogni 100 metri cubi edificati, dodici saranno le piante di alto fusto da impiantare in ogni lotto da edificare. Verranno escluse le possibilità di realizzare coperture a tetto degli edifici, allo scopo di eliminare le possibili elusioni delle norme urbanistiche accennate finora attraverso la costruzione di sedicenti abbaini sulla sommità dei fabbricati, invece veri e propri mini appartamenti. Nelle zone urbanistiche E l’indice di edificabilità è stato confermato come ridotto allo 0,75. Le proposte di grimaldi naturalmente non finiscono qui. La sua intenzione è quella di rimettere in piedi la commisione edilizia, organismo sospeso nel periodo dell’amministrazione Tidei, per integrarla anche con i funzionari degli uffici comunali, da quello tecnico ai lavori pubblici senza escludere nemmeno l’ufficio tributi e l’agronomo comunale, in maniera da costituire quasi una conferenza dei servizi permanente. Il provvedimento è stato votato a maggioranza con l’astensione dei consiglieri del gruppo “Un’altra città è possibile”. Paola Rocchi, il capogruppo ha così motivato la sua astensione. “Avete consentito nel periodo di vostra amministrazione, precedentemente alla giunta Tidei, che la città arrivasse a questo stato. Ora siete stati pressati a tal punto dai cittadini, esasperati dall’invivibilità e dalla bruttezza di certi quartieri, ed avete presentato questo lavoro che, ricevuto da noi consiglieri solo venerdì sera, non è stato esaminato con la giusta attenzione. Fra l’altro avete detto di aver ascoltato i cittadini, i professionisti, le associazioni ma gli unici a rimanere fuori dalla consultazione siamo stati proprio noi consiglieri di minoranza.” Questo fatto, particolarmente singolare, è stato ribadito anche in un suo intervento dal consigliere Emanuele Pepe che ha più volte ricordato come le nuove norme tecniche fossero espressione del solo volere della maggioranza. Anche Carlo Mucciola ha sottolineato il marciare da soli di chi è al governo della città. “Come minoranza- ha detto – eravamo pronti a consegnare una nostra proposta. Quella della maggioranza è stata una grave scorrettezza. Fra l’altro alle riunioni sono stati invitati i soli tecnici vicini all’amministrazione. Comunque questa variante l’abbiamo voluta fortemente e per questa sola ragione l’abbiamo votata”. Giovanni Dani ha sottolineato la difficoltà ad avere i documenti e le carenze delle nuove norme “che senz’altro – ha accennato – non possono definirsi partecipate. Silenzio sulla questione, importante, della demolizione delle villette nelle zone C per far spazio ai condomini ed al problema dell’altezza dei nuovi fabbricati; questa per noi era l’urgenza, il mettere fine ad uno scempio ma questo le norme non lo vietano. Non vogliamo le norme tecniche, vogliamo un opiano regolatore, vogliamo un documento di indirizzo urbanistico. Senza questo non abbiamo combinato nulla, non c’è nulla di cui essere contenti, abbiamo solo tentato di diventare una città normale recependo norme regionali in vigore da oltre dieci anni” Da ultimo Massimiliano Fronti, architetto, ha avuto anche lui parole di biasimo per il comportamento della maggioranza e per le lacune del documento. “Il 29 dicembre l’assessore ci ha sventolato in consiglio le norme tecniche assicurandoci prima un passaggio con i tecnici locali. Le norme sono state stampate dagli uffici venerdì scorso alle 13. Quale sia l’obiettivo urbanistico da raggiungere deve essere esplicitato nella delibera. Molte cose mi lasciano perplesso ma le comprendo alle parole del consigliere pepe: non ci avete voluto partecipi. Anche il mio gruppo si è astenuto dal deliberare non potendo darne una valutazione”. Tutta la città attende quindi la pubblicazione della delibera di approvazione delle nuove norme tecniche del piano regolatore, dichiarate immediatamente esecutive. Da allora ci sarà ancora un termine per proporre osservazioni e modifiche che probabilmente arriveranno a pioggia.


-- Scarica La medicina di Grimaldi? E' una supposta in PDF --


Rocchi e Dani: Valdambrini tutto ok, costruttori permettendo

Purtroppo i nodi del quartiere Valdambrini stanno venendo al pettine senza che si possano vedere risoluzioni a breve termine.
Dopo diversi interventi sul giornale da parte di cittadini, il sindaco ha detto la sua rivendicando le cose fatte e rimarcando le sue promesse. Ci è sembrato sincero nel ricordare il suo impegno, ma dovrebbe avere il coraggio di dire ai cittadini tutta la verità. Intanto che gli interventi attuati fino ad ora non riguardano la viabilità, il tasto più dolente, anzi drammatico. Inoltre, e soprattutto, che la Giunta non ha previsto nel piano delle opere pubbliche né di quest’anno, né del prossimo, l’allargamento del sottopassaggio ferroviario che immette sulla via Aurelia, o la costruzione di uno stralcio di express way. E allora come faranno a realizzare le opere che promettono? Semplicemente stanno aspettando nuove lottizzazioni e nuove case. Il sottopasso potrebbe essere subordinato alle costruzioni sull’area del ex cementificio. Paga chi costruisce, perché no? Oppure potrebbe essere a carico dei costruttori di Poggio principe, 80.000 metri cubi, un quartiere intero, vuoi che non possiamo dire loro grazie se ci allargano il sottovia? E poi c’è la lottizzazione di una zona Espansione dietro la scuola Vignacce, oltre 20.000 metri cubi. Però in cambio ci faranno una strada. Così, se e quando le opere dovessero arrivare, sarebbero contestuali a nuovi insediamenti abitativi: questo i cittadini lo devono sapere.
Un’amministrazione davvero preoccupata, avrebbe fatto qualsiasi sacrificio economico e progettuale per migliorare da subito con opere pubbliche la viabilità di Valdambrini. Invece no, invece stiamo aspettando che siano i costruttori a “salvarci”, costruendo ancora case, ovviamente.
Proprio nella consapevolezza di questo quadro, abbiamo letto con vero sconcerto gli interventi sulla stampa di quei cittadini che sono arrivati al punto di attribuire la grave situazione della viabilità alle attività commerciali. Ci sembra veramente assurdo e ingiusto prendersela con chi vende pane, giornali e matite, con chi presta un servizio importante con ricariche, bollette, materiale di cancelleria e molto di più, quando le responsabilità sono attribuibili a ben altri.
Il quartiere Valdambrini è il portato diretto e palese di scelte amministrative scriteriate: chi ha votato certi amministratori, chi non li ha contrastati come da semplici cittadini è comunque possibile fare, chi ha lasciato che la situazione degenerasse senza lottare per il cambiamento, dovrebbe ritenersi semplicemente complice delle scelleratezze fatte su Valdambrini. Fra chi oggi è al governo della città, in molti hanno già governato per anni oppure visto governare: perché non hanno cambiato in tempo il piano regolatore, in modo da abbassare gli indici o programmare il quartiere in modo diverso? Perché non hanno a suo tempo migliorato la viabilità con opere pubbliche? Perché non hanno ostacolato la costruzione abnorme di un centro commerciale nelle maniera che conosciamo, come invece hanno tentato di fare cittadini e uffici regionali? Sono consapevoli Sindaco e Assessore che in quella che è zona destinata a commerciale un cartellone gigantesco annuncia la vendita di (numerosi) appartamenti? E’ regolare una cosa del genere? E purtroppo la situazione non pare avere sbocchi nell’immediato. Nell’immediato la nuova Amministrazione è impegnata a realizzare soprattutto opere pubbliche deliberate e finanziate da Giunta Tidei o Commissario. Il resto si vedrà, costruttori permettendo.Paola Rocchi, Giovanni Dani


-- Scarica Rocchi e Dani: Valdambrini tutto ok, costruttori permettendo in PDF --


Il Consiglio visto da Elisa

ho assistito alla seduta del consiglio fino alle 11.30. Fino al quell’ora si era discusso dell’abbassamento degli indici di edificabilità nelle zone di espansione (approvato all’unanimità ma la delibera, credo, abbia ripreso ciò che già l’amministrazione Tidei aveva deliberato. Sarei grata se qualcuno mi spiegasse perchè si è tornati a votare su questa cosa.) e delle tre importati interrogazioni presentate dall’opposizione: due da Paola e Giovanni ed una Mucciola.
Il consiglio si è aperto con la richiesta di dimissioni a Marongiu da parte di Giovanni, visto che l’assessore è sotto inchiesta per presunti illeciti commessi in edilizia. Giovanni ha insistito sulla questione morale, anche la presunzione di reato è nella funzioni professionali e non politiche di Marongiu. Questi si è dichiarato sereno ed ha letto il comunicato che poi i giornali hanno diramato. Naturalmente non si è dimesso.
E’ stata poi sollevata la questione di Galletti e l’abuso di potere commesso alla scuola Carducci. Galletti si è scusato dichiarandosi in perfetta buona fede, colpevole solo di ignorare la procedura. L’episodio è stato eccessivamente gonfiato, a suo parere.
Potrebbero essere pretese, a mio parere, pubbliche scuse.

La discussione sulla DIN service ha rivelato l’assoluta incapacità di questa maggioranza di fornire risposte, giustificazioni, motivazioni comprensibili che spieghino la scelta di una cooperativa di forniture elettriche, convertita in “organizzatrice di eventi”, con 5000 euro di capitale sociale, 4 giorni prima che il Comune le conferisse il prestigioso incarico di organizzare l’estate al castello, la “perla della perla”. Il comune ha inoltre preso la decisione di affidare alla DIN tale delicato incarico il giorno stesso della presentazione della domanda. Davvero solerti.
Sono state balbettate alcune risposte che sostanzialmente si possono riassumere così: ci siamo sbagliati. Nessuno è responsabile. Nulla si sta facendo perchè ciò non accada di nuovo. La clientela non paga, viva la clientela.
Potrebbero essere pretese, a mio parere, pubbliche scuse.

Sulla raccolta differenziata (seconda interrogazione) la risposta di Romitelli si è articolata come segue:
1) il differenziato di S. Marinella viene raccolto in alcuni siti regionali e non nell’idifferenziato, come si sospetta;
2) l’Ama dichiara di avere mezzi e strumenti idonei per garantire la pulizia di strade e cassonetti, ma i cassonetti stanno per essere tolti dalla circolazione, quindi perchè lavarli?
3) a breve (ma non è stato specificato quando ne come) partirà la campagna informativa per il porta a porta;
4) i soldi promessi dalla provincia non si vedono, che aspetta l’opposizione di sinistra a sollecitare “i suoi amici”?
E’ stato sommessamente fatto notare a Romitelli che se non parte la campagna informativa i finanziamenti non possono arrivare, proprio per non sprecare denaro pubblico. La campagna informativa deve durare 90 giorni e non si sa quando partirà. Era stato promesso che la raccolta sarebbe partita entro settembre ma siamo a novembre e non parte nemmeno la campagna informativa.
Potrebbero essere pretese, a mio parere, pubbliche scuse.

All’interrogazione di Mucciola sull’interdizione della Porto Romano ai cittadini di entrare al porto durante il week end “per motivi di sicurezza”, permettendo però il mercatino, risponde Venanzo Bianchi. La Porto Romano agisce, per Venanzo, spinta da una volontà di fare pressioni sul comune per avere la convenzione urbanistica sbilanciata a suo vantaggio. Bianchi dice che, purtroppo, il porto è stato dato a D’amelio nel ’93 e oggi, purtroppo, D’Amelio ha il coltello dalla parte del manico.
Ma chi ha dato il porto a D’Amelio, nel ’93, se non proprio Bianchi e l’ex sindaco Ricci?
Chi ha dichiarato, come fa notare Giovanni, che D’Amelio era un “galantuomo” e che il tempo dei contrasti era finito, se non Bianchi?
C’è da sperare che la lentissima procedura regionale per riavere la competenza sul porto (procedure lanta ma non ferma) faccia il suo corso, liberandoci di D’Amelio e tutti i suoi ex supportes.
Elisabetta Gallo


-- Scarica Il Consiglio visto da Elisa in PDF --


Martedì le interrogazioni in consiglio

Con la seduta del 28, finalmente tre importanti interrogazioni della minoranza approdano in un consiglio comunale di 12 punti, tra cui spicca il regolamento per i contributi alle associazioni sportive e le osservazioni su zone Espansione, leggi Quartaccia.
Poiché si comincerà con i soliti incomprensibili 40 minuti di ritardo, nonostante i lavori delle commissioni si può presumere un’inevitabile protrarsi della seduta fino a notte fonda, un modo di procedere irrispettoso nei confronti dei cittadini e delle questioni stesse. Le tre interrogazioni in discussione ci sembrano molto importanti da un punto di vista sia amministrativo che strettamente politico: insieme alle altre forze di minoranza e ai capogruppo Fronti e Mucciola, abbiamo chiesto chiarimenti sulla grottesca vicenda degli spettacoli al castello e sulla sbarra che chiude l’accesso al porticciolo di Santa Marinella, come se quest’ultimo fosse ormai definitivamente roba privata della Porto Romano. Noi della lista “Un’altra città è possibile” abbiamo presentato inoltre un’ interrogazione sul servizio di pulizia dell’AMA e sulla raccolta differenziata, i cui atti amministrativi erano già del tutto avviati dalle precedenti amministrazioni. Come nel caso di via Ortigara, si trattava di fare gli ultimi passi di un’iniziativa finanziata per il 90% dalla Provincia. Esattamente come nel caso di via Ortigara, la maggioranza non cita nei suoi comunicati il lavoro degli altri e se ne prende tutto il merito, dimostrando una prassi di scarsa onestà intellettuale di cui se ne farebbe volentieri a meno.
In più la risposta scritta che abbiamo avuto dall’assessore Romitelli è interessante nella sua parte finale: i cittadini di Santa Marinella saranno felici di sapere che l’Ama fa funzionare ben 14 mezzi, tutti revisionati di recente e che i cassonetti vengono lavati con processo di sanificazione certificato. Dalle parole dell’assessore traspare una tranquilla soddisfazione sulla pulizia della città e sull’operato dell’AMA. Meno male.
In più l’interrogazione elude completamente una domanda dai noi posta, che riteniamo assolutamente importante per la salute dei cittadini: qual è la posizione dell’attuale maggioranza rispetto all’ ipotesi di utilizzare la centrale termoelettrica di Torre Valdaliga Nord come inceneritore di rifiuti? Su questo punto abbiamo avuto silenzio totale.
E del resto abbiamo avuto silenzio totale anche sulla lettera aperta sui problemi della scuola che abbiamo inoltrato ai giornali e all’indirizzo email del sindaco. Evidentemente la maggioranza è celere nel rispondere solo quando c’è da elargire le solite trite accuse di “demagogia” rivolte alla minoranza, oltre che nel quotidiano esercizio del “faremo”, “abbiamo fatto”, esercizio svolto con puntualità dallo staff del sindaco, pagato con i soldi dei cittadini. Peccato che per ora di tutte le cose annunciate non si sia visto praticamente niente né di nuovo né di veramente risolutivo. Compresa via Ortigara, tanto sbandierata a suon di manifesti.

 

Paola Rocchi  Giovanni Dani

Stampa questo articolo Stampa questo articolo

-- Scarica Martedì le interrogazioni in consiglio in PDF --


Luce sul palcoscenico del castello

Il castello di Santa Severa e la gestione della programmazione estiva finiscono sotto la lente d’ingrandimento della minoranza, che con un’interrogazione presentata a firma di tutti e sette i consiglieri d’opposizione vuole veder chiaro sul flop degli spettacoli estivi. Per riassumere la vicenda possiamo dire che alla gestione di Antonio Ferrara e della sua società Outsourcing, che con l’amministrazione Tidei aveva programmato esibizioni canore e spettacolini cabaret per tre stagioni, è subentrata quella di una cooperativa sociale, tale Din Service, che nonostante un cartellone di assoluto prestigio declamato al momento della firma della convenzione, ha tenuto soltanto pochi spettacoli. I consiglieri di minoranza contestano al comune l’omesso controllo circa i requisiti ed il curriculum della società, dal quale si sarebbe potuto notare come la stessa non aveva mai organizzato spettacoli di nessuna natura. I consiglieri di minoranza fanno anche notare come tra l’oggetto sociale della cooperativa, una classica società di impiantistica e servizi, sia stato implementato il settore intrattenimento e spettacoli son un verbale di assemblea straordinaria redatto davanti ad un notazio di Roma solo qualche giorno prima della delibera di affidamento del pacchetto di rappresentazioni. Inoltre tra presentazione del curriculum e delle caratteristiche dell’intervento offerto dall’azienda e la delibera di giunta, secondo i proponenti l’interrogazione sarebbero intercorse soltanto alcune ore, non sufficienti a verificare i requisiti in capo alla ditta concorrente. Nessun confronto con proposte alternative ed un cartellone fatto di nomi altisonanti, come Claudio Baglioni, Rodolfo Laganà e Pino Daniele, mai avvicinatisi a Santa Severa fanno da cornice ad un operazione condotta all’insegna del pressappochismo e dell’improvvisazione, che ha destato molto scalpore in città e che fa ancora parlare i tanti villeggianti già tornati al lavoro. “I sottoscritti chiedono se risponde al vero che tale società sia stata indirizzata, reperita ovvero presentata all’Amministrazione personalmente o per il tramite dell’assessore Marco Degli Esposti” si legge nel testo del documento presentato lunedì mattina al protocollo del comune. Anche questa una nota dolente. Non essendo stato mai predisposto un bando od un avviso pubblico com’è arrivato a Santa Severa il titolare della Din Service? In molti parlano dell’intercessione dell’assessore al tecnologico ed ai servizi sociali Marco Degli Esposti che si è invece più volte ritenuto e dichiarato estraneo ad ogni intervento sulla formulazione del cartellone estivo al castello. Ma in qualche maniera la società sarà pur arrivata a bussare alle porte del sindaco Bacheca e forse nel momento della difficoltà nessuno vuole sposare fino in fondo una causa o meglio una scelta che sembrava di prim’ordine e non un ripiego imposto dalle circostante. Anche perché il gestore degli spettacoli, Antonio Ferrara, non ha mollato il palco senza protestare, forte di una convenzione che doveva scadere nel 2009 e che portava la firma dell’allora responsabile del servizio cultura del comune ed oggi consigliere comunale Giovanbattista Boelis. Insomma la stagione è finita, ed in maniera non brillante per la città e per il suo buon nome. Qualcuno pagherà per questo?


-- Scarica Luce sul palcoscenico del castello in PDF --