Non puoi tu pigliare una papera ( disse mammà)

nastro_tricolore_bEarly school leavers. Potrebbe essere il nome della band ingaggiata dall’instancabile duo Marcozzi – Befani per organizzare un concertone sul lungomare oppure l’ultimo successo strimpellato in mezzo alle bancarelle appena inaugurate. Si tratta invece di uno dei malesseri di questa splendida città, uno di quelli con le conseguenze più nefaste, un’isola inesplorata nel lungo girovagare della caravella comunale che distribuisce a man bassa risorse ma non si occupa mai dei propri figli meno fortunati. Il fenomeno dell’abbandono scolastico precoce e del suo mancato contrasto da parte di chi dovrebbe aiutare le famiglie qui a Santa Marinella è assolutamente sconosciuto, è un tabù non ancora misurato. Un indagine più accurata, che potete cominciare a fare da soli, nel vostro vicinato, tra le vostre amicizie, vedrebbe un numero sempre più importante di ragazzi, tutti tra i 18 ed i 24 anni, che hanno lasciato ogni tipo di studio, molti nemmeno con la licenza media, e non hanno conseguito quello che per i nostri “padroni” europei è un titolo di classe 3C short, un pezzetto di carta che li aiuti ad introdursi nel mondo del lavoro; non sono iscritti né a scuola né al collocamento, vivacchiano sulle spalle delle famiglie e non hanno, già a questa giovane età, alcuna prospettiva. Scusate se insisto ma fate questa brevissima indagine. Che c’entrano questi ragazzi, questi che potrebbero essere i nostri figli, con tutto lo sciorinare di effetti di luce, manifesti roboanti e tagli di nastro tricolore? Un bel nulla e la cosa che fa male è il fatto che nemmeno chi di dovere si è mai preso la briga di quantificare questo fenomeno né sta spendendo un euro o un po’ di tempo per tentare di arginarlo. Non è possibile scaricare la colpa di questa piaga ormai dilagante come una marea alle sole famiglie né alla scuola che purtroppo funziona malissimo. Anche chi ha la borsa sempre pronta per aiutare figli e figliastri dovrebbe tentare di fare qualcosa di forte per risvegliare questi ragazzi dal loro torpore. In fondo si tratta soltanto di un grandissimo disorientamento sociale e molto si può fare per tentare di incollare questi ragazzi, per fargli trovare una giusta collocazione nel tessuto di questa frantumata società. il futuro è iniziato ieri, non lasciamo questi nostri figli troppo indietro.

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