Finalmente tutti contenti, destra e sinistra, sopra e sotto, prima e dopo, finalmente tutti compatti a votare la mozione contro la Gesam, la dannazione di Santa Marinella. Ma cosa è stato votato, cos’è una mozione se non un documento che ha il compito di proporre ed indirizzare i lavori del consiglio comunale in una certa maniera? Stamattina chi faceva il lavoro di raccolta dei rifiuti urbani era la Gesam e nessuno correva dietro ai camioncini a controllare dove venivano conferiti i rifiuti. Certo un fatto sensazionale è accaduto, ieri sera, quando per la prima volta dopo cinque anni la maggioranza consiliare ha “scaricato” la Gesam, ha preso le distanze da un sistema che ha portato tutta la città sotto una pesante coltre di munnezza, nel caos e nella disorganizzazione di un modus operandi nefasto e per farlo non ha scelto il modo dignitoso né quello politico ma ha imboccato l’uscita di sicurezza aperta da una richiesta della minoranza per scatenare un nostrano “si salvi chi può”. Se questa mozione non fosse stata presentata e calendarizzata avremmo mai assistito a questa presa di distanza? Certo, col se non si fa la storia, certo non avremmo mai immaginato tutto quello sciorinare di nastri bianchi e rossi intorno a quello che secondo il delegato ai rifiuti era un lavoro perfetto, condizionato sollo dall’inciviltà dei santamarinellesi. Certo, ancora, non avremmo mai nemmeno immaginato che il cambio di rotta di sindaco e delegato, che fino ad un paio di settimane fa sostenevano che chi solo pensava che il sistema non fosse idoneo ne efficace faceva demagogia e populismo, sarebbe avvenuto portando come colonna sonora una serie di atti di indagine che una magistratura, svegliatasi improvvisamente e con un sussulto, sta ancora compiendo ( e secondo fonti ben informate non ha ancora completato). Ma perchè trasformare quello che non è solo il fallimento di una giunta, di un’amministrazione ma il manifesto di un nocivo modo di intendere la politica e la cosa pubblica in genere nella caccia all’untore, addebitando la colpa del fallimento di questo sistema ai dirigenti comunali? Eppure non è difficile essere di destra, volere le cose giuste fatte nel modo giusto. Certo se non si ha carattere, non si conosce cosa sia il senso dell’onore né quello del dovere è facile poi sentirsi in colpa e giocare, o tentare di giocare, a scaricare le proprie colpe su qualcun altro. Il problema dei rifiuti, l’olezzo della munnezza, rimane in capo ai cittadini, i soli untori di loro stessi. Non è un problema politico, è una questione di cultura e nessuno si pone mai una domanda, quella fondamentale. Perché siamo arrivati a questo punto? Il problema nasce da una leadership forte solo sulla carta ma incapace di affrontare alcunché e quindi nemmeno risolvere i problemi, e la stessa questione è alimentata da un’adesione acritica che i consiglieri di maggioranza hanno sviluppato nei confronti di un pensiero unico mai stratificato in nome di una governabilità cittadina ormai assolutamente formale (dicono loro) o più prosaicamente nello stabile e consolidato uso di occupare una poltrona per fare o tentare di fare un gran mazzo di fatti propri.. Non esistono idee dominanti, anzi non esistono proprio idee, non c’è passione, non c’è interesse, non c’è cura nelle cose. E’ un copione che dovremo abituarci a vedere spesso, tanti i nodi che stanno venendo al pettine. C’è chi al porto cerca lavoro, magari a Port Mobility per conservare il culone al caldo, e c’è chi il lavoro lo perderà o lo ha già perso. I cantieri cittadini sono fermi e stanno partendo le azioni di risarcimento del danno, la questione del porto cittadino è appesa ad un filo, quella della multi servizi è arrivata al traguardo del 30 settembre, il finale tragicomico della vicenda municipio e la beffa che ne verrà fuori, tutte questioni risolvibili se affrontate con piglio e decisione ma buone, adesso, soltanto ad aumentare la produzione animale del comprensorio che passerà dalle bufale ai capri espiatori. E non abbiamo ancora visto nulla, speriamo solo di poterlo continuare a raccontare…
E sussurra canzoni tra le foglie
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