Non ti chiedo sai (quanto resterai)

Contrapporre i bagordi tentati e finanziati quest’estate con alcune situazioni che stanno diventando drammatiche nella Città di Santa Marinella può aiutarci a costruire una scala di valori e “farci pesare” con chi abbiamo a che fare. Cosa c’è secondo voi dietro la nebbia alzata dai fuochi d’artificio? C’è la situazione dei lavoratori della Società multi servizi comunale, su un binario morto, su un vicolo cieco e con nessuno che da indicazioni precise. In fondo non c’è un piano industriale anzi non c’è mai stato e programmare un futuro per tutti quei lavoratori e per le loro famiglie è un’impresa veramente ardua. A proposito di memoria trovo che la storia della multi servizi possa essere paragonata al nuoto di una balena che ogni tanto affiora a pelo d’acqua ma che è sempre nel buio dell’acqua profonda, sottratta agli sguardi di tutti. La multiservizi non è la stessa realtà sociale di questo territorio comunale ad avere una storia travagliata, a finire sulle pagine di giornale ogni tanto ma che è parcheggiata con tutti i suoi dipendenti e le loro famiglie su un binario morto. Uno sguardo ed il pensiero ci corrono anche ai lavoratori della struttura assistenziale ex Anni Verdi che sta a Santa Severa. Stessi problemi, stesso copione, stesso comportamento camaleontico degli amministratori di Santa Marinella, pronti ad accorrere con un fazzoletto ad asciugare le lacrime dei lavoratori, pronti a portarsi la mano sul cuore alla notizia del decesso di un paziente ma indifferenti allo stato delle cose. Non esiste un soggetto politico in città che abbia pensato di disegnare e proporre una soluzione per sbloccare una contingenza che sta estenuando decine di persone, privando di un futuro una realtà importante del territorio, una struttura che era destinata a diventare polo di eccellenza nell’assistenza sociosanitaria di alta specializzazione e che invece è anch’essa parcheggiata su un binario morto. Cosa abbiamo pescato nel mazzo, dopo essere tornati alle urne nel 2008, dopo aver accumulato tanta rabbia ed altrettanta voglia di cambiamento? A me pare di aver visto mettere in scena l’ultima stravaganza partorita dalla mente monocromatica di questa giovane amministrazione che per il gusto dell’originalità invece di un governo tecnico ha preferito che Santa Marinella potesse vantarsi di aver battezzato il primo governo ferroviario. Noi potremmo farci anche due risate sopra ma i lavoratori di queste due aziende e potenziali eccellenze tutte cittadine non se lo meritano proprio. Avranno capito, però, che il loro destino è anche nelle loro mani?

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Vista dall’alto sembra un treno (che non finisce mai)

Il sipario è calato e travolti dall’effimero di festicciole, palchi e palchetti nessuno pensa più al futuro della Multiservizi cittadina e delle oltre cinquanta famiglie dei suoi dipendenti. Il primo paradosso è che questo scorcio di inizio di secolo vede a Santa Marinella l’amministrazione comunale come prima azienda cittadina, per prodotto e per numero di occupati. Nessuno fa nulla, per principio morale prima che per convenienza politica, nessuno dei cosiddetti amministratori ha interesse a che si inizi una programmazione, un percorso virtuoso per innescare la reazione a catena che porti a crescere in termini di sviluppo e di micro economia questa splendida città. Cosa possiamo mettere sul piatto della bilancia? La grandissima buona volontà di una cittadinanza abituata da sempre a lavorare duro, un clima eccezionale e una posizione geografica invidiabile, immersa tra natura e storia. Il resto non conta, guai a parlare per esempio di turismo, sarebbe come guardare questo strano personaggio dalle scarpe alla punta dei capelli. Non ci credete? Allora, cominciamo dal PIT, il punto di informazioni turistiche, chiuso per quattro anni ed aperto oggi per poche ore al giorno, come se i turisti avessero i loro pruriti soltanto dalle 10 alle 13, orario paraministeriale. Quando ho fatto notare quest’incongruenza a chi di dovere mi ha replicato “tanto c’è internet”. Allora chiudiamo il PIT ed in quel bel chiosco mettiamoci un bar, tanto chi dico io ci metterà dieci minuti a trovare l’associazione di turno a cui affidare “a costo zero” anche quest’altra risorsa. Vogliamo vedere il problema dalla testa? Vorrei che qualcuno riuscisse a spiegarmi perche quello recentemente approvato è il quarto progetto di PUA, piano degli arenili, che vedo battezzare in otto anni e che come gli altri ha liberato almeno una trentina di concessioni demaniali per piccoli o grandi stabilimenti balneari che non vengono comunque messi nella disponibilità di chi ci vorrebbe lavorare. La zona artigianale è uno dei tanti castelli di carta, e dico di carta perché l’ultima volta che se ne è parlato c’erano due professionisti che aprivano e chiudevano rotoli di progetti. Per ora, e di definitivo, si sa solo che è stata spostata da qui a là. In sessanta mesi non se ne è fatto assolutamente nulla. Sul piano della programmazione dei lavori pubblici, e come poteva essere il contrario, c’è il vuoto assoluto. Se queste sono le premesse vorrei che il solito bene informato ci raccontasse cosa può interessare ai suddetti signori della politica cittadina il destino della Multiservizi, tema della serata, e la sorte economica delle tante famiglie che da quella società dipendono. Qualche mese fa avevo lanciato una proposta, probabilmente una soluzione seria e sensata, ma nessuno l’ha raccolta. Quello che mi duole è che gli stessi lavoratori si stanno bevendo, senza sconti, la massa di stupidaggini che vengono somministrate loro quotidianamente in piccolissime dosi. Però di multi servizi non se ne parla più ne se ne può parlare. Al contrario il Consiglio Comunale di giovedì prossimo parlerà delle sorti del Castello di Santa Severa. Sarebbe stato simpatico che invece di quei “quattro bastioni” lo stesso Consiglio si fosse interessato della sorte dei suoi “cittadini dipendenti”. Ma questo non si può fare, della Multiservizi non deve parlare più nessuno…


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Un’altra Multiservizi è possibile

Il discorso è certamente difficile ma va affrontato con un presupposto. I politici devono avere le idee, gli amministratori devono saperle mettere in pratica. A Santa Marinella, che è un’infelice enclave,tutto questo non succede. La politica non esiste più, i partiti sono contenitori permeabili e quest’amministrazione ha dimostrato di non avere idee nel cilindro da tirare fuori. Quasi cinque anni di un grigiore abbagliante, da piccoli burocrati, non possono dare la possibilità a nessun politico che voglia chiamarsi tale di lasciare il segno. E’ logica conseguenza allora il fatto che non si riesca ad amministrare alcunché ma si continuino a passare e sciorinare carte dalla mattina alla sera, sempre le stesse. In una situazione come questa, dove l’imperativo è lasciar correre e lasciarsi vivere addosso trovare una soluzione per garantire l’occupazione e conservare potere contrattuale non solo alle tante persone che lavorano nella Multiservizi comunale ma anche alla stessa azienda che, non dimentichiamolo, appartiene a tutti i cittadini di Santa Marinella è qualcosa d’impensabile, nel senso che nessuno si mette seduto a ragionare, a far funzionare qualcuno dei neuroni rimasti e a tentare di trovare una soluzione vera. Come in altri film già visti, stessi purtroppo gli attori, il finale prevede che si addossino colpe di tipo generico alle passate amministrazioni e poi in seconda battuta si faccia riferimento a governanti nazionali poco attenti e ad una crisi che colpisce tutti meno quelli che vivono di politica. L’ordine di scuderia è quindi di attendere, fermi come il Tenente Drogo nella fortezza Bastiani, e scrutare l’orizzonte; non è che si sbaglino poi di tanto. Una sanatoria, una moratoria (anche eventualmente allora una sparatoria, tanto per rimanere nella rima) non si negano a nessuno e con qualche possibilità di riuscita. In effetti il Governo è quello italico ed una sanatoria per le multi servizi in una delle mille norme estive l’ha introdotta, proprio la sanatoria che ci piacerebbe, quella cioè che consentirebbe di assorbire e riciclare il personale, a patto che fosse stato assunto per concorso pubblico. Evidentemente non è il caso di Santa Marinella, dove tutte le assunzioni sono avvenute “by phone”, ma di questo diremo meglio in seguito. Se i nostri amministratori fossero veri politici, se avessero avuto la pazienza di studiare le norme avrebbero capito che la legge stessa fa salve dalle norme sulla liquidazione le aziende dei comuni che si associano tra di loro. Mettere la Santa Marinella Servizi in comune con l’omologa azienda di Allumiere, Tolfa, Ladispoli, Bracciano oltre a creare grandissime economie di scala e ad incrementare il lavoro e la produttività aziendale consentirebbe di salvare tutti i posti di lavoro, compresi quelli stagionali, lasciando veramente una traccia importante nella storia del comprensorio ma ciò non accadrà. La multi servizi non è un occasione per fare impresa, per dare lavoro ma è semplicemente un modo di gestire un potere da Prima Repubblica che si nutre di carne umana pur di generare un apparente consenso, senza preoccuparsi delle scorie, rappresentate dall’impoverimento del tessuto sociale e produttivo di tutta una splendida città. Perche non associarsi nella gestione ad altri Comuni? Perche il socio on sarebbe più unico; a decidere ci sarebbe un variegato board al quale andare di volta in volta a spiegare le ragioni di un’assunzione senza concorso o dell’impiego del personale in favore di una situazione piuttosto che in ossequio del contratto di esercizio. E’ la piccolezza di un pugno di uomini che usa definirsi classe dirigente a frenare l’economia e lo sviluppo di questa città. Perche non abbiamo associato il servizio di Polizia Locale come chiedeva il sindaco di Tarquinia? Perche, fregandocene delle possibilità di occupazione e dei risparmi fiscali, avremmo dovuto discutere con lui la nomina del Comandante e da noi a Santa Marinella non siamo abituati a vedere le cose fatte secondo le regole, tutto qui, con la massima semplicità è spiegato l’arcano. Non esiste nessuna legge sbagliata, è sbagliato il mettere la testa sotto la sabbia fregandosene degli interessi degli altri. Se non si salva la Multiservizi è perche nessuno l’ha voluta salvare.


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Stesse spiagge, stessa musica

Con un notevolissimo ritardo la giunta Bacheca ha votato in questi giorni una

delibera per la pulizia delle spiagge; non sappiamo entro quando le squadre

saranno operative, ma di sicuro la città non può più permettersi lo spettacolo

indecoroso che abbiamo offerto la scorsa domenica, con le spiagge e le strade

sporche e non ancora pronte ad ospitare i villeggianti, che infatti hanno

disertato. A quanto abbiamo letto sul bilancio, rispetto all?2009 sono stati

stanziati meno soldi per la pulizia, e nessuna risorsa (0 euro) per i bagnini.

Tornando alla sporcizia evidente della nostra città, sono ormai sempre più

numerosi i cittadini di Santa Marinella che esasperati dalla situazione di

degrado delle loro vie e delle piazze, prendono l?iniziativa di spazzarle da

soli, eliminando rifiuti ed erbacce. A quanto ci risulta è successo anche nei

giorni scorsi nella zona di via Ulpiano, per la quale torniamo a segnalare una

vera e propria emergenza.

In questa situazione, risulta difficilmente comprensibile il recente

intervento sulla stampa da parte del sindaco. Tra tutte le cose meravigliose

che va decantando del suo operato, Bacheca si è detto compiaciuto del fatto

che dopo oltre dieci anni Ama lascerà i compiti di igiene urbana di questa

città, a seguito del bando per la nuova assegnazione del servizio. Peccato che

nella sua soddisfazione il sindaco Bacheca abbia dimenticato di dire due o tre

cosette. Innanzi tutto che Ama se ne andrà per scadenza naturale del contratto

e non certo per iniziativa dell?attuale giunta, che ad Ama non ha dato il

minimo disturbo. Come sindaco di questa città da due anni e mezzo, Bacheca

avrebbe avuto tutto il tempo, l?autorità e il dovere di imporre ad Ama il

rispetto del contratto e la pulizia della città, la minima decenza. Inoltre

Bacheca ha omesso di dire che per sua iniziativa e per scelta dell?

amministrazione, la commissione che deve esaminare l?esito del bando è composta

da soli tre membri, mentre potevano essere cinque e controllare meglio.

Due di questi membri conoscono la nostra città solo da pochi mesi, non sono

dipendenti stabiliti, ma recenti assunzioni della Giunta.

La minoranza


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Multiservizi: serve un colpo di scena entro venerdì

“Due righe, ci bastano due righe entro venerdì mattina”. Il presidente del consiglio d’amministrazione della Santa Marinella Servizi, la società multiservizi comunale, è stato chiarissimo. All’assemblea dei dipendenti organizzata dalla CGIL stamattina erano in tanti, tutti preoccupati per il futuro occupazionale. La società impiega circa settanta persone e dalla sua creazione deliberata nel 2006 ha sempre “campato alla giornata”. Mai un piano industriale ma contratti di servizio rinnovati mese per mese. Adesso anche i rubinetti si sono chiusi. Il Comune di Santa Marinella non ha ancora rinnovato i contratti di servizio scaduti lo scorso dicembre ed i dipendenti della multiservizi stanno lavorando senza alcuna copertura finanziaria né alcuna certezza legale che possa garantire quanto stanno facendo. Per l’assessore al bilancio Venanzo Bianchi è tutto sotto controllo. “La multiservizi è il Comune stesso – ha ripetuto più volte ad una platea polemica e rumoreggiante – il problema non esiste. Abbiamo affidato ad un consulente legale la stesura di un contratto di servizio. Nel 2009 abbiamo fatto dodici proroghe mensili. Quest’anno ne stiamo varando una sola, di circa tre mesi, dopo la quale andremo a firmare un contratto lungo almeno un anno”: Contrasti tra cda ed amministrazione, cosa inaspettata e non prevista da nessuno, hanno alzato il velo su un difetto di comunicazione che pare endemico nella nuova e giovane gestione del sindaco Bacheca. Contro le parole rassicuranti dell’assessore che ha parlato più volte di “tempesta in una bacinella” si stagliava come una lapide il messaggio affisso dal presidente della multiservizi Bruno Ricci che informava i dipendenti che in assenza di certezze da parte dell’amministrazione entro venerdì mattina i servizi sarebbero stati tutti sospesi. “Il cda – ha detto Ricci – no ha notizie in merito e non c’è copertura finanziaria per gli stipendi di febbraio, mentre quelli di gennaio li pagheremo con l’incasso delle fatture emesse a dicembre. Su tutto lo spettro dei distacchi. Gira voce che alcuni dipendenti della multiservizi, tutti addetti agli uffici, potrebbero essere stabilizzati; tre o cinque persone – impazza il totonomi – che stanno per essere distaccati presso il Comune e poi avvolti nel circolo vizioso della burocrazia fino a diventare ufficialmente dipendenti di via Rucellai. L’assessore Bianchi ha smentito decisamente le voci. All’anomalia di un’assemblea sindacale che vedeva il datore di lavoro avere il primo posto in scena ha contribuito anche quanto dichiarato da Bianchi che si è scagliato contro il sindacato, UIL questa volta, reo a suo dire di un esposto alla Corte dei Cinti che ha costretto l’amministrazione comunale a rivedere il metodo d’impiego del personale. L’anomalia denunciata nell’esposto riguarda un problema di subordinazione gerarchica dei dipendenti della multiservizi che lavorano spalla a spalla con i dipendenti comunali e da loro prendono ordini. “E’ un problema da risolvere – ha ribadito Bianchi – con il nuovo contratto e con un pro9getto di ristrutturazione che stiamo studiando da poco. Un’ipotesi di trasformazione del rapporto potrebbe on riguardare solo tre o quattro persone ma tutti i quattordici dipendenti che ora lavorano negli uffici”. Le due righe di conferma della copertura finanziaria non sono ancora arrivate. Lunedì i dipendenti della multiservizi potrebbero scendere in strada davanti alla sede comunale. In tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo tutti chiedono certezze.

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La Multiservizi è il problema, non la soluzione

L’estate è già a buon punto ma il servizio di assistenza ai bagnanti sulle spiagge libere ancora non decolla. Alla fornitura di personale dovrebbe provvedere la società Multiservizi ma i bagnini ancora non si vedono. Il problema riguarda l’assunzione degli stagionali. Non ci sarebbe la necessaria copertura economica del servizio. Il problema è grave perché riguarda la sicurezza dei bagnanti, cittadini e turisti, anche in zone spesso negli anni precedenti teatro di gravi tragedie, specialmente nei tratti di costa a rischio, quali le dune sabbiose di Santa Severa. Ma la vicenda della ritardata assunzione del personale stagionale riguarda anche uno degli aspetti più controversi della storia cittadina recente e cioè la gestione, affrettata e molto vaga , dell’ente che dovrebbe rappresentare la spina dorsale dell’amministrazione comunale, il piccolo forziere dove attingere personale e risorse strategiche per poter condurre l’azione amministrativa in modo dignitoso ed efficace, soprattutto nell’interesse dei cittadini-utenti. Nemmeno all’interno della stessa società sono tutti d’accordo su questo sistema di gestione: qualcuno vorrebbe le assunzioni subito, qualcun altro vorrebbe fare le cose secondo un metodo più ortodosso. I continui conflitti all’interno dell’amministrazione comunale, il sistema di ripianamento dei debiti ormai divenuto consuetudine e la sempre dichiarata ma mai attuata esibizione di un piano industriale concordato rischiano di privare la città di servizi essenziali, di esporre l’amministrazione a costi indesiderati e sempre più elevati ma soprattutto potrebbero far collassare definitivamente una struttura creata al solo scopo di difendere posti di lavoro e che oggi rischia di lasciare a casa tutti i suoi dipendenti. Il consiglio di amministrazione è in proroga da mesi, doveva essere sostituito o confermato con lo spirare di maggio ma la necessità di conservare gli assetti politici che ne avevano determinato la nomina e di collaudarli alla luce del risultato delle elezioni europee ha fatto soprassedere il cambio ormai ritenuto da tutti indispensabile. Ora si tratta di modificare lo statuto ma le norme riguardanti il cda non sono state toccate, mentre il testo del documento, più volte rimaneggiato, sta facendo la spola tra uffici, commissioni ed aula consiliare senza mai approdare ad alcun lido certo. La scusa per prorogare all’infinito u n organo che non è riuscito, in oltre un anno, a portare a casa nessun risultato importante è stata trovata; per i risultati economici chi vivrà vedrà?


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Il Comune assume: e meno male

Il comune di Santa Marinella ha aperto le assunzioni. Sono tanti i posti di lavoro che potrebbero rendersi disponibili a giorni. Mauro Bianchi e Paolo Di Giacomantonio, due componenti del cda della multiservizi comunale, hanno dichiarato a questo giornale che la società assume temporaneamente personale anche per sopperire a momentanee e impreviste carenze d’organico. Il personale chiamato in sostituzione viene scelto prelevando i nominativi dalle persone che hanno dichiarato la loro disponibilità ad essere assunti depositando negli uffici della multiservizi, che si trovano in lungomare Marconi, un proprio curriculum. Altro fronte è quello delle assunzioni, sempre temporanee, tra i i vigili urbani. Anche lì è stata pubblicata la notizia della preselezione di personale finalizzata a coprire le carenze temporanee di personale soprattutto nei mesi estivi. Su quest’ultimo evento è da registrare un intervento del capogruppo consiliare della Costituente di centro Massimiliano Fronti. “Volevo informare i miei concittadini – dice il consigliere comunale di minoranza – che l’attuale amministrazione comunale ha pubblicato un bando di concorso per la formazione di una graduatoria da cui attingere per la formazione di un elenco di istruttori di vigilanza a tempo determinato pieno o part -time, e visto che dalla sede comunale non è trapelata nessuna notizia, siamo noi della minoranza ad informarvi. Sembra paradossale – continua Fronti – che un atto cosi’ importante non venga annunciato con manifesti o comunicati stampa, quando spesso non si perde occasione di andare sul giornale anche e solo per esaltare la normale amministrazione. In un periodo particolare come quello che stiamo vivendo, mi sembra alquanto singolare questo atteggiamento di poco interesse nel divulgare un atto di tale rilevanza. Per tanto, invito tutti i giovani e non, che hanno i requisiti e manifestano interesse, a recarsi presso l’albo pretorio o a visitare il sito internet del comune di Santa Marinella per chiedere una copia del bando e la relativa domanda di ammissione. Ricordo a tutti che i tempi per effettuare la richiesta di ammissione, redatta in carta semplice sono di 15 giorni a partire dalla pubblicazione del bando all’albo pretorio. Vorremmo che questa amministrazione fosse piu’ attenta nello scegliere cosa pubblicizzare, una opportunità di lavoro, riteniamo che abbia la massima priorità.”


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Habemus Presidente (…e le palle di vetro)

E’ stato nominato ufficialmente il nuovo Presidente della Santa Marinella Servizi. Si tratta del dott. Bruno Ricci, che prenderà in mano la gestione della municipalizzata, succedendo così a Golfredo Lucantoni, dopo la sua prematura e sofferta scomparsa.
Queste le sue prime dichiarazioni, subito dopo la nomina:” La Santa Marinella Servizi – afferma Ricci – rappresenta una risorsa fondamentale per l’amministrazione comunale; concettualmente la interdipendenza è più che evidente: son due realtà strettamente correlate, orientate verso uno scopo comune, ovvero l’offerta di servizi indispensabile ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini.
In questo senso sarà mia intenzione spingere la società verso il costante incremento della qualità dei servizi erogati anche attraverso il loro controllo, la loro misurazione e la verifica della soddisfazione degli utenti finali. Le potenzialità della SMS sono molteplici e riconosciute da ogni parte, ma allo stesso tempo molte sono le aspettative.

A monte di tutto ciò – continua Bruno Ricci – la sfida è tutt’altro che semplice. I bilanci sono impietosi, non si soffermano sugli scopi. I piani economici e finanziari saranno fonti di problematiche serissime.
L’impresa da completare sarà tentare di plasmare questa azienda in difficoltà, ad oggi ancora allo stato “grezzo” embrionale, per poterla dotare di propria capacità di muoversi strutturata verso obiettivi possibili.

Le tematiche principali saranno:
· Tutela e soddisfazione dei dipendenti in quanto cardine dell’attività della società che eroga servizi;
· Riorganizzazione aziendale da ogni punto di vista logistico,amministrativo e del’organico;
· Verifica se la base statutaria sia adeguata alle realtà e alle nuove prospettive;
· Pianificazione della gestione

Questo, in linea di principio, è l’approccio con cui mi accingo a svolgere questo delicato incarico affidatomi dall’amministrazione comunale, che ringrazio per la fiducia.
Quali saranno le ricette, quali i tempi e le modalità è sicuramente prematuro per dirlo, servirà senz’altro del tempo. Ci metteremo, con il CDA immediatamente al lavoro, non senza una preventiva e accurata analisi della situazione che troverò all’interno dell’azienda.
Sono comunque certo – conclude il Presidente Ricci – che prima di ogni pensiero su come decollare dovremo tentare di assestare l’azienda, dotarla di una struttura sufficientemente solida, in grado di sostenere le spinte e le pressioni di ciò che la attende”.

 

Ufficio Stampa del Comune di Santa Marinella


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Multiservizi: tanto fumo, nè nero nè bianco

Tra il fumo, il tanto fumo che si sta facendo intorno alla nomina del nuovo presidente della multiservizi, potrebbe intravedersi qualche pennacchio bianco, segno inequivocabile di una scelta, tra le tante proposte. Ormai i tempi sono maturi, anzi stringono. E se da una parte diventa sempre più insistente il nome di Venanzo Bianchi c’è chi sussurra anche quello di Bruno Ricci, nipote di Achille Ricci, che tra le altre cose, elemento non da trascurare, fa il commercialista. Quindi il bivio vede da una parte il politico e dall’altra il tecnico ed in ogni caso la scelta, dovesse cadere tra questi due nomi, non sarebbe una scelta partitica, nel senso che ormai l’accordo elettorale che vedeva la carica di presidente del cda della società comunale come in quota a Forza Italia sarebbe saltato, travolto come gli altri impegni elettorali non mantenuti dall’amministrazione in carica. Già nei prossimi giorni comunque si saprà il nominativo del prescelto, tenuto anche conto che tutto il consiglio di amministrazione fu nominato a maggio dello scorso anno e tra poco dovranno quindi essere rinnovati anche i due incarichi da consigliere. Nulla fa escludere quindi anche la nomina per un breve periodo di un personaggio, magari poco noto, con il semplice incarico di traghettatore verso la scadenza di maggio, fino alla quale il fumo intorno alle nomine si farà tanto denso da celare il disaccordo che frena ancora la ricostituzione del collegio. La società dovrà virare urgentemente verso la produttività massima. Un piano industriale, pur richiesto a gran voce dagli attuali consiglieri di maggioranza e dal sindaco, quando sedevano nei banchi dell’opposizione, non è ancora stato ideato né presentato. Si mormora che la società intenda rilevare almeno parte dei servizi attribuiti ora all’Ama e relativi alla raccolta ed al trattamento dei rifiuti urbani ma nessuno si sbilancia in un settore quanto mai impegnativo. I vari consigli di amministrazione che si sono succeduti nel tempo non hanno dimostrato grandi doti organizzative ed ora che l’azienda non ha nemmeno un direttore generale allargare i settori di intervento senza aver nemmeno consolidato procedure e relazioni industriali, potrebbe essere un salto nel vuoto. C’è l’incognita infrastrutture a pesare sull’azienda che finora si è servita dei beni comunali quali uffici, utenze, veicoli e macchinari diluendo i costi di esercizio, prassi ormai evidentemente non più praticabile e che non ha mai consentito di appurare con chiarezza quali fossero i reali costi di questo tipo di esercizio dei servizi comunali. Al nuovo consiglio di amministrazione spetterà quindi un durissimo lavoro, condito anche dal malumore dei dipendenti della società, gli stessi lavoratori che hanno visto le ultime buste paga notevolmente più leggere ma che ad oggi, nonostante i vari summit sindacali che si sono tenuti a Santa Marinella, non hanno ancora capito perché guadagnano di meno. E nessuno glielo ha ancora spiegato.


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Multiservizi: la soluzione potrebbe essere Bianchi

Il nome del nuovo presidente della multiservizi sta per uscire. Questo quanto sussurrato ieri mattina negli uffici comunali di via Rucellai. Di sicuro c’è soltanto che si tratterà di un uomo ma qualche ipotesi ancora più realistica è possibile farla da subito. Scartata quindi a priori dal sindaco Roberto Bacheca l’ipotesi di mettere al timone dell’azienda comunale una donna si puntano i riflettori su un’altra figura di rilievo nel panorama politico cittadino. In molti fanno il nome di Venanzo Bianchi e la sua nomina potrebbe aprire spazi per creare stabilizzazione all’interno di una maggioranza che ha finora detto di essere stabile e coesa con una forza tale da risultare sempre e costantemente poco credibile. La nomina di Bianchi risolverebbe al sindaco due problemi. Metterebbe un tecnico in un posto dove serve un tecnico e soprattutto potrebbe liberare una poltrona in giunta. Se è vero che l’assessore Marongiu ha recentemente rassegnato le proprie dimissioni e difficilmente rientrerà in giunta è altrettanto vero che in panchina si sta scaldando, da tempo, Giovambattista Boelis, in attesa che il sindaco si decida ad assegnargli una poltrona in giunta. Proprio il bilancio potrebbe essere la delega adatta a Boelis che già gestisce quelle relative al demanio ed al patrimonio. Per ora l’interessato, Bianchi, smentisce ogni voce ma lui non è nuovo a questo tipo di tattica. Subito dopo la designazione di Roberto Bacheca quale candidato sindaco per il PdL lui, che per anni aveva guidato la minoranza ed era quindi candidato sindaco in pectore, aveva fatto sapere di non essere più interessato ad alcun tipo di incarico in amministrazione. Successivamente all’elezione di Bacheca aveva annunciato che non si sarebbe mai accontentato del solo assessorato al bilancio, definito da lui stesso un incarico di servizio, ma lo avrebbe potuto gestire solo se accompagnato da un’altra delega “pesante”. Il tempo ha chiarito poi quali fossero le reali posizioni dell’attuale assessore al bilancio e le sue vere intenzioni, Pertanto non sarebbe difficile, con questi presupposti e se fossimo riusciti ad interpretare bene le intenzioni ed i bisogni della maggioranza che governa la città, vedere presto Venanzo Bianchi quale presidente del cda della multiservizi cittadina. L’occasione di nominare in un posto chiave una donna sarebbe stata persa un’altra volta, come sarebbe stata persa la possibilità di dare il giusto peso ai socialisti, rappresentati nella coalizione che ha portato alla vittoria Roberto Bacheca dall’ex sindaco Antonietta Urbani, finora lasciata fuori da ogni gioco di potere ed esclusa nella distribuzione, pur fatta a piene mani, degli incarichi di governo da un’amministrazione da molti giudicata politicamente irriconoscente e dalla memoria molto corta.


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