Se questa è una maggioranza…

C’è un partito in disfacimento, un gruppo di potere che sta affilando i coltelli per un regolamento dei conti troppo a lungo procrastinato, un progetto di governo che non è mai stato nemmeno iniziato e sullo sfondo una Città che sta lentamente dissolvendosi, letteralmente morendo. C’è una generazione che ha creduto alla possibilità che la politica risolvesse i propri problemi, esistenziali e personali, e che ora deve ricredersi facendo finta di nulla per potersi rigenerare ancora una volta nella politica, unica ed ultima soluzione esistenziale. Noi invece siamo quelli arrabbiati, siamo quelli che hanno creduto che un Faraone fosse sufficiente a convincerci che la politica, almeno in questa Città, non è una cosa da delegare con facilità, che certe scelte andassero condivise e non barattate e ci siamo ritrovati con queste persone che hanno tentato di illuderci che la lezione, breve, impartitaci tra il 2005 ed il 2007 l’avessero imparata anche loro. Il problema è di storia e di responsabilità, di sensibilità e di senso di appartenenza, di riuscire a comprendere come sia semplice diventare artefici del proprio destino. Non si tratta, in fondo, di promesse mancate ma del gusto masochistico che si riesce a provare nel credere ancora alle stesse cose che le stesse persone promettono da sempre, nel riconoscere che per colpa propria e per fatto altrui si sia persa anche l’illusione di saper ricominciare a sognare. E’ un fallimento generazionale quello che porta con se la consapevolezza che bisogna rimboccarsi le maniche e ricominciare a lavorare, un fallimento visto con i nostri occhi ed avvertito sulla nostra pelle. Nel frattempo la maggioranza che fa finta di governare Santa Marinella non è più maggioranza; si sfalda su temi importanti come la potabilità dell’acqua, si sgretola sulla vicenda, tristissima, della mancata regolarizzazione dei conti cittadini e si riesce a spezzettare anche su vicende più banali. Alcuni consiglieri disertano con la massima regolarità le sedute di consiglio comunale e quelle di giunta senza che si avverta la loro mancanza. Tra poco dovranno far finta di compattarsi attorno a quel pezzo di carta che chiameranno programma ma come si può pensare alle tanto sbandierate cinque liste del sindaco se lo stesso sindaco non riesce a tenere assieme nemmeno dieci persone? Il sindaco deve essere una figura che aggrega, che moltiplica il consenso, che funga da catalizzatore delle istanze che provengono da un gruppo politico unito. Ma noi siamo diversi, lo sappiamo e siamo anche consapevoli di essere in tanti a sentirci così; in fondo ci vuole poco, un giusto mix di coraggio ed iniziativa per cambiare davvero, cominciando dalle piccole cose.

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Nel Lazio il PdL è prigioniero

Resto francamente senza parole nel vedere che Berlusconi e Alfano, mentre annunciano di voler resettare completamente il PDL a livello nazionale, non riescono a Roma e nel Lazio a far fare un passo indietro a un gruppo dirigente che negli ultimi anni ha fatto solo disastri.

 

E’ stravagante poi che proprio questo stesso gruppo dirigente oligarchico oggi annunci la cancellazione del PdL e la presentazione di una lista civica alle prossime elezioni regionali e del Comune di Roma, con una tipica operazione gattopardesca, non avendo neanche l’onestà intellettuale di fare autocritica o di fare un piccolissimo passo indietro.

 

Il Pdl a Roma e nel Lazio non ha solo bisogno di primarie ma anche di democrazia, che spesso quegli stessi che oggi chiedono le primarie hanno soffocato sul nascere, e soprattutto di selezione di una classe dirigente adeguata e di governo.

 

Infatti può capitare di vincere le elezioni, perché Berlusconi in quel momento tira al massimo, ma all’atto di andare a governare il Pdl ha dimostrato a livello locale tutta la sua impreparazione e la mancanza di uomini adatti.

 

Il tempo per intervenire è scaduto ma mi illudo ancora che Berlusconi e Alfano possano intervenire energicamente facendo pulizia a roma e nel Lazio prima che le macerie seppelliscano tutto.

Donato Robilotta


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Che sensazione di leggera follia (sta colorando l’anima mia)

Bisogna leggere bene le notizie, bisogna analizzarle a fondo, a mente fresca, per capire quale sia la logica che sta dietro certi messaggi. Personalmente non riesco a comprendere la ragione dello stupore del PdL civitavecchiese che fa tanto baccano per la partecipazione sul palco della Festa dell’Unità cittadina di Patrizio De Felici, segretario del PD cittadino, in quanto lo stesso è anche dirigente comunale chiamato a tale incarico direttamente dal sindaco Tidei. Commissario del PdL di Civitavecchia è Roberto Bacheca, lo stesso Bacheca che ha contribuito ad eleggere come presidente del collegio dei revisori dei conti del Comune Angelo Cucchiari che è commissario cittadino del PdL di Santa Marinella, lo stesso partito che governa la città attraverso tredici consiglieri comunali eletti nella sua lista. Se uno vuol essere veramente preciso piccole sfumature di differenza ci sono tra le due posizioni. Il dirigente civitavecchiese era segretario del partito prima di essere chiamato alla dirigenza comunale mentre il presidente dei revisori dei conti comunali di Santa Marinella è stato prima eletto dal consiglio comunale e poi nominato dal partito. Il problema però presenta molti lati comuni non dal punto di vista giuridico; se si fossero rinvenute incompatibilità funzionali sicuramente qualche testa d’uovo avrebbe azionato i meccanismi legali di tutela. Il problema è di opportunità, il problema è politico. Li la similitudine, sempre da noi denunciata, tra il metodo Tidei ed il metodo Bacheca sale agli occhi di tutti. Entrambi agiscono nella stessa maniera. entrambi nominano le persone meno opportune nei posti che a loro interessano di più. Soltanto il PdL però grida allo scandalo, come se l’anomalia fosse soltanto una cosa dei territori oltre il Marangone. Opportunità, si tratta invece di una questione di mera opportunità politica. Nessuno infatti ha mai detto che la nomina di Cucchiari possa aver ingenerato cattive pratiche e proprio per questa ragione la nomina di De Felici fino a prova contraria non può far pensare in maniera differente. E allora dov’è il guasto in questo comportamento rissoso? Proprio nel fatto che il PdL locale non ha mani discettato né di politica né di opportunità risultando essere, sia sopra che sotto il Marangone, sempre il partito di uno, uno solo, che si gestisce da solo le proprie cose contro il resto del mondo. Se ricordate già avanzammo un’analisi dettagliata sul fenomeno del berluschinismo nostrano evidenziando come ad esempio nei comunicati emanati dal partito non si specificasse un nome, venissero emessi per conto di una sostanza ectoplasmatica che mai si sarebbe materializzata. La materializzazione del PdL non si è realizzata nemmeno quando è stata aperta la sede locale che con la sua porta costantemente chiusa e sbarrata rappresenta l’anima vera del partito santamarinellese, una stanza vuota e chiusa al mondo e ad ogni possibilità di cambiamento. E quando nel corso di questo splendido quinquennio bachechista si è voluto dare un senso al tentativo di fare politica locale si è scelto un contenitore, il Popolo del Litorale, che come un qualsiasi “pacco napoletano” del partito aveva solo l’acronimo, le iniziali, quasi che i berluschini locali temessero, si vergognassero di confondersi con la realtà che invece da Roma si stava espandendo in tutta la nazione. Il problema è di responsabilità e di prospettive. Il partito, nell’accezione tanto cara ai nostri e nostrani governanti, è un vestito ed ha la funzione di traghettare i propri interessi orientandoli ora verso una bandiera ed ora verso l’altra. Non esiste invece un contenitore che possa fare da pentolone nel quale far bollire gli entusiasmi troppo accesi e riscaldare quei cuori inariditi dal troppo tempo passato ad attendere che qualcosa cambiasse. Sarebbe bello avere anche a Santa Marinella un luogo nel quale confrontarsi che non sia una pagina di Facebook, dove parlare senza nascondersi dietro ad un fake, dove tentare di scambiare ragionamenti e cambiare passo dopo passo le cose. Chi chiude le porte, chi lascia vuote le stanze ha altro da fare che occuparsi degli interessi della gente e non vuole che nessuno lo faccia al posto suo. E’ tempo di elezioni e voglio dare una raccomandazione a chi si sente lo spirito più caldo e scaltro degli altri. E’ facile mettere su una lista e candidarsi, la cosa più difficile, e la storia di questa Città ne è testimone, è trasformare questa lista in un movimento quando le urne saranno chiuse. Perché se riuscirete ad instillare anche solo in cinquanta cittadini un senso civico, accompagnato alla consapevolezza di essere i veri padroni del proprio destino ed alla determinazione di non voler delegare a nessuno le scelte importanti riguardo la propria vita e la sorte del territorio che si è scelto di abitare, allora e solo allora indipendentemente dal risultato elettorale potrete dire di avere vinto qualcosa di veramente importante.

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Alessandro scende in piazza

Egregio Direttore,

mi consenta di replicare, con la presente, all’articolo apparso in data odierna sul quotidiano “la Voce” dal titolo “La Maggioranza fa polemiche con lo scopo di nascondere alla città la propria incapacità”. Nell’articolo in questione, l’opposizione consiliare della Perla del Tirreno replica ad un pezzo, redatto dal sottoscritto e pubblicato sul trimestrale “Il Popolo del Litorale”, un giornalino su Santa Marinella, voluto e realizzato, dall’associazione “Insieme per il Popolo della Libertà”, che fa capo, appunto, al sindaco Roberto Bacheca.

Innanzi tutto desidero ringraziare la minoranza per l’epiteto di “novello Vittorio Feltri nostrano”, di cui sono assolutamente indegno data la calibratura del personaggio al quale mi hanno paragonato, ma al di là questa superflua parentesi personale, volevo sottolineare che quando mi è stata presentata l’opportunità di avere uno spazio su quel giornalino, opportunità per la quale mi è doveroso ringraziare il Sindaco Bacheca nonché il direttivo dell’associazione ed in particolare il collega Roberto Boccoli, sono stato molto entusiasta in quanto, finalmente, ho avuto uno spazio nel quale esprimere una libera analisi sulla situazione politica cittadina. Ho descritto tale situazione, se pure parzialmente, dal mio punto di vista che ho maturato come spettatore esterno delle vicende politiche di questi anni, ed in particolar modo negli ultimi due, in cui ho svolto il collaboratore giornalistico nella nostra città. Ebbene, io credo che chi proviene da un’esperienza così negativa e devastante, a mio avviso, per Santa Marinella, come quella dell’amministrazione Tidei, onestamente, dovrebbe evitare di parlare di politica fatta di proclami, di polemiche sterili, di poca partecipazione sociale, di guerre a colpi di manifesti e demagogici annunci, ma anche di clientelismi; una serie di elementi, questi, che sono stati importati nella nostra città proprio da quella coalizione di centro sinistra e che hanno per un notevole periodo di tempo spaccato il tessuto sociale cittadino, una spaccatura che si dimostra e si è manifestata maggiormente, proprio nel centrosinistra, che, guarda caso, si è presentato alle elezioni frantumato in gruppi e gruppetti che come schegge impazzite dicevano e dicono tutto e il contrario di tutto, oggi uniti solo, appunto, quando c’è da attaccare Bacheca o da presentare una denuncia contro l’amministrazione comunale. Che questa opposizione non abbia veramente più nulla da dire, lo dimostra il fatto che per replicare a me, è stato necessario, per l’ennesima volta, rispolverare il noiosissimo elenco di opere pubbliche di cui rivendicano – quasi sempre immeritatamente – la paternità. Cari consiglieri di minoranza, è comprensibile la vostra nostalgia per il bel (un aggettivo che vale solo per voi, ovviamente) tempo in cui avete amministrato: ma sono passati anche 6 anni… perché non provate ad andare un poco avanti? Francamente, non se ne può proprio più di sentire gli stessi concetti, ripetuti e ripetuti come un disco rotto, per anni.

Per quanto riguarda poi la situazione attuale, è innegabile che per risanare una città, non bastano certo cinque anni, ma forse nemmeno dieci, così come è innegabile che si stanno facendo degli sforzi sovraumani in questo senso e che, nonostante la difficilissima congiuntura economica mondiale e più in particolare un territorio con problematiche irrisolte da decenni, che spesso non dipendono neanche dalla politica, l’attuale amministrazione comunale, ci stia riuscendo.

Ecco perché, direttore, nel mio articolo, ho voluto esprimere con forza un concetto: se ogni provvedimento strategico per Santa Marinella, che possa portare posti di lavoro e benessere, come ad esempio il porto o lo sblocco di terreni edili o, se vogliamo, anche l’affidamento in gestione di un impianto sportivo, ecc, ecc. viene sistematicamente bloccato dal partito del “no”, (nel nostro caso, forse sarebbe più appropriato dire “coalizione”, in quanto formata da Udc, Pd e “Un’altra città è possibile”), si crea un danno grave per la città e per i cittadini. Voglio inoltre rispedire al mittente l’accusa ridicola in merito ai cittadini che li hanno votati, che secondo i consiglieri di minoranza sono stati da me considerati “voci petulanti di fronte alle quali tapparsi le orecchie”, poiché appare evidente che i nostri rappresentanti agiscono autonomamente rispetto al voto che gli è stato dato, anzi, forse molti di quei cittadini che nel 2008 hanno conferito a loro la fiducia, oggi se ne sono pentiti amaramente. E’ per questo che se le opposizioni proseguiranno con la politica dei ricorsi, nella convinzione di fare il bene della città, continueranno ad essere, per me e per tanti altri santamarinellesi, un inutile ostacolo allo sviluppo della Perla.

Ringraziandola per l’attenzione, porgo cordiali saluti.

Alessandro D’Alessio


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Per il Club il PdL è un’altra cosa

Con la riunione del suo gruppo e il comunicato che ne è scaturito Eugenio Fratturato si è posto nuovamente al centro della scena politica, dopo due anni e mezzo assolutamente impalpabili. La costituzione di un “Laboratorio di idee”, peraltro già annunciata a luglio e mai palesata, è la dimostrazione di come lui e l’assessore Fabrizio Romitelli si siano posti fuori dalla linea della Giunta Comunale e del sindaco Bacheca. Lo scopo è chiaro: Fratturato ha il sentore che la barca sta affondando, che l’amministrazione sia arrivata al capolinea ed invece di rimboccarsi le maniche e mettersi finalmente al lavoro al fianco della gente preferiscono arroccarsi, farsi contare e misurare allo scopo di cominciare da oggi quella campagna elettorale che, con ogni buon senso, poteva ben essere iniziata a gennaio del 2013. A dispetto della poltrona che lo ospita Fratturato ha scelto, in conformità al suo modo di fare politica che i santamarinellesi ben conoscono, di prendere le distanze da chi lo ha ospitato tra le proprie file pur non essendo militante né di Forza Italia né di Alleanza Nazionale e che ha sopportato per quasi trenta mesi il suo modo di fare, poco, e chiacchierare, molto. Le realizzazioni di Fratturato si possono contare su una mano, e cinque dita sono anche troppe, e nulla se non litigiosità sarà il ricordo che i cittadini avranno del loro periodo di governo. Il sindaco Bacheca, a nostro avviso, potrà ben fare a meno di lui e della sua finta lealtà di governo. Il PdL si esprime in altri termini e cerca uomini con altre aspirazioni, innanzitutto persone del fare che non perdano tempo in giochi di potere e abbiamo come aspirazione il bene comune.

CLUB DELLA LIBERTA’ SANTA MARINELLA – SANTA SEVERA


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Affonda o non affonda?

Il Club della Libertà attacca il vicesindaco Eugenio Fratturato. L’amministrazione Bacheca e ‘‘L’ancora Santa Marinella Futura’’, movimento di cui fa parte Fratturato, fanno fronte comune contro le parole del Club della Libertà. La diatriba è scattata martedì scorso, quando il Club ha diffuso un comunicato che si è lasciato facilmente interpretare. ‘‘L’accusa’’ mossa verso il vicesindaco è partita da un altro comunicato, propagato, stavolta, da ‘‘L’ancora Santa Marinella Futura’’ e servito da viatico al Club della Libertà per sospettare di un gioco alla visibilità da parte del Vicesindaco. «Fratturato – si legge nel comunicato del Club della Libertà – si è posto nuovamente al centro della scena politica, dopo due anni e mezzo assolutamente impalpabili. La costituzione di un ‘‘Laboratorio di idee’’ è la dimostrazione di come lui e l’assessore Fabrizio Romitelli si siano posti fuori dalla linea della Giunta Comunale e del sindaco Bacheca. Lo scopo è chiaro: Fratturato ha il sentore che la barca sta affondando, che l’amministrazione sia arrivata al capolinea e invece di rimboccarsi le maniche e mettersi finalmente al lavoro al fianco della gente preferiscono arroccarsi, farsi contare e misurare allo scopo di cominciare da oggi quella campagna elettorale che, con ogni buon senso, poteva ben essere iniziata a gennaio del 2013. Il sindaco Bacheca, a nostro avviso, potrà ben fare a meno di lui e della sua finta lealtà di governo». Pronta la risposta del movimento rappresentato dal Vicesindaco. «Fratturato – dice l’associazione – è sempre al centro della politica, con il suo operato, con il suo rapporto con la gente, con le sue scelte. Ci sono individui che non sanno neanche leggere ma hanno la presunzione di interpretare l’altrui pensiero. La lealtà all’amministrazione comunale che ci governa, Fratturato la esprime in ogni atto, in ogni momento che dedica al suo incarico da Vicesindaco e di assessore, e al rapporto collaborativo instaurato con gli altri membri della maggioranza. Da ciò che scrivono – conclude il movimento – traspare tutto il loro livore, la loro ostilità, il loro ‘‘terrorismo’’ mediatico: personaggi non costruttivi, senza una collocazione, senza credibilità che improvvisandosi “leader” combattono questa amministrazione con l’intento di minarla per costruirsi una personalità politica». Sulla stessa linea il sindaco Roberto Bacheca. «Mi piacerebbe – afferma il primo cittadino – che fosse chiaro un concetto: non a tutti siamo simpatici. Questo è normale, ma c’è un fatto che va oltre queste considerazioni: i risultati reali e concreti raggiunti dalla nostra amministrazione che, statisticamente parlando, sono i migliori degli ultimi vent’anni. Tutti i giorni riceviamo attestati di stima, non come chi si è candidato in altre liste, per di più vicine alla sinistra, ed oggi si erge a moralizzatore del Popolo della Libertà. A tal proposito comunico che entro fine ottobre sarà varato il direttivo del Pdl con un commissario che traghetterà il partito fino al congresso, dove il Club della Libertà sarà rappresentato come merita e nel quale si troveranno i canali interni per discutere di tutti i settori che interessano la vita pubblica». «Per tornare alle insinuazioni mosse dal Club della Libertà – conclude il Sindaco -, non v’è nessuna barca che affonda».

da Civonline.it


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Lutzu: per il turismo più impegno e programmazione

Sembra soltanto un ulteriore intervento sul problema turismo nella Perla mentre quello che dice Antonella Lutzu, presidente del Club della Libertà di Santa Marinella – Santa Severa, è un cammeo, un discorso politico a tutto tondo che ben s’incastra nel dibattito recentemente aperto a Civitavecchia sull’essenza “metafisica” del PdL. “Il Club della Libertà di Santa Marinella e Santa Severa – dice Antonella Lutzu – esprime la forte convinzione che dichiararsi di centrodestra, riconoscersi azzurri di provata fede berlusconiana senza mettere in pratica un percorso politico e culturale che distingua le azioni e le iniziative come progettate e coordinate sotto quella bandiera tenuta alta da Berlusconi e dai dirigenti del partito e realizzate in ottemperanza ai programmi elettorali sui quali i cittadini ci hanno dato il consenso, è parlare al vento. Proprio considerata la situazione del PdL di Civitavecchia e di tutto il circondario, è necessario ed urgente iniziare il percorso che porterà An e Forza Italia sotto quella bandiera, quella del Popolo della Libertà, un partito fatto di persone capaci, in grado di prendersi delle responsabilità, con il dovere di mantenere gli impegni presi con i cittadini”. Il presidente del Club passa poi ad analizzare la situazione di Santa Marinella, che vivrà un’estate caratterizzata da grandi sacrifici. “Nel nostro comprensorio ci si deve attivare per iniziare una politica da buoni amministratori sapendo di dover fare quei sacrifici che scontenteranno qualche cittadino ma accontenteranno, alla lunga, la cittadinanza. Viviamo in un territorio fino ad ora sfruttato solo per interessi personali quando potrebbe essere utilizzato per un grande rilancio. Non capiamo perché altre regioni con le stesse nostre potenzialità riescano a produrre, magari con contingenze meno fortunate della nostra, grandi risultati. Alcune iniziative prese dalla nostra amministrazione e da noi condivise, come la restrizione dei contributi dati finora a pioggia alle associazioni, non ci lasciano indifferenti ma non possono giustificare affermazioni di giubilo come quelle del consigliere delegato al turismo Boelis. Non è questo il modo di gestire una campagna turistica per una città che del turismo vorrebbe fare una voce attiva del proprio bilancio. Sarebbe sufficiente scusarsi con i cittadini, dichiarando le proprie responsabilità ed affrontando e condividendo da subito una sana programmazione delle attività da intraprendere negli anni a venire consapevoli che la poco avveduta gestione degli ultimi vent’anni proprio riguardo al settore turistico, costringerà le ‘attuali generazioni a pagare un prezzo troppo alto. Di questo quale colpa ha questa amministrazione? Probabilmente nessuna, ma deve dimostrare di essere dalla parte del giusto mettendosi a disposizione dei cittadini e iniziando un serio percorso di studio e di progettazione per guadagnare tempo e conquistare spazi operativi. Il mercato del turismo sta subendo la recessione generale e proprio per questa ragione bisogna agire tempestivamente in controtendenza. Un’amministrazione sana con al suo fianco gente di buona volontà saprà cogliere l’attimo e capitalizzare il cambio di passo a favore di tutta la cittadinanza e di tutta l’economia santamarinellese”.

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Lollo va avanti, il PdL dov’è?

«Ho già chiesto un confronto ai vertici regionali su tutte le amministrazioni locali in modo da avere un’azione coerente in tutti i Comuni da parte del Pdl. La costituzione del gruppo consiliare a Civitavecchia proprio per le ragioni di chiarezza che il sottosegretario Giro rappresenta non era rinviabile. Ora tutti i consiglieri che intenderanno chiedere l’adesione potranno farlo e vincolarsi alle direttive del partito. Esistono infatti esponenti locali che si definiscono del Pdl rappresentando in consiglio altri partiti o movimenti. I tre consiglieri dell’ex gruppo di An hanno voluto rompere gli indugi. Non vedo controindicazioni. Ho molto rispetto per le istituzioni e per il Popolo della Libertà e per questa ragione non farò altre considerazioni a mezzo stampa riservano le stesse alle riunioni degli organismi competenti dei quali sia io che Giro facciamo parte». Così il coordinatore provinciale di Roma del Popolo della Libertà, Francesco Lollobrigida in una nota in merito alle dichiarazioni di Francesco Giro sulla situazione di Civitavecchia. OMNIROMA

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Quel Partito è un mostro

Con il decreto emanato venerdì dal Consiglio dei Ministri riparte la campagna elettorale del PdL santamarinellese. Il partito è quanto mai spezzettato nel grande assortimento di candidati. Lollobrigida, Armeni, Celori, Malcotti, Robilotta, Mazzocchi e Maselli sono solo alcuni tra i nomi che vengono diffusi e sostenuti. Il sentore è quello di un partito diviso e litigioso, che non ha saputo affrontare al meglio l’opportunità concessagli da una felice congiuntura tra il governo cittadino e quello nazionale. Manca l’iniziativa politica, manca anche la voglia di stare tra la gente; nessun tipo di manifestazione, se non a ridosso di appuntamenti elettorali, è stato mai tentato. E’ chiaro che un nuovo partito dimostra l’esigenza di avere una nuova classe dirigente; l’appuntamento con le urne, ormai definitivamente fissato per la fine di marzo e che vedrà fortunatamente presente anche il PdL, sarà l’occasione per tirare le somme e guardare avanti. Non esiste un coordinamento cittadino, se non sulla carta, e anche chi governa la città, pur essendo stato eletto sotto l’insegna del Pdl, non ritiene necessario un confronto politico di rilievo con i soggetti che, pur essendo all’interno del partito, non fanno amministrazione ma politica, stando quotidianamente in mezzo alla gente. Risultati elettorali alla mano l’appuntamento del 28 e 29 marzo sarà anche l’occasione per decidere sul rimpasto di giunta che il sindaco Bacheca ha più volte annunciato e sempre rinviato a dopo le elezioni regionali. Il timore è che qualcuno sia ancora convinto di poter vantare una rendita di posizione, di non avere la necessità di misurarsi con il consenso popolare e di poter continuare ad avere una posizione di rilievo senza l’obbligo di dimostrare talento e risultati. Nessuno naturalmente si aspetta una purga all’interno della maggioranza ma in tanti auspicano un sereno dibattito sul futuro del partito di maggioranza relativa che indubbiamente dovrà coincidere con il futuro della città. Crescita e sviluppo hanno bisogno di menti fresche, disinteressate e propositive, la città ha atteso fin troppo ed invano che qualcuno dimostrasse di avere una marcia in più.

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Il Club della Libertà sprona il Sindaco

Il direttivo del Club della Libertà di Santa Marinella – Santa Severa tira le orecchie al Sindaco Roberto Bacheca spronandolo a continuare in maniera più incisiva la missione per la quale tanti cittadini lo hanno votato e soprattutto a portare a compimento, in tempi certi e rapidi, il programma elettorale tante volte discusso con gli elettori. Questo si legge nel comunicato che riportiamo di seguito:

“Vogliamo intervenire nello scenario politico-amministrativo per segnalare una situazione di stallo nella gestione della macchina amministrativa che non ci pare possa risolversi da sola, stante la carente o quanto meno insufficiente volontà politica di creare in città qualcosa di veramente nuovo o diverso dal solito. Gli impegni presi in campagna elettorale, il programma che ha portato alla vittoria la coalizione che il Sindaco Bacheca guida dovrebbero aver portato chi governa la città a fare scelte diverse da quelle fatte finora e questo sarebbe dovuto apparire palese gia dal modo di votare determinati argomenti in Giunta Comunale.

Siamo cittadini intelligenti, siamo cittadini che si riconoscono nelle comuni radici di centrodestra e vorremmo segnalare che la mancata attuazione di alcuni fondamentali progetti, porterà la nostra cittadina a rappresentare il peggiore esempio tra le città del litorale facendola sprofondare trent’anni indietro nell’aspetto turistico – commerciale e soprattutto nella vivibilità.

Interveniamo solo oggi proprio perché, presenti a Milano alla Festa della Libertà quando il Presidente Berlusconi ha preso la parola ed ha raccontato dei progetti della sua maggioranza, degli impegni presi, del patto rispettato con gli Italiani della soluzione almeno parziale del casus creato dalla pessima gestione dei rifiuti a Napoli, dell’immediato intervento in Abruzzo, attaccando le amministrazioni che parlano solo e male e mettendo alla berlina quei politici in mala fede che pensano solo a criticare piuttosto che a fare, sembrava che ce l’avesse con voi, che parlasse di voi, proprio con chi come voi si dedica al parlare piuttosto che a fare.

Non riteniamo sufficiente sentire solo e continue promesse, che presto si farà quel progetto oppure che l’anno prossimo sarà l’anno dell’attuazioni di molti progetti, è quello che ci sentiamo dire da tanti anni, e molti di voi non sono politici proprio di primo pelo.

La città ha bisogno di scelte coraggiose e di un cambio radicale dei metodi, non è possibile vedere ancora gestioni clientelari dei problemi, la gente vuole avere maggiori possibilità e pretende che siano tutti trattati allo stesso modo, è così difficile?

Per noi è imperativo e determinante affrontare in brevissimo termine e portare a buon compimento tutte le vicende relative a piano della costa, piano regolatore, decoro cittadino, maggiori servizi ai cittadini ed infine l’ampliamento del porticciolo integrato con il centro della città.

Naturalmente, tali decisioni necessitano un confronto diretto con i cittadini per essere programmate nell’arco di sei, massimo dodici mesi; sappiamo che non dipende solo dall’amministrazione, ma anche dagli enti sovra comunali, la realizzazione di decisioni importanti per il futuro della nostra meravigliosa Città, ma non dimentichiamo che la città di Roma ha modificato il suo piano regolatore in soli novanta giorni.”


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