Archivio della categoria: Multiservizi

Per fare un tavolo, ci vuole il legno

fichesE finalmente è arrivata l’ora, cominciamo ad arredare questa benedetta casa dei cittadini. Effettivamente la storia del tavolo è una via di fuga geniale, a dir poco grandiosa. Faccio un po’ di bordello e poi, quando me ne chiedono il conto, rispondo saccente “ apriamo un tavolo”. E’ una risposta brillante perché rimette sul tavolo, appunto, tutte le carte nel momento in cui proprio io, che finora ho tenuto il mazzo, dovevo calare le mie, dovevo spiegare perché avevo giocato in quella maniera e come uscire da questo vicolo cieco. La cosa sorprendente non è l’atteggiamento del baro di turno ma quello degli spettatori, che poi nella nostra storia hanno un ruolo tutto particolare perché sono quelli che mettono sul tavolo le loro fiches e le fanno giocare da altri, sono quelli che rischiano il posto di lavoro, vivono in una città piena di munnezza, si fanno seppellire dal cemento, assistono inermi a quotidiane razzie. Molto masochisti o anestetizzati da questo gioco perverso continuano a mettere i loro dischetti di plastica sul tavolo nel tentativo di controllare le carte a chi tiene il mazzo. Siamo arrivati al capolinea e il nostro beneamato vuole riaprire il tavolo, incurante degli avvertimenti che negli ultimi sei anni sono stati lanciati da più voci. Si, signori e miei concittadini, sono sei anni che i posti di lavoro della multi servizi sono segnati e quello che chi ha un pochino più di sangue freddo nelle vene si sarebbe aspettato di vedere è un rovesciamento di questo tavolo con annesso fracassamento di sedie. Qui la mia capacità di comprensione si deve fermare, quello dell’atteggiamento dei lavoratori della multiservizi, come quello dell’atteggiamento dei lavoratori di Gesam e di tutte le categorie che qui in Città sono particolarmente nel cerchio del mirino, è un problema che va ben oltre ogni comprensione umana, che potrebbe avere una sua logica solo alla luce di qualche elemento importante che loro stessi conoscono e che a me è sconosciuto ma ho paura che questo risvolto riguardi la pura fantascienza. Rimaniamo con i piedi per terra, la linea rossa della multiservizi non a fine anno ma più semplicemente mercoledì prossimo, data nella quale dovrà essere approvato per forza il decreto legge sulla pubblica amministrazione, che ad ora non ha fatto registrare emendamenti di proroga o sanatoria alla Camera ed è arrivato senza scossoni al Senato. Come accade in ogni bella storia santamarinellese il giusto lieto fine prevede che il tavolo non sarà stato rovesciato, il banco non avrà calato le sue carte e tulle le fiches appoggiate là saranno irrimediabilmente perse

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Vista dall’alto sembra un treno (che non finisce mai)

Il sipario è calato e travolti dall’effimero di festicciole, palchi e palchetti nessuno pensa più al futuro della Multiservizi cittadina e delle oltre cinquanta famiglie dei suoi dipendenti. Il primo paradosso è che questo scorcio di inizio di secolo vede a Santa Marinella l’amministrazione comunale come prima azienda cittadina, per prodotto e per numero di occupati. Nessuno fa nulla, per principio morale prima che per convenienza politica, nessuno dei cosiddetti amministratori ha interesse a che si inizi una programmazione, un percorso virtuoso per innescare la reazione a catena che porti a crescere in termini di sviluppo e di micro economia questa splendida città. Cosa possiamo mettere sul piatto della bilancia? La grandissima buona volontà di una cittadinanza abituata da sempre a lavorare duro, un clima eccezionale e una posizione geografica invidiabile, immersa tra natura e storia. Il resto non conta, guai a parlare per esempio di turismo, sarebbe come guardare questo strano personaggio dalle scarpe alla punta dei capelli. Non ci credete? Allora, cominciamo dal PIT, il punto di informazioni turistiche, chiuso per quattro anni ed aperto oggi per poche ore al giorno, come se i turisti avessero i loro pruriti soltanto dalle 10 alle 13, orario paraministeriale. Quando ho fatto notare quest’incongruenza a chi di dovere mi ha replicato “tanto c’è internet”. Allora chiudiamo il PIT ed in quel bel chiosco mettiamoci un bar, tanto chi dico io ci metterà dieci minuti a trovare l’associazione di turno a cui affidare “a costo zero” anche quest’altra risorsa. Vogliamo vedere il problema dalla testa? Vorrei che qualcuno riuscisse a spiegarmi perche quello recentemente approvato è il quarto progetto di PUA, piano degli arenili, che vedo battezzare in otto anni e che come gli altri ha liberato almeno una trentina di concessioni demaniali per piccoli o grandi stabilimenti balneari che non vengono comunque messi nella disponibilità di chi ci vorrebbe lavorare. La zona artigianale è uno dei tanti castelli di carta, e dico di carta perché l’ultima volta che se ne è parlato c’erano due professionisti che aprivano e chiudevano rotoli di progetti. Per ora, e di definitivo, si sa solo che è stata spostata da qui a là. In sessanta mesi non se ne è fatto assolutamente nulla. Sul piano della programmazione dei lavori pubblici, e come poteva essere il contrario, c’è il vuoto assoluto. Se queste sono le premesse vorrei che il solito bene informato ci raccontasse cosa può interessare ai suddetti signori della politica cittadina il destino della Multiservizi, tema della serata, e la sorte economica delle tante famiglie che da quella società dipendono. Qualche mese fa avevo lanciato una proposta, probabilmente una soluzione seria e sensata, ma nessuno l’ha raccolta. Quello che mi duole è che gli stessi lavoratori si stanno bevendo, senza sconti, la massa di stupidaggini che vengono somministrate loro quotidianamente in piccolissime dosi. Però di multi servizi non se ne parla più ne se ne può parlare. Al contrario il Consiglio Comunale di giovedì prossimo parlerà delle sorti del Castello di Santa Severa. Sarebbe stato simpatico che invece di quei “quattro bastioni” lo stesso Consiglio si fosse interessato della sorte dei suoi “cittadini dipendenti”. Ma questo non si può fare, della Multiservizi non deve parlare più nessuno…

vendesi-diritti

Un’altra Multiservizi è possibile

Il discorso è certamente difficile ma va affrontato con un presupposto. I politici devono avere le idee, gli amministratori devono saperle mettere in pratica. A Santa Marinella, che è un’infelice enclave,tutto questo non succede. La politica non esiste più, i partiti sono contenitori permeabili e quest’amministrazione ha dimostrato di non avere idee nel cilindro da tirare fuori. Quasi cinque anni di un grigiore abbagliante, da piccoli burocrati, non possono dare la possibilità a nessun politico che voglia chiamarsi tale di lasciare il segno. E’ logica conseguenza allora il fatto che non si riesca ad amministrare alcunché ma si continuino a passare e sciorinare carte dalla mattina alla sera, sempre le stesse. In una situazione come questa, dove l’imperativo è lasciar correre e lasciarsi vivere addosso trovare una soluzione per garantire l’occupazione e conservare potere contrattuale non solo alle tante persone che lavorano nella Multiservizi comunale ma anche alla stessa azienda che, non dimentichiamolo, appartiene a tutti i cittadini di Santa Marinella è qualcosa d’impensabile, nel senso che nessuno si mette seduto a ragionare, a far funzionare qualcuno dei neuroni rimasti e a tentare di trovare una soluzione vera. Come in altri film già visti, stessi purtroppo gli attori, il finale prevede che si addossino colpe di tipo generico alle passate amministrazioni e poi in seconda battuta si faccia riferimento a governanti nazionali poco attenti e ad una crisi che colpisce tutti meno quelli che vivono di politica. L’ordine di scuderia è quindi di attendere, fermi come il Tenente Drogo nella fortezza Bastiani, e scrutare l’orizzonte; non è che si sbaglino poi di tanto. Una sanatoria, una moratoria (anche eventualmente allora una sparatoria, tanto per rimanere nella rima) non si negano a nessuno e con qualche possibilità di riuscita. In effetti il Governo è quello italico ed una sanatoria per le multi servizi in una delle mille norme estive l’ha introdotta, proprio la sanatoria che ci piacerebbe, quella cioè che consentirebbe di assorbire e riciclare il personale, a patto che fosse stato assunto per concorso pubblico. Evidentemente non è il caso di Santa Marinella, dove tutte le assunzioni sono avvenute “by phone”, ma di questo diremo meglio in seguito. Se i nostri amministratori fossero veri politici, se avessero avuto la pazienza di studiare le norme avrebbero capito che la legge stessa fa salve dalle norme sulla liquidazione le aziende dei comuni che si associano tra di loro. Mettere la Santa Marinella Servizi in comune con l’omologa azienda di Allumiere, Tolfa, Ladispoli, Bracciano oltre a creare grandissime economie di scala e ad incrementare il lavoro e la produttività aziendale consentirebbe di salvare tutti i posti di lavoro, compresi quelli stagionali, lasciando veramente una traccia importante nella storia del comprensorio ma ciò non accadrà. La multi servizi non è un occasione per fare impresa, per dare lavoro ma è semplicemente un modo di gestire un potere da Prima Repubblica che si nutre di carne umana pur di generare un apparente consenso, senza preoccuparsi delle scorie, rappresentate dall’impoverimento del tessuto sociale e produttivo di tutta una splendida città. Perche non associarsi nella gestione ad altri Comuni? Perche il socio on sarebbe più unico; a decidere ci sarebbe un variegato board al quale andare di volta in volta a spiegare le ragioni di un’assunzione senza concorso o dell’impiego del personale in favore di una situazione piuttosto che in ossequio del contratto di esercizio. E’ la piccolezza di un pugno di uomini che usa definirsi classe dirigente a frenare l’economia e lo sviluppo di questa città. Perche non abbiamo associato il servizio di Polizia Locale come chiedeva il sindaco di Tarquinia? Perche, fregandocene delle possibilità di occupazione e dei risparmi fiscali, avremmo dovuto discutere con lui la nomina del Comandante e da noi a Santa Marinella non siamo abituati a vedere le cose fatte secondo le regole, tutto qui, con la massima semplicità è spiegato l’arcano. Non esiste nessuna legge sbagliata, è sbagliato il mettere la testa sotto la sabbia fregandosene degli interessi degli altri. Se non si salva la Multiservizi è perche nessuno l’ha voluta salvare.

Portrait of William C Westmoreland

Arriva il Generale…

…ma la guerra è già finita e persa; anzi potremmo dire che tolto un generale ne arriva un altro, ecco così forse è meglio. La novità che dovrebbe scaldare i cuori e rinfrancare lo spirito è la prossima nomina di un direttore generale alla multiservizi cittadina nella persona del già consigliere di amministrazione dottor Paolo Di Giacomantonio. Il tizio vedrebbe schizzare i suoi compensi dagli attuali 7000 euro annui fino alla somma di circa sessantamila. Un bel salto di qualità che qualora corrispondesse al vero potrebbe gettare alle ortiche tutti i ragionamenti circa la crisi e la scarsità di pecunia finora argomentati da chi contesta a questa splendida amministrazione comunale lassismo ed inedia. Il nominato smentisce caldamente, augurandosi naturalmente in cuor proprio (e nel portafoglio) che la notizia sia confermata ma non potendo far altro, per ora, che smentirla. Copione già visto da parte del canuto presidente della stessa SMS che mel momento in cui questo blog con mestiere e tempismo affidò alla rete la notizia della sua probabile nomina si affrettò a scrivere in calce all’articolo un tremendo panegirico di smentita salvo poi accettare l’alloro senza peritarsi di smentire la smentita. Può darsi naturalmente che nessuno abbia intenzione di nominare un direttore generale ad una società che, destinata a chiudere entro il prossimo anno per ragioni di legge che ha anticipato di dodici mesi la chiusura di alcune società comunali, quest’anno chiuderà il bilancio in pareggio utilizzando l’artificio della riduzione di capitale per perdite, mangiandosi cioè buna parte di quell’iniezione di ciccia fresca che il socio unico, ovvero il Comune, aveva pompato nelle sue rinsecchite e regnatelose casse. Il tutto naturalmente se dovessero corrispondere al vero le poche notizie che riescono a trapelare dal secondo piano di lungomare Marconi. Speriamo,a parte l’affetto che ci lega al neo Generale, che la notizia sia un’ulteriore bufala pre-elettorale propagata ad arte per tenere seco i pochi che ancora danno retta alla sgangherata armata brancaleone che fa finta di governare la città. Il provvedimento di nomina potrebbe aprire un altro fronte giudiziario essendo completamente e perfettamente contro legge. Non sarebbe né il primo né l’ultimo, lo sappiamo tutti, e lo sa anche chi eventualmente lo firmerà ma pwer lui è soltanto un gioco.

Giochiamo il Jolly?

Giochi senza frontiere edizione 2008. La squadra di Santa Marinella è in allenamento. Le possibilità di vittoria sono alte, specialmente nel gioco che più si addice ai santamarinellesi: lo scaricabarile. E’ di turno la Multiservizi. Bilancio in pessime condizioni, il presidente molla la ciurma ma tutti sono ancora con il sorriso sulle labbra. Se i conti non tornano con chi ce la possiamo prendere? Ecco che scatta la squadra, gioca il jolly e parte lo scaricabarile. Lettere ai dirigenti, che fino ad allora di multiservizi avevano solo sentito parlare e non erano mai stati ammessi nella stanza dei bottoni.

Abbiamo toccato il fondo; ma di cosa? Il barile lo abbiamo appena scaricato.

Consiglio rinviato: solo Rifondazione se ne duole.

Il PRC di S.Marinella, unendosi alle condoglianze espresse dal Consigliere Quartieri alla famiglia Moretti per il tragico evento di cui è stata vittima, non può esimersi dal manifestare alcune dovute perplessità in ordine al rinvio del Consiglio comunale aperto sulla multiservizi. Perplessità o contrarietà dovute non sulla opportunità di tale decisione, ma sulla data, l’ora e quello che sembra essere l’ordine del giorno della nuova convocazione. Apprendiamo infatti dal comunicato diffuso dal Comune di S.Marinella che la seduta è spostata a lunedì 4 dicembre alle ore 9 del mattino.
Riteniamo che la funzione di un Consiglio comunale aperto sia per definizione quella di consentire alla cittadinanza di intervenire e di interloquire con i propri rappresentanti sulle tematiche oggetto di discussione. Nel caso della multiservizi è evidente che per primi toccati dalla questione sono i dipendenti comunali, sul cui futuro incerto si fa un gran vociare da tempo, tra ricatti e contrattazione individuale neanche fossimo in un’industria tessile belga di metà ottocento. E viene da chiedersi: come è possibile per i lavoratori partecipare al dibattito se questo viene fissato in orario di lavoro, di lunedì? E per i cittadini, utenti e contribuenti? Una svista? Impegni pomeridiani del Sindaco? Ci sembra che da tale decisione traspaia con fin troppa chiarezza l’intento dell’ex On. Tidei di “boicottare” questa iniziativa, di sottrarsi al dibattito pubblico e con il pubblico, denotando una totale mancanza di rispetto per questo e confermando nuovamente la sua scarsa propensione alla trasparenza, alla partecipazione, alla democraticità. Boicottaggio tanto più evidente se è vero che nella seduta di lunedì, come primo atto da titolare dell’urbanistica ad interim, Tidei porterà in consiglio, strano a dirsi, anche la lottizzazione di Baia Serena, da noi da sempre osteggiata.
L’alone di mistero che circonda la S.Marinella servizi srl sembra, quindi, destinato a rimanere e lo testimonia anche il fatto che è impedito ai consiglieri di opposizione accedere ai documenti societari. Tutto questo non può non convincerci della giustezza delle obiezioni che da sempre abbiamo mosso a questa esternalizzazione: la mancanza di un piano industriale, l’incertezza sul futuro dei dipendenti comunali, l’inserimento della Farmacia e di altri servizi pubblici essenziali tra quelli da dismettere quando dovrebbero, a parer nostro, rimanere esclusivamente al Comune, il rischio di prevedere il Sindaco come socio unico della srl, l’assenza di organi di controllo sul cda rappresentativi dell’utenza e dei lavoratori, la scarsa trasparenza dell’intera operazione e i pericoli della deriva clientelare cui è esposta.
In ogni caso riteniamo che sia più giusto e rispettoso nei confronti di tutti convocare il Consiglio sempre lunedì ma alle 18 di pomeriggio e con all’ordine del giorno solo il punto sulla multiservizi, con la certezza che questa proposta non verrà accolta. Ci mancherebbe.

Prc Santa Marinella