Come acqua azzurra, acqua chiara anche il ritornello dei “tempi non sospetti” è entrato nei nostri modi di dire passando attraverso la porta dei luoghi comuni più consumati. Anche se non mi piace frequentare i luoghi comuni devo dire che proprio io, in tempi non tanto sospetti, avevo detto che “l’Ancora cercava casa”. Correva l’anno 2008 ed anche allora si era in tempi caldamente pre-elettorali. Allora come oggi Eugenio Fratturato sentiva aria di primavera e provava a cambiare i suoi vestiti, sempre strettissimi, e come si dice nelle migliori aziende, si ricollocava sul mercato. Quasi cinque anni dopo Eugenio diventa l’uomo del “ma anche” confidando a pochi intimi che la legislatura va conclusa e quindi gettando acqua su tutti i fuocherelli che lo dipingevano come l’affossatore del suo compare Bacheca. Ma anche…si guarda intorno, facendo chiaramente sapere che accetta proposte, rinuncia a proporsi come leader di una nuova formazione civica a patto di entrare con il suo consueto savoir faire nella coalizione più forte che ci sia su piazza. Due i passaggi da sottolineare nel breve inciso diffuso dalla stampa. Il primo riguarda Santa Marinella “che è la mia città”, tagliando fuori quindi dal toto sindaco la figura dell’ex europarlamentare Battilocchio, dietro alla quale si è riparato per cinque anni da tutti i colpi, alti e bassi, tirati dai suoi colleghi di giunta. Parla poi di “diversi interventi pubblici, di carattere strutturale e strategico” senza farci sapere quali siano ma consapevolmente denunciando il vuoto assoluto del quale è stato artefice, essendo il numero due dell’amministrazione comunale e per cinque anni assolutamente complice. Non guarda in faccia a nessuno il “giovane” Eugenio, non si risparmia. A chi lo definisce un voltagabbana risponde, nella maniera più colta possibile, dichiarando che nei cinque anni di cui ha bisogno per completare quanto nei cinque anni appena trascorsi non è riuscito nemmeno ad iniziare sarà indispensabile una “decisiva, innovativa ed inedita scelta di azione, da parte della prossima amministrazione comunale”, come per dire che non bisognerà andare tanto per il sottile, non sarà importante la bandiera né la nuova ed inedita alleanza che sta preannunciando. E’ pronto al dialogo, lo stesso dialogo adoperato con i suoi colleghi di giunta, proprio per preparare una rivoluzione “epocale”. Contemporaneamente ed in poche righe ha detto tutto e non ci ha fatto capire niente. Un po’ come il sindaco uscente Roberto Bacheca che nella dichiarazione di risposta (che senso ha rispondere se non si viene apertamente attaccati?) dice che se Fratturato non insegnerà alla sua stessa maggioranza come si fa veramente a governare una città impegnativa come Santa Marinella dovrà andarsene altrove anche perché siccome lui sta preparando la sua lista elettorale con gente nuova, seria e preparata per Eugenio Fratturato ormai non c’è più posto. Scherzi a parte finalmente abbiamo capito cosa hanno fatto questi signori a via Rucellai per cinque anni. Ce l’eravamo chiesti vedendo che il programma elettorale non era stato nemmeno iniziato, che a parte le numerose cene e libagioni consumate i consiglieri e gli assessori, sindaco in testa, non si facevano vedere in giro e per fare un po di polvere si erano impegnati come matti a terminare le opere ed i programmi iniziati dal Faraone: stavano imparando a recitare e provavano e riprovavano la pantomima che ha iniziato ad andare in scena in questi giorni, quella della finta lite pre-matrimoniale. Cinque anni fa Eugenio ci aveva confessato che il suo cercare casa faceva parte di una precisa “strategggia”, che lui la casa non l’aveva persa e che certi accordi erano sigillati col sangue da tantissimi anni. E allora a cosa serve tutto questo polverone? A noi che non stiamo mai tranquilli, che abbiamo l’abitudine di riflettere sulle cose, che andiamo a controllare e toccare con mano questa cagnara fra venire in mente una cosa precisa. Oggi doveva essere tenuto un consiglio comunale con all’ordine del giorno l’importante argomento della ricognizione degli equilibri di bilancio. La maggioranza non c’era, ormai sfaldata e divisa; nessuno si è preso la responsabilità di approvare un documento che non è stato attentamente controllato, verificato, validato. I conti non tengono, evidentemente non sono in ordine. Nessuno ci ha ancora spiegato che fine hanno fatto i soldi dell’Enel, quelli dell’autovelox, quelli dell’addizionale irpef; per questa ragione i consiglieri comunali non hanno nessuna intenzione di ratificare un documento che non riescono a comprendere fino in fondo. Protraendosi questa situazione la sanzione potrebbe essere quella dello scioglimento anticipato del consiglio comunale. Il calcolo è presto fatto, pochi mesi di commissariamento varrebbero molto più dell’onta di non approvare un documento di bilancio dichiarando il fallimento della propria amministrazione. I giochi sono fatti e le scaramucce tra Eugenio e Roberto fanno parte di una “strategggia” ben studiata. Intanto questa Città continua a morire, nell’indifferenza più completa.
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