Suonava nell’orecchio come una pezza di seta ( lacerata da dieci coltelli)

La-lumacaE’ certamente vero che a forza di fare passi indietro c’è il pericolo di cadere dall’altra parte del burrone ma anche facendosi guidare dalla supponenza, andando dietro personalissimi convincimenti mai suffragati da prove o mai verificati non si va da nessuna parte. E’ quello che ormai da anni succede proprio a Santa Marinella dove specialmente nel campo della politica locale esistono mille preconcetti ma soprattutto ognuno, specialmente tra quelli che amano definirsi attori principali di questo teatrino, crede di sapere sempre tutto di tutti. Quindi capita che un mio amico mi racconti durante le ultime feste natalizie di essere stato additato come transfuga e/o traditore perché dopo aver aiutato uno dei contendenti alle amministrative del 2008, resosi conto di essere stato abbondantemente preso per il culo ( non è né sarà mai il solo) ha deciso di abbandonare ogni sua velleità e di non partecipare più alle periodiche pizzate, con annessa predicozza, né andare ad omaggiare il suo vecchio capobastone. Semplicemente questo mio amico è tornato dietro la sua pariglia di buoi ad arare il suo orticello e ha assunto quell’atteggiamento che proprio una trentina di anni fa fu battezzato come “riflusso”, è rifluito dentro casa sua probabilmente abbastanza schifato da certi atteggiamenti clientelari e devozionali che inquinano la politica cittadina. Orbene, come direbbe un signore con i capelli bianchi, questo mio amico, questo nostro concittadino è stato tacciato quale traditore, passato “al nemico”. Se non si frequenta più un certo giro si deve stare per forza dall’altra parte, se non si fanno più certi ragionamenti si sta lavorando con l’avversario, se si sparisce da quel basso palcoscenico che è la politica cittadina sicuramente si sta “remando contro”. Una terza posizione ( l’ho scritto minuscolo, attenzione) non è mai ammessa, o di qua o di là perché siamo tutti considerati burattini nelle mani di qualcun altro. L’autonomia di pensiero, e la successiva autonomia di azione, non è mai ammessa perché c’è sempre qualcuno che deve pensare per te, non per toglierti un ingombrante fardello ma semplicemente perché ritiene che tu non ne abbia la facoltà. Altro esempio eclatante è quello dei cenobi politici nei quali vengono prese le decisioni che questi signori, a volte più necrofori che negromanti, ritengono epocali. Sono conventicole sempre più ristrette, allo scopo di evitare qualsiasi tipo di dibattito e di discussione, di analisi e di crescita. Le decisioni che escono fuori dal conclave di turno sono sempre inappellabili e prevedono che il gruppo di persone a cui sono indirizzate le segua con pedissequa attenzione. Chi se ne distanzia è coma sopra esposto un traditore dell’altrui pensiero. Noi dobbiamo cambiare le cose, noi vorremmo cambiare le cose e visto che i programmi non si possono cambiare perché di decennio in decennio sono sempre gli stessi, come sempre gli stessi sono gli attori di questa grande farsa, proviamo ad iniziare dal manico. Ci piacerebbe che almeno i metodi fossero diversi, che la supponenza si sciogliesse per strada, che i cittadini fossero interpellati, convocati, ascoltati, convinti, mai insultati o additati. Noi pensiamo di essere diversi e già per il semplice fatto di pensarlo lo siamo.

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Porta un paio d’ore (una notte bella densa)

brunetta_dormeVi sembrerà sicuramente una cosa dissacrante, lo so, toccare i luoghi, gli oggetti di culto, farli vedere per quello che sono è sempre stato per me un must, un obbligo almeno morale. Poi questo dannato mestiere ti spinge sempre a vedere cose che gli altri, almeno a prima vista, non vedono e tutto il resto viene da solo. Anch’io quindi per la fine di questo 2012 mi sono regalato e vi trasmetterò la mia agenda, come ha fatto il senatore Monti. Cosa ci sarà in quest’agenda? Non tanto i buoni propositi né le strategie per un 2013 carico di successi. Ci sarà un elenco di nomi di nostri concittadini, quelli che per cinque anni ci hanno fermato per strada mentre andavamo a fare la spesa, che ci hanno fatto perdere il treno, che ci hanno rovinato la passeggiata domenicale per parlare dei problemi della nostra città, e sono tanti, per dirci di come sia stata governata male, e non abbiamo potuto dirgli di no, e di come questa sia la vera opportunità per voltare pagina, e come dagli torto? Ecco, noi che sembravamo distratti di questi amici ci siamo ricordati, proprio di tutti e quando siamo andati a dirgli che il momento di cambiare era arrivato e che ci serviva una mano per iniziare a lavorare ai nostri progetti alcuni ci hanno detto di averci ripensato, che gli hanno detto che tutto sommato questa volta le promesse le manterranno, che si impegneranno, che stavolta i fatti loro non se li faranno. Qualcuno più sincero ci ha anche confessato che ha bisogno di lavorare e noi lavoro non lo possiamo promettere, che ha soldi da investire e noi i soldi ce li guadagniamo, che ha visto mangiare così tante torte che si è ingolosito pure lui ed aspira almeno alle briciole e noi saremo invece sempre a dieta. Ecco, sulle pagine di questa piccola agenda ci sono i nomi di queste persone. Tutte mie amiche o amiche di miei amici. L’amicizia rimane perché è un sentimento, un valore che va oltre certi ragionamenti ma per favore non venite più a parlarci di politica, inseguite i vostri piccoli interessi che a quelli grandi ci ha già pensato qualcun altro. Ci incontreremo di nuovo per la strada ma parleremo di altro. Non vale la pena di farci perdere un altro treno, di farci far tardi quando facciamo la spesa, di far innervosire i nostri bimbi che vorrebbero andare a passeggio se non si crede in quello che si dice, se si dipende ancora dalla propria pancia piuttosto che dalla propria testa. A noi piace parlare di politica, confrontarci, proporre e proprio adesso che abbiamo l’occasione di passare dalle parole ai fatti non ci faremo corrompere con due bugie, pur sapendo bene che il nostro lavoro sarà un grande vantaggio per tutti, anche per quelli che non ci hanno voluto credere.

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Vedo gli amici ballare ( ma tu non sei qui con me)

Meno male che va tutto bene; ce lo ribadiscono contenti quei signori che si sono autoproclamati leader e che non sono ancora riusciti a dimostrare finalmente a tutti quanto valgono. O meglio, qualcosa a chi sa intendere, l’hanno saputo dimostrare portando allo sfascio non solo questa meravigliosa città ma anche il mito di una buona amministrazione che si trascinava forse immeritatamente da anni. Anche perché se così non fosse non ci sarebbe una logica nell’apprendere alcuni fatti che l’ufficio “belle notizie”, quello costosissimo piazzato al primo piano della Casa Comunale non si sognerebbe mai di far trapelare. E’ successo che dopo aver strombazzato in pompa magna che era partita la gara per l’affidamento dei lavori di rifacimento dei marciapiedi intorno alla scuola Vignacce (ricordavo che fossero a carico del proprietario del Centro Commerciale ma sono sempre più fazioso e quindi smemorato) nessuno si è presentato ad offrire la propria opera. E’ vero che si trattava di una gara il cui valore era intorno a venti o venticinquemila euro ma in un momento di crisi come questo era normale che almeno due delle cinque ditte invitate dall’amministrazione comunale si affacciassero. I lavori non sono stati quindi ancora appaltati. Qual è la ragione del boicottaggio di ben cinque imprese? Credo sia tutta nella stitica consistenza delle casse comunali. E’ fatto notorio che esistano alcuni provvedimenti di pignoramento sulle giacenze bancarie dell’amministrazione, è anche fatto notorio che molte delle mega opere di trasformazione ciclopica iniziate dal Magnifico et Omnipotente siano al palo perché la benzina è finita. A proposito di benzina anche sulla questione dei rifornimenti di carburante dobbiamo stendere un professionale velo di silenzio. I dipendenti comunali sono in agitazione e di solito si innervosiscono quasi sempre per questioni attinenti alla retribuzione. Dulcis in fundo c’è la mannaia del bilancio; anche qui è cosa nota come non tutti i consiglieri di maggioranza siano disposti a fare quadrato mettendo faccia e manina su un documento che è come una coperta, sempre troppo corta ma la scadenza del termine per approvare la verifica degli equilibri si avvicina paurosamente. Allora di cosa si deve magnificare un sindaco che ha tentato di governare la Città senza riuscire a progettare nulla, che ha distribuito un programma elettorale mai iniziato, che ha sperperato quasi otto milioni di euro di contributi Enel oltre alle somme incassate con l’addizionale Irpef da lui stesso istituita, per non parlare di autovelox, Bucalossi e gabelle varie? Prima di chiedere carta bianca per altri cinque lunghissimi anni, non farebbe bene a farci vedere due conti messi in fila? Come la Banca Centrale Europea, come ogni azienda quotata in borsa anche questa meravigliosa Città ha un suo rating finanziario. La fiducia in chi deve investire sta scemando vertiginosamente, se nemmeno una tra cinque imprese ha avuto l’ardire di avvicinarsi ai nostri confini, probabilmente con la consapevolezza di dover anticipare i propri soldi e di rivederli tra tantissimo tempo. Questi signori, quindi, non contenti di aver sputtanato loro stessi, seppelliti da una valanga di false promesse e vere bugie, sono riusciti a far vergognare tutti i cittadini ed a questi stessi cittadini chiedono ancora di essere votati, convinti di avere a che fare con un popolo di emeriti imbecilli. O gli imbecilli esistono veramente?


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Lo stupore della notte spalancata sul mar (ci sorprese che eravamo sconosciuti io e te)

Cominciamo a scaldare i motori, le elezioni si avvicinano giorno dopo giorno; anche noi del blog e tutti i nostri più cari e validi amici saremo della partita. Cominciamo a parlare di voti e cominciamo a farlo a modo nostro, sempre controcorrente ed in maniera antipaticamente non convenzionale. Per esempio, ricordate le preferenze che ognuno dei soloni che siedono tra i banchi di maggioranza ha registrato a proprio nome? Si cominciano a sparare numeri a vanvera, complice il Comune di Santa Marinella che nella foga di eseguire un caldissimo restyling del sito internet istituzionale si è dimenticato il link con i dati dell’ufficio elettorale. Ve li forniamo noi, nella nostra giocosa maniera. Cominciamo a fare un ipotesi ed a lanciare qualche numero sul tavolo. Il consigliere ultimo degli eletti nella lista che ha vinto le elezioni (o che è arrivata prima, come diciamo noi) è Stefano Gagliano. Il sistema elettorale in vigore allora, ed in vigore adesso fino alla validazione istituzionale dei dati del censimento di quest’anno, è quello maggioritario misto con premio di maggioranza che prevede l’assegnazione di tredici seggi alla lista che arriva prima più quello del sindaco. Al resto del mondo ne toccano sette per un totale di ventuno poltronissime. Allora il gioco che propongo è questo. Immaginiamo di mettere in fila tutti i candidati, dal primo che ha preso più voti di tutti fino all’ultimo che sarebbe Gagliano in quanto ultimo degli eletti nella lista maggioritaria. Considerati ed intoccati i quattro candidati sindaco che hanno ottenuto il posto di diritto (Bacheca, Rocchi, Mucciola e Fronti) tra il primo degli eletti che è Fratturato e l’ultimo che è Gagliano dovrebbero collocarsi altri quindici consiglieri, la maggior parte della lista di Bacheca. Naturalmente non è così. Tra Fratturato e Gagliano risultano ben ventisette persone. Ecco l’elenco. Primo dicevamo è arrivato Fratturato con 299 preferenze, poi Degli Esposti con 287 voti, subito dopo Rossanese con 276 voti. Il quarto degli eletti è Andrea Bianchi con 219 voti, a pari merito con Marongiu anche lui 219. Dopo viene Trebiani per 211 voti e a seguire Boelis, 171 voti. Ancora dietro, siamo alla ottava posizione, c’è Pino Galletti con 165, quasi gli stessi di Dani che ne ha presi 161. Subito dopo Grimaldi con 158 preferenze seguito da Benci con 157. Adesso cominciano i paradossi. Il dodicesimo della lista, tra i più votati nel 2008 a Santa Marinella è Vergati della lista Mucciola con 155 voti mentre Romitelli, consigliere comunale, lo segue a pari merito. Stesso discorso per altri due candidati della lista Mucciola, Fiorelli con 154 voti e Iachini con 150. Dopo loro c’è La Rosa con 147 seguito da due della lista Fronti, Conteddu con 143 voti e Toppi con 135. La lista Mucciola semina tra i più votati anche Gasparri con 133 preferenze personali, con Fronti era Ferullo che ha portato a casa ben 131 preferenze e poi Siviero, 127 voti per la lista Mucciola. Al ventiduesimo posto di questa strana elencazione c’è Massera, consigliere comunale con 126 voti, seguito da Maggi con 121 e da Assumma, lista Fronti, con 120 come De Antoniis. Calvo, lista Fronti, 119 voti e poi Marcozzi, lista Mucciola, 114 preferenze. Chiudono l’elenco Pepe, 113 voti e Gagliano, appunto, con 109. Spettacolare e paradossale, vero? Di dati simili da qui fino all’apertura delle nuove urne ne snoccioleremo tantissimi. La nostra abilità è appunto quella di accumulare notizie, elaborarle e collegarle tra loto, ormai ci conoscete e sapete che è il nostro punto di forza. Paradossale dicevo è il fatto che nominalmente in queste 29 posizioni la lista del sindaco non abbia la maggioranza consiliare. Poi con mosse degne del miglior Faraone ci ha pensato lui a sparigliare i giochi trascinando nelle sue spire la maggior parte dei nomi che abbiamo letto e visto in gioco contro di lui. Sappiamo che il nostro (ormai per poco) sindaco ha ben sviluppato un concetto matematico della politica e cioè che il consenso si ottenga sulla base dei numeri. Pochi, tra i nomi che vi ho appena elencato, hanno saputo resistere alle sue offerte e questo ormai è un dato storico. Per noi la politica è un’altra cosa, è impegno sociale, programmazione, confronto e sviluppo. Cose che con i numeri ci azzeccano poco, ma lo sapete, siamo diversi e non è poca cosa.


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Una rotonda sul mare ( il nostro disco che suona)

Eppure era facile, la soluzione l’avevamo sotto gli occhi. La colpa credo sia stata tutta nel nostro pressapochismo e nella smania di protagonismo che qualcuno di noi ha sempre avuto. Noi cercavamo progetti, manifestazioni, grandi eventi mentre loro zitti zitti pensavano a fare invece che a chiacchierare e siamo stati fregati in pieno. Turismo, ricettività, moltiplicazione dei posti, noi predicavamo e loro facevano. In tanti si sono lamentati per il bivacco di immondizia che è rimasto quattro giorni quattro in via della Libertà, pieno centro storico. Invece abbiamo a che fare con amministratori che sono veramente avanti, che hanno pensato anche al nostro futuro, magari senza dircelo. I prevenuti, i maligni, quelli di voi che con questa meravigliosa e giovane amministrazione comunale sono rimasti a bocca asciutta (e quindi ne parlano male) hanno pensato subito ad un problema igienico ambientale e invece no. In mezzo a quel putridume per quattro giorni ha fatto bella mostra di se un materasso matrimoniale che non era un rifiuto ma una grande opportunità. L’amministrazione comunale di Santa Marinella, per mano del suo inerte assessore al turismo, ha messo a disposizione il nuovo sistema alloggiativo santamatinellese, Chi intendesse fare una vacanza in città, invece di spendere denari in alberghi anche costosi, poteva a poco prezzo prenotare sotto l’albero max due persone anche con animale al seguito, naturalmente compilando l’apposita domandina su Facebook, visto che l’Urp non esiste e per chiedere qualcosa a qualcuno bisogna essere iscritti ad una pagina specifica e quindi essere amici di quegli amici li perche non tutti sono autorizzati ad accedervi. Bisogna essere moderni, spigliati e cercare di spendere poco. La puzza d’immondizia, per esempio, che in questa arida estate ha pervaso tutti gli anditi del territorio ha tenuto lontane le zanzare, evitando il contagio di malattie endemiche come la malaria. Chi poteva pensare a questa finezza se non i rabdomanti di via Rucelllai? Dopo aver tanto discettato sui grandi lavori abbiamo capito anche perché la sistemazione del sottopasso di via IV novembre non è stata portata a termine. Qualche paraculo pensava al fatto che volessero ritardare il fine lavori per tagliare un altro nastrino tricolore in limine alle elezioni amministrative, qualcuno scafato raccontava in giro che erano finiti i soldi. Invece hanno dato la possibilità, scavalcando due recinzioni, a chi era fisicamente idoneo di avvicinarsi al mare senza fare un giro di quasi 800 metri sotto il sole. E’ anche questo un modo di fare sport, visto che l’assessore competente ha avuto altro da fare. Non bisogna pensare male a prescindere, diamo tempo al tempo. Può darsi che queste persone, persone d’onore come Bruto, fra una quindicina d’anni ci svelino finalmente i loro piani. A me basta leggere ogni tanto lo striminzito programmino elettorale che mi fu somministrato pochi giorni prima del voto ( si sa bene, 28 giorni di campagna elettorale sono pochi per chi deve scrivere la strategia di vittoria su carta bianca). Ricettività, diceva il lapidario testo, favorire la creazione di nuovi percorsi turistici e di strutture adeguate anche in collegamento con i flussi determinati dall’attività crocieristica del porto di Civitavecchia. Chi glie lo va a dire al turista che è inciampato in questo spettacolo assurdo che noi il turismo lo intendiamo così? Chi va a spiegare a quest’amministrazione che chi considera un programmino elettorale pur striminzito che sia uno specchietto per allodole e basta, senza fare nulla per metterlo in pratica, ha come corollario la convinzione che i suoi concittadini siano tutti emeriti coglioni e come tali debbano essere trattati? Questo è il nostro centro storico, questa è la nostra vita, noi siamo indubbiamente tutti assolutamente stupidi, non stupiti ma stupidi, e basta.


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Conto sul mio diario le notti e i giorni (che ti portano via)

Non credo molto in quello che si legge su Facebook, forse anche perché credo che il tempo che molti passano attaccati ad una tastiera possa essere impiegato meglio in altri modi. Però leggere i post di amici o di semplici conoscenti può a volte far riflettere, come mi è capitato stamattina. Un amico si lamentava del fatto che, in scadenza il pagamento della prima “tratta” del debito tra il mio Comune e il Consorzio dell’acquedotto del Medio Tirreno nulla si sapesse del modo con cui il Comune stesso intendesse assolvere questo debito, evidentemente fuori bilancio. Cioè per l’esattezza, è meglio specificare, da dove il mio Comune intendesse prendere i denari per assolvere questo impegno. Questo cittadino si è indignato perché non riesce a ricevere una risposta dal Comune e nemmeno dall’ufficio stampa del Sindaco che pare meno informato di tutti. Il nostro amico è stupito e non è il solo a pensarla così. La comunicazione nella gestione di un’amministrazione di ridotte dimensioni come la nostra è fondamentale ed anche abbastanza semplice. I cittadini ben informati dovrebbero rompere le scatole il meno possibile proprio perché le informazioni di cui hanno bisogno vengono fornite a cascata dagli uffici competenti. Questo, come al solito, in teoria. Nulla si può pretendere invece da un Comune che per scelta non ha mai attivato un URP, un ufficio per le relazioni con il pubblico, con l’effetto che chiunque voglia avere un’informazione qualificata relativamente ad un problema amministrativo debba per forza rivolgersi per le vie brevi a qualcuno che conosce, trovarsi un bel Santo in Paradiso sotto la cui statua accendere un’infinità di moccolotti. Da un Comune che usa soldi pubblici per fare comunicazione nel solo interesse “politico” della maggioranza non ci si può attendere di meglio; si sa che le cattive notizie fanno male prima di tutto a chi le dice e quindi questi signori preferiscono non dirle, preferiscono che le brutte cose arrivino con la forza del fulmine sul capo dei loro amministrati affinché possano essere guardati con commiserazione dell’assessore di turno, che magari per mesi ha fatto spallucce quando gli chiedevamo notizie su una certa vocina, e fare in modo che lo stesso assessore possa sventolare in consiglio comunale un pezzo di carta gridandoci di mettere mano al portafoglio, che ne so, magari per colpa di qualche “ente sovra comunale”. Insomma oggi finalmente abbiamo appurato che i soldi che spendiamo non servono per l’ufficio comunicazione ma per la stanza delle belle notizie. Tutto a Santa Marinella funziona a due velocità. La minoranza, che qualche tempo fa era anche maggioranza, sembra non averlo capito e non aver voglia di fare un passo avanti. Sarebbe bastato che questi consiglieri comunali da soli si fossero attivati per informare la città facendo loro quella comunicazione pubblica che il Comune non è stato in grado di fare che le cose si sarebbero aggiustate con un po’ di anticipo. Un blog non basta. Anche voi che state leggendo, curiosi o stizziti, queste righe su internet non rappresentate una grande fetta di popolazione. Internet, Facebook sono ancora mezzi di comunicazione di nicchia. La comunicazione, l’informazione si fanno con la carta stampata, che costa. La politica costa e fare politica a costo zero è ancora fantascienza. Cominciare ora a fare chiasso è anche questa una pura illusione. L’alternativa, quella vera, si costruisce non a pochi mesi dalle urne ma con un lavoro costante, continuo, con un forte impegno. Mettersi ad agitare una bandiera a pochi mesi dalle elezioni non paga, specialmente se negli ultimi anni di bandiere bene sono cambiate molte. Dall’altra parte i soldi ci sono e gli strumenti pure. C’è la possibilità di usare, mai contestati, locali pubblici per fare le riunioni di associazioni di elettori, di stampare giornalini con il logo del Comune dando spazio soltanto ai politici di maggioranza, di fare feste e sagre solo come viatico ai figli ed ai nipoti, di concedere spazi e proprietà pubbliche con molto compiacimento ma sempre a senso unico. Ecco, la questione del senso unico, non stradale capiamoci, è il motivo conduttore di un modo di amministrare che non ci piace più. E’ il sistema di chi fa di tutto per arrivare a sedere su una poltrona e da li conciona, sentenzia e spartisce, sempre a senso unico. Non ci sono mai responsabilità, nessuno pagherà mai per questo scellerato modo di amministrare, a senso unico, le poche risorse di questa meravigliosa Città. Prima di agitare una bandiera bisognerà capire bene se si hanno chiari gli obiettivi e si dispone dei mezzi adeguati per conseguirli. Un buco nell’acqua potrebbe avere conseguenze molto deleterie, soprattutto dare false speranze a cittadini che finalmente hanno bisogno di qualcosa in più.


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Notte di ferragosto (calda la spiaggia e caldo il mare)

La trasparenza è una grandissima virtù; è anche una delle condizioni per le quali chi governa può ottenere fiducia dalla gente per la quale sta operando. Questa brillantissima amministrazione tra le pochissime qualità che ha non può annoverare certo la trasparenza. Chi ci è più fedele ricorderà senz’altro che per quasi un anno l’unico modo per leggere le delibere di giunta o i documenti dell’amministrazione era consultare questo blog, mentre chi era pagato per fare questo, oltre alle altre azioni di comunicazione pubblica, era impegnato a fare altro. Una grande operazione trasparenza potrebbe partire proprio dalle feste e festicciole organizzate in giro per la Città. Si vedono palchetti, assessori trasformati in direttori di circo equestre, ringraziamenti al sindaco e al presidente della Regione a profusione. La trasparenza che proprio in un momento di crisi come questo, con una spending review che bisognerebbe imporre anche nella Perla, potrebbe approdare installando sotto il palco o all’ingresso delle varie manifestazioni un bel cartello, colorato e visibile, nel quale indicare il costo della manifestazione e come questo costo viene finanziato con la denominazione del privato mecenate o del capitolo di bilancio pubblico che andiamo a grattare. Così la gente potrà capire al volo cosa spinge certi imprenditori a erigere palchi e palchetti o quanto effettivamente possano costare le “splendide” occasioni di divertimento che questa giovane amministrazione fa finta di regalarci. A proposito di regali, riceverne uno ha sempre un sapore gioioso e particolare, misto di sorpresa ed ammirazione nei confronti di chi ce lo porge. Immaginate invece come sarebbe il ricevere un dono se sapeste che chi ve lo porge in un bel pacco tutto infiocchettato lo ha comprato con il vostro portafoglio appena munto e ben strizzato. Quanta gente andrebbe ad assistere a queste splendide libagioni se sapesse di averle pagate a peso d’oro e se leggesse che ad organizzare il tutto sono sempre le stesse persone, convocate per questioni di militanza prima che di professionalità. Proprio perché ci sentiamo sempre più trasparenti sarebbe allora opportuno che lo stesso tipo di cartello fosse affisso davanti alle ormai metabolizzate “grandi opere pubbliche” per far conoscere quanto siano effettivamente costate, da quale bilancio siano stati prelevati i fondi e soprattutto se siano state interamente pagate o meno. Una piccola cosetta, buttata lì, ma di un’importanza epocale. Si sa, le trasformazioni importanti nascono tutte da piccole cose. Poi se non si ha voglia di trasformare nulla non c’è nemmeno bisogno di dirlo: ce ne siamo accorti da soli.


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Arriva la poesia

Non so chi se ne possa essere accorto, i nostri lettori sono molto attenti al punto di risultare a volte distratti ma abbiamo imbarcato un artista vero, tale Arsenio, che da qualche giorno ci sta inondando di rime che raccontano con un’arguzia molto popolare e riferimenti storici e culturali assolutamente elevati uno spaccato di vita e città diciamo pure “come piace a noi”.

Il nostro Arsenio meritava qualcosa di più di un semplice post ed abbiamo deciso tutti assieme di regalargli una pagina tutta solo sua. Ci potete arrivare cliccando la relativa etichetta sulla testata del blog.

Buona lettura a tutti e se vi piacciono le poesie di Arsenio fateglielo sapere commentandole.


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Una poltrona anche per Lui?

Mancano nove mesi alla scadenza naturale della legislatura e il centrodestra romano è impegnatissimo a occupare gli ultimi tasselli disponibili tra holding, bioparco, farmacap, Musica per Roma, Multiservizi, incarichi questi ai quali vanno aggiunte le nomine di alcuni revisori di conti, oltre alla presidenza dell’ambitissima Agenzia per il controllo della qualità. Ci sono poltrone ancora sprovviste di chiappe sulle quali va messa al più presto una croce sopra. Noiroma è in grado di mostrarvi, in esclusiva, la suddivisione dei posti, corrente per corrente (con tanto di pubblicazione del foglio clandestino che da giorni gira in Campidoglio). Ne esce fuori una cartografia che indica, oltre ai posizionamenti da attuare e ai deretani da parcheggiare, anche chi tira di più in questo periodo nel centro destra romano.

 

In assoluto chi fa la parte del leone è il gruppo Sammarco , il potente coordinatore romano, che starebbe per ottenere una vagonata di poltrone: tra Sviluppo Lazio, Risorse per Roma, Farmacap e Multiservizi è pronto a piazzare quattro suoi uomini (tra cui c’è Maria Spena, ex assessore in II municipio dimessosi misteriosamente circa quattro mesi fa). Un bel poker al quale va aggiunto anche il futuro Presidente del bioparco e due revisori di conti che dovrebbero essere indicati nientepopodimeno che dal consigliere Tredicine in persona. Un vero e proprio filotto che testimonia la vitalità e la potenza, in termini elettorali e di peso politico, del gruppo dell’ex tesoriere di Forza Italia.

 

Non dice male nemmeno a Laboratorio Roma, il gruppo guidato dal duo Quarzo Aurigemma. Starebbero per portare a casa quattro poltrone niente male: il presidente di Farmacap (che gestisce tutte le farmacie comunali), due consiglieri di amministrazione nella Holding e in Farmacap, oltre ad un Revisore dei Conti. Se la politica seguisse le logiche del mondo normale ad un gruppo del genere, capitanato da un assessore come Aurigemma che ne ha combinate più di Carlo in Francia, al massimo avrebbero dato un posto da bidello in qualche scuola di periferia. Questa elargizione di poltrone è la dimostrazione di come la politica non segua logiche normali. Ad Alemanno servono consiglieri motivati pronti a sacrificarsi, ricandidarsi e tirare fino all’ultimo voto. Mal di pancia in consiglio non sono più ammessi. Quindi anche Laboratorio Roma deve vedere completato il proprio puzzle.

 

Capitolo Augello. Dopo il caso Belviso (il vicesindaco – molto vicina al senatore ex An – nei giorni scorsi è stata al centro di feroci polemiche per delle assunzioni nel suo assessorato) il gruppo ha dovuto fare un piccolo passo indietro. Si accontenterebbero di avere il Direttore Generale di Farmacap e di piazzare Tirrò nel cda della Holding.

 

Alla corrente del capogruppo Luca Gramazio è intanto già andato un posto di rilievo nell’agenzia controllo qualità ( occupato da Marco Penna il cui nome lo si evince in modo chiaro dal foglio top secret) oltre al Presidente della Holding. Sicuramente un premio al certosino lavoro svolto in questi mesi da Gramazio Junior, il cui zelo è stato profuso per limare e a cercare una complicata quadra tra la “briosa” maggioranza.

 

Capitolo Rampelli. I gabbiani, fedeli alla loro mission legata alla cultura, otterebbero il direttore artistico di Musica per Roma e una poltrona nel cda della Holding.

 

Chiosa finale sul gruppo Nuova Italia, di fatto il gruppo che fa capo al sindaco. Una e una sola la nomina ottenuta, una nomina che però all’atto pratico ne vale cento. Renato Mannheimer è stato nominato Presidente dell’Agenzia Controllo Qualità. Penna e Mannheimer sono quindi i due nomi che comprovano la veridicità di questo appunto riservato. Occhi puntati quindi sul prossimo sondaggio che Mannheimer pubblicherà sul gradimento di Alemanno, potremmo vederne delle belle. Noiroma insinua un dubbio: vuoi vedere che il sondaggista di Bruno Vespa è stato messo là per ottenere qualche sondaggio “addomesticato”? La nostra è pura ipotesi con l’aggravante della malizia, ma, come direbbe Andreotti: a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca (spesso ma non sempre).

 

Rimangono altri posti da definire: al bioparco, a Farmacap e due nomine tecniche, una all’agenzia delle tossicodipendenze (in pole position un tale Turchi) e l’altra alle Biblioteche di Roma dove Del Vecchio avrebbe il posto già garantito. Penna e Mannheimer hanno ottenuto quel che volevano a dimostrazione che per ora l’equilibrio delicato di quegli appunti viene rispettato. Tocca solo pazientare per vedere se il puzzle verrà completato senza terremoti.

copiato da www.noiroma.it


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Funghi e funghetti

C’è un fermento importate e deciso nell’aria che traduce un tentativo alquanto puerile di chiudere quattro anni di nulla assoluto con i fuochi artificiali, un anno da vivere quasi pericolosamente e da riempire di sogni ovattati, l’anno fatidico che precede le elezioni amministrative. Due i fenomeni da analizzare. Da una parte il proliferare di nuove e nuovissime associazioni, i funghetti, che radunano gente assolutamente anonima, che per quattro anni ha preferito stare alla finestra, magari nel tentativo di essere chiamata a raschiare il barile e che ora tenta di sparare sulla Croce Rossa aprendo pagine su Facebook, organizzando pizzate e feste in maschera, partecipando ai consigli comunali prendendo appunti . Manzoni scriveva che chi il coraggio non ce l’ha non se lo può dare, anzi lo faceva dire a quel poveraccio di prete che per sbarcare il lunario era costretto a farsi grigio e quasi invisibile ma che poi venne tirato in una storia più grande di lui. E’ facile scendere in campo adesso, con un’amministrazione comunale agonizzante ed in stato confusionale, e comunque ben venga qualsiasi iniziativa che siano in grado di scuotere almeno un poco le coscienze. Dall’altra parte ci sono i funghi stagionati, spuntati nella primavera di quattro anni fa ed ormai muffi e velenosi. Questi funghi hanno trovato un passatempo goliardicamente efficace: giocano a chi la spara più grossa, si fanno fotografare sorridenti ed abbracciati davanti a cantieri infiniti nel tentativo di convincere gli abitanti di Santa Marinella che quella dietro la loro testa sia un opera pubblica mentre hanno disseminato la città di monumenti alla confusione mentale e poi festeggiano abbracciandosi l’un l’altro, nascondendo le mazze ferrate ed i coltelli da un’altra parte. Il sorriso che in maniera emiplegica gli è rimasto stampato in faccia nasce dal sentimento di primazia che li ha sempre avvolti, dalla convinzione che Santa Marinella sia la famosissima vigna dei coglioni e che soltanto loro possano inebriarsi di quel vino. Adesso sta venendo al pettine il problema più grande, l’inabilità di certi soggetti a gestire la cosa pubblica, ad interessarsi di questioni che non siano soltanto i fatti loro. La fase due, tante volte annunciata non è mai partita. La giunta è avvitata su se stessa intrappolata tra il baffino di Allumiere ed il biondino di Subiaco. Non potendo occuparsi del bene dei loro concittadini questi prodi si danno alla declamazione poetica. Via allora alle case delle farfalle tanto care agli assessori dalla doppia giacchetta, ai musei a quattro stagioni, ai corsi di lingua mai decollati, alle città a tema, dallo sport alla scuola mentre il villino di via della Libertà, esempio di come certi individui vogliano bene alla loro città e considerino il patrimonio pubblico, rimane in attesa di un compratore, certamente già individuato ma che attende in silenzio la maggior rovina, mamma del minor prezzo. Questi signori, lo ricordo ai meno attenti, sarebbero rappresentati dai funghi vecchi muffi ed avvelenati, si stanno cominciando a muovere, avanzano richieste, non solo pretendendo di essere rivotati ma addirittura di essere rieletti. Con questo dimostrando non solo una totale mancanza di dignità personale ma un’aura di paraculaggine che rasenta la fantascienza. E’ presto forse per tracciare un bilancio di questi tristi ed allucinati quattro anni ma un dubbio merita sicuramente una importante ed immediata risposta : il vecchio è sempre peggio del nuovo? Perche chi ci segue da più tempo, no dico dall’inizio ma almeno con maggiore dedizione a questo punto avrà capito perfettamente che dietro ogni casa delle farfalle c’è sempre un bel parcheggio con le strisce blu, che quando chiuderà la multi servizi almeno un paio di dirigenti troveranno un approdo sicuro in acque dolci e calme, che comunque bisogna stringere i denti ma soltanto per poco: la nuova IMU magicamente sanerà ogni increspatura del bilancio comunale. E che se andiamo avanti così non ci consolerà più nemmeno il poter dire che avevamo previsto tutto.


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