E’ certamente vero che a forza di fare passi indietro c’è il pericolo di cadere dall’altra parte del burrone ma anche facendosi guidare dalla supponenza, andando dietro personalissimi convincimenti mai suffragati da prove o mai verificati non si va da nessuna parte. E’ quello che ormai da anni succede proprio a Santa Marinella dove specialmente nel campo della politica locale esistono mille preconcetti ma soprattutto ognuno, specialmente tra quelli che amano definirsi attori principali di questo teatrino, crede di sapere sempre tutto di tutti. Quindi capita che un mio amico mi racconti durante le ultime feste natalizie di essere stato additato come transfuga e/o traditore perché dopo aver aiutato uno dei contendenti alle amministrative del 2008, resosi conto di essere stato abbondantemente preso per il culo ( non è né sarà mai il solo) ha deciso di abbandonare ogni sua velleità e di non partecipare più alle periodiche pizzate, con annessa predicozza, né andare ad omaggiare il suo vecchio capobastone. Semplicemente questo mio amico è tornato dietro la sua pariglia di buoi ad arare il suo orticello e ha assunto quell’atteggiamento che proprio una trentina di anni fa fu battezzato come “riflusso”, è rifluito dentro casa sua probabilmente abbastanza schifato da certi atteggiamenti clientelari e devozionali che inquinano la politica cittadina. Orbene, come direbbe un signore con i capelli bianchi, questo mio amico, questo nostro concittadino è stato tacciato quale traditore, passato “al nemico”. Se non si frequenta più un certo giro si deve stare per forza dall’altra parte, se non si fanno più certi ragionamenti si sta lavorando con l’avversario, se si sparisce da quel basso palcoscenico che è la politica cittadina sicuramente si sta “remando contro”. Una terza posizione ( l’ho scritto minuscolo, attenzione) non è mai ammessa, o di qua o di là perché siamo tutti considerati burattini nelle mani di qualcun altro. L’autonomia di pensiero, e la successiva autonomia di azione, non è mai ammessa perché c’è sempre qualcuno che deve pensare per te, non per toglierti un ingombrante fardello ma semplicemente perché ritiene che tu non ne abbia la facoltà. Altro esempio eclatante è quello dei cenobi politici nei quali vengono prese le decisioni che questi signori, a volte più necrofori che negromanti, ritengono epocali. Sono conventicole sempre più ristrette, allo scopo di evitare qualsiasi tipo di dibattito e di discussione, di analisi e di crescita. Le decisioni che escono fuori dal conclave di turno sono sempre inappellabili e prevedono che il gruppo di persone a cui sono indirizzate le segua con pedissequa attenzione. Chi se ne distanzia è coma sopra esposto un traditore dell’altrui pensiero. Noi dobbiamo cambiare le cose, noi vorremmo cambiare le cose e visto che i programmi non si possono cambiare perché di decennio in decennio sono sempre gli stessi, come sempre gli stessi sono gli attori di questa grande farsa, proviamo ad iniziare dal manico. Ci piacerebbe che almeno i metodi fossero diversi, che la supponenza si sciogliesse per strada, che i cittadini fossero interpellati, convocati, ascoltati, convinti, mai insultati o additati. Noi pensiamo di essere diversi e già per il semplice fatto di pensarlo lo siamo.
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